Si chiama Gazzetta di Parma l’ultimo partito di Paola Mecarelli?
di Doctorenry
Era inevitabile che prima o poi accadesse. A forza di tenere il piede in cento scarpe prima o poi l’avrebbe infilato anche in una scarpa delle mie. Come è puntualmente accaduto. Continuando a esternare un giorno sì e l’altro pure, ospitata non si sa in base a quali oscure ragioni sui due principali quotidiani locali, era chiaro che prima o poi si sarebbe trovata d’accordo con le mie idee.
Ma io, incurante del motto latino, per cui «ubi maior, minor cessat», nonostante il mio cursus honorum sia non solo infinitamente inferiore al suo ma, diciamolo pure, inesistente, rivendico nei suoi confronti una netta primogenitura, non solo temporale ma pure morale, sulle idee che Costei ha messo in campo, anzi su carta stampata, nell’edizione del 17 maggio della Gazzetta di Parma, a pagina 28 della cronaca di Salsomaggiore, ultimo in ordine di tempo di una serie di articoli che, invece di essere presentati come interventi di un politico, starebbero meglio riquadrati e completati dalla dizione di «inserzione pubblicitaria».
Per chi ancora non avesse compreso, mi riferisco all’ennesimo articolo promozionale dato alle stampe da Paola Mecarelli, il catalogo della cui carriera politica è questo:
- ex assessore comunale alla Cultura prima, all’Urbanistica poi, nelle due giunte Grolli in carico ai Ds (Democratici di sinistra, ex Pci, per i lettori più giovani o di recente immigrazione, ndr);
- ex consigliera provinciale sempre per i Ds, ma dimessasi dal partito quando da candidata sindaco in pectore venne silurata dall’allora potentissimo Massimo Tedeschi, all’apice della carriera, che prese il suo posto;
- ex aderente alla Rosa nel Pugno, quattro disperati poveri gatti cui prestò per breve tempo il proprio nome per fondare l’ennesimo gruppuscolo in consiglio provinciale, prima di creare un raggruppamento tutto suo, da lei sola costituito;
- uscita poi malinconicamente di scena alle elezioni della scorsa primavera quando non trovò alcun raggruppamento da destra a sinistra disposto ad arruolarla tra le proprie fila.
Nel frattempo aveva però trovato il tempo per:
- fondare una lista civica con la quale si presentò alle elezioni salsesi del 2006 in antagonismo a Massimo Tedeschi, con ovvia e sonorissima trombatura da parte dell’elettorato;
- fondare una «associazione per Salso e Tabiano» di cui tutto si ignora;
- virare drasticamente a destra, legandosi profondamente al capo locale del Pdl con il non troppo recondito progetto di essere nominata candidata sindaco di Salso per il centrodestra;
- caldeggiare vivamente il consorte per la nomina alla presidenza dell’Asp di Parma;
- esternare tutti i santi giorni in virtù di supposte entrature altolocate sui quotidiani locali, pur non avendo, a mio avviso, nulla o quasi da dire di interessante per le orecchie della collettività.
Finché, nell’inserzione pubblicitaria gratuita del 17 maggio poco sopra rammentata, non si è espressa su alcuni temi all’ordine del giorno della città esattamente come mi sarei espresso io. Cioè dicendo cose che io da tempo sostengo.
In primis, sulla variante urbanistica che consentirà di costruire attorno al green del campo da golf di Contignaco una serie di abitazioni da tentar di vendere ai golfisti. Il giudizio nella fattispecie è tranchant: «L’ambiente è stato sacrificato dalla maggioranza per incassare un po’ di soldi e salvare il bilancio». E senza neppure la certezza che gli aspiranti acquirenti abbiano ancora l’intenzione di entrare in possesso dei terreni, impaludati come sono in una serie di grane causate da progetti analoghi non andati a buon fine!
In secondo luogo, la Mecarelli osteggia par mio altri due punti del bilancio comunale che ritiene «non strategici»: la ristrutturazione di piazza Berzieri dove «sarebbe stato sufficiente rifare la pavimentazione senza intaccare un disegno storico» e i 400mila euro «spacciati come contributo alle politiche giovanili per una non meglio identificata officina musicale».
Altro punto di sintonia con l’aspirante candidata è senza dubbio il giudizio negativo sulla gestione del Teatro Nuovo e dei relativi fondi stanziati dal comune come contributo per il suo funzionamento (250 mila euro annui?), non tanto per l’entità della contribuzione, quanto per il fatto che dei cinquanta spettacoli previsti nel corso dell’anno, nemmeno uno venga programmato nel periodo di stagione termale. Come a dire che l’offerta per il turista a Salso è già sufficiente nei mesi buoni e non è necessario incrementarla.
Ed infine anche lei, come me, pensa che il Pd e altri della maggioranza continuino a fare appello a un malinteso senso di responsabilità per giustificare il loro voto favorevole a tutti questi provvedimenti, nella speranza di farne trarre un ipotetico vantaggio alla città ma provocandole per il momento solo un danno sicuro.
Ma l’identità di vedute tra di noi termina qui.
Anche perché queste prese di posizione mi paiono decisamente strumentali, anzi finalizzate a catturare un consenso di cui i numeri dimostrano abbia una notevole necessità.
Se infatti con la mente riandiamo al periodo in cui ricoprì la carica di assessore nelle fila dei Ds da una costola dei quali è nato l’attuale Pd che così poco incontra i favori della bionda musicologa, non ci risulta che essa si sia battuta con altrettanto ardore contro l’elettrodotto che Enel aveva in progetto di far passare proprio per Contignaco. Ecché, Paola:l e villette no ma l’elettrodotto si?
E ancora: forse che l’edificazione intensiva della collina di Salsomassimo, non sacrificava l’ambiente «per incassare un po’ di soldi e salvare il bilancio»? Oppure era strategico il rifacimento di via Milano con andamento ondivago vanificato dalla sosta selvaggia, in ogni dove, di auto e furgoni che raddrizzano il sinuoso tracciato della via a ogni ora del giorno e della notte senza che si vedano in giro mai i solerti ausiliari del traffico che, intimoriti dalla cattiva fama di chi parcheggia abusivamente, preferiscono rivolgere le loro attenzioni ad altra parte della città?
E non più tardi di sei-sette anni fa, la maggioranza di cui Paola Mecarelli faceva allora parte e che è la stessa di oggidì, non era forse «caparbia nei suoi schemi e lontana dai cittadini»?
Pensa, la presidentessa dell’Associazione per Salso e Tabiano, che i cittadini salsesi si siano dimenticate le demagogiche serate in cui l’allora assessore, accompagnata dal capo tecnico ed altri autorevoli personaggi in comando, fingeva di illustrare un progetto di riqualificazione cittadina aperto ancora a eventuali osservazioni della plebe mentre invece era una decisione immodificabile e già assunta in alto loco i cui lavori poi sarebbero iniziati entro pochissimi giorni?
È ovvio che sono tutte domande pleonastiche, cui i cittadini risponderanno in modo responsabile nel segreto dell’urna.















Doc, io quasi la invidio, la Paoletta, perchè io sarei già morto sfinito, dopo tutte quelle fatiche di Aracne -non di Ercole, un omaccione nerboruto, mentre lei è fragile e leggiadra-, socio-politiche e dintorni, mi avrebbero già ricoverato in Neuro, per delle flebo di uovo sbattuto con caffè forte e zabaione al marsala Florio, per riportarmi in vita. Ma che diavolo mangia, che beve, ‘sta santissima e benedettissima donna, per riuscire a vivere nelle 24 ore di una giornata come se esse fossero 48? Te possino ed ammappete, Dottò, ma ha un motore psico-fisico che manco le F1 della Red Bull! Se riesci a carpire la ricetta del suo metabolismo particolare, volendo, me la potresti anche passare, no? A sum che ca sum pass me na pèla ‘d fig e straiè cme na mes-ciàssa d’acqua d’la bughèda…
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I blog sono il rifugio per leggere senza guastarsi il fegato, talvolta però ci arrovelliamo per una grammatica italiana trascurata. Doctorenry scrive “Pensa, la presidentessa dell’Associazione ecc..” Al femminile presidente resta presidente perchè è il participio presente del verbo presiedere (dal latino prae sedere – sedere prima) – Scriverebbe cantantessa o insegnantessa?
Allo stesso modo regalo una riflessione: scriverebbe soldata o soldatessa?
L’aiuto con una domanda: scriverebbe deputatessa?
Non ricorra a quei dizionari che addorittura danno due versioni (mi sembrano quelli che inventarono il dubbio fuorigioco: o è o non è) e consulti il mai obsoleto “Guida per parlare e scrivere meglio” edito da Selezione.
Buon lavoro e continuate con la cronaca di provincia che tiene leggero il cuore.
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Scrivendo senza prima documentarsi,si fa la figura del cucu’.Come nel caso del nostro amico Flavio qui sopra,il quale forse ottenebrato dall’ora tarda o tradito da studi lontani ad esito insoddifacente canna clamorosamente.
PRESIDENTESSA,infatti,come riportato da tutti i dizionari che mi sono preso la briga di consultare-Hoepli,Garzanti,Gabrielli e l’accessibilissimo a tutti Dionario on line- e’ un SOSTANTIVO FEMMINILE(s.f.) e sta ad indicare una “donna che esercita l’ufficio di presidente,che presiede un organo,un ente”
Il participio presente del verbo presiedere,cui fa incautamente cenno l’ignorante (nel senso che ignora le basilari regole della grammatica italiana oltre che la possibilita’ che Internet offre di acculturarsi)Flavio fa invece PRESIEDENTE.(stesse fonti di cui sopra).
Di piu’,non avrei alcuna remora a scrivere SOLDATESSA,in quanto trattasi sempre di s.f.da tutti i dizionari riportato.
Cantantessa,insegnantessa e deputatessa sono delle cretinate cui non val nemmeno la pena di rispondere.
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