Ma a Parma non ci sono talebani, vero?
Cliccando sulla foto, subito si rimpicciolisce; cliccando una seconda volta, si ingrandisce.
Cara redazione,
qualche imbecille oggi ha chiesto al sindaco Pietro Vignali di vietare il burqa come a Novara. Io a Parma non ho mai visto nessun burqa e ne ho visti pochi anche nei Paesi arabi.
Come è noto, i talebani impongono il burqa alle loro donne e ci provano anche con quelle degli altri, ma i talebani sono in Afghanistan e non a Parma, per fortuna.
Ti mando una bella foto sdrammatizzante scattata in un paese musulmano blando, l’Egitto, in cui si vede una bambina che guarda di nascosto un uomo che si lava dentro una vasca pubblica nell’oasi di Bahariyya nel deserto occidentale egiziano.
Secondo me bisogna spiegare a questi bifolchi che, tutto sommato, tutto il mondo è paese. Tanti cari saluti
Edoardo Fornaciari













Caro Fornaciari, meglio prevenire che combattere; se Lei non ha mai visto in giro burqa a Parma, se ne aspetti qualcuno molto presto. Io ne ho visti tre, una volta a Fiorenzuola, MercatoneUno, la seconda a Brescia, Centro Commerciale Auchan Le Rondinelle ed un ultimo in un altro Centro commerciale a Savona. E’ stata una visione veramente allucinante e degradante, con ‘sti mariti-padroni infami che circolavano, loro, in jeans e maglietta, dato che era estate, tenendo d’occhio le mogli-schiave, guidate da parenti, femmine beninteso, che portavano, le elette e privilegiate, solo un velo sulla zucca. Mi è sembrato di piombare nella barbarie più oscura e malefica, nel Medioevo più buio e perverso. Ma Lei mi può spiegare quale necessità ci sia di negare ed umiliare una donna a quel modo, isolandola dal contesto spaziale e temporale con il resto della società? E’ sicuro che la ragazzina guardona non sia stata poi fustigata o bastonata, in seguito? E se anche lo avesse evitato, Lei mi cita un raro ed eccezionale documento fotografico come prova della benevolenza e della tolleranza islamica? Come diceva spesso Totò: ma mi faccia il piascere..
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fb,le ho messo per una volta il ditino verde.Per rispondere al sig. fornaciari,a kabul si vedono donne girare col burka anche in assenza dei talebani.Per cui,senza considerazioni positive o negative nei confronti dell’islam, e senza pensare che i geni tolleranti siano migliori dei bifolchi intolleranti,il burka nei paesi occidentali va vietato, punto e basta,come si vieta di entrare nei pubblici esercizi indossando il casco integrale.
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Rispondo ai signori fb e sigfrido. Come già una volta mi è capitato di fare su questo sito, ancora tengo a precisare che le persone che non hanno il coraggio di presentarsi con il proprio nome e cognome dovrebbero tacere. Il burqua è un indumento che copre interamente la persona che lo porta ed impedisce la sua identificazione. Il velo islamico è un indumento molto simile al foulard e al fasolet delle nostre beghine portato per rispetto al Creatore. Che il Creatore sia chiami Dio, Allah, Buddha o in in qualche altro modo poco importa. In Europa e in tutti i paesi che affacciano sul Mediterraneo lwe donne che portano il burqua sono veramente poche, una minuscola minoranza. Sono d’accordo con voi sul fatto che il burqua debba essere vietato, se non altro per l’impossibilità dell’ immediata identificazione di chi lo indossa. Più difficile è entrare nel merito del rapporto di coppia, giudicare, condannare o assolvere, i comportamenti dei mariti in jeans e delle mogli celate. Il velo islamico a me non dà nessun fastidio e non mi danno neanche nessun fatidio le lunghe palandrane che sempre più spesso vediamo per strada e nei mercati indossate dalle consorti, dalle madri e dalle figlie degli operai immigrati. Mia nonna quando entrava in chiesa si copriva la testa con un velo, mia madre per un lungo periodo ha portato abitualmente il foulard, la mia compagna spesso indossa cappelli da sci o a visiera. Che cosa c’è di diverso ? Solo la vostre piccole provinciali fobie ? Il fastidio per qualcuno che è riverente nei confronti della Divinità ?, che è testimone di un’etica severa ?, che non apprezza le vostre sbronze e il vostro linguaggio scurrile ?, che non apprezza le nostre donne con le chiappe di fuori ?
Abbiamo sempre rispettato a casa loro i loro costumi tanto quanto pretendiamo che loro rispettino i nostri a casa nostra ?
E poi il burqua, per quanto riguarda l’identificazione immediata di chi lo porta non è come il casco integrale di chi va in motorino ?
Non sarà mica, invece, razzismo ?
Per cortesia, risposte firmate ! Cordiali saluti, Edoardo Fornaciari
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Signor Fornaciari, vedo ch’Ella si scalda subito al calor rosso, se non bianco, non appena un talebano cattolico quale io sono notoriamente, nel circonadario, si permette logiche e corrette osservazioni non tanto sull’abbigliamento dei nostri cari amici islamici -quelli per cui noi siamo dei botoli infedeli,circondati da altrettante ed altrettali cagne infedeli pure loro, da sottomettere all’Islam o da eliminare in qualche modo dalla circolazione religiosa, civile e socio-politica-, quanto, come Lei ha capito perfettamente, anche se finge di posarsi su altri rami della logica, su quello che di perverso e maligno ci sta dietro, dal punto di vista intellettuale, culturale e che altro ancora. Cioè l’assoluta negazione e relegazione nel Nulla civile e sociale dell’altra metà del mondo, non si capisce bene perchè, se non solo per il timore folle di scoprire che le donne, molto, troppo spesso, sono migliori di noi maschioni, cristiani od islamici che dir si voglia, Lei compreso. Lasci perdere i tentativi annaspanti di voler paragonare il fasulèt ed il foulard di nostra competenza con le coperture maligne delle donne islamiche; nessuno costringeva nonne e madri a coprirsi il capo, solo in Chiesa, fra l’altro e non in giro per la spesa. Ed io proibisco il burqa non per un fatto ristretto all’identificazione, come fa Lei -troppo comodo e troppo facile!- ma perchè è il segno perverso della riduzione della donna ad oggetto impresentabile in pubblico e schiava di un pveraccio che si crede superiore a lei solo perchè fornito di qualche grammo in più di ammenicoli sessuali. Se a lei non danno fastidio veli e palandrane ostentati dai musulmani, a me invece sì; perchè, al contrario di Lei, ho ben capito, e non sono il solo, i motivi che vi stanno a monte, di demarcazione e ribadimento di una differenza, che è poi sottolineata come superiorità, nel tipo di fede religiosa seguita. E ripeto, non stia a far paragoni asurdi con berretti da sci, con o senza visiera, riferibili solo ad una moda. Io non mi sbronzo mai, non ho conoscenze femminili che girano a chiappe al vento, non so poi Lei; la scurrilità non consiste nell’uso o meno di certi vocaboli, ma nelle modalità di ragionamento e di dialogo con il prossimo, islamico o cristiano. E per onorare il proprio Dio, non credo che serva affatto la misura dell’area di epidermide esposta al sole ed agli occhi degli altri, nei limiti della decenza. Che c’entra poi il casco, che si usa per protezione del capo, in occasioni limitate, non certo nelle passeggiate quotidiane per le nostre piazze e vie, con il burqa? Ma che razza di paragoni illogici sono mai i Suoi? Quanto a razzismo, Lei è semplicemente un conformista dell’anticonformismo, per cui fa molto trendy non quella che Lei ritiene tolleranza, ma l’agnosticismo, l’indifferenza, la morale comoda ed apatica del “tutto fa brodo”.
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Fornaciari, mi sto rompendo i maroni con sta storia del nome e cognome , bada ai contenuti e non a chi li scrive ,punto e basta .
Altrimenti crea un forum ad hoc per chi odia nicknames .
Dopo una settimana di fermo tecnico rientro con il botto.
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Mi associo, per inciso chi mi da la garanzia che Edoardo Fornaciari sia veramente lui ? Quindi badiamo ai contenuti e non a come ci si firma.
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