Non ho l’età
di Massimo Gramellini
Nel replicare in pubblico a Carla Fracci, che si era appena scagliata a indice sguainato contro di lui dandogli del farabutto, il sindaco Alemanno ha spiegato che la direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma ha fatto il suo tempo ed è giunto il momento di dare spazio ai giovani. Forse ignorava che il teatro di cui è presidente ha designato come successore della Fracci il coreografo belga Micha van Hoecke, che di anni ne ha 66. Ma forse non lo ignorava affatto. E 66 anni, in quest’Europa ingrigita, rappresentano l’età giusta per uscire finalmente allo scoperto, così come i 74 della signora Fracci non frenano le ambizioni e le indignazioni dell’interessata (d’altronde l’ex presidente delle Generali se n’è andato sbattendo la porta a 85).
Se la scienza promette di tenerci su questo pianeta fino a cent’anni, è inevitabile che tutte le altre tappe esistenziali debbano essere ritarate. Sta già succedendo: in silenzio, come nelle vere rivoluzioni. In giro si vedono adolescenti che non si avventurano ad attraversare la strada senza il sostegno rassicurante dei genitori. Precari rugosi che si trascinano da un lavoro all’altro, da un amore all’altro, chiedendosi cosa potranno fare da grandi. E signore obiettivamente anziane ma ancora figlie che gridano nel telefonino: «Mamma, ti ho già detto che non posso accompagnarti dal parrucchiere». Ci auguriamo che il sessantaseienne van Hoecke non debba pagare un prezzo troppo alto alla sua inesperienza. (Dal quotidiano La Stampa, 18 maggio 2010)














Io ho 65 anni suonati, ma non mi sento suonato, anche se parecchi me lo contestano, in numero pari a chi invece pensa esattamente il contrario; ora, dei primi me ne faccio un baffo a tortiglione, ringrazio i secondi, ma continuo ad avanzare, esistenzialmente parlando, come e dove voglio, nel massimo rispetto del prossimo e di quelli anche dopo il prossimo: avanti, c’è posto! E c’è, spero tanto, ancora un poco di tempo…La Fracci e van Hoecke hanno ancora molto da insegnare, non tanto ai burini borgatari de Roma, come Alemanno e compagnia, che sono completamente refrattari alla ricezione di determinate onde di civiltà ed educazione, quanto a quei giovani che amano le arti, la cultura ed un prezioso, quotidiano e continuo alimento del proprio intelletto.
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Guarda, io sono dell’idea che un 75enne, soprattutto se di Milano (dove c’è molto smog) debba andare in pensione (o anche in albergo ma lontano) e smetterla di avere tante occupazioni e preoccupazioni. Ne và della sua salute.
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