La criminalità organizzata sta cominciando a occupare il nostro territorio
Non è autocombustione. È intimidazione.
di Tonino Ditaranto
Spesso parliamo di sicurezza usando slogan, cercando di arrivare nell’intimo delle persone, per attirarne l’attenzione, non tanto sul fenomeno reale e le sue molteplici sfaccettature, ma quanto per poterci porre ai loro occhi come difensori della loro sicurezza.
In realtà, alzare la voce senza cercare di porvi rimedio e senza cercare di capire la natura dei fenomeni è quanto di più sbagliato e pericoloso che possiamo fare, perchè si rischia di alzare degli autentici polveroni demagogici, non solo inutili ma anche fuorvianti, come successo per i giardini di San Michele.
Episodi di cui invece abbiamo notizie quotidiane, dovrebbero farci riflettere. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una serie infinita di fatti accaduti ai quali andrebbe data una giusta collocazione e cercare di porvi rimedio. Vi è una serie di episodi che vanno dai furti nelle ville e nelle campagne che sicuramente andrebbero addebitate ad un tipo di criminalità semi organizzata, proveniente per lo più da province limitrofe e dalla vicina Lombardia, che coinvolge nella stragrande maggioranza dei casi, soggetti provenienti dall’est Europa, non necessariamente extracomunitari, che andrebbero combattuti con un maggior controllo del territorio, sia in ore diurne che in quelle notturne da parte delle forze di polizia istituzionali, controllo che di sicuro resterà carente e non potrà essere intensificato fino a quando il governo nazionale, di cui la Lega Nord è una protagonista importante, continuerà con la politica dei tagli, che tiene ferme centinaia di pattuglie per mancanza di benzina per gli autoveicoli.
Una seconda fascia di reati, quelli a catene distributrici e attività produttive, andrebbero addebitate ad una criminalità più organizzata, dove spesso i furti avvengono su commissione, con coinvolgimento in alcuni casi di basisti molto vicini, e che molte volte sono pensati per effettuare delle vere e proprie truffe alle assicurazioni.
Una terza fascia è quella che potremmo chiamare della «microcriminalità». In questo caso, i soggetti sono per lo più persone del posto, sia di etnia extracomunitaria che italiana. Questo tipo di criminalità che va dallo spaccio agli scippi, ai piccoli furti in negozi, trova oggi a Fidenza un terreno molto fertile, dovuto ad un innalzamento del disagio sociale e giovanile, per la mancanza di prospettive occupazionali, per la mancanza di una vera e propria attività socioculturale e di recupero di ragazzi spesso sempre più abbandonati a se stessi. In questo caso, non è tanto l’intervento repressivo che può arginare il fenomeno, quanto una maggiore presenza delle istituzioni nell’individuare l’origine del disagio e porre in atto iniziative di vera integrazione.
Ora ritorniamo a San Michele, per dire che la tanto discussa ordinanza altro non ha fatto che spostare le persone che vi si fermavano di sera in altri posti, senza risolvere il problema. Non sarebbe stato meglio, invece, cercare di portare in San Michele, organizzando magari manifestazioni, coinvolgendo anche gli extracomunitari, per attuare una vera politica di integrazione, cosi come previsto nel progetto iniziale di tutta l’area che prevedeva la realizzazione di un polo culturale?
Un’ultima fascia, quella che oggi ci lascia più perplessi e ci fa pensare a segnali inquietanti, è quella alla quale ancora nessuno sta rivolgendo attenzione, ma che invece dovrebbe farci alzare la guardia perchè forse è la più pericolosa. Da un po’ di tempo episodi che prima erano limitati alla vicina Salsomaggiore, avvengono con maggiore frequenza anche in comuni diversi, Fidenza compresa. Camion di artigiani che vengono dati alle fiamme, distributori che prendono fuoco, non una ma due volte nel giro di pochi mesi, cantieri presi di mira da atti vandalici, e via dicendo. Potrebbero trattarsi di episodi casuali e per nulla legati tra loro, ma il loro proliferare dovrebbero metterci in allarme.
Non voglio fare dell’allarmismo, ma solo lanciare un segnale che faccia alzare la guardia. La vera e propria criminalità organizzata comincia ad appropriarsi di un territorio in questo modo, con atti intimidatori, con la richiesta di piccole tangenti, per poi alzare il tiro e pretendere un vero e proprio controllo su tutte le attività commerciali. Questo è un fenomeno già da tempo molto diffuso in diverse province a noi vicine.
Qui non basta il lavoro delle forze dell’ordine, occorre una ferma volontà di ognuno di noi di non cedere, ma occorre anche il sostegno reale delle forze sociali, partiti e organizzazioni sindacali di categoria in testa. Il commerciante o l’artigiano preso di mira cede se è lasciato solo, ma con il sostegno di tutti è molto difficile che questo tipo di criminalità riesca a passare.













Tonino, ciao! Per quanto riguarda San Michele ed altre zone di Borgo, infestate da nullafacenti -non nullatenenti, perchè trovano sempre il denaro sufficiente ad ubriacarsi quotidianamente- si tratta non solo di rumeni, moldavi e slavi i genere, ma anche, lo sappiamo bene, di nordafricani, pakistani, cingalesi. Tutta gente che non si può tenere a bada solo con ronde delle varie forze dell’ordine, non servono a nulla; è inutile chiudere la stalla dopo la fuga dei buoi. Qui in Italia, invece, apriamo la stalla, cioè l’Italia, ad ogni tipo di escrementi esteri, quasi non ne avessimo abbastanza dei nostri, di cui invece, purtroppo, abbondiamo. E mi riferisco, soprattutto, a quei numerosi bravi nostri affiliati alla ‘ndranghheta, alla camorra, alla mafia, che infestano il territorio di provenienza e sono ormai dilagati, ferocemente, in tutta Italia ed in ogni parte del mondo, sempre con gli stessi fini maligni e con i medesimi mezzi infami, che sono loro caratteristici. Sono soprattutto loro che ci rendono tristemente famosi sul pianeta. E qui non si tratta di disagio sociale e di vuoti e lacune culturali; quella gente tale è da secoli e tale rimarrà, anzi, si comporta sempre peggio, man mano che il suo potere diabolico aumenta e prende radice nel territorio. Lascia perdere la Lega e le truffe alle assicurazioni, che c’entrano poco o nulla, Tonino! Come puoi integrare prodotti scatologici con altri appartenenti alla specie umana? Come pensare di invitare a partecipare a feste nostrane gente che ci ocnsidera solo oggetto di predazione e sfruttamento o immondi quadrupedi canini infedeli? I nostri fratelli meridionali della specie che ti ho succitato sono gli esecutori ed i mandanti dei varii incendi e nessuno e niente li potrebbe distogliere da queste imprese che costituiscono il loro lavoro e pane quotidiani, condito molto spesso con il sangue di chi osa ostacolarli e combatterli. Nessuno di noi vorrebbe cedere a queste belve, ad Agrigento, a Catania, a Vibo Valentia, a Bari come a Parma, Salso, Fidenza o Reggio e Modena. Ma quando qualcuno comincia a farti capire chiaramente che non sei tanto tu a rischiare la pelle, ma soprattutto i tuoi familiari, la tua azienda, grande o piccola che sia, che puoi mai controbattere, solo od accompagnato che tu sia? Forse gli stessi metodi spicci e risolutivi dei criminali che ti minacciano, ma in questo modo trasformeremmo i nostri paesi in uno scenario di guerriglie urbane, alla “giustiziere della notte”, anche se forse sarebbe l’unica strada risolutiva, nel senso che certa gente teme solo se le si risponde in ugual misura e nei medesimi termini. Mi ricordo che il detective FBI “carogna”, nel film “Mississsipi burning”, al collega biondino più “democratico” nel voler sistemare gli infami razzisti del KKK, rispondeva una volta: “Questi sono topi di fogna e per combatterli dobbiamo entrare nelle fogne!”
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Condivido buona parte del senso dell’articolo; senonchè la parte riferita al fatto che non c’è sufficiente controllo per colpa dei tagli del governo centrale per cui le pattuglie sono senza benzina….Io noto invece che non si controlla nei posti giusti.
A Salsomaggiore è risaputo che la zona da controllare per la maggiore è quella di via Milano e viuzze limitrofe perchè è li che si concentrano le comunità di Albanesi, slavi e calabresi ,e dove accadono risse , sparatorie ecc. come riportato quasi tutte le volte che succedono dai quotidiani locali ,eppure le pattuglie di vigili e carabinieri invece che presidiare quelle zone le vedi attuare posti di blocco in zona Fontana.Certo che si rischia meno affibbiare contravvenzioni ai locali che vigilare su quella che ormai si può chiamare zona di frontiera…..
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fb ha detto: “nullafacenti -non nullatenenti, perchè trovano sempre il denaro sufficiente ad ubriacarsi quotidianamente- si tratta non solo di rumeni, moldavi e slavi i genere, ma anche, lo sappiamo bene, di nordafricani, pakistani, cingalesi… Qui in Italia, invece, apriamo la stalla, cioè l’Italia, ad ogni tipo di escrementi esteri”… al confronto la letizia moratto che parla del reato di clandestinità è una viola mammola… gli allievi sono sempre più feroci dei maestri
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Tu sei cieco non per quanto riguarda la vista, ma per quanto concerne la comprensione delle parole scritte e pronunciate in italiano. La Moratti ha posto un’equazione assoluta tra clandestini e criminali,iol che è una fesseria, io ho parlato invece di criminali nostrani -forse ti è sfuggito-, del tipo di quelli che schiavizzano clandestini per 12 ore al giorno, giù a latitudini più basse della nostra, come a Rosarno ma non solo, per 25€ al giorno. Ti è sfuggito anche questo? Ma allora sei proprio un colabrodo nella comprensione e nelle doti mnemoniche! Dopodichè. dato che mi vorresti controbattere, fallo per benino, punto per punto, senza fermarti ai punti che a te, e solo a te, paiono “rassisti e fassisti”; io e tanti altri salsesi, fidentini ed italiani e buona parte degli immigrati, clandestini o meno, non tracanniamo, ogni notte litri di birra, vino e superlcoolici, per rivomitarli, pisciarli e cacarli per ogni dove, come fanno molti, troppi nostrani ed esteri. I quali sicuramente pagano quanto tracannano, o non ti risulta? Significa che anche se spesso non combinano una mazza di giorno, esiste un sistema per cui riescono a divertirsi, alzando di molto il loro tasso alcoolemico ed abbassando, in modo inversamente proprorzionale, quelli di dignità umana e di rispetto verso il prossimo. O per te, Cieco, ciò è buono, giusto, utile, equo e salutare? Tu sei uno dei troppi comformisti dell’anticonformismo sinistroide, che scambiano la tolleranza con l’indifferenza, l’agnosticismo e l’apatia etica e per i quali ogni immigrato, anche il più maligno e malevolo, in quanto tale, è SANTO SUBITO, poveraccio!
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carissimi , tonino parla di criminalità organizzata , un prodotto tutto autoctono , non di immigrazione.
ma noi si corre a dare la colpa di tutto ciò ai soliti immigrati.
temo molto di più la criminalità organizzata , piuttosto che un bivacco di ubriachi.
allo stato costa molto di più la lotta alla mafia,mafia che ha il fatturato circa 2 volte quello della fiat…
sapete suona strano sentire parlare i personaggi di destra di immigrazione clandestinità etc…
sembra quasi che non siano loro al governo…
sembra quasi che negli ultimi dieci anni non abbiano governato loro per circa nove anni…
sembra quasi che la legge che regola l’immigrazione non porti il nome BOSSI – FINI .
ma allora invece che tirare sempre in ballo la sinistra si facciano un breve esame di coscienza su come la destra sta miseramente fallendo ( tanto quanto la sinistra ) sul tema immigrazione…
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Credo che fare delle polemiche su problemi come quello da me sollevato non giovi a nessuno, per questo non darò risposte ai commenti letti, ma cercherò solo di riportare per quanto mi sia possibile il discorso su quello che ritengo debba essere il giusto percorso. Ho scritto anche io nella prima fase del mio intervento, rivolgendomi alla Lega, dicendo che non si può predicare la sicurezza, chiedere l’istituzione delle ronde, e poi lasciare a piedi le pattuglie per mancanza di benzina, chi fa questi tipi di discorsi fa solo della demagogia che non risolve di certo il problema.
La lotta alla mafia, e quando parlo di mafia mi riferisco ad un qualcosa di notevolmente diversa rispetto a quella che può essere la criminalità comune, la si fa con le forze unite, mettendo da parte le proprie appartenenze partitiche o di corrente ma facendo fronte comune, e chiunque pensi di poter fare della speculazione ideologica su questi fenomeni rischia solo di fare dello sciacallaggio.
Premesso questo, vorrei ricordare che nel mio intervento originale parlo di segnali inquietanti, che ripeto, potrebbero essere non collegati tra loro e frutto di semplice casualità, cosa che io mi auguro tantissimo, ma se cosi non fosse, in questo caso io chiedo di tenere la guardia alta, piuttosto che fare della sterile polemica dovremmo invece domandarci sul come prevenire e su quello che dovremmo mettere in atto per impedire che gruppi malavitosi si approprino del territorio.
Credetemi, il tempo per cercare delle colpe ve ne sarà tanto in futuro, ma oggi è tempo di lavorare tutti dalla stessa parte, perchè la delinquenza quando colpisce colpisce sia l’artigiano di destra che quello di sinistra.
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Interessante prospettiva………… Dunque, danno fuoco alla macchina o al distributore per avere una tangente a Fidenza. Acci Picchia. Io non lo so. Con gli artigiani di Fidenza che io conosco rischiano denunce e altri problemi piu gravi. Probabilmente fanno razza fra di loro. Il borghigiano è brutta razza. Non si intimidisce perchè non è governabile. Non si intruppa perchè non è parte vera di nulla. Esso vive per i pifferi suoi entrando in una comunità in modo sospettoso ed autoctono. Non so la provenienza di questi presunti ma che stiano lontani dai fidentini: non c’è strada e non c’è modo per farne razza da impaurire.
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Secondo me il controllo del territorio dovrebbero iniziare al momento stesso della concessione di ogni nuova residenza.
Parlo della situazione di Salsomaggiore.
Negli anni c’è stato un cambiamento del tipo di immigrazione. I giovani salsesi hanno spesso snobbato il lavoro nel settore turistico-termale proposto dal proprio territorio e, dopo aver studiato, se ne sono andati altrove. Contemporaneamente ha avuto inizio il fenomeno dell’immigrazione dalle campagne limitrofe. Durante questo periodo in nuovi arrivati hanno assecondato la vocazione turistico-termale del territorio e hanno investito in alberghi e negozi che hanno gestito personalmente.
Poi, mi pare dagli anni ’90, quando già era iniziata la sofferenza nel settore turistico-termale-commerciale, sono arrivati in massa i meridionali che, non più contadini al sud, si sono proposti da noi come muratori o piccoli imprenditori edili. Era da questo momento che bisognava iniziare il controllo sui nuovi residenti e sulle loro imprese. Perché? Perché il fenomeno del capolarato era sotto gli occhi di tutti ed era stato denunciato anche pubblicamente in un consiglio comunale dall’allora consigliere Milani al sindaco Grolli. Uno dei punti di ritrovo era il bar Venezia, in via Milano. Proprio come a Losarno, solo che allora erano tutti italiani. Dov’era la guardia di finanza? Dov’erano i controlli dei sindacati e dell’Inps? Dov’erano i vigili urbani? Come si è mossa l’amministrazione comunale dopo questa pubblica denuncia?
Non risultano controlli particolari a persone o a cantieri.
Gli incendi alle auto sono utilizzati per inviare messaggi in codice, questa è un’usanza dei territori di provenienza.
Gli alberghi chiudevano, ma contemporaneamente si continuava a costruire.
Più si costruiva, più accorrevano persone spinti dal miraggio del lavoro assicurato e del guadagno facile (quando mai sarebbero stati versati contributi alla manovalanza nei cantieri; qualcuno, forse ha controllato?)
Ora, in breve, la situazione è questa:
i grandi alberghi hanno chiuso battenti, i piccoli e medi afittacamere si sono estinti, il turismo termale è solo un ricordo, il commercio residuo langue.
Che cosa spinge, se non esiste possibilità di lavoro, tante persone, non più solo italiane, a chiedere la residenza a Salso, al punto tale da far lievitare in pochi anni di alcune migliaia di individui la popolazione residente?
Dove trovano impiego queste persone? Come si guadagnano da vivere?
Come mai ci sono appartamenti dai quali spuntano e poi scompaiono persone sempre diverse? I contratti d’affitto sono registrati? La presenza, anche saltuaria, di persone estranee al contratto, viene correttamente segnalata?
E soprattutto: come mai si continua a costruire nonostante l’esistenza di tante nuove abitazioni rimaste invendute da anni?
Una volta, anche i più piccoli affittacamere erano obbligati a tenere un registro delle presenze nel quale venivano registrati gli estremi dei documenti di riconoscimento, che venivano trascritti in doppia copia su schede apposite da consegnare all’ufficio turistico e all’autorità di pubblica sicurezza al momento dell’arrivo e a quello della partenza degli ospiti. Le cassette dove venivano imbucate le schede si trovavano all’ingresso dell’edificio comunale. Lo spettro del controllo della guardia di finanza era sempre in agguato e come argomento era sufficiente a convincere i più restii.
Non esiseva internet, ma si aveva un continuo monitoraggio, in tempo reale, dei flussi di presenze sul territorio.
E se il controllo sul territorio non esiste più, se chiunque può venire e può fare ciò che vuole, qual è stato l’anello debole della catena dei controlli incrociati?
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