Contrordine, compagni: i cipressi non vanno soppressi

I cipressi di via Tasso sono salvi. Quando la burocrazia arriva all’assurdo può succedere anche questo.
La richiesta è stata ritirata da almeno uno dei richiedenti in quanto eccessivamente onerosa. Doveva infatti essere corredata da «apposita certificazione» che l’eliminazione delle piante non alterasse in maniera significativa il tasso di CO2 presente nell’aria. Il che pone un interessante quesito: questo attestato vale anche per il verde pubblico e per quello di tutti i privati?
La risposta dovrebbe essere sì. Ma allora chi ha certificato il CO2 relativo alle «espiantazioni» del piazzale della stazione e tutto il resto, compresi parco Matteotti compreso e villa Panini? Probabilmente qualche compiacente ente pubblico a spese del contribuente e non del parroco, come in questo caso. Tornando al quale, resta comunque il problema: quella fila di piante va sfoltita e dovrebbe essere oggetto di manutenzione ai fini della sicurezza.
Ambrogio Ponzi













Ma che motivazione e’?
Ma quale azzeccagarbugli l’ha studiata ?
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Fare un bilancio del carbonio per un filare di quel tipo fa sorridere. E’ molto più influente l’impatto dell’auto di ogni singolo passante.
Di contro sarebbe ben più interessante valutare come migliorare funzionalità estetica (parecchie individui sono brutti e malandati) dei cipressi dell’arizona in questione.
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Molto interessante, confermi una mia impressione da profano.
Grazie.
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Brutti si , forse perche’ non sono state rispettate le distanze raccomandate di piantumazione ( forse 4 metri almeno?Ma non ne sono sicuro), ma non malati .
La neve di quest’anno non li ha certo aiutati ma qui si aprirebbe il discorso sulle essenze piantate in areali che per nulla sono a loro naturali.
Ricordo certi cedri che nella gelata del 1984(??) furono quasi sterminati.
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Ho risposto ad un post di uno di cui nn ricordo il nick ma e’ scomparso .
Misteri della rete .
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Ad una certa età succede poi è peggio.
Ho apprezzato i tuoi commenti sull’argomento. La storia del CO2 viene da “persona informata dei fatti” e seria.
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E’ riapparso, era quello di Boscaiolo Laureato.
Scusate il casino ma temevo fosse come dice qui sotto Ambrogio.
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Il bilancio della CO2 ha un senso in ottica generale ma nel caso particolare una bella sostituzione di specie risolverebbe tanti problemi… Infatti vedendo le condizione di quel viale alberato sarebbe ben più urgente una gestione “colturale” degli elementi arborei (leggi segare le piante deperienti (non ho detto malate)). Poi ovviamente si apre il tema della gestione paesaggistica (leggi quanto fanno schifo i filari di cipresso argentato in pianura padana…).
Forse una buona soluzione sarebbe mettere le ruote alle piante (come nella piazza della stazione) e pilotarli verso la costruenda centrale a biomassa del quartiere europa. Almeno ci scaldiamo con qualche chilo di legno fidentino anzichè importarlo!
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Non sono daccordo sulla soluzione :legna da ardere .
Mi sa un po’ di nazista, botanicamente parlando.
Meglio un diradamento , ma spostarle mi pare costoso oltre che difficile .
Ma ci si potrebbe provare (?).
Negli anni in cui, questi esemplari sono sono stati piantumati , credo non esistessero regolamenti in merito, oggi , per fortuna ci sono , ma “psicotici”.
Bisognerebbe che in sede di piantumazione ci fosse una regola da seguire che impedisca sciempiaggini botaniche come tutti possono vedere .
Esempi ?
Es . 1)La magnolia piantata a 2 metri dal muro della villetta perche’………..fa cosi allegria quando fiorisce .Morale ……….ogni anno e’ potata e ridotta a Totem indiano perche’ altrimenti diviene troppo invasiva .
Es. 2) L’acero che dopo 3 anni e’ alto 12 metri (ironizzo) davanti alla villetta alta 4 , che viene capitozzato ogni anno perche’ altrimenti le foglie in autunno finiscono sul tetto.Risultati ? Una pianta mostro piena di ricacci che sembra una entita’ proveniente da Venere.
Atri esempi a disposizione , ma basta girare per i quartieri di una qualsiasi cittadina.
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