Continua lo scempio urbanistico, anche il Pdl dà l’assalto al cielo di Fidenza
Ecco come sarà il torraglio di centro-destra.
La notizia è cominciata a circolare nella serata di ieri 4 aprile: il nuovo grattacielo si farà, anzi: s’ha da fare. Vuolsi così colà dove si puote cioò che si vuole e più non dimandare. Colà dove si puote è solo all’apparenza la sala della giunta, in quanto il primo motore immobile dell’operazione è il Gran Visir del Pdl Luigi Giuseppe Villani.
L’argano che solleverà la nuova ciclopica opera è invece l’architetto Vittorio Guasti, già senatore della Repubblica per conto di Forza Italia. Così perlomeno si trasmette sulle basse frequenze di Radio Sussurri e Grida e nessuno l’ha finora smentita.
La notizia non è peraltro una novità ma una conferma. Già nel dicembre del 2009, a giunta ancora fresca di insediamento, era planato sul tavolone degli assessori il progetto di un palazzone da costruirsi in via Marconi, la strada del cimitero, per intenderci. Lo aveva presentato, qualcuno aggiunge «caldeggiato», il massimo responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, vale a dire l’architetto Alberto Gilioli, appena scampato ai siluri del nuovo sindaco che in campagna elettorale aveva manifestato l’intenzione di defenestrarlo dal piano più alto di palazzo Porcellini. Solo l’intervento trasversale di due mammasantissima di Parma, così mamme e così santissime, che non osiamo neppure scriverne i soprannomi, sbarrarono il passo alle nuove scope del municipio.
Ancora caldi di voti indignati per la cementificazione di Fidenza, i neoamministratori pensarono bene di non far andare di traverso gli anolini ai fidentini. Respinsero il progetto e lo rispedirono al mittente. In quella rara occasione, la giunta, forse in virtù dell’incombente clima natalizio, espresse unanime diniego. Fu l’unica volta, sarebbe stata l’ultima.
Ala vigilia del 5 maggio, in casuale coincidenza con l’anniversario della morte di Napoleone e a poche settimane dall’estromissione di Carduccio Parizzi, fiero avversario del nuovo baraccone di calcestruzzo, il respinto progetto torna d’attualità. E questa volta è via libera. La giunta approverà e il consiglio comunale non potrà opporsi. I giochi sono fatti, resta solo la curiosità (si accettano scommesse) sul tipo di reazione della minoranza: si asterrà? Uscirà dall’aula? Voterà contro? Ci sarà chi abbaia e pure chi non morde? Insomma, che tipo di teatrino metteranno in piedi coloro che già si macchiarono del delitto architettonico-urbanistico dei Nuovi e Invenduti Terragli?
I neocostruttori, aspettandosi pizzicotti da ambientalisti, militanti di associazioni italonostrane e oppositori vari, hanno già cominciato a far circolare una giustificazione, non scritta ma orale, di modo che la si possa ritrattare meglio in caso di insostenibilità: sarà una torre con albergo e spazi commerciali (di cui pare ci sia penuria) e non cominciate a rompere perché i soldi non ce li mette il comune, come nei Nuovo Terragli, ma il privato, il quale verserà al comune 800 mila euro di oneri dovuti. E con questo i nuovi padroni pensano di tappare la bocca ai soliti brontoloni.
A tutti meno che a uno, a quel rompiscatole, piantagrane ed ex alleato di Carduccio Parizzi, il fondatore di Federalismo liberale, il quale manda un messaggio sibillino che noi non siamo riusciti a decifrare del tutto. Dopo aver messo le mani avanti, riconoscendo che la scelta dell’amministrazione provocherà «inevitabilmente nuove polemiche», Parizzi si fa conciliante: «Federalismo Liberale, in piena autonomia, verificato che nulla osta, se non il caso negativo, la memoria, delle due torri spuntate nel piazzale della Stazione ferroviaria, ha indetto per sabato mattina una conferenza stampa per motivare il parere favorevole all’intervento».
Prima obiezione, ma se Parizzi approva, perché non l’ha detto a suo tempo, alla vigilia di Natale, magari raccomandandosi di non farlo sapere in giro subito? Perché questo lungo giro, fino al punto da trasformare il suo mugugno nella goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei dirigenti del Pdl? È forse il primo passo verso Canossa?
Il voltafaccia di Parizzi e dei suoi pards (Corrado Aiello e Massimo Leonardi) è comunque facenda del tutto secondaria rispetto alla natura del progetto cui Ambrogio Ponzi dedica un’acuta disamina qui di seguito.
L’opinione del burbero
Per ammissione di chi conosce il progetto, «la cosa» (l’erigendo palazzone al di là della ferrovia, ndr) ha elementi che richiamano le famose «torri» della stazione ed elementi che la differenziano. Vediamo.
Il luogo scelto non comporta un impatto diretto col centro storico ma col paesaggio extraurbano in una zona in cui già sono stati realizzati insediamenti produttivi e commerciali. In pratica, completa la linea di costruzioni di via Marconi. Successivamente, l’urbanizzazione interesserà via Croce Rossa e alla fine avremo urbanizzata tutta l’area oltre la ferrovia sino all’autostrada con un «vuoto urbanistico» riservato non a verde pubblico ma a fotovoltaico d’iniziativa privata. Ma questo non è imputabile al nuovo grattacielo.
L’iniziativa non comporta un apporto finanziario pubblico come avvenuto nel caso dei Nuovi Terragli che hanno inciso per una decina di milioni sul lato dei costi o dell’indebitamento al bilancio comunale.
Il progetto inizialmente presentato prevedeva un edificio orizzontale sovrastato da una costruzione abbastanza elevata. Il tutto senza particolari orpelli architettonici e il «grattacielo» non è apparentemente molto difforme dal grattacielo «storico» di via Costa. L’importante è che su questo aspetto ci sia margine di discussione e il coinvolgimento della Commissione per la qualità urbana e il paesaggio.
Il progetto prevede la realizzazione di un albergo e in questo ripete quanto inizialmente previsto nel caso dei Nuovi Terragli dove successivamente la proprietà ha deciso di non procedere. Ricordo che analoga realizzazione è stata indicata come da realizzarsi nel nuovo quartiere I Gigliati e nella costruzione in località Pinguino. Il settore alberghiero «tira» a Fidenza e «molla» a Salso? Misteri.
E si potrebbe proseguire, ma quel che conta è che i giochi sono fatti, gli attori ci sono tutti. Alla fine, avremo anche un altro tunnel? (Ambrogio Ponzi)
Torri Gemelle: un grattacielo a me e uno a te. Il sindaco Mario Cantini (a sinistra) e il suo predecessore Giuseppe Cerri.













Se ho capito bene questo grattacielo non deturpa il paesaggio, non è fuori scala, è tipico dell’architettura dell’Emilia occidentale, ecc.
Insomma, questo va bene. L’altro no.
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Scusate, visto che era la prima volta che intervenivo mi sorge spontanea una domanda: perchè è piaciuto tanto il mio commento? Forse perchè era ironico?
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il centro sinistra si è espanso a sud, il centro destra si allargherà a nord… verso est e ovest, lungo la direttrice della contorta via emilia, si fa quel che si può e dove termina fidenza ci vengono incontro le betoniere dei comuni confinanti… allegria!!!! una volta le chiamavano speculazioni, mani sulla città eccetera, ma adesso che tutti i partiti hanno le mani in pasta nessuno chiama più gli altri con questi nomi… cosa facciamo ci arrendiamo? o c’è qualcuno ancora capace di opporsi, ma chi? quelli di legambiente che sono spesso cinghia di trasmissione dei partiti di sinistra? i grillini? quelli di idv che hanno già ricevuto poltrone e strapuntini? quelli di italia nostra? quelli di sinistra e libertà? i verdi (ma di che sfumatura)? qualche architetto che gli puzza la salute? o ci siete solo voi pazzi?…
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… come?
A Canossa? Ma per piacere!
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Come disse il professor Zazzi, durante uno dei convegni pubblici degli amici di Bellalavalle in difesa del parco pubblico di Contignaco, ferma restando la politica è la legge, in moltissimi casi, a potere (e dovere) aiutare la difesa e la salvaguardia del suolo (oltre che del buon senso).
Si tratta di imparare a usarla con l’aiuto di chi la conosce e, soprattutto, si tratta di farlo.
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Capisco che scrivere in chiaro nomi e fatti, solitamente significhi addossarsi delle rogne, ma in rete si può trovare il modo di far qualcosa del genere pur senza deragliare… Volevo esortare chiunque venisse a conoscenza dei dettagli di questo “progetto” a divulgarli, per es: La popolazione sa chi lo ha voluto? Chi ha presentato o proposto il progetto, ne ha chiesto la fattibilità , la concessione? A quali imprese ne venga affidata la realizzazione, quanto di “pubblico” ci finisca dentro (terreno, spese di urbanizzazione, finanziamenti a qualche titolo). La storia degli 800.000 euro messa li così, sola soletta, suona male e sopratutto incompleta.
Ci sono 4 o 5 blog a Fidenza e tra questi nessuno sembra particolarmente “asservito” all’amministrazione… (almeno da una decina di mesi a ‘sta parte).
Parlarne aiuta a divulgare le idee e i fatti, ad essere più informati.
Un cittadino informato è più difficile da “fregare”.
Quando ci sono informazioni attendibili e rispondenti a verità, non è un grosso problema estendere la notizia a blog provinciali o regionali dilatando il numero dei soggetti informati. Già in altri casi è bastato pubblicare su scala un po’ più vasta per ottenere significativi impantanamenti di progetti ambigui o che lasciavano per così dire “a desiderare”. Tentar non nuoce,,, e il cuore resta comunque in pace.
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Caro Davide,
800.000 sono in opere viabilistiche per la collettività e altrettanti finiranno nelle casse comunali come onere per le urbanizzazioni. La società è bresciana e ha acquistato da qualche anno il terreno (già classificato da altrettanti anni) da un privato. La stessa società ha presentato un progetto redatto dall’ Architetto Guasti di Parma. Il pubblico non ci metterà nemmeno un euro
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Aahh fantastico! adesso si che ci sentiamo più tranquilli.
Dunque con La Bresciana (immagino s.r.l. o s.p.a.) che condurrà i mestieri, ed il signor Privato che legittimamente si è fatto gli affari suoi, altro non ci resta che godere della nostra viabilistica collettiva, mentre il comune vedrà gonfiarsi le casse in un connubio d’imprenditoria e trasparenza, sotto l’attento sguardo dell’architetto Guasti.
Per intanto ringrazio Carletto della sua breve ma intensa delucidazione, sperando che qualcun altro possa arricchirla ulteriormente.
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Quali saranno le opere viabilistiche che si faranno con questi soldi ? Non vorrei fossero come il tunnel della piazza della stazione assolutamente inutile per risolvere i problemi dei comuni cittadini, ma utile per i proprietari delle due torri
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Mio nonno diceva: cambia muliner, cambia ledar, per via dell’abitudine di chi macinava il frumento di tenersi una percentuale maggiore di farina di quella dovuta. In fondo il mulino era il loro e quindi i conti li facevano loro. E se cambiavi c’era l’accordo tra i mulini della zona.
Io credo che un altra torre ci stà, solo che vorrei pregare i politici di permettere ai cittadini di avere i soldi per incrementare il commercio, per fare più spesa. E di favorire l’insediamento di nuovi cittadini a Fidenza incrementando il numero di posti di lavoro. Perchè a me mi sembra che stiano diminuendo i lavoratori e gli stipendi. E allora i nuovi centri commerciali venderanno di meno. Son preoccupato per loro.
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Esiste, nel regolamento comunale di Fidenza, la possibilità dei cittadini di ricorrere all’uso del referendum popolare?
A Salso dovrebbe essere stato inserito nel regolamento e quindi disciplinato durante la breve parentesi dell’amm. Franchi.
Teoricamente sarebbe dunque possibile, ma in pratica non sono riuscita a trovare notizie chiare in proposito.
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Riflessione 1 : Albergo da 250 camere all’ Outlet – non fatto
albergo nell’area ex Scoglio : non fatto;
albergo area dei Gigliati : non fatto
albergo di 40 camere nell’intervento Torri gemelle : in tutte le stazioni c’è , a Fidenza : NON FATTO.
MI CHIEDO : IL PROSSIMO è QUESTO E FARA’ LA STESSA fine?
Riflessione 2 : Stessa tipologia d’intervento a Coduro attuale Conad; stesso Architetto, stessa destinazione. Ora ci troviamo da ANNI in coda sia al mattino che alla sera causa una viabilità di rotatoria piccola del Centro commerciale.
Ma Noi fidentini, dobbiamo berle da botte tutte anche se è ACETO?
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Costantino V , c’hai azzeccato! Le infrastrutture viarie, saranno quelle al servizio del nuovo centro commerciale, per realizzare quanto già inserito dal Leader Maximo nel Piano regolatore. Seguendo l’incucio, il terreno, sempre sotto il leader Maximo ed il solito Architetto, è diventato da produttivo a Tecnico Commerciale. Poi , sempre il solito Architetto di Parma con il solito di Fidenza, hanno deciso che lì si può fare un altro Centro Commeciale , tipo quello della rotonda che ferma il traffico a Coduro davanti al Conad (stesso Architetto di Parma). COSì CHIUDIAMO UN ALTRO ACCESSO AL Centro con allungamento di coda. Lo strano che a fare commerciale-alimentare, sono sempre gli stessi, indipendentemente dal colore politico. Se non è inciucio cosa è? (non ho capito se vi è già pervenuto o no, riprovo l’invio. Scusate)
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Esiste nello statuto del Comune di Fidenza. lo puoi trovare nel sito :
http://www.comune.fidenza.pr.it/comune/allegato.asp?ID=246632.
Al capo III – Referendum , art. 29 : Iniziativa Referendaria.
Trovi tutte le spiegazioni.
Prima ci sono articoli che comunque possono essere utili a quanto hai richiesto : Petizioni……
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Joseph- Grazie, anche a nome, ne sono sicura, di molti fidentini.
A pag.14, capo 3: Referendum
art.29: Iniziativa referendaria
….
Le materie e i limiti sono definiti nel comma 8
Tra le materie escluse, il punto 7 recita:
piani e programmi urbanistici e comm.li generali e le loro varianti generali.
Quello della prossima costruzione di quello schifo di grattacielo denunciato dall’art. dovrebbe essere un caso particolare, e quindi il referendum possibile.
Ogni altra forma di intervento attivo da parte dei cittadini (ormai collaudata) è semplice perdita di tempo.
Il Capo 3 termina con l’art. 9:
Si rinviano le modalità ad apposito regolamento.
E a questo punto la domanda successiva: Come si arriva al regolamento?
Non risiedo a Fidenza, ma penso che quella del referendum, se possibile, sia proprio l’ultima spiaggia. Se veramente vi sta a cuore il vostro territorio, forse riuscirete, almeno, a contenere l’altezza dell’edificio costringendo amministratori e costruttori ad adeguarla a quella dei fabbricati circostanti.
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Per un doveroso inquadramento storico di tutta la vicenda vi rimando a:
http://fidenza.ponziettore.it/page3.html#luogograttacielo.
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Vediamo un pò.
Un Privato cittadino compra il terreno.
Fino a qui nessun male, se il terreno poteva essere venduto a privati.
Una società bresciana, poniamo La Bella Bresciana S.c.a.r.l. o S.p.A. edificherà sul terreno.
Fino a qui nessun male, se il terreno era edificabile e nel rispetto delle volumetriche imposte.
Ma dopo?
Poiché non vorrei che dopo, poniamo, 2 anni si venisse a savoir che il terreno
1) è sì stato acquistato da un privato ma ci sarebbero troppi assegni “circolanti”
2) ed allora non si sa chi l’ha comprato
3) per arrivare, poniamo, all’ammisione del Privato che dirà: non sono sicuro di averlo acquistato con soldi miei.
Che si farà? Ce lo terremo questo Empire State Building oppure verrà demolito?
Così vicino alla pherrovia?
Tanto vicino da essere considerato un doppione delle Twin Towers phidentine, pur di altra architettura e stile?
E gli 800.000 euro di oneri?
Dovranno essere restituiti?
Poiché è evidente: se, poniamo, la società La Bella Bresciana scarl o spa ivi costruisce, allora ivi non costruisce la UNIcamente ECOlogica del Mattone soc. coop. poiché il terreno è uno solo.
Ci saranno altri terreni per tutti oppure qualche malalingua metterà in giro la voce di assegni non proprio chiari e definiti nella provenienza e nella destinazione?
Poiché inguaiare un ministro è facile.
E’ inguaiare edilizie società che risulta più difficile.
E’, infatti, un effetto domino più dirompente ed io, ma vogliamo scherzare?, ci credo all’indipendenza della magistratura italiana.
Forza, maggioranza ed opposizione phidentine, quali sono i giochi veri?
Non c’è nulla da vergognarsi: i patti chiari coi cittadini alimentano poteri longevi.
PS. e il diploma magistrale non usato per insegnare (che vedo ogni tanto citato su questo sito) ne saprà qualcosa?
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Intanto,,, e solo leggendo questi ultimi commenti, si scopre chiaramente che i CITTADINI esistono,sanno pensare (anche senza i partiti), sanno leggere e pure scrivere!!!!
Non è poco di questi tempi. Provate a valutare (in senso esponenziale) la qualità dei commenti pubblicati in soli due giorni da pochissimi individui in questo singolo post di questo singolo blog …
…e poi ditemi se vi sembra ancora “letteralmente impossibile” trasformare un palazzone in una bella supposta?
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Ma qualcuno spieghi ad uno zuccone come me chi comprera’ poi i locali.
I “Borgomostri” davanti alla stazione sono semi deserti, e c’e’ ancora qualcuno disposto a costruire a Fidenza ?
Ma chi costruisce, i soldi li ha perche’ “li pianta come Pinocchio”?
Se non vende come rientra dalle spese?
A meno che…………………. finite Voi che Vi dico se la pensate come me.
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Ma, scusate se mi impiccio, ma non erano tutti privati anche i terragli, almeno all’inizio? Non è forse stato per il fallimento nell’allocazione dell’immobile che il pubblico è dovuto intervenire, attraverso San Donnino Multiservizi e la municipale della Terre Verdiane?
Secondo me, Cantini ha da sperare che, quando il palazzo sarà finito, sia finita pure la crisi, altrimenti nella nuova torre ci deve trasferire il suo ufficio!
E comunque, sarò di parte, ma a me quell’edificio ricorda una casa del fascio!
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/5b/Casa_del_fascio_a_Predappio.JPG
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Caro il mio Stefanini, non cadere in simili figure.
Il comune ha acquistato, pena il fallimento di tutta l’ operazione, qualcosa come 3200 mq di uffici spendendo circa 10 milioni di euro che diventeranno 25 alla fine del mutuo. Dentro ci sono solo enti pubblici. Ora, con il tuo ragionamento, essendo questo un albergo possiamo allora azzardare che il comune presto si metterà a fare l’ albergatore?
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Anche ai terragli doveva venire un albergo…
Comunque, fascista o non fascista, la torre di Guasti (nomen omen) è brutta quanto le torri della stazione, e questo lo posso dire senza timore alcuno, visto che quando hanno pensato di fare i nuovi terragli andavo sì e no alle medie!!!
Forse qualcun altro valuta le torri attraverso la lente dell’ideologia, e cerca in ogni modo di giustificare un intervento uguale o peggiore di quelli che fino a ieri criticava aspramente, non certo io.
P.S.: punto al record di venti manine rosse e so che voi, miei accaniti fan, non me le farete mancare!
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Alessandro, hai ragione! A me invece, dato che lo vedevo ogni anno, quando andavo a trovare mia zia a Como, ha fatto venire in mente la Casa del Fascio costruita dall’architetto Terragni. Va’ a vedere le foto, triplica la verticalità e dimmi se non è lei! Ospitava una scuola materna, diretta da mia zia; ora è sede del Comando Provinciale della GdF; vuoi vedere che, qui a Fidenza, qualche piano lo destineranno agli uffici del’UTV, NSU o della polizia municipale, tanto per rimanere in linea con l’edificio comasco d’ispirazione?
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Sono in forte recupero di manine rosse e in contemporanea vedo i nuovi commenti.
Guardate, sul treno ho incontrato un … signore vestito di nero con strisce rosse e gli ho raccontato una simpatica facezia e l’ha capita (fingeva e male di averla capita) alla quarta volta. Non vi spiego il meccanismo virtuoso che dovrebbe sottilmente far sorridere, ma che gnoccoloni.
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L’architettura “fascista”, o piacentiniana (dall’architetto Marcello Piacentini, che ne fu il massimo esponente), è una delle più dignitose, coerenti e durature del Novecento. L’architettura democratica del dopoguerra, Renzo Piano e giorni nostri compresi, è molto più discutibile, per non dire brutta. In molti casi è velleitaria, poco funzionale, preoccupata solo di stupire (vedi archistar).
Non c’è bisogno di andare a Predappio per scovare esempi di architettura “fascista”, l’Emilia ne è piena, Parma (zona stazione) ne ridonda e anche il museo di Medesano, se non ricordo male, ne è un piccolo esempio.
Il punto della questione non è il disegno del palazzo, se mai la sua ubicazione, ma prima di tutto: a parte Guasti e alle imprese a lui collegate, a chi giova? C’è bisogno di nuovi negozi e altri appartamenti, dopo il fallimento dei balordissimi Nuovi Terragli e il crimine a cielo aperto del tunnel costruito solo in funzione di quelli che devono mettere la macchina in garage?
Ai progettisti dei NT, a chi li ha voluti, a chi non li ha fermati, a quelli che ancora li difendono, prima bisogna sputargli addosso e poi condurli davanti a un tribunale di cittadini indignati e automobilisti inferociti.
Ma ancora una volta, invece di giudicare in termini di utilità sociale, si sta a giocare sul giochetto fascisti-antifascisti.
C’è da vergognarsi a storpiare con l’ideologia, e le solite contrapposizioni buone per i polli, una disputa nata bene, sul concreto.
Gli esponenti del Pd non impareranno mai. Mai una volta che chinino la testa umilmente, ammettendo di avere sbagliato. Al massimo ammettono di avere comunicato male di avere fatto la cosa giusta.
Pena del contrappasso: 64 anni di opposizione. Senza sconti. E mentre la scontate, proibito piagnucolare dicendo che Cantini e i suoi sono peggio. Ma che scusa puerile è? Cercate di essere migliori voi. Siete la sinistra o dei berluscloni?
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Concordo con il commento di Carlo De Vita. Anche Fidenza ha buoni esempi di edifici realizzati nel ventennio in cui l’estetica è seconda solo alla funzionalità. Discutibili gli interventi di “risanamento” del quartiere Oriola e il tracciamento di Via Corsica nei primi anni trenta. Molto bene invece l’urbanizzazione della prima periferia con realizzazioni di utilità pubblica: scuole, piscina, torre dell’acquedotto, consorzio agrario, ambulatorio e case popolari. Alcune di queste realizzazioni sono state distrutte (distributore ex-esso, piscina e consorzio agrario) altre hanno subito cattivi interventi di manutenzione e sono in via di abbattimento (bar Balilla che qualcuno poi ha ribattezzato “il Covo” e come tale viene trattato nelle delibere comunali).
http://fidenza.ponziettore.it/fascismo.html
http://www.artefascista.it/
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Ripeto la domanda, sperando in un briciolo di attenzione:
Lo Statuto del Comune di Fidenza attribuisce ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso un referendum popolare e rimanda “le modalità ad apposito regolamento”. Sapete come arrivare a tale regolamento, visto che questa strada è probabilmente l’unica opportunità che avete per far valere la vostra protesta?
Invece di continuare a mugugnare, decidetevi ad agire, o almeno provateci!
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La faccenda “palazzi” a Fidenza è la milionesima dimostrazione che destra e sinistra non esistono.
Similmente al ponte di Messina, alla TAV in val di Susa, agli inceneritori, alle centrali nucleari.
PDL e PD senza elle sono la stessa cosa e vogliono fare le stesse cose, di cui ai cittadini non frega un cazzo. Sono sostanze chimiche prescritte dai media per tenerci sedati e inconsapevoli.
Un cittadino minimamente informato ed obbiettivo dovrebbe considerarli al pari di una banda di rapitori che ci tiene in ostaggio e narcotizzati a scopo di estorsione, al pari di un cancro da estirpare e basta.
Fanno politica per i soldi, per dare un impiego ben remunerato a se stessi o ai figli. Più i costi della politica aumentano, più questi costi possono essere distribuiti, ripartiti a chi fa politica. Più commesse, più soldi. Più, province, più soldi. Più Authority, più soldi. Stipendi creati dal nulla per organizzazioni che non servono a nulla. Le opere sono solo una scusa,,, e quando va bene non servono a niente. Quando va bene.
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Carissimo Alessandro, mi stà sorgendo il dubbio che stia dando dei risultati il lavaggio che ti continuano a fare. Mi spiego meglio: fatti dare i documenti del piazzale della Stazione e vedrai che non è come dici. Dove ci sono gli uffici della Sandonnino, NON E’ FALLITO NESSUNO. Doveva esserci semplicemente un albergo di 40 camere, che hanno messo sulla piazza ad un prezzo esorbitante, così come da impegno preso nella delibera iniziale : obbligo all’acqusto di almeno 4.000 mq. sono stati acquisiti . Nota bene che c’era solo l’obbligo di acquisto e NON IL PREZZO. Prendi qualche TUO COMPAGNO e sotto giuramento fatti spiegare i fatti veri. Aprirai gli occhi. L’albergo all’uscita della stazione aveva un senso logico. Quello nuovo previsto ha molta meno logica. Loro però sapranno il perchè , ma solo loro.
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Infatti parlavo di fallimento nell’allocazione dell’immobile, cioè del fatto che tu riporti: non si è riusciti a piazzare i locali a investitori privati a causa delle pretese esorbitanti (a loro volta dovute alle spese altrettanto esorbitanti di costruzione). Però non ho capito la storia della mancanza del prezzo nella richiesta all’albergo. So per certo che il prezzo di un appartamento nella torre sfiorava i 5000 €/mq, quindi non credo che il gestore dell’albergo se la sarebbe cavata con molto meno…
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Io mi sono esposto ed a volte mi chiedo se tutto ciò ne valeva e ne vale la pena.
Dovuto ad una motivazione molto ma molto personale e privata, sono giunto alla conclusione, sincera, che continua a valerne la pena.
Ma sarebbe troppo lungo ed intimo esporla qui.
Quando, tuttavia, leggo interventi come quello di De Vita oppure il bonario richiamo di Joseph non smetto di stupirmi.
Sì, di stupore si tratta.
Lo stupore di vedere ancora gente che ragiona col proprio cervello.
Non manca Giuliana, che saluto, ritornata a fresche ispirazioni.
Mi hanno colpito i puntini di Puke 58.
Io li interpreto come se lui avesse voluto, utilizzando lo strumento della punteggiatura, descrivere l’omertà.
E se le costruzioni delle torri fossero trasformazioni di denaro bisognoso di riciclo?
Ho studiato Economia ma non sono mai riuscito a capire appieno il funzionamento della ragioneria organizzata in modo criminale.
Qualcuno può citarmi uno articolo, un libro, ove trovare la spiegazione? Anche dettagliata.
Chi sta nell’ambiente, nel settore, non può non sapere.
Le informazioni, i sussurri, i bisbigli non possono non scorrere.
Allora, diploma magistrale o maestro che non voleva insegnare, cosa sai?
Perché taci?
Eppure, eppure mi trovavo, un giorno, tra Sanguinetto ed un paesino della provincia di Modena.
Entro in un bar sulla strada, era mezzogiorno e mezzo.
Un cappuccino ed una brioche, per favore.
Getto un’occhiata ai giornali presenti, il Resto del Carlino e l’Informazione di Modena.
Entrambi, riportavano la notizia di un convegno organizzato sulla penetrazione delle cosche mafiose nel proprio territorio.
Ambedue, riportavano una dichiarazione allarmata dell’Ordine degli Ingegneri della provincia sul tema.
Prefetto, Questore, Procuratore Capo di Parma e zone limitrofe, quali informazioni vi giungono?
Imprese edilizie del territorio, del nostro territorio, sapete? Se sì, come agite?
Per concludere e per Alessandro: non si costruisce, per nessuna ragione al mondo, uno sbarramento edilizio davanti all’uscita da una stazione ferroviaria.
E’ un controsenso.
Giuliana ci invita ad agire mediante referendum.
E’ un bene.
Dovesse riuscire, mi rimarrebbe il rammarico che quella torre non si “avrebbe da fare” ma, intanto, chi UNIcamente pensa in modo ECOlogico è riuscito a piazzare la sua merce.
Ai post comunisti riesce sempre bene.
Beati loro.
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La parentesi del “ventennio” è apprezzabile, un accostamento grazioso da un punto di vista squisitamente architettonico ma,,,
Siamo nell’Europa del 2010 !! Quella dei 5 maiali
THE PIIGS: Portogallo; Irlanda; Italia; Grecia; Spagna.
I nostri imprenditori sono i soci dei nostri politici, sono dei delinquenti. Punto. Maiali contagiosi, portatori di peste suina. Una peste chiamata debito con cui hanno infettato l’Europa.
In caso di default di un Maiale, i suoi creditori sono anch’essi a rischio fallimento. I Paesi europei devono salvare i Maiali per salvare sé stessi. La Grecia ha un debito verso l’Europa di 236 miliardi di dollari, il Portogallo di 286 miliardi, l’Irlanda di 867 miliardi, la Spagna di 1.100 miliardi e l’Italia, la grande infettatrice, di 1.400 miliardi.
I Maiali si indebitano anche a vicenda. La Grecia deve 9,6 miliardi di dollari al Portogallo che ne deve 58 alla Spagna che ne deve 14 all’Irlanda. E’ un gioco di specchi del debito in cui alla fine tutti possono rimanere con in mano il cerino acceso. Se fallisce la Grecia, l’Europa si può salvare, l’onda d’urto del suo debito negli altri Paesi europei è gestibile. Se falliscono la Spagna o l’Italia, l’euro cessa di esistere. Maggiore è il debito pubblico di un Maiale europeo, più la propagazione dell’infezione è rapida e i suoi effetti distruttivi.
I PIIGS hanno ceduto attraverso i debiti, una quota della loro malattia. Hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità con le possibilità degli altri. Il contagio è già in atto.
L’Italia, il Maiale con il più importante debito europeo, ha tre grandi creditori che può far fallire quando vuole (è il potere del debito): Gran Bretagna con 77 miliardi di dollari, Germania con 190 miliardi e la Francia con 511 miliardi. La Francia ha un credito nei confronti dell’Italia pari al 20% del suo PIL. L’Italia ha ceduto quindi ai francesi una quota di sovranità nazionale (chi possiede il tuo debito è, fino a quando fallisci, il tuo padrone). Si spiega così la fretta di importare centrali nucleari francesi in Italia. Sarkozy lo vuole! Il debito italiano val bene cinque centrali. L’Europa è unita dal debito interconnesso.
Il nodo con il debito più importante è l’Italia. Nel suo centocinquantenario è un motivo per essere orgogliosi. Nessuno come noi può far fallire l’Europa e, forse, ci riusciremo! Maiale si nasce e noi modestamente lo nascemmo.
Potremmo costruire delle “stabiare” sarebbe un altro assennato accostamento architettonico.
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Bravo Paolo , hai riempito i puntini con la considerazione perfetta.
Anche io ho avuto i tuoi sospetti , poiche’ non ci vedevo una alternativa economicamente valida…….anche senza avere studiato Economia.
Ultimamente ci troviamo un “po’ trop dacordi me e te”, ma non me ne dolgo.
Con edilizio rispetto.
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Mi scusi signor Sirocchi, ma in che senso l’ho stupita? Ho forse detto qualcosa di stupefacente? Di campato per aria? Di appeso alle nuvole?
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Gentile De Vita, lei ha scritto cose che condivido.
Ritengo, infatti:
a) che l’architettura e, forse, l’urbanistica sviluppatasi nel periodo fascista siano architetture ed urbanistiche interessanti e valide anche adesso ma non mi spingo oltre poiché occorrerebbe un post dedicato;
b) parimenti, sono sempre state denigrate solo e solamente perché opera di “fascisti” e per questo condannabili all’oblio (bel senso civico ed educativo della Storia da parte dei “togliattiani”) ma anche qui occorrerebbe un post dedicato;
c) fa piacere ogni tanto leggere pensieri di chi pensa “fuori dal coro” e, da parte mia e con rispetto verso di lei, io ritengo che ciò che lei ha scritto vada “fuori dal coro”, un coro che permane ancora adesso.
Tutto qui.
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Giuliana dici “la vostra protesta”. Devo quindi dedurre che non è la tua protesta e che quindi sei d’accordo ma ci indichi come fare a protestare, sapendo che non lo faremo mai ? Interessante. Non ci avevo pensato. Ma ho voglia di protestare oppure in fondo son curioso di vedere le due torri, la torre, il cavallo e la regina?
Al posto del re abbiamo l’imperatore, gli alfieri si stan muovendo. Buona partita.
P.S. attenti ai cavalli, c’è il rischio di pestare una cispa.
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CHINA65-Avevo già specificato che non sono di Fidenza e ogni Comune disciplina nel proprio Statuto le iniziative riservate ai cittadini residenti, per cui non potrei mai votare.
Tempo fa avevo pensato che sarebbe stato opportuno fare un referendum a Salso in occasione di altri scempi urbanistici, ma non sono riuscita ad andare oltre le informazioni generali di fattibilità, tra l’altro introdotte solo di recente dal sindaco Franchi. Posso solo chiedere a tutti voi come si fa ad arrivare al regolamento che disciplina il referendum comunale, ma soprattutto ad invitarvi di non escludere a priori questa possibilità.
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Alessandro, i prezzi richiesti due anni fa erano di €. 3.000/mq. per il piano terra ed il primo, sui lati p.le stazione e via Gramsci, mentre per gli alloggi erano sui 2.500/mq. La richiesta esorbitante per l’albergo era semplicemente, perchè non volevano che ci fosse, gli interessi erano per il soccorso Rosso , quindi per i 4.000 mq. da dare al PUBBLICO. In relazione alla mancanza di prezzo nel privatistico, sarebbe stato un contratto NULLO essendo il prezzo una condizione essenziale del contratto. Noi Fidentini, attraverso I TUOI COMPAGNI ABBIAMO ONORATO L’IMPEGNO e siamo in MUTANDE con i mutui da pagare, come tanti lavoratori che oggi debbono pagare le rate del MUTUO. Per riempirle ulteriormente : terre verdiane , uffici di piano ecc. presso i privati andiamo a pagare esattamente il TRIPLO ed andranno aggiunte le spese condominiali.
Credo che tutti NOI siamo stati gestiti da persone poco RESPONSABILE. Purtroppo abbiamo cambiato le persone, ma siamo rimasti FREGATI ugualmente, perchè il TUTTO stà avvenendo in continuità, senza nessuna TESTA DI SANDONNINO MOZZATA. PURTROPPO!!!
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Ma quindi tu mi dici che hanno fatto le torri per riempire le tasche delle società rosse che hanno costruito le torri? Mah, mi sembra un po’ troppo dietrologia. Che l’investimento sia stato avventato e la gestione successiva sciagurata, sono d’accordo, ma della Fidentia s.r.l. facevano parte non solo coop rosse, ma anche costruttori abbastanza bianchi (o neri). Quindi, o l’operazione è stata un’enorme regalo bipartisan alle imprese costruttrici del territorio (e questo spiegherebbe la mancata opposizione da parte dei vertici provinciali dei partiti di destra e il silenzio e le ritrattazioni attuali degli esponenti fidentini), oppure è stato un investimento sbagliato da parte delle suddette imprese, che sono state attratte dall’enormità dell’edificio da costruire (unico modo che aveva il comune per ottenere opere compensative costosissime, quali il sottopasso e il rifacimento della piazza della stazione), dando per scontato di riuscire poi ad allocarlo tutto e sottovalutando il lievitare dei costi di costruzione. Oppure entrambe le cose…
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Fatta eccezione, forse, per quella di Babele, tutte le torri vengono da tempo costruite per riempire le tasche di qualcuno. Dietrologico è semmai tentare di attribuire la potestà di queste tasche a società rosse, bianche, nere o verdi ecc. Le società, come le amministrazioni, sono fatte di persone e le tasche in questione sono le loro.
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Quello che preoccupa dell’investitore, in momenti come questi, è che moltissimi sono alla finestra, mentre da Brescia o da Reggio Emilia , vengono ad investire a Fidenza circa 18/20 milioni di euro, in una posizione sicuramente poco appetibile. Loro, “sembra” che versino circa 800.000 euro per oneri vari , ma…… ! Mah……..
Noi daremo, oltre a molte ulteriori code: ulteriore superficie edificabile (che ha valore) , una licenza alimentare di qualche migliaio di euro (che ha notevole valore) , altre licenze commerciali di generi vari (medio grandi che hanno valore), un albergo di oltre 12 piani . Sacrificheremo altre chiusure in centro, perchè PRIMA, NON REALIZZIAMO ulteriori parcheggi IN CENTRO, non dal cimitero come sempre. Conclusione : la parte pubblica viene sempre dopo, come appare evidente nei tanto decantati boulevards della Via Emilia, che dovevano nascere dopo l’apertura della tangenziale. Notare che già la stanno rifacendo, ma dei viali ????? Solo Cemento negli ex Distributori.
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Il richiamo o la provocazione di “Giuliana” è ben posta. Se non si arriva qualche volta a qualcosa di più del commentare, condannare o criticare, i blogs, non questo in particolare, ma tutti diventano sterili e scontati come un Consiglio Comunale.
Per impostare un referendum e promuoverlo ci vuole comunque una certa organizzazione e, a quel che si vede, nessuna opposizione, rappresentata o no in CC, ha abbastanza coraggio nel proporne, eppure sarebbe forse l’unico modo che resta per fare opposizione. Cara opposizione politica, rappresentata o no in CC, non limitatarti ad apparire con foto di repertorio sulla Gazzetta.
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Dal’inizio
Ad Ambrogio perchè il CC(Consiglio Comunale) deve votare obligatoriamente ciò che ha deciso la Giunta?I consiglieri comunali non hanno il cervello autonomo?
O forse si vuol dire che c’è qualcuno decide,cioè i capi partito, come devono votare gli altri ? Ogni riferimento alla partitocrazia è puramente casuale.
Quindi concordo con Davide sulla questione destra e sinistra.
L’architettura fascista era certamente una filosofia con gli spigoli,e li ha anche costruiti.Ma era un’architettura organizzativa del territorio e le amministrazioni non avevano le legislature come campagne elettorali in progress (cioè in continuo).
Come ho già spiegato, amministrare come stiamo facendo, con una gara elettorale in atto (poichè in assemblea non abbiamo tutti vincenti ma anche i perdenti cioè le opposizioni) fa delle risorse economiche non solo uno strumento amministrativo, ma anche una risorsa per la ricerca del consenso.Questo spiega molto bene lo sviluppo caotico
specialmente delle città italiane che hanno vissuto la partiticrazia più grande tra le grandi “democrazie”.Quindi la questione economica,cioè la fame di soldi delle amministrazioni, deve essere al centro dell’attenzione per frenare la giustificazione di continue espansioni edilizie.Tanto per citarne una come mai si permette a destra come a sinista come in centro a quelli che hanno il castello (cioè villone e villette di varie dimensioni di non pagare l’ici) parificando di fatto chi vive in sessanta mq.(vedi il sottoscritto) con chi vive in seicento mq.(vedi Berlusconi) Il principio di uguaglianza
all’incontrario. Perchè e cosa impedisce alle amministrazioni di aumentare le tasse secondo il principio dell’autonomia impositiva?Perch’è gli amministratori non vanno a protestare con il governo?Cosa risponde il governo a chi protesta? Per ora mi fermo qua ,ma riprenderemo l’argomento.
Sono d’accordo ovviamente con Giuliana e con Ambrogio che i commenti da soli finiscono per fare la fine dei monumenti.Occorre muoversi.
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Sono sulla stessa linea.
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Addirittura Stefanini, riferendosi alle Coop rosse , bianche e nere , lascia intendere che e’ tutto un magna magna , pertanto , Ambrogio, quale opposizione vuoi che organizzi il referendum ?
Quella che partecipa al banchetto , raccogliendo solo briciole.?
Me ag cred mia.
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Si, c’è chi raccoglie briciole, ma si accontenta. In campagna elettorale li ho anche incontrati nelle loro sedi, l’impressione che ne ho avuto è stata pessima.
Ho visto solo l’ostentazione di essere sulla barca giusta senza dover remare, i risultati li sappiamo.
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Leggo e mi capita pure di pensare.
Si diceva un tempo “la fantasia al potere” e forse non abbiamo nemmeno cominciato a capire che cosa volevamo dire. Il paese è pieno di leggi che nessuno usa o sa usare o vuole usare. Se la politica scappa (e scappa) dalla realtà, noi che siamo la realtà cerchiamo di non perdere tempo a inseguirla, ma vediamocela con i fatti. Non è sempre la magistratura che vuole supplire alla politica: a volte viene chiamata in causa proprio perchè quest’ultima latita. E allora, legalmente e con mezzi propri, si tratta di andar cercando chi ponga mano alle leggi, specialmente quando atti amministrativi si possano configurare come “illogici e ineconomici, abuso o misuso di potere”. Il gratuito patrocinio viene garantito dallo stato, per esempio, anche nel caso in cui chi non può permettersi un avvocato ne abbia bisogno perchè parte lesa. Esistono poi interventi pro bono, giovani professionisti desiderosi di mettersi alla prova (vero, Filippo?) e molteplici associazioni dotate di poderosi uffici legali capaci di muoversi su casi di spessore mediatico che abbiano buone possibilità di successo e di “valore educativo”.
Si tratta però di presentare casi concreti, documentati, non semplici “desiderata” non accolti dal responso delle urne. Se un sindaco oggi decide di fare una follia e i suoi uomini votano a favore, la follia viene fatta: è la democrazia italiana, bellezza. Si tratta allora di documentarsi per capire come, con che percorso, con che costi. Sfrucugliare tra le carte e tra le storie, insomma. Se esiste un’ipotesi di reato, quale che essa sia, penale, amministrativa, fiscale o altro, il singolo cittadino offeso, così come ogni associazione a temi contigui dedicata, può intervenire non solo nella “Gabina elettorale” (quella viene sempre dopo, ahimé), ma nell’ufficio della Procura (o similia). Se invece tutto è a posto, be’, tocca accettare, come è giusto. Magari non tacendo, ama nemmeno urlando alla luna. Spiegando invece a tutti il come e il perchè, politicamente e civilmente, la cosa non stia in piedi. A futura memoria, a quel punto, pensando alle elezioni successive…
In entrambi i casi, però, si tratta di passare dalla realtà virtuale (per quanto esistente) di un blog a quella quotidiana, fatta di un impegno che prende tempo, denaro e affetti.
Questo per dire, destri, sinistri e chissà: dove ci si vede, insomma?
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Sicura di far felice Carlo, insisto su questa irripetibile, se fattibile, occasione per collaudare lo strumento del referendum a livello locale come forma più immediata di democrazia diretta.
E’ uno strumento a disposizione dei singoli cittadini, non dei cittadini in quanto iscritti a partiti.
Il primo passo è la costituzione di un Comitato promotore da parte di un gruppo di persone (anche due) che poi procederanno alla raccolta delle firme necessarie (1800) per presentare la richiesta di referendum.
L’impresa non sembra impossibile. L’importante è poter conoscere l’esatta procedura che è senz’altro contenuta nel regolamento al quale -per quanto riguarda quello di Salso- non ero, a suo tempo, riuscita ad arrivare.
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Grazie a Giuliana per l’interessamento.
A Marco Del Freo vorrei precisare che decisioni prese da uomini radiocomandati ,per le cause che abbiamo già spiegate ed altre non dette) e da una giunta non di gestione dell’esecutivo ma di formazione Cencelliniana( i più vecchi ricorderanno Cencelli) possono avere il crisma ufficiale della democrazia rappresentativa partitocratica,ma il referendum ha il sigillo vero di una democrazia diretta compiuta.Ovviamente la seconda ha più valore della prima.
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Certo che raccogliere 1800 firme su una popolazione di circa 23-24 mila mi sembra una presa per i fondelli
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Purtroppo queste sono le norme dello Statuto comunale, che, oltre a porre molti limiti, sembrano studiate per creare ostacoli e scoraggiare l’utilizzo di questo tipo di intervento. Tuttavia Le faccio presente che a Salso, in una raccolta di firme contro la cementificazione del Parco Corazza, di firme ne erano state raccolte un numero simile.
E’ dimostrato, per aver provato, che La semplice raccolta di firme per dare peso ad una protesta serve a niente, come non sono serviti pareri di associazioni o di persone qualificate per bloccare una decisione già presa (piazzale Berzieri, cementificazione area golf Contignaco). Meglio provare a raccoglierle per chiedere all’amministrazione che la cittadinanza possa manifestare la propria volontà tramite il referendum.
Non vedo altra strada.
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Lo statuto comunale esclude il referendum in materia di ” .. piani e programmi urbanistici e commerciali generali e le loro varianti generali;”.
Altro elemento da tener presente: “Il referendum è valido nel caso abbia partecipato alla consultazione almeno la metà più uno degli aventi diritto.”
Il conteggio del numero degli aventi diritto viene poi reso di incerta determinazione dalla norma che dice “Al referendum possono partecipare anche i cittadini non iscritti alle liste elettorali purchè residenti nel Comune di Fidenza da almeno 5 anni”.
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Ambrogio, in un mio intervento precedente, dopo aver letto quanto da Lei riportato, ho precisato che, secondo me, il referendum dovrebbe essere possibile proprio perché, riguardando un unico edificio chiaramente identificabile, potrebbe rientrare in una casistica particolare (senza mettere in discussione le linee generali adottate, dichiarate intoccabili per statuto).
A parte l’occasione di rimbeccamenti generali, il caso pare perdere interesse nel momento in cui si dovrebbe prendere di petto la situazione.
E pensare che fra i postisti c’è anche chi afferma di occuparsi attivamente di politica per puro spirito di servizio nei confronti dei cittadini. Da come hanno glissato e tergiversato non si direbbe proprio.
Se lo strumento del referendum si mostra (come è in effetti) di difficile applicazione, perché, in Consiglio comunale, non viene presentata una richiesta di modifica?
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Giuliana, concordo sul fatto che se ben impostato un referendum può essere lanciato in questo caso ed anche in altri. Sono invece molto scettico sulla possibilità di coinvolgere un numero bastevole di persone per gli aspetti organizzativi. Partiti o associazioni o movimenti che vogliano uscire dal torpore potrebbero dare una mano notevole.
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Solo per integrare le notizie di Ambrogio.
Un’amministrazione che si dice democratica ‘visto che democrazia vuol dire partecipazione, dovrebbe e potrebbe ritenere valido anche il referendum senza quorum superando quell’anacronistico art. 75 della Costituzione che lo prevede.O vogliamo nasconderci dietro una legge (e Art. della Costituzione) palesamente antidemocratica.Non è un caso che USA e Svizzera non abbiano il Quorum….
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Carlo, secondo me, per i referendum a livello locale, dovrebbe valere quanto scritto nei singoli regolamenti Comunali.
E’ alla lettura di questo regolamento, sperando che sia più chiaro delle notizie generali riportate nello Statuto Comunale, che non sono riuscita ad arrivare tramite internet.
Lo Statuto comunale si può leggere direttamente tramite il sito indicato da Joseph in uno dei suoi primi interventi.
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Faranno come a Parma, degli scempi, spese inutili tipo il progetto metropolitana, prima voluto e poi non portato avanti da Vignali e dal suo amante presidente di STT Costa (lo sanno anche i sassi….)
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