Prefetto Scarpis, c’eri o ci facevi?

Pubblicato da Redazione il 30 aprile 2010 in Giustizia, Rassegna stampa |

Paolo Scarpis, prefetto di Parma fino a oggi. Speriamo che il suo successore non abbia, come lui,  le fette di prosciutto sugli occhi.

È stato detto che Parma è una città con infiltrazioni mafiose. È così?

«Come ho già avuto modo di dire, sollevando critiche assolutamente infondate, non mi risulta che a Parma ci siano indagini riguardanti fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso. E dico questo con il conforto di analoghe dichiarazioni del procuratore della Repubblica e delle relazioni fatte dalla Dia su questo territorio. Questo non significa che non ci siano infiltrazioni di questa natura, così come avviene in altre zone del Nord Italia ricche e appetibili come questa».

(La domanda è di Giuliano Molossi, direttore della Gazzetta di Parma, la risposta di Paolo Scarpis, prefetto di Parma fino al 30 aprile 2010. L’intervista completa è uscita sul giornale parmigiano il 23 aprile come saluto al funzionario che andava in pensione)


Sissa, arresti per estorsione e omicidio
In cella calabresi legati alla ‘Ndrangheta

Viveva in provincia di Parma Franco Ruggiero e Filippo Carrà, entrambi legati al clan Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia). Sono accusati di estorsione aggravata e usura. L’arresto notificato in carcere. Al primo è contestato anche l’omicidio di Francesco Chirillo a Catanzaro. La squadra mobile di Parma ha preso parte all’operazione.

Due arresti, notificati in carcere, di esponenti legati all’Ndrangheta che risiedevano a Sissa, in provincia di Parma. La squadra mobile della questura di Catanzaro, in collaborazione con quelle di Milano e Parma, ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre presunti esponenti del clan Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), considerato uno dei più forti della
’ndrangheta.

In manette sono finiti Salvatore Mancuso, 43 anni, originario di Limbadi ma residente a Giussano (Milano), Franco Ruggiero, 38 anni, e Filippo Carra’, 46 anni, entrambi vibonesi residenti a Sissa.

I tre, in particolare, sono accusati di estorsione aggravata posta in essere al fine di recuperare le somme di denaro derivanti dai prestiti usurai effettuati da Salvatore Mancuso. A Ruggiero, inoltre, è contestato anche l’omicidio di Francesco Chirillo, avvenuto a Gizzeria (Catanzaro) il 10 febbraio del 2000. Gli arresti, tra la Lombardia e l’Emilia, sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di del Tribunale di Catanzaro, Tiziana Macrì. All’arresto di Ruggiero gli investigatori sono giunti sulla base dei riscontri fatti alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Angiolino Servello, con particolare riferimento al movente dell’omicidio legato alle vicende usurari che avevano coinvolto come vittime anche tre imprenditori delle province di Crotone e Cosenza. (da Repubblica on line del 30 aprile 2010)


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