I cuccioli Aiello e Leonardi hanno fatto il passo più lungo della Gambarini

In politica, dissensi e scissioni sono lussi che ti puoi permettere solo a una certa età. Da giovani, meglio astenersi. Se non vuoi ritrovarti tarpate le ali della carriera.
Nella riunione sansepolcrista avvenuta ieri all’ombra del duomo, solo Carduccio Parizzi, da sempre eretico e viandante lungo i tortuosi sentieri dei partiti piccoli e scomodi (prima con i liberali e poi con i radicali), aveva l’età e l’esperienza giuste.
È gremita, la cronaca borghigiana, di personaggi che a un certo se ne sono andati sbattendo l’uscio. Si va dagli anni Sessanta, con fuoriusciti del Pci come Ermanno Pastori ed Ercole Ghiozzi, al più recente Sergio Varani; da Arturo Cantini, che portò in dote al Pci un cospicuo manipolo di socialisti dopo averli risciacquati nel Mas, al clamoroso caso del dottor Luigi Grassani. Sì, i dissidenti erano quasi sempre comunisti che approdavano ai socialisti o al Psiup. A parte Cantini, raro il percorso inverso.
All’epoca dei loro gran rifiuti, tutti costoro avevano già superato la mezza età e, bene o male, riuscirono anche in seguito a restare a galla nel mar morto della politica nostrana, dove non va a fondo neppure chi non sa nuotare. Riuscirono ancora per diversi anni a dettare condizioni ed esigere riconoscimenti. Quello di Cantini senior, che ricoprì la carica di sindaco tra la fine dei Sessanta e il principio dei Settanta, fu un capolavoro di trasformismo (absit iniuria verbis) coronato da successo.
La vedo grigia invece per chi se ne va a venti o trent’anni. Come dimostrano i casi di Stefano Denti, che dopo aver lasciato la Lega alla vigilia della riscossa, è sparito dalla circolazione, e di Cristian Zalaffi, di cui si è persa ogni traccia ancor prima che riuscissimo a scoprire se il suo nome si scrive con o senza l’acca.
E la vediamo buia pure per i neonati del Federalismo liberale, Massimo Leonardi e Corrado Aiello, che il ladro di bambini Carduccio Parizzi ha sottratto al despota del Pdl dopo averli svezzati.
Dato che mamma Francesca Gambarini non li ha reclamati, anzi li ha proprio ripudiati, resteranno affidati alla sua patria potestà.
Riusciranno a raggiungere la maggiore età? Politicamente intesa.
Mara Meo














Speriamo che da grigia diventi presto nera e plumbea, che un diluvio di proporzioni bibliche possa spazzare via, non solo i mestieranti della politica, ma pure gli aspiranti tali, senza salvare fra di loro quelli oltretutto falliti anche già li. E’ incredibile! Chi non sa fare un cazzo, o quel poco che sa fare lo fa male, tenta lo stipendio sicuro in politica. E magari c’è anche chi lo vota, cosi oltre che danno in proprio, lo fa pure nel pubblico.
Qualcuno su questa nave, di tanto in tanto invoca un bel “sapa e badil”… Mai invocazione fu più appropriata che a seguito di questo elenco (…censura n.d.a.).
Non so quanto l’accostamento dei nomi più recenti, a quelli già spariti, li accomuna solo nei loro intenti “professionali” oppure anche nelle attitudini e nelle capacità, ma se così fosse,,, danza della pioggia subito!!!
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Divina Mara Meo,
se le cose stessero come sopra da lei espostoci saremmo liberati in anticipo di chi, come scrive nei commenti un certo Davide, “non sa fare un cazzo, o quel poco che sa fare lo fa male, tenta lo stipendio sicuro in politica”.
Purtroppo, lo “stipendio” del consigliere comunale o dell’assessore è insicuro, fa ridere i polli e, di sicuro questo si, fa straparlare gli ignoranti (nel senso che ignorano).
Tornando a Lei, divina Mara Meo, vorrei ricordarLe che Aiello e Leonardi non sono usciti dal Pdl, anzi, hanno giurato fedeltà e l’associazione che hanno costituito è interna al Pdl e sostiene l’ amministrazione comunale di centro-destra.
Dunque, ad essere precisi, le Sue frizzanti considerazioni, e soprattutto gli esempi fatti – Denti, Zalaffi -, sono come l’orologio del Teatro Magnani.
Andando oltre, Lei, vista l’età, dovrebbe ricordare quella nidiata di ragazzini che passarono da un partito all’altro diventando poi, tutti,chi sindaco, chi deputato, chi segretario di partito, chi sindacalista, chi disegnatore ufficiale dell’urbanistica comunale ecct ecct…
Divina Mara Meo, conoscendo la sua irriducibilità, le propongo gramscianamente una tregua di riflessione. Zinoviev non accetterebbe… ma lei non è Zinoviev, credo.
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Ebbene si! Hai smascherato la mia ignoranza.
Ora, per arginare questa deplorevole lacuna, chiedo umilmente lumi alla tua sapienza:
Davvero esistono consiglieri o assessori (in carica) che non percepiscono stipendio?
Al pari di quei lavoratori autonomi che spesso non vengono pagati da clienti disonesti (per i quali il sistema corre subito in aiuto pretendendo il versamento dell’iva e quello delle tasse su di un importo non introitato), oppure di co.co.co; co.co.pro; co.co.dè; vessati sia nel dis-onorario che nel “curriculum contributivo”?
O forse per “stipendio sicuro” intendevi solo quello che si prende ad vitam aeternam,,, amen????
Metto in conto che tra le altre cose, potrei anche ignorare il significato del termine “sicuro”…
Ma come posso ignorare che ben altre sono le situazioni in grado di suscitare l’ilarità dei polli?
Illuminami!
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A volte, per onorare il proprio nome (e pure il cognome), si corre il rischio di qualche imprecisione. Non sono Zinoviev e neppure Zdanov. Ma… chi erano costoro?
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da wikipedia
La cosiddetta “Lettera di Zinoviev” era un documento falso, probabilmente prodotto dal Secret Intelligence Service allo scopo di favorire il partito conservatore nelle elezioni generali britanniche del 1924. Le elezioni furono effettivamente vinte dai Tories, e misero termine al primo governo laburista nel Regno Unito.
La prova definitiva che tale lettera fosse un artefatto del servizio segreto fu data da un’inchiesta ufficiale (Telegraph, 5 febbraio 1999).
Il documento appariva essere una lettera (datata 15 settembre 1924) di Grigorij Zinov’ev, in quel periodo presidente del comitato esecutivo dell’Internazionale Comunista, inviata al comitato centrale del Partito Comunista Britannico, in cui si sarebbe invitato ad una maggiore azione di agitazione nel paese e nelle forze armate inglesi.
La lettera fu pubblicata dal giornale conservatore Daily Mail solo quattro giorni prima delle elezioni, in una situazione delicata dei rapporti fra il Regno Unito e l’Unione Sovietica, data l’opposizione dei conservatori alla ratifica parlamentare dei trattati commerciali stabiliti dai due governi l’8 agosto 1924.
Molti sospettarono la falsità del documento, dato che conteneva alcuni grossolani errori (ad esempio, “la Terza Internazionale Comunista”). Tuttavia, la lettera fu presa come vera anche da alcuni esponenti del governo, nonostante i dubbi espressi dal primo ministro Ramsay MacDonald.
Le difficili comunicazioni con la sede centrale moscovita dell’Internazionale Comunista impedirono una pronta smentita della lettera: la questione fu discussa solo il 17 novembre. Il 21 novembre il nuovo governo conservatore annullò i trattati commerciali stabiliti dal precedente governo.
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