Carduccio Parizzi apre una bottega delle idee, in osteria
Da sinistra, Massimo Leonardi, Carduccio Parizzi e Daniele Aiello.
Chi ha pensato di esser riuscito a mettere all’angolo Carduccio Parizzi si è sbagliato alla grande perché l’ex assessore, estromesso dalla giunta dal sindaco Mario Cantini per lasciar il posto alla ciellina Antonia Donetti ha mostrato di non voler abbandonare la politica.
Sabato pomeriggio, all’Antica Trattoria del Duomo, infatti, ha formalmente presentato il suo Federalismo liberale, un movimento di pensiero da lui creato e che alla lunga potrebbe dare filo da torcere a chi l’ha estromesso.
Parizzi ha fatto un discorso iniziale piuttosto sintetico e stringato, con pochi tratti ha indicato il cammino del gruppo. Ha chiarito che è cosa diversa dallo scontro con Fini. Qui non ci sarà nessuna scissione, il movimento che si riconosce in Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di lasciare il Pdl. Libertà di pensiero, rispetto per la persona e per i diritti, sono i principi fondanti del gruppo che intende affermare la cultura liberale, federalista e di tutela del patrimonio culturale ed ambientale. «Sostanzialmente – dice Parizzi – siamo una bottega di idee».
Coordinatore del movimento è Daniele Aiello, consigliere comunale del Pdl. «Non siamo contro le forze cattoliche – ha precisato – ma siamo dentro al partito con le nostre idee e i nostri progetti. Appoggiamo – ha infine aggiunto – in tutto e per tutto la linea di Berlusconi soprattutto laddove dichiara che il presidente della Camera deve garantire un ruolo istituzionale e qualora intendesse far politica dovrà dimettersi dall’incarico».
Parole che sembrano dette apposta per dimostrare l’analogia tra la situazione della Camera con quella del nostro consiglio comunale in cui c’è un presidente, Francesca Gambarini, che oggi sta ricoprendo un doppio incarico: istituzionale come presidente e politico come coordinatore del Pdl.
Aiello ha ricordato che a Fidenza ci sono molti problemi che stanno a cuore alla gente. Quello più rilevante riguarda la mancanza di posti di lavoro qualificato soprattutto per i giovani. «Un posto all’Outlet – ha sottolineato – non può bastare».
Vicecoordinatore del gruppo sarà Massimo Leonardi il vicecoordinatore del Pdl che si è dimesso dall’incarico due giorni fa. «Mi sono dimesso – ha spiegato – perché non condividevo la linea politica della coordinatrice del partito (Francesca Gambarini, ndr) e ho pensato fosse più corretto lasciare il posto a chi vi si riconosceva. Ho deciso con la massima libertà e ho ricevuto critiche che hanno rasentato l’insulto.Federalismo liberale per noi significa anche che vogliamo decidere noi sul da farsi insieme alle persone che parteciperanno ai nostri incontri».
A questo punto interviene Parizzi a rafforzare il concetto: «Per Fidenza vogliamo decidere noi e non accettiamo intromissioni da Parma». Anche se nessuno pronuncia il suo nome sembra una frecciatina malcelata diretta a Luigi Giuseppe Villani, accusato di aver avuto troppe ingerenze nelle decisioni presa dal sindaco Cantini di estromettere Parizzi dalla giunta.
All’appuntamento c’era anche Giampaolo Lavagetto, il rivale di Villani nella recente campagna elettorale per le regionali. Membro del coordinamento provinciale del Pdl, Lavagetto ha confermato la sua piena solidarietà al gruppo che, a suo parere, ha pieno diritto di rimanere nel partito. Per un partito che si chiama della libertà il confronto di idee è sempre positivo. «Chi ha un ruolo da garante – ha poi aggiunto – deve astenersi dal prendere posizione per l’uno o per l’altro ma deve garantire il rispetto delle diverse esperienze».
Anche se nessuno ha mai fatto il suo nome in tutti gli interventi è apparso chiaro che si volesse mettere in evidenza l’incongruenza tra le parole del capo del governo e il comportamento della presidente del consiglio comunale Francesca Gambarini per il doppio ruolo che riveste.
Carduccio Parizzi ha ringraziato Lavagetto per la sua presenza, ma ha voluto anche precisare che l’invito era stato esteso a tutti i componenti del Pdl, nessuno escluso.
All’incontro, oltre ai consiglieri Vincenzo Basile (Pdl) e Federico Galvani (lista Cantini) erano presenti anche Giorgio Tinelli, ex assessore socialista, Tonino Ditaranto (Sinistra e Libertà), raggiunti poi alla fine da Davide Malvisi e Federico Morza del Pd.
A microfoni spenti c’è stato un interessante scambio di idee tra Galvani e Leonardi. Galvani, ha per certi versi contestato la scelta fatta dal gruppo che, a suo parere, evidenzia una contrapposizione tra cattolici e laici che non deve esistere. Non si può secondo lui escludere a priori che un amministratore cattolico sia all’altezza di rispondere ai bisogni dei laici.
È comunque evidente che esistono forti diversità di vedute tra il gruppo neoformato e il resto della maggioranza e non si capisce fino a che punto potrà reggere la convivenza.
Giovanna Galli
Massimo Leonardi (a sinistra) con Federico Galvani.

Gueststar, Giampaolo Lavagetto, ex assessore del comune di Parma e avversario di Luigi Giuseppe Villani alle recenti regionali.
Tag:Antonia Donetti, Carduccio Parizzi, Daniele Aiello, Davide Malvisi, Federico Galvani, Federico Morza, Francesca Gambarini, Giampaolo Lavageto, Giorgio Tinelli, Luigi Giuseppe Villani, Mario Cantini, Massimo Leonardi, PdL, Tonino Ditaranto, Vincenzo Basile
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Lavagetto non è anche quello indagato per la storia del telefonino ?
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Costantino, Costantino,
Sta storia del telefonino c’ha le gambe e corre veloce a ogni tornata elettorale.
La magistratura farà luce sulla vicenda che pare incredibile per tanti versi.
Ma possibile che crediate ancora alle fate, ai cavalieri e ai mostri ?
E’ in atto una guerra tra le componenti interne del PDL e tutto vale per screditare un avversario scomodo. A quando un inchiesta vera sui fatti reali dove corrono interessi veri e milionari ? O ci dovremo sopportare ancora a lungo qualche centinaio di euro supposti spesi per l’amante, per carri attrezzi o telefonini in regalo quando per contratti aziendali te li tirano dietro ? La stessa guerra con gli stessi mezzi è messa in atto contro persone che dan noia perchè avvantaggiano con le loro capacità alleati scomodi o ex alleati da rimuovere, lasciamo spazio alle indagini e a basta coi pettegolezzi da prima pagina. Per altro tra un indagine e la fine del processo passano troppi anni per cui un accusa pende sull’accusato per un decennio rendendolo infamabile a più riprese.
Parliamo di reati quando questi sono accertati, perchè parlare di sospetti e di indagini pare puerile. Pensiamo a condannati in prescrizione, non luoghi a procedere per cavilli o nuove leggi, condonati e indultati, processi presto occultati, divieti di intercettazioni, legittimi impedimenti.
IO CREDO CHE LA GIUSTIZIA SIA GIUSTA QUANDO PUO’ PROCEDERE IN TEMPI BREVI A PROCESSARE, CONDANNARE O ASSOLVERE. Ogni ostacolo è sbagliato, lavoriamo per renderla efficiente.
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Indagato mi pare indagato. Questo è un dato di fatto.
E sei tu che parli di condanna, non certo io.
Poi per il resto sono sostanzialmente d’accordo con te e con Berlusconi che la magistratura spesse volte è usata per scopi differenti da quelli statutari. Vedi anche il recente caso di Malavasi, piuttosto simile a questo.
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