Partigiani, fratelli maggiori

Pubblicato da Redazione il 24 aprile 2010 in Il juke box di Nave Corsara, Storia |

Canta Fausto Amodei.


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13 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Ho riascoltato la concione, in vernacolo fiorentino stretto, di quel vecchio partigiano, con una fatica indicibile, dato che le parole si impastavano le une alle altrein una purea di aspirate indicibile. Comunque, il senso lo si capisce bene, tra le varie aspirazioni ed elisioni di consonanti; il vecchio partigiano ha una parte di ragione, ma è rimasto ancorato a 65 anni fa, a quando aveva 20 anni o giù di lì, giustifica ogni cosa del mondo di sinistra, comprese le imprese dei blalk block a Genova e i Centri Sociali di mmazziatori, invendiari e sprangatori. Non sono d’accordo con lui, nel continuare, dopo decenni, a mantenere vive, devastanti e brucianti le fiamme ed i fuochi degli odii ideologici inestinguibili; solo noi in Italia continuiamo a sbranarci come jene ed a morderci ed a ringhiare tra di noi, come botoli rognosi, ancora con la faccenda del fassista, rassista e comunista. Ma basta, ma che vendette hanno mai perpetrato in Francia, in Germania, in Spagna, per il dopo-Franco o in Portogallo? Quanti comunisti sono stati ammazzati in Russia ed in tutti i Paesi dell’Est, dopo la fine del comunismo? Non se ne può più! Ma come incontri qualcuno per srada, subito a chiedersi e ad essere richiesto se sei di qua o di là del fiume! Ma quando mai succederà che, tra italiani, ci si incrocerà e ci si darà la mano come ITALIANI, e basta! Altro che preparare i festeggiamenti per il 150° anniversario della nostra unità; piuttosto quelli della nostra frammentazione e disgregazione sociale, civile e politica, sempre più accentuate e perverse!

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  • avatar Maquis Puke 58 scrive:

    Fb , secondo il mio modesto parere hai preso un granchio , quando parli di non-vendette in altri paesi.

    In Francia alla fine della guerra ha lavorato la macchina del Sig.Guillotin, in Spagna ce ne furono di cotte e di crude e in Germania ci pensarono a Norimberga.
    Nei paesi Balcanici hanno fatto lavorare i plotoni di esecuzione.

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    • avatar fb scrive:

      Puke, sì, in Francia ci sono stati processi, regolari e sommari, ma, intanto, a differenza dell’Italia, i francesi erano stati massacrati dai nazisti e se li erano ritrovati in casa per ben 5 lunghi anni; noi, in Italia, solo per per quasi due. Inoltre, De Gaulle aveva chiaramente ordinato ai partigiani di deporre le armi, nell’agosto del ’44, e di confluire nelle forze regolari francesi, cosa che venne fatta. Ci furono vendette feroci anche in Belgio, altro paese che aveva dovuto soffrire per 5 anni sotto le forze d’occupazione. Poi però le vendette sono finite, lì come negli altri paesi invasi dai tedeschi. Qui da noi siamo ancora con i denti nella schiena a sputarci veleno addosso, tra cui ad destra e cui ad sinistra, che palle! Non siamo capaci di guardare oltre ed avanti, siamo sempre malignamente volti al passato, a quello più meschino.Ti assicuro poi che ignoro del tutto che ci siano state vendette e rappresaglie, su larga scala perlomeno, contro i comunisti nei varii Paesi dell’Est, dopo la caduta dei regimi filosovietici, ed in Russia; ma dove, quando? So che i Russi erano odiati nei Paesi balcanici, dove i locali volevano che se ne andassero, ma così non è stato, anzi, i russi, in quei paesi, tengono per le palle gli indigeni ed occupano i posti-chiave della loro economia. In Romania sono poi stati i successori di Ceausescu, ultracomunisti, a massacrare gli oppositori, vedi i picconamenti sul cranio degli studenti per opera dei minatori, scatenati e sobillati dai neocomunisti al potere.

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  • avatar F. Servello scrive:

    il camerata fb non ha tutti i torti

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    • avatar fb scrive:

      Il compagno quadrinariciuto Servello -nomen omen- ha invece tutti i torti di questo mondo, tra i primi dei quali un senso dell’ironia a livelli infimi ed una assoluta incapacità di distinguere un camerata da un amante della verità storica, finalmente disincrostata da qualsiasi apporto mitico e leggendario..

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  • avatar La-Bott scrive:

    La tragedia, purtoppo, è che non lo si vuol riconoscere e, chi lo dice, è definito “camerata”.
    Sarebbe veramente ora di darci un taglio ma, viste le dimostrazioni di ieri, è pura utopia.
    La pare più ottusa, fortunatamente, è solo una .
    La-Bott

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    • avatar fb scrive:

      La-Bott, ieri mi sono sollazzato a saltare di rete in rete, sulla TV, ed ho visto le solite cose sulla Resistenza, sempre “quando la banda passò…”, i politici con striscioni tricolori, che stavano pensando al pranzo godereccio in qualche ristorante del paese o della città, come ad es. quella reggiana che si lamentava del gelato a pagamento alla buvette del Senato. E poi i soliti striscioni, gagliardetti, stendardi consunti, carichi di medaglie arrugginite, i sempiterni vecchietti, che, come diceva Vaime su La7, e come dimostra l’esaltato partigiano tosco, sono sempre igrugnati ed incarogniti nei ricordi dei loro vent’anni, avvelenati dalla rivoluzione sovietica mancata e dalla sensazione, sempre più forte, che qualche cosa, in 65 anni, si deve essere inceppata e non è andata come si voleva. I migliori di loro se ne sono andati malamente, soprattutto a causa di altri italiani, stritolati dallo stesso odio che macina ancora tanti vegliardi e parecchi giovani, ancora oggi. Invece di ricostruire, sono decenni che decostruiamo e distruggiamo. Ma fin dal ’45, che significava continuare poi, per più di 60 anni, a magnificare a parole episodi di eroismo e di dedizione alla libertà, fino al sacrificio estremo, quando i pescicane di guerra, gli approfittatori, numerosi tra gli stessi partigiani, inziavano a tradire i loro ideali, in primis i “forchettoni” della DC e gli amnistiatori di ogni crimine, di destra e di sinistra, pro bono pacis? Come sempre, i ricchi sono diventati sempre più ricchi, i prepotenti sempre più tali e la povera plebe, di ogni parte, sia tra i vinti che tra i vincitori, come scriveva Bertolt Brecht, è rimasta con un pugno di mosche in mano, se non nello stomaco, e li hanno spediti fuori, a calci in culo, dalla stanza dei bottoni, dove avevano posato subito i loro enormi deretani, voraci jene di ogni partito post- ed ante resistenziale. Non basta scrivere una Costituzione, bisogna farla conoscere e farla rispettare; non si dà l’esempio riempiendosi la bocca di aria, ma con i fatti concreti. Che significa sputazzare sentenze sull’onestà, la libertà, l’uguaglianza e la giustizia, quando i primi ad infangare questi ideali e quei principii sono gli oratori stessi che esalano ai quattro venti solo aria fritta, peti e flatulenze?

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  • avatar fb scrive:

    Il “camerata” fb si permette ancora un appunto; l’ultramaggiorenne e stravaccinato partigiano tosco giustifica e glorifica, in due passaggi del suo pistolotto, peraltro valido, nel complesso, due faccende abominevoli. Una è la santificazione dei kamikaze palestinesi, i quali, giustamente, come dice il loro Dio, che si vede che è lo stesso del fiorentino, vanno a strippare ed a straziare degli innocenti israeliani, dato che questi sono delle carogne infami verso di loro. Ma i partigiani dei tempi del nonnetto usavano i medesimi trattamenti sui fascisti? In Via Rasella, ad es., hanno fatto saltare dei militari teutonici, non donne, vecchi e bambini al mercato o al bar. Persino dei fanatici, come i giapponesi, si buttavano con i loro aerei, carichi di esplosivo, non sui civili, ma su navi da guerra nemiche. Poi si chiede se era giusto ammazzare un 20enne come Carlo Giuliani, per coprire e terminare i malefici progetti della Destra; ma Giuliani non stava per refilare in testa ad un agente un estintore, non un cuscino di piume? Ah, capisco, ma se fosse morto il carabiniere, con la testa rotta da un eroe dei Centri Sociali, meglio così, uno di meno, era solo un servo dello Stato, uno sbirro: 10, 100, 1000 Nassyria! Immagino che ai nipotini ed ai figli il Veglio della Montagna fiorentino avrà trasmesso questi stessi medesimi valori patriottici, di rispetto per la vita umana, solo però se si tratta di quella di chi sta da una certa parte. L’altri gli son tutti fascisti, razzisti, grullarelli, bischeri e ‘osì via, gli era e gli è justo ‘he finiscano tutti impiccai o fuscilai…

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  • avatar Historic Puke 58 scrive:

    Fb , mi spiace sono ancora qui a riprenderti , e non mi piace riprendere uno uso alle lettere a alla storia come Te.

    Scrivi dei Giapponesi , ma dimentichi :
    Nanchino e Shangai e tutta l’invasione della Cina.
    Dimentichi forse il destino dei prigionieri civili Olandesi?
    Le Filippine?.
    Le tremende condizioni dei prigionieri Alleati?
    Ociu che ieran mia di brev ragass.

    Difatti poi hanno pagato duramente forse piu’ dei Tedeschi.

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    • avatar fb scrive:

      Puke, sono qui ancora a precisare sulle tue tirate di orecchie, me le hai ridotte come quelle di un vulcaniano! Io non parlavo dei militari giapponesi della II Guerra Mondiale tout court, che sappiamo iniziata con un attacco a tradimento, prima di una dichiarazione di guerra ufficiale, da parte loro. Io mi sono appuntato unicamente sul caso dei kamikaze; l’espediente era già stato usato dai nipponici nel corso della guerra contro i russi del 1904-5; là, già allora, i fantaccini giapponesi si buttavano urlando nelle trincee degli orsi giganti russi, carichi di esplosivo. Erano soldati contro altri soldati nemici. Lo stesso accadeva quando si schiantavano con i loro aerei contro le navi da guerra USA nel ’45. Lo so bene che cosa avevano combinato in Cina e sui prigionieri di guerra alleati, che loro disprezzavano sommamente, in quanto si erano arresi invece di combattere fino alla morte. Ma non si sono mai introdotti, in abiti civili, in USA o GB, Olanda, nei possedimenti coloniali asiatici degli europei, od anche in Cina, con cinture esplosive, per farsi saltare insieme a gente che andava a far la spesa o si sorbiva una bibita od un caffè. Se è per quello, anche gli “italiani brava gente” ne hanno combinate di belle, dove sono arrivati, in Etiopia,in Libia, in Somalia, in Jugoslavia, in Grecia, nell’URSS, ai tempio gloriosi del Duce ed anche prima. Ma non mi risulta che nemmeno tra i nazisti girassero kamikaze per le strade delle città occupate.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Fb
    non vorrei sovracaricarti ,visto il lavoro che hai fatto in questo blog, ma una considerazione la devo fare in base anche alle tue affermazioni con le quali in definitiva concrdo. Guarda che le ideologie,di cui tu giustamente lamenti la dipendenza soprattutto degli italiani e questo è un elemento che deve sicuramente fare insospettire in quanto siamo la più grande partitocrazia tra le grandi democrazie,sono il mezzo mentre i partiti sono la finalità dell’azione politica disgregatrice di cui paghiamo le conseguenze.Spesso succede e anch’io l’ho fatto, di considerare la cosa al contrario.Come avrai notato le ideologie classiche sono in estinzione ma è il “partito” ora rimasto nudo che continua a riciclarsi, in tutte le forme possibili per sostenere quel bisogno irrefrenabile che caratterizza le patologie “da astinenza”. Sul fatto che il “partito” ,oggi come ieri, sia un elemento di condizionamento e di controllo del cittadino ho già sritto e sicuramente scriveremo ,a “Dio piacendo” come dice i cuoco dei TV Parma di cui in questo momento non mi sovviene il nome.

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    • avatar fb scrive:

      Carlo, el cogo el sè un veneto che el gà verto un ristorante, a Solana, vicino a Bassano, se non erro. Si chiama Guerrino Maculan, fa parte di una famiglia avita di cuochi e gastronomi. Due anni fa ci sono passato davanti, al suo ristorante, Il Tinello, ma era tardi, dovevo tornare da lì fin giù a Mira, al mio B&B, altrimenti mi sarebbe piaciuto incontrarlo di persona. Ogni tanto gli scrivo perchè cerco di cucinare con qualche sua ricetta, vista in TV; ho l’impressione che, come cuoco, sia più valido lui. Comunque, mi risponde sempre, è simpaticissimo, e, alla fine delle mails, ci scrive sempre: Sior Franco, a Dio piacendo, ci rileggeremo, a presto!” Per il resto , hai perfettamente ragione.

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