A Fidenza, i politici si accapigliano e i privati si accoltellano

Pubblicato da Redazione il 24 aprile 2010 in Cronaca nera, Fidenza |

Quel che resta di un accoltellamento.

Mercoledì, il commercialista preso a revolverate. Giovedì, la rapina al discount. Venerdì, l’accoltellamento di una donna. Sabato e domenica? Non è ancora finita, si vedrà. Vi faremo sapere.

Che ne è della placida Borgo San Donnino? L’interrogativo, posto dai giornali locali, è più provocatorio che innocente. L’idea di una Fidenza dove si potesse lasciare la chiave nella toppa (esterna) della porta appartiene ai nostalgici e agli smemorati. Alle leggende provinciali.

È un invenzione dei politici, che di queste disgrazie fanno scarpetta, leccando il sugo dal piatto con lingue simili a quelle dei formichieri. Sia gli amministratori che gli ex.

E sono soprattutto gli scudieri, i sottopanza e i tirapiedi a sfruttare il momento per cavarne (credono loro) consensi e benefici elettorali a futura memoria. Battendo sulla grancassa e facendo fuoco con le spingarde: vedete com’è andata a finire adesso che non ci siamo più noi al timone di Fidenza? E dal fronte opposto: vedete che eredità ci hanno lasciato quelli di prima, con il loro lassismo-permissivismo?

Dato il livello da età della pietra del dibattito, non ci vuol molto ad arguire che rapine, accoltellamenti e sparatorie aumenteranno in proporzione all’aumento della conflittualità dei partiti avversari i quali, anziché rimboccarsi le maniche per trovare soluzioni efficaci e condivise in nome del bene comune, preferiscono spararsi addosso.

Ed è probabilmente questa conflittualità d’alto bordo a dare la stura alla violenza, parlata e praticata. Agli uni la rissa verbale, agli altri l’aggressione materiale. È dalle istituzioni locali, dall’inciviltà di certi settori della maggioranza e della minoranza, che proviene il cattivo esempio. Non c’è predicozzo che sia valido ed efficace se non è accompagnato dal buon esempio. È un principio che vale in famiglia come in società.

Già una volta, assessori e consiglieri delle opposte fazioni, segretari di partito ed eminenti personaggi della politica fidentina, vi avevamo chiesto di tenere i cani al guinzaglio e di mettergli pure la museruola. Ma voi, niente. Purtroppo, e chissà perché, va a finire che quelli mordono sempre noi, mai voi.

Tutta questa strumentalizzazione del disordine pubblico, vero o presunto che sia, non fa che screditare voi e mettere in piazza la vostra incapacità di tenere la situazione sotto controllo. La vostra impotenza.

Questo vale tanto per chi è attualmente sugli scranni quanto per chi c’è stato fino a dieci mesi fa.

Certi fenomeni non nascono da un giorno all’altro e le società non vanno in decomposizione dall’oggi al domani.

Perciò, anziché scambiarvi accuse con parole e comportamenti puerili, sarebbe meglio vi deste una mossa. Una bella mossa.

Dibattito tra esponenti di opposte fazioni politiche.

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3 Commenti

  • avatar Davide scrive:

    Che ne e’ della placida Borgo San Donnino???
    Bah!? Io abito nel suddetto borgo, dove tra l’altro sono anche nato, e attualmente sto in una casa edificata nel 1922, ma alle finestre, in tutte le finestre, sono saldamente murate inferriate originali dell’epoca. Sono cosi ben fatte e curate che in novant’anni non hanno nemmeno fatto una bolla di ruggine. I portoni, almeno quelli rimasti da allora, armano catenacci degni di un maniero medievale, 900 millimetri per 35 di diametro, anche questi forgiati tanto magistralmente da funzionare meglio di qualsiasi riferma di attuale concezione.
    Chi abitava qui prima di me, fino a pochi decenni fa, aveva in solaio un fucile ben nascosto, mentre un altro lo teneva, carico solo con la sicura ingaggiata, a portata di mano nel sottoscala dell’androne d’ingresso.  
    Per non parlare di roncole, sgurotti, coltellacci da norcino e quant’altro appartenesse alla normale dotazione di una casa di campagna. 
    Visto che non c’erano che brave ed oneste persone in circolazione,,, avranno voluto difendersi dagli spiriti maligni.  

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  • avatar Gustavo scrive:

    c’è qualche zuccone che non vede o finge di non vedere la differenza tra quel che succede a salso da molti anni a questa parte e quel che è successo a fidenza negli ultimi tre giorni.
    il ferimento del commercialista e l’accoltellamento a domicilio sono fatti privati, “regolamenti di conti“, che cosa doveva fare l’amministrazione mandare a presidiare le case delle vittime dopo aver previsto quel che sarebbe successo con l’aiuto dell’assessore alle Percezioni extrasensoriali? ma su andiamo…
    a salso invece la macro e micro criminalità organizzata nuota come un pesce nell’acqua da parecchi anni… o dite che l’ha importata franchi?
    certo che l’ideologia ne fa contare di balle, ne accieca di persone anche solitamente sveglie e intelligenti

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Il carattere dei Borghigiani, per nulla propensi alla paura, ha tenuto a debita distanza per tutti questi anni la malavita organizzata. Più per un cambiamento generazionale che per la globalizzazione ora le cose stanno cambiando. Ognuno nel suo guscio e ognuno con la paura del vicino, divisi e sospettosi, omertosi (non so che ho visto ma forse non l’ho visto) i cittadini di Fidenza si avviano a divenire vittime di una piccola minoranza che “invade” il paese. Io sono, oggi 25 aprile, un resistente nel senso che non ho paura. Non lo dico per dire ma per fatti di esperienza personale che mi testimoniano come le vittime spesso sono fautrici delle loro disgrazie per la mancanza di reazione ai soprusi e per il qualunquismo col quale si preoccupano solo di non essere in prima persona vittime. Quello che intendo è che reagire senza paura alle violenze quasi mai provoca nel nemico la determinazione di reagire subdolamente ma invece lo porta alla ricerca di soggetti più deboli da dominare con la minaccia. Insomma, la paura è la prima causa dell’indebolimento sociale, val più reagire alle soverchie che atteggiarsi a vittima. Meglio se a reagire è il gruppo sociale solidalmente aggregato.
    Non esiste un sadico senza un equivalente masochista. Aggiungo che la violenza scatena violenza, quindi l’equilibrio non sta nell’essere violenti contro i violenti, ma semplicemente nel non avere paura e non accettare come inevitabile o facente parte della società sbagliata che ci circonda l’atto a delinquere.

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