Mauro Moretti ci fa viaggiare peggio delle bestie

Pubblicato da Redazione il 23 aprile 2010 in Riceviamo e Pubblichiamo, Servizi pubblici |

Ieri sul treno Milano-Bologna, in partenza dalla Centrale alle 18,20, gli unici posti disponibili (in piedi!) erano nello scomparto riservato al personale e alle biciclette, subito dietro il locomotore. E anche lì eravamo stipati, come dimostrano queste foto che vi mando e di cui dovrebbero vergognarsi coloro che pretendono di risolvere i problemi dei pendolari con l’alta velocità.


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13 Commenti

  • avatar Maurizio scrive:

    il barbetta di collecchio, alfredo peri, è stato riconfermato da vasco errani assessore regionale ai trasporti… propongo una giornata di lutto interregionale

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  • avatar sandra scrive:

    A parte che ti ringrazione della notizia della avvenuta nomina della Giunta – notizia che a me non risultava proprio – vorrei sapere cosa c’entra Peri

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  • avatar Ivano Sartori scrive:

    Gentile Sandra,
    certe cose accadono anche se non le risultano. Se avesse potuto fare qualcosa perché Peri non venisse nominato, glielo avrei fatto sapere. Facciamo così: mi dica ciò che è nelle sue competenze di permettere e impedire e la terrò presente alle voci «auspicare» e «scongiurare». I suoi sono poteri sciamanici o politici?
    Mi stupisce che lei non sappia che il «ministro» regionale dei Trasporti ha competenze sulle ferrovie regionali, ivi comprese quelle che collegano Bologna a Milano. E che potrebbe fare parecchio per migliorare:
    a. la frequenza dei convogli;
    b. la funzionalità degli orari;
    c. la qualità e la quantità del «materiale rotabile», come sono chiamati in gergo i treni.
    Pensa che i pendolari di Piacenza (e forse anche di altre città emiliano-romagnole) che si sono seduti al tavolo delle trattative con lui durante il precedente mandato abbiano sbagliato persona? Ma lei lo prende il treno? Se sì, di quale tipo? Vede, ha scelto il giorno sbagliato per polemizzare su questo argomento. Sono reduce da un viaggio Milano-Bologna in piedi (ieri) e oggi sono arrivato al lavoro con tre ore di ritardo causa soppressione treno proveniente da Bologna e diretto a Milano. Soppressione comunicata quattro minuti prima della prevista partenza da Fidenza. Vuole che parliamo ora dell’ingegnere Mauro Moretti, l’ex sindacalista Cgil, il manager stimato da Massimo D’Alema e da lui designato amministratore delegato di Trenitalia? Anche lui non c’entra nulla? Ma chi le governa allora le ferrovie? Mi dica lei.

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    • avatar shoeless scrive:

      … tutto perfetto, tranne che Moretti fu nominato AD di RFI, non Trenitalia, e poi il governo B. lo ha passato alla holding Ferrovie dello stato, che possiede Trenitalia, RFI ed altre 36 società.

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      • avatar Ivano Sartori scrive:

        Rfi sta per Rete ferroviaria italiana o qualcosa del genere, se non sbaglio. Nella sostanza non cambia nulla. Se non è zuppa, è pan bagnato.

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  • avatar fb scrive:

    Ho letto i due interventi critici e sono rimasto sconvolto che, dietro l’anonimato, si nascondano due individui che gettano discredito, in modo squallido, sul povero Alfredo Peri, dal primo, addirittura, villanamente -non da L.G.Villani, eh?- scritto con lettere minuscole, sia per il nome che per il cognome. Chi ha redatto i due interventi devastanti su Peri si faccia avanti, nome e cognome, si assuma le nefaste conseguenze dei suoi giudizi stroncanti, altrimenti taccia per sempre. Ma perdinci, sono o non sono, le nostre ferrovie, tra le migliori del mondo, all’avanguardia come pulizia, tecnologìa ed offerta di servizi?

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  • avatar Giacomo scrive:

    Ora dire che Peri non c’entra nulla è un filo troppo..se non c’entra nulla con i trasporti l’assessore regionale ai trsaporti che c’entra allora cara Sandra?Il mio gatto?E’ il mio gatto che ha le deleghe e la responsabilità di gestire il trasporto regionale da 10 anni?E’ il mio gatto che è per questo compito lautamente pagato?
    Vorrei che Peri andasse a Bologna tutti i giorni in treno..questa sarebbe una bella punizione per il barbetta!

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  • avatar sandra scrive:

    Veramente ho solo detto che non ero a conoscenza della avvenuta nomina della Giunta regionale, che mi interessa per altri settori, non quello dei trasporti, e di cui cercando nel sito della regione non ho trovato traccia.
    In effetti ho visto poi sulla stampa che sono notizie di oggi.
    Quindi non sono così ritardata.

    Al di là di quello, non è che viaggio molto. Concordo però che le ferrovie facciano sommamente schifo e le brutte avventure capitano spesso anche a me, comprese rotture degli eurostar – ultima pochi giorni fa in una galleria dell’appennino dove siamo stati fermi 40 minuti e dove ho davvero rischiato la crisi di panico.

    Solo che nella mia ignoranza, di cui mi scuso, pensavo che la linea Milano-Bologna non avesse a che fare con la regione, e dipendesse solo da Trenitalia.
    Non sono un’esperta dell’argomento.

    Punto.

    Che poi io non abbia una così negativa opinione di Peri è un’altra storia.

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    • avatar shoeless scrive:

      Cara Sandra, il problema delle ns ferrovie è principalmente uno: Non ci sono treni efficienti perchè Trenitalia è tecnicamente fallita… negli anni passati non hanno comprato treni, non hanno fatto manutenzione a quelli che avevano, e quindi il materiale rotabile è in condizioni pietose.
      Anche sull’infrastruttura (Rete Ferroviaria Italiana spa) lo stato ha bloccato i finanziamenti altrimenti non vi erano i soldi per partire con AV-AC, (per precisione il blocco inizia nel 2005 novembre), ma la rete per fortuna essendo stata costruita con standard di qualità eccelsi, ha tenuto meglio sino ad ora, anche se vedo giornalmente segnali preoccupanti, ma la fortuna ancora assiste.
      Il materiale rotabile invece ha subito questo declino, e dato che non si potevano dare aiuti senza incorrere in sanzioni, come aggirare questo? Divisione in trasporto a lungo raggio e in trasporto regionale, così ES ed IC si pagano da soli in attesa della partenza di AV-AC, e invece il trasporto regionale affidato alle regioni, cosi il costo del servizio viene ribaltato su esse e anche l’onere degli investimenti.
      Dato che gli affidamenti poteva solo prenderli Trenitalia, le Ferrovie dello stato hanno ribaltato il problema del reperire fondi alle regioni, e anche il contratto di servizio viene stabilito dalla regione.
      Compito della regione stessa e quindi dell’assessore ai trasporti, di vigilare sul servizio, che ricordiamo viene pagato dalle ns tasse, ed in particolare dalla controversa IRAP.
      Quindi in soldoni Moretti in primis, e Peri in seconda battuta.

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  • avatar shoeless scrive:

    Scusa Ivano se ti sei risentito, non era il mio intento, anzi mi ritrovo nel tuo pensiero, ma dato che vivo nell’ambiente e sono molto più arrabbiato per queste situazioni, lotto per portare a conoscenza tutto quello che non va’, allora vorrei dare notizie precise per far comprendere quanto succede. L’ ing. Moretti cavalca la tigre utilizzando tutti i mezzi possibili, quando era in RFI combatteva e cercava di affossare Trenitalia (che tecnicamente sarebbe già fallita se non fosse dello stato), ed ora che è passato AD Ferrovie, drena risorse e beni da RFI per dare una veste presentabile allo sfacelo terribile di Trenitalia, che anche lui ha contribuito a creare…
    La ferrovia in generale è strategica e non deve guadagnare… deve dare servizi.
    È questo che vuole l’utente che sale in treno.
    Anche perchè l’utente è il cittadino che paga le tasse…
    Un saluto

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    • avatar Ivano Sartori scrive:

      Tranquillo, non era risentimento verso di te ma postumi di furia antimorettiana. Ti ringrazio anzi per la precisazione.

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      • avatar sandra scrive:

        Perè adesso che mi sono casualmente imbattuta in questo problema sono andata a cercare un po’ di notizie ed ho trovato ad esempio che la Regione Emilia Romagna ha imposto delle penali a Trenitalia, con i proventi delle quali viene rimborsato il costo dell’abbonamento di maggio ai pendolari.

        Ho letto anche che si cerca di aumentare i treni regionali.

        E’ ho letto prese di posizione piuttosto infuocate sia della Regione che della Provincia di Parma nei confronti di trenitalia.

        E’ ovvio che questo non basta, però quando in coda a un giusto articolo incazzato contro le ferrovie e contro Moretti mi trovo come primo commento uno che se la prende con Peri, mi viene come al solito il dubbio che uno dei problemi dell’Italia e degli italiani sia la mancanza di chiarezza e la confusione di ruoli e di responsabilità.

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  • avatar Antimonio scrive:

    Dossier: MAURO MORETTI IL TRASFORMISTA

    Sia con la destra che con la sinistra mantiene uno stipendio da nababbo, Mauro Moretti è il classico esempio di trasformista in carriera. Moretti è un ex sindacalista Cgil; oggi manager inflessibile, ieri a creare prepensionati con 38 anni di età senza far diminuire di un centesimo il costo del lavoro grazie alle promozioni date agli stessi sindacalisti ed ai loro amici: il tutto da far gravare sul Bilancio dello Stato. In 30 anni di piroette sui binari, Mauro ha fatto tutte le parti in commedia.
    L’uomo è camaleontico. Prudente coi potenti, è carogna coi sottoposti. Con le mani in pasta in tutte le faccende ferroviarie, aveva criticato – a mezza bocca – l’inefficienza delle precedenti gestioni. Oggi che è lui alla testa della baracca, le cose non vanno meglio. Treni in ritardo e sporcizia sono all’ordine del giorno come in passato. La sola novità col suo avvento è l’aumento dei costi del biglietto. Dopo il blocco imposto dal centrodestra, il governo Prodi ha già gonfiato tre volte i prezzi che sono lievitati del 30 per cento e così ha fatto anche il Governo Berlusconi. Quando non era ancora capo delle ferrovie, Moretti diceva: miglioriamo prima il servizio, poi diamo il via agli aumenti. Oggi che comanda lui, paghi di più e ricevi meno.
    Parlando a La 7 dopo aver minacciato il conduttore di querela perché aveva ricordato il suo passato di sindacalista, ha detto di voler sopprimere i bagni nei treni pendolari ed al conduttore stupito che chiedeva spiegazioni diceva che: il pendolare, in caso di bisogno avrebbe dovuto scendere dal treno, andare ad un bagno della stazione e prendere il treno successivo.
    Ed ancora per le nevicate ha invitato i viaggiatori a portarsi panini e coperte, perché lui non avrebbe garantito l’arrivo nelle stazioni per cui avevano pagato il biglietto. Ed ancora per la strage di Viareggio avrebbe parlato arrogantemente di “incidente di percorso” come se la morte dei cittadini fosse inevitabile dato che lui i carri che viaggiavano in casa Sua non doveva controllarli.
    Ha fatto poi licenziare il responsabile per la sicurezza il ferroviere De Angelis che aveva denunciato difetti nel rotabile chiedendo che ritrattasse perché lo riteneva un insulto all’azienda. De Angelis non ha ritrattato ed è stato riammesso in servizio con arretrati e quant’altro dal Pretore del lavoro. Il 17 febbraio 2010 ad un convengo a Firenze di fronte ad una folta platea di politici Moretti ha affermato che il cancro delle F.S. è IL Servizio Materiale e Trazione di Firenze dato che fa acquistare materiale con molti difetti, ottenendo in cambio anche un esposto alla Procura della repubblica dello stesso capoluogo dai suoi stessi amici e compagni che popolano il servizio, che lui aveva prontamente provveduto a diffamare.
    Sul miglioramento del servizio e il risanamento dei bilanci, è caduto il precedente amministratore del centrodestra, Enzo Catania; Moretti d’altronde ha scaricato su di lui tanto di quelle poste negative di bilancio da permettergli di migliorare i tre bilanci successivi che hanno pure beneficiato della svendita di tanto patrimonio ferroviario, soprattutto immobili ed aree pregiate al centro delle grandi città che sono state vendute ad meni di un terzo del loro valore di mercato.
    La cosa tuttavia più graziosa che molti edifici sono stati poi presi in affitto dalle stesse società del gruppo F.S. che hanno fatto al loro interno pure lavori a mai finire, compresa l’aria condizionata, spendendo centinaia di migliaia di Euro sia per tali lavori che per l’affitto; si può ben dire che i furbi?! proprietari hanno già ripreso i soldi mentre i nostri beni comuni hanno preso il volo.
    La galassia sindacale – Cgil, Cisl, Uil, Cobas e compagnia sono suoi ex colleghi ai quali ha sistemato, figli, amiche e compagne – d’altronde gli ex sindacalisti se non sono dirigenti sono perlomeno quadri aziendali. Ai quadri aziendali lui ha permesso di entrare ed uscire dal luogo di lavoro quando vogliono, al resto dei dipendenti ha, in un impeto di moralizzazione messo pure i tornelli per andare al bar e se sgarrano un minuto gli toglie due ore di stipendio. Quelle poche volte che i confederali fanno sciopero succede come quella volta quando la triplice aveva deciso il blocco totale del traffico. C’era però problema di portare i ferrovieri a Roma per una maestosa manifestazione davanti alla sede delle Fs. La Triplice, sfrontata, ha chiesto a Moretti la consegna di otto coppie di treni (andata e ritorno) per il trasporto dei manifestanti dai quattro punti cardinali. L’ineffabile Mauro, più da sindacalista onorario che da amministratore in carica, ha fatto il grandioso e li ha concessi. Si è avuto così il paradosso dell’Azienda che metteva a disposizione i treni per consentire agli scioperanti di manifestare contro l’Azienda medesima. Come se la Fiat prestasse migliaia di Punto ai dipendenti sparsi nella Penisola per farsi fischiare davanti ai cancelli di Mirafiori. Ma con una differenza di fondo tra i due casi. La Fiat, nell’ipotesi, avrebbe usato auto di sua proprietà. In conclusione, mentre per tutti gli italiani i treni erano fermi per lo sciopero dei ferrovieri, i ferrovieri in sciopero viaggiavano sui treni degli italiani.
    Assodato che il nostro Moretti non ci tutela come utenti, vediamo il come e il perché ce lo troviamo al vertice delle ferrovie. Mauro è un ingegnere elettrotecnico che ha trascorso la vita tra le locomotive. Si è laureato nel ’77 e nel ’78 è entrato nel Fs per concorso. I passi di avvio sono stati lenti e stentati. Nei primi anni ’80 si è però improvvisamente iscritto alla Cgil e ha iniziato la carriera sindacale. La scelta del sindacato fu del tutto naturale. Riminese di nascita, Mauro si è dovuto adeguare come ha più volte sottolineato in via della Scrofa – sede di Alleanza Nazionale – “poiché nella rossa Emilia Romagna se vuoi lavorare devi camuffarti da uno di sinistra”. Nel sindacato, dov’è rimasto un decennio, il Nostro ha fatto passi da gigante fino a diventare segretario nazionale della Cgil Trasporti. Contemporaneamente, ha fatto strada nelle ferrovie. Per dirla tutta: le due carriere hanno preso il galoppo in parallelo. Più Moretti diventava importante come sindacalista più progrediva nei quadri ferroviari, la qualcosa succede tuttora dato che le promozioni sono per il 90% appannaggio dei sindacalisti, anche di quelli distaccati per anni al sindacato o al Dopolavoro Ferroviario. Ciò gli ha procurato anche diverse antipatie tra i colleghi Cgil. Mentre i sindacalisti puri restavano al palo tra proteste e volantini, lui filava come una vaporiera verso i vertici aziendali, guadagnando dieci, venti, trenta volte più di loro. A un certo punto, la situazione si fece pesante e la Confederazione chiese all’allora amministratore delegato, Lorenzo Necci, di tenersi Moretti in esclusiva. Necci lo prese e lo valorizzò. Uscito dal sindacato, Mauro – che sa il fatto suo – divenne amministratore delegato della Rete Ferroviaria Italiana, la branca più danarosa delle Fs. Da Rfi passavano – e passano – tutti i contratti dell’Alta velocità, il maggiore investimento pubblico degli ultimi vent’anni. La Tav però è anche l’ennesima anomalia italiana. I binari, infatti, costano da noi da 10 a 16 volte più che in Spagna, Francia, ecc. Lo sproposito si spiega in parte con la posa delle rotaie che in un Paese montagnoso come il nostro è particolarmente onerosa. In parte, invece, non si spiega per niente. Ma così è. Moretti poi, di sua iniziativa, ha trasformato le Ferrovie nel quarto gestore telefonico più importante d’Italia. Le Fs hanno infatti una mastodontica rete di comunicazioni a uso interno. Un falansterio che, incomprensibile ai più, viene però giustificato con ragioni di sicurezza. Mauro, insomma, pensa in grande e ha fama di generoso spenditore di denaro ferroviario.
    Necci, come si sa, cadde in disgrazia nel ’96. Subì anche il carcere per presunti reati, risultati poi inesistenti. Il suo protetto restò invece in sella fino a raggiungere la recente promozione alla testa della holding. Mauro è tuttora un estimatore di Lorenzo, ma con prudenza. Tempo fa si è affacciato alla pubblica presentazione della Fondazione Necci, voluta dalla figlia Alessandra, a un anno della morte del padre. Ha anche detto qualche parola di compianto, ma si è guardato bene dall’impegnare l’Azienda nelle onoranze allo sfortunato ex amministratore delegato. Le Ferrovie sono invece in debito con Necci che, pur innocente, non ha avuto né buonuscita, né regolare trattamento di quiescenza. La vedova prende infatti mille euro mensili di pensione di reversibilità. Per capire quanto è irrisoria rispetto al grado che fu del marito, basti pensare che Moretti ha uno stipendio di oltre 800mila euro l’anno. Ma Mauro, nonostante debba molto al suo ex capo, non muove un dito. Da mesi, fa orecchio da mercante alle richieste della famiglia Necci di portare la pensione vedovile a livelli decenti. Della serie, meglio perderlo che trovarlo.
    Per se invece ha pensato bene di farsi fare un contratto che prevede un’indennità dui quattro anni in caso di risoluzione anticipata. Approvata all’unanimità dal Consiglio d’amministrazione. Chissà se ci riuscirà anche questa volta in caso di elezione ed in barba ai cittadini sempre più preda della crisi economica.
    Questo core ingrato di 57 anni è un tipo tonico e iperattivo. Oltre a guidare le Fs, è sindaco di Mompeo, paesotto del Reatino. È stato eletto con una lista civica, ovviamente di sinistra, poiché come dice sempre: «Il mio cuore è lì che batte» anche se con Berlusconi sostiene che è un ennesimo camuffamento e che lui solo è in grado di garantire la pace sociale dato che ha al soldo tutti i principali sindacalisti suoi ex colleghi. Per sopramercato è anche vicepresidente dell’Associazione romana degli industriali, presieduta da Luigi Abete, quello della Bnl.
    Nel comando, Moretti è ruvido e sprezzante. Ascolta distratto e interrompe bruscamente i collaboratori: «Basta! So io come decidere». È facile all’ira, che si preannuncia con la comparsa negli occhi di venuzze rosse e palpitanti. Alcuni lo ammirano, i più lo temono, nessuno lo ama. Mauro se ne compiace con l’orgoglio antipatico dell’uomo più furbo che intelligente. Spesso è lui a provocare. Se nota un dirigente con un orologio di lusso o un bella macchina, sfotte: «Si vede che guadagni molto», oppure «Si vede che sei ricco di famiglia».
    Non pensiate però che il criticone si tratti male. Ha una stanza di 250 mq, pari a due piscine olimpioniche, autoblù, un po’ po’ di stipendio. Si bea nel licenziare. Ha già liquidato – profumatamente e con soldi pubblici – una trentina di dirigenti ereditati dal centrodestra in età già avanzata. Ha rinnovato tutto il Cda e molte cariche all’interno dell’azienda facendo il suo amico Francesco Rossi, un ragazzotto un po’ volgare, che era impiegato al Servizio Materiale e Trazione di Firenze prima amministratore delegato di Ferservizi, una società del gruppo e poi contemporaneamente anche presidente di Trenitalia con palese conflitto di interesse dato che Ferservizi è fornitore della stessa Trenitalia (Si veda su di lui l’interrogazione dell’On. Ciccioli del 16/07/2008). Del CDA ha graziato solo Clemente Carta, dell’Udc, in vista di futuri accordi col partito di Casini. Impera come ras Menelik, non delega, decide tutto. Si fida solo di tre, piazzati da lui: Michele Elia, ad di Rfi; Nicola Mandarino, capo delle strategie; Rossi di Ferservizi.
    Sei mesi fa un giornalista Claudio Gatti ha scritto il libro “Fuori Orario: Da testimonianze e documenti riservati Le prove del disastro ferroviario” oggi dopo sei mesi ed alla vigilia della sua riconferma Moretti denuncia l’autore e la casa editrice chiedendo 26 milioni di danni. Moretti sa bene, che i legali di una grande azienda sono già a stipendio con i soldi pubblici che non sono i suoi mentre il privato o un piccolo editore deve affrontare costi devastanti per difendersi, indipendentemente dagli esiti della causa.
    Ogni anno, Moretti organizza in maggio nella natia Rimini la Convention di due giorni per 600 dirigenti ferroviari. Una costosa bisbocciata in cui si alternano frizzi e discorsi. Il presidente Fs, Innocenzo Cipolletta, si è esibito in passato nel «Ragazzo della via Gluck», Moretti ha interpretato Lucio Battisti, i 600 hanno intonato insieme, «Volare». Al commiato, Mauro ha avvertito amabile: «Chi non condivide la mia linea, passi allo “sportello Vergara”», l’ufficio licenziamenti Fs. Chiusa perfetta per un padrone delle ferriere che tratta i politici come sudditi e non come rappresentanti delle istituzioni tanto con la destra o la sinistra lui rimarrà sempre a galla.

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