Bernazzoli, in mancanza di una valida alternativa

Pubblicato da Redazione il 18 aprile 2010 in Politica |

di Mara Meo

Il direttore della Gazzetta di Parma, dottor Giuliano Molossi, intervista il presidente della provincia di Parma, dottor Vincenzo Bernazzoli. Il boccone è ghiotto, la curiosità è tanta: quante volte il presidente evocherà la sua parola passepartout, il termine-totem «territorio», unguento di tutti i suoi interventi e prezzemolo di ogni sua pseudorisposta? Solo quattro volte. E l’altra sua abituale espressione «fare squadra»? Solo una. Che stia guarendo?

Per il resto, sotto il più che bastevole titolo «Niente rimpasto in Provincia: Bernazzoli tiene le deleghe», il solito nulla. Ma diluito in venti domande e in altrettante non-risposte.

Molossi chiede a Bernazzoli per quanto tempo intenda tenere le deleghe degli assessori dimissionari e quello gli risponde «per alcuni mesi». Il giornalista lo incalza: e che accadrà alla fine di questo lungo lasso di tempo? «Prenderò una decisione ponderata, dopo aver  fato un’attenta riflessione, dopo aver ascoltato le valutazioni di tutte le componenti della maggioranza, dopo aver recepito le loro esigenze e quelle del territorio». Per concludere, udite udite: «Qualcuno deve capire che la giunta non è una carrozza dove si sale a forza di spintoni».

E qui non scatta la domanda che facciamo noi al posto del timido Molossi: presidente, chi è che spinge?

Dalle domande e non-risposte successive par di capire che siano i socialisti, i quali vengono comunque rassicurati, con severità e magnanimità: «Con me non hanno fatto nessun tipo di accordo. Comunque sarò attento a recepire anche le loro esigenze». Se abbiamo capito bene, Bernazzoli, pur di non scontentare nessuno, si farà recipiente ancora più capiente. Staremo a vedere.

Quel gran scaltro del Molossi cerca poi di attirare l’astuto politico su un terreno infido, facendogli dire cose che potrebbero scandalizzare il Pd, partito di cui Bernazzoli è indiscusso demiurgo provinciale, ma il presidente affronta la prova con franchezza e coraggio.

È vero che il Pd è diviso? «È così. Le divisioni hanno provocato guasti molto gravi».

È ero che la Lega è più radicata di voi sul territorio? «È un dato di fatto».

Molossi lo istiga allora a pronunciarsi chiaramente, una buona volta, sulla controversa questione della metropolitana parmigiana, prima annunciata con gran fanfara dal sindaco Pietro Vignali e poi accantonata. Risposta sibillina: «Si è commesso un grave errore a rinunciare a importanti risorse pubbliche in assenza di una valida alternativa».

E la disastrosa situazione salsese, con la crisi delle Terme e Miss Italia sempre sul punto di spiccare il volo verso altri lidi? Vedi sopra: «Io penso che sia un grave errore rinunciare al concorso in mancanza di alternative valide».

Tra due anni a Parma si voterà per il sindaco. Il Pd è stato sconfitto per tre volte consecutive. Che fare, chiede Molossi per impedire che ve ne sia una quarta? «Io penso che noi dovremmo attrezzarci al meglio per vincere».

Lui pensa che, per vincere, loro dovrebbero fare in modo di vincere. Limpido, chiaro, lapalissiano.

(L’intervista cui si fa riferimento è stata pubblicata dalla Gazzetta di Parma il 14 aprile 2010)

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