I quattro che, in sette anni, cambiarono il corso della musica
Tag:The Beatles
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
Cerca
Visitatori
online: 9, oggi: 207. Commenti recenti
- Alberto Fiocchetti su Giovanni Falcone fu lasciato solo. Intervista alla sorella, a vent’anni dalla strage di Capaci
- Franco Francuti su I parmigiani hanno assunto Pizzarotti in comune, Bernazzoli continuerà la sua esperienza in provincia
- Cinico66 su Per Bernazzoli e Bersani siamo più che mai vacche incapaci di intendere e di volere
- Campion su Quei dissennati del Pd
- mjolnir su La carica dei quarantadue
- Gozzo su I parmigiani hanno assunto Pizzarotti in comune, Bernazzoli continuerà la sua esperienza in provincia
- armentario su Per Bernazzoli e Bersani siamo più che mai vacche incapaci di intendere e di volere
- roberto braglia su Quello di Brindisi è un delitto di Stato
- Raffaele Pizzati su Quei dissennati del Pd
- CHINA65 su Elezioni di Parma, fotocronaca di una vittoria
- michele su Per Bernazzoli e Bersani siamo più che mai vacche incapaci di intendere e di volere
- Ruggero Acque su I parmigiani hanno assunto Pizzarotti in comune, Bernazzoli continuerà la sua esperienza in provincia
Legge 62/2001
Questo è un sito multiautore senza scopi di lucro. Esso non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001
Gli autori, inoltre, dichiarano di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi agli autori. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarci per chiederne la rimozione.-
Tag
Afghanistan Alberto Gilioli Barack Obama Bassa Parmense Beppe Grillo Carduccio Parizzi Coppa del mondo di calcio Corruzione Davide Malvisi Elezioni amministrative 2011 Elezioni amministrative 2012 Enrico Montanari Federico Pizzarotti Fidenza Francesca Gambarini Gazzetta di Parma Gianfranco Fini Giovanni Carancini Giuliano Ferrara Giuseppe Cerri Internet Italia Nostra Lega Nord Libia Lina Callegari Luigi Giuseppe Villani Mafia Mario Cantini Massimo Tedeschi Miss Italia Movimento 5 Stelle Muammar Gheddafi Nicolas Sarkozy Papa Benedetto XVI Parma Partito democratico Pd PdL Pierluigi Bersani Pietro Vignali Preti pedofili Silvio Berlusconi Trenitalia Umberto Bossi Vincenzo Bernazzoli
WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.
Nave Corsara
Siti Amici
Archivio per categoria
Info sito












Sono passati solo sette anni dalle immagini in bianco e nero dei primi concerti a quelle a colori, ma sbiadite, dell’ultimo improvvisato live sul tetto degli studi Apple di Londra. In quei sette anni era già cambiato tutto. E più di tutto era cambiato il pubblico. Le paffutelle dei primi Sessanta, quelle ancora chiuse in grembiuloni adolescenti o impostate in tailleur da ladies premature sostituite da ragazze in minigonna con le gambe perfette che accorrono verso il luogo dell’imprevista apparizione, ma senza quella sollecitudine che vi avrebbero impresso le girls in bianco e nero. Già stanche di Beatles, già sature di quella felicità distillata in tre minuti e anche meno da due chitarre, un basso e una batteria percossa come un incudine dal miracolato Ringo che agitava le bacchette con lo stile del taglialegna? Può essere. Perché in quei sette anni molto era accaduto e stava accadendo e anche la musica, dal Mersey beat al rock, dal blues alle gighe irlandesi rifatte, leva della sollevazione giovanile nei primi Sessanta, stava per essere declassata ad accessorio. Se ne stesse relegata nel mangiadischi, in strada c’era da fare la rivoluzione, erano richiesti street fighting men. E i Beatles che non potevano accettare di essere messi in disparte tentarono la meditazione e anche la rivoluzione.
Il loro abbandono non fu però un suicidio orientato da chissà quale ideologia o nuova convinzione. Nell’ultimo filmato, l’operatore inquadra con malcelata malizia un volto femminile contornato da lunghi e spettinati capelli corvini, con il naso sottile e adunco, incarnato giallastro. Yoko Ono, la nuova musa di John Lennon. È lei la strega cattiva che ha fatto litigare gettando la mela avvelenata tra i Quattro? Molti lo insinuano. E non del tutto a torto. Erano cambiate anche le donne, le tentazioni, le ambizioni, in quei sette anni. E fu così che i quattro, aiutati anche dal vento che aveva cambiato direzione, compirono il gesto estremo e irreparabile. Da cui sarebbero germinati altri litigi, nuove disgrazie e lutti.
Per essere sicuro che tutto quel trambusto musicale, ma pure sociale, non fu invano mi basterebbe sapere che in quelle ragazze in bianco e nero con i lucciconi, che si mordevano le lingua e si strappavano i capelli, che piangevano e si dimenavano, che si soffiavano il naso e scuotevano la testa come tarantolate, è rimasta un po’ di quella felicità esplosiva, compressa dentro un ricordo, in una foto, in un frammento di visione, in un flash di memoria, in un neurone, in non so quale riposto angolo della memoria.
Mai, prima di allora, avevo visto ragazze e ragazzi così felici, e mai più li avrei rivisti in seguito. Mi auguro che tutta quella dilagante contentezza, quell’esultanza molto simile all’euforia e prossima all’esaltazione collettiva di un rito orgiastico, contagiosa anche solo per chi la osserva da lontano con occhi vecchi e sciupati dal cinismo, non sia andata del tutto perduta. Che sopravviva come seme di felicità futura.
Ovunque esse siano, con noi o senza di noi, è importante che queste ragazze (ma molti erano anche i ragazzi) sappiano che hanno goduto di una delle stagioni più belle e intense della loro vita. E per di più con il privilegio della presa diretta. Se un briciolo di questa beatitudine, che rimanda all’erotismo estatico scolpito dal Bernini sul volto di santa Teresa, è rimasto nelle menti e nei cuori di chi l’ha vissuta tra i cinquanta e i quarant’anni fa, beh, allora tutto è perdonato ai Quattro litigiosi. Anche la loro prematura scomparsa. Dalla scena musicale e dal mondo. In sette anni ci hanno regalato abbastanza gioia per tirare avanti una vita intera.
Ti piace questo commento?
6
0