Dubai, il bigottismo medievale all’ombra dei grattacieli
A Dubai questo non si può fare, pena l’arresto.
Una corte d’appello di Dubai ha confermato oggi la pena della prigione per una coppia britannica colpevole di essersi abbracciata e baciata sulla bocca in un ristorante dell’emirato. «L’accusa è di aver «commesso un atto sessuale in pubblico». E dire che Dubai, città cosmopolita e destinazione turistica tra le più frequentate degli Emirati arabi uniti, è relativamente permissiva in materia di costumi.
I due, non sposati, sono Ayman Najafi, 24 anni, espatriato a Dubai, e Charlotte Lewis, 25, in visita nell’emirato. Sono stati arrestati lo scorso novembre su denuncia di una cittadina di 28 anni degli Emirati che li aveva visti commettere l’insostenibile oscenità in un locale del quartiere Jumeirah Beach Residence. La coppia ha dovuto difendersi anche dall’accusa di avere consumato alcol, reato che i due hanno ammesso mentre respingono l’accusa più grave sostenendo di essersi baciati solo sulla guancia.
Lo scorso gennaio, la coppia era stata condannata in prima istanza a un mese di prigione e all’espulsione. Ma hanno «goduto» della libertà su cauzione con il divieto di lasciare il Paese e, in attesa dell’appello, i loro passaporti sono stati confiscati.
Secondo l’avvocato della difesa, la speranza di cavarsela sono minime ed è probabile il ricorso alla cassazione. Al principio di tutta la vicenda il figlio della querelante, che aveva denunciato le effusioni alla ligia mamma.
Già nel 2008, un’altra coppia britannica era stata condannata a tre mesi di carcere per avere avuto relazioni extramatrimoniali su una spiaggia pubblica di Dubai. In quel caso, la condanna era stata successivamente sospesa in appello.
Piccioncini in amore, fate attenzione: a Dubai la luna di miele può trasformarsi in un incubo.













Quella che vige nella quasi totalità dei paesi islamici, oltre alla ginecofobìa più abbietta e sfrenata, è una sessuomania sessuofoba. Come dire che ce l’hanno sempre stamapata in fronte e nei loro pensieri, quella “cosina là”, i maschioni barbuti ed in camicione, ma, siccome è qualche cosa che, nel contempo, li attira, forsennatamente ed irresistibilmente, ma li respinge anche, come appartenente ad una specie umana inferiore, qual è quella femminile, non fanno che piantar paletti, alzare recinzioni elettrificate, costruire argini, trappole, aggiungere quotidianamente another brick in the wall. Deve essere rimasta, dopo secoli, nelle nostre regioni meridionali, una traccia incancellabile di tale attrazione-repulsione, anche se decantata da una nostra mentalità mediteranea molto più indulgente e pragmatica, perchè non riferibile a punizioni e proibizioni divine. Il Redentore aveva incluso, nel codazzo che lo seguiva, parecchie donne e fu una di loro a verificare per prima il mistero della Sua resurrezione.
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La pena vi sembra eccessiva? Allora non avete ancora letto notizie tipo questa del 3 marzo 2010:
“Islamabad – Il tribunale di Kasur, distretto del Punjab, ha condannato a 25 anni di galera per blasfemia Munir Masih e Ruqqiya Bibi, una coppia di sposi cristiani, colpevoli di aver toccato il Corano senza essersi lavati le mani.”
Fareed Khan -Asianews-
E se pensate che la condanna inflitta sia esagerata, provate a chiedere delucidazioni a qualche imam nostrano o a qualche moderato qui residente…
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Beh, e allora qual’è il problema? Ogni paese ha le sue leggi, belle o brutte che siano. Da noi queste cose non succedono ma non vedo perchè dobbiamo criticare se accadono altrove! Se un popolo vorrà cambiare corso, dovrà fare le sue lotte, la sua rivoluzione. Non è affare nostro impicciarci degli usi e costumi altrui e per di più praticati all’interno della sovranità del loro stato.
E poi non siamo certo noi che possiamo permetterci di dare lezioni di etica o di comportamento ad altri. Per cui, facciano come vogliono a casa loro !
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Secondo il tuo ragionamento, nessuno doveva intervenire, dal ’39, a fermare le soldataglie naziste, che avevano iniziato a scorrazzare qua e là per l’Europa; era un loro uso e costume, invadere un Paese, metterlo a ferro e a fuoco, sterminarne gli abitanti, no? E se poi hanno fatto fuori più di 6 milioni di ebrei, erano leggi loro, a noi che ce ne importava? Ma che fessi tutti i partigiani dell’Europa occupata! Anche per quello che è successo dopo la disgregazione della Jugoslavia, ma perchè ficcare il nostro nasone negli affari interni di un paese che operava pulizie etniche sul modello nazista? Ma insomma, facciamoci gli sporchi affaracci nostri, da bravi struzzi, secondo le regole morali delle tre scimmiette, atteggiamenti tipicamenti italici! Giustamente, in Cambogia, nessuno è intervenuto a fermare il soave Pol-Pot, che aveva iniziato lo sfoltimento demografico dei suoi concittadini; e che diamine, lo si voleva lasciare in pace, ‘sto pover’uomo, che perseguiva un suo nobile disegno socio-politico-economico, se non altro molto originale? Così come correttamente non si è intervenuti a fermare Pinochet, che ci stava dandoil buon esempio di come liberarsi in fretta di migliaia di coglioni comunisti, cannibali dell’infanzia cilena, ‘sti rompipalle! E che diamine, cribio, mi cunsènta, direbbe qualcuno: l’amore vince sempre sull’odio!
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lo chiedo, io a te: e allora? loro liberi di impiccarsi e mozzarsi le mani fin che vogliono, noi liberi di criticarli… o no? credo che abbia fatto bene l’editore a metterci in guardia dall’andare in vacanza in un postaccio del genere… oppure ad andarci tenendo le mani in tasca e la bocca chiusa… viva sempre la libertà degli altri, come no
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