Bersani ci ha forse preso per deficienti?

Pubblicato da Redazione il 2 aprile 2010 in Politica, Riceviamo e Pubblichiamo |

Dopo aver dimostrato che non sa andare in bicicletta, il suo posto è la panchina.

Cara Nave Corsara,

ho letto, come avrete letto anche voi, il commento di Bersani sulle elezioni regionali: «Non canto vittoria, ma nemmeno mi ritengo sconfitto. Abbiamo guadagnato lo 0,8% di voti ed abbiamo dimezzato il distacco dal Pdl».

Allargo le braccia e guardo i numeri.

Nel 2005, cinque anni addietro non nell’ante Cristo, il centro destra governava in quattro regioni: Lombardia, Veneto, Molise e Sicilia. Noi le altre quindici, più l’autonoma Val D’Aosta.

Oggi loro governano in undici e noi in otto, ma quel che più conta noi amministriamo 17 milioni di italiani e loro 42, su cento cittadini italiani 70 sono amministrati dal centro destra e solo 30 dal centro sinistra, prima era esattamente il contrario.

Questa è la realtà, perché non si ha il coraggio di guardarla in faccia senza arrampicarsi sugli specchi per trovare qualche appiglio giustificativo che mascheri la lampante sconfitta.

Dissento su tutto ciò che riguarda Di Pietro ma, debbo ammettere che è stato l’unico che ha avuto il coraggio di dire la verità: «Bando ai numeri 7 a 3, 8 a 5, abbiamo perso,è stata una sconfitta».

Ritengo che Bersani valuti il coefficiente d’intelligenza di chi lo ascolta inferiore allo «zero»

Qual è il vostro pensiero?

Sempre con la mia stima, Vi faccio i miei migliori auguri di buona Pasqua.

Domenico Capussela

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44 Commenti

  • avatar barabba scrive:

    Il mio pensiero?
    E’ proprio per questi motivo che la sinistra continua a perdere. Negare l’ evidenza è certamente peggio che ammettere una sonora sconfitta. I numeri elencati sono incontrovertibili, sono una dura e pura realtà, ma fare finta di niente e minimizzare non è certo di buon auspicio per il futuro del PD.

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  • avatar sandra coronella scrive:

    Lettera di Pierluigi Bersani
    Carissimi,
    le recenti elezioni regionali sono state per tutti noi un passaggio importante, che ci mostra tutta la complessità e la profondità dei problemi che abbiamo di fronte.

    Il Partito democratico è in piedi. Sentiamo forte in queste ore la delusione per avere perso la guida di alcune regioni, e il Lazio e il Piemonte per una manciata di voti.

    La delusione è solo in parte attenuata dal fatto che abbiamo conquistato comunque la presidenza di sette tra le tredici regioni in palio: un risultato certamente non scontato alla luce dei rapporti di forza che si sono determinati nelle elezioni più recenti, tenendo conto che le elezioni regionali del 2005 si erano svolte dentro un altro universo politico. Va rimarcato che per la prima volta dopo molto tempo, nel voto di domenica e lunedì scorsi si è verificato un arretramento consistente dei consensi del Popolo delle libertà, solo in parte compensato dalla crescita della Lega; le distanze tra il campo del centrodestra e il campo del centrosinistra sono oggi sensibilmente inferiori rispetto a un anno fa, e quindi pur dentro a elementi di delusione si apre uno spazio per il nostro impegno e per il nostro lavoro.Tuttavia, dal voto emergono chiaramente alcuni problemi di fondo nel rapporto tra i cittadini italiani e la politica: c’è una disaffezione crescente, che si manifesta come distacco e radicalizzazione, verso una politica che gli elettori percepiscono come lontana dai loro problemi. Una crisi sociale ed economica pesante fa sentire ogni giorno le sue conseguenze sulla vita dei cittadini, senza che dal governo arrivino risposte adeguate alla gravità dei problemi. Il principale responsabile di questa situazione è il presidente del consiglio; ma è una situazione che interroga anche noi.

    La possibilità di cambiare il corso delle cose è legata alla nostra capacità di offrire un’alternativa positiva e credibile, di dare un’altra possibilità agli italiani. Adesso dobbiamo accelerare. Da qui dobbiamo ripartire mettendoci al lavoro per rafforzare il nostro progetto e per dare radicamento a un Partito democratico concepito come una grande forza popolare, presente con continuità ovunque la gente vive e lavora e capace di offrire proposte che abbiano un contenuto sempre più visibile e coerente. Diversamente, i rischi non solo di disaffezione dell’elettorato ma anche di radicalizzazione e di frammentazione impotente, non potrebbero che diventare più gravi.

    Dobbiamo servire il Paese raffigurandoci come un partito fondato sul lavoro, il partito della Costituzione, il partito di una nuova unità della nazione. Il Partito democratico è il partito di una nuova centralità e dignità del lavoro dipendente, autonomo, imprenditoriale e della valorizzazione del suo ruolo nella costruzione del futuro del Paese. È il partito che non accetta che il consenso venga prima delle regole e lavora per istituzioni più moderne rifiutando la chiave populista. È il partito che dà una risposta innovativa al tema delle autonomie nel quadro di una rinnovata unità nazionale.

    Avvieremo insieme un grande piano di lavoro incardinato su questi obiettivi. È evidente in questo l’importanza del ruolo dei circoli come punto di presenza e di impegno visibile del partito sui territori e come luogo della selezione della nuova classe dirigente della quale abbiamo bisogno. È pensando a tutto questo che voglio ripetere anche qui che nel Partito democratico c’è spazio, come è nostro costume, per una discussione larga e libera sul dopo elezioni e sulle prospettive del nostro partito, ma non per dibattiti autoreferenziali che potrebbero allontanarci dal senso comune dei nostri concittadini.

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  • avatar marco del freo scrive:

    Lasciamo perdere la politica e pure i dibattiti su alcol e stupefacenti.
    Rimaniamo solo al senso delle parole. Senso? Possibile che nel PD non ci sia nessuno capace di rileggere prima di diffondere?
    Il solo primo capoverso è un capolavoro di non senso. Come funziona un cervello che partorisce una sequenza di frasi del genere? Le elezioni per noi sono state un passaggio che ci mostra la profondità dei problemi, ergo il PD è in piedi, dunque sentiamo forte la delusione?
    Il secondo, anche a una prima analisi, è pura fantascienza. L’arretramento del centro destra apre uno spazio dentro un elemento di delusione per metterci impegno e lavoro mentre emergono problemi di fondo? Berlusoni è responsabile di una situazione che interroga noi? La situazione?
    Il terzo sfiora la poesia futurista. La possibilità è legata alla capacità di dare un’altra possibilità per cui adesso dobbiamo accelerare? Luogo da cui si lavora per rafforzare il progetto e dargli radici presenti dove vive la gente e ci sono proposte dal contenuto visibile?
    Il quarto diviene impressionista. Il partito si raffigura fondato sul lavoro? Niente chiave populista ma istituzioni più moderne con il consenso dopo le regole?
    Il quinto è messianico. Su questi obbiettivi incardineremo un piano di lavoro? I circoli sono punti di presenza? La discussione è larga? Il costume è nostro? Il senso comune dei nostri concittadini potrebbe allontanarsi dai dibattiti autoreferenziali? Nostri?
    Fosse stata pubblicata il primo aprile avrei pensato a uno scherzo, ma pare proprio che questa sia una vera lettera firmata da un vero segretario di partito.
    Mah?!

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  • avatar sandra coronella scrive:

    beh, io prima di diffondere ho riletto – e ho pensato che se fosse possibile iscriversi al pd senza passare per quello di Fidenza mi andrei a iscrivere.
    Quindi vedi che i punti di vista possono essere diversi :-)

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  • avatar marco del freo scrive:

    Non parlavo di punti di vista.
    Parlavo dell’uso della lingua italiana.

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  • avatar nettuno scrive:

    PER FORTUNA C’E’ ROSY BINDI E BERSANI….
    TRA TRE ANNI SE SONO ANCORA AL LORO POSTO IL CENTRO DESTRA FARA’ IL CAPPOTTO
    SE QUESTA PER IL BUON LUIGI E’ UNA VITTORIA..ANCHE IN EMILIA ROMAGNA,HA PERSO IL 12%…

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Che disastro, che disastro, miei prodi (o miei veltroni, o miei bersani) pidduini.
    Ma perchè non capite che in politica il linguaggio più è elementare e diretto, senza fronzoli e dotte sviolinate, e più arriva diretto alla gente ?
    Ma voi pensate davvero che il master TV delle ultime elezioni parli così perchè non conosce il politichese ? Eppure aveva iniziato in politichese, 15 anni fà.
    Ma voi non pensate che la gente voti lega perchè capiscono quel che dicono ?
    Non pensate che votino 5 stelle perchè capiscono quello che vogliono fare ?
    VA BEH, NO DAI SCHERZAVO.
    Vi sfido a duello retorico, armi semantica e glottologia. Obbligatorio un assistente sociologo e un padrino ontologico. Vinca il peggiore.

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Abbiamo perso e non dirlo è un insulto all’intelligenza e rischia di aggravare la situazione, specie considerando che l’elettore di sinistra di solito è molto più smaliziato ed esigente. Perdere dello 0, 4% in Piemonte brucia come non mai e l’irresponsabilità dei grillini è grave. Ma forse è il caso di chiedersi come mai, in una regione che si afferma di aver ben amministrato, si è arrivati a giocarsela all’ultimo voto. E ci si deve anche chiedere perché in Emilia, una delle prime dieci regioni d’Europa, un 7% di elettori di sinistra (perché lo sono) ha preferito dare il voto al neonato movimento 5 stelle, formato spontaneamente da illustri sconosciuti, piuttosto che al Grande Partito Democratico, quello della “buona amministrazione” e dei grandi leader politici, a partire dallo stesso Bersani. Forse la risposta sta nella domanda stessa: il popolo è stanco dell’arroganza, dell’autoreferenzialità, della supponenza, della pretesa autosufficienza dei tanti sedicenti leader che caratterizzano un partito (il mio) che negli ultimi 15 anni si è allontanato sempre di più dalle piazze e dalle fabbriche per chiudersi nei municipi e nei palazzi sovraordinati. Ma questo, se la Nave vorrà, lo potrò scrivere più approfonditamente in un’analisi del voto.
    Per ora dico solo a Sandra di fare un salto al PD di Fidenza. Martedì sera alle 21 c’è l’assemblea della sezione (aperta a tutti) per discutere dei risultati delle Regionali. Lì vedrai qualche faccia conosciuta, ma anche parecchie facce nuove con idee nuove e opinioni parecchio divergenti da quelle dei grandi capi. Chissà mai che non cambi idea! :-)

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    • avatar Ambrogio scrive:

      Caro ed inossidabile (complimento) Alessandro sono d’accordo. Il PD ha affidato il contatto con le piazze e con il pubblico in generale, a terzi: Santoro, Travaglio, Luttazzi ed altri, pensando forse che le battute sul premier portassero voti. Sbagliato. Probabilmente Bersani e gli altri non hanno più niente da dire o non ne sono capaci.
      Opportuno sempre e comunque ripartire dalle realtà più vicine: comune, provincia e paesi vicini, sarà più facile capire dove si è sbagliato e si continua a sbagliare associando a fatti precisi dei nomi.

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  • avatar doctorenry scrive:

    Si,Bersani ci ha preso per deficienti,sottoacculturati,minus habentes etc.
    Con l’aggravante di avere una faccia da furbetto primo della classe etico-culturalmente superiore.
    Come del resto fanno i suoi sudditi locosezionali di Salso e/o Fidenza leggete QUI http://www.pdsalsomaggiore.eu/public/cutenews/show_news.php?subaction=showfull&id=1270149100&archive=&template= o QUI http://www.pdsalsomaggiore.eu/public/cutenews/show_news.php?subaction=showfull&id=1269088178&archive=&template=
    e provincialregionali GarbiErraniani(ricordate il sorriso del triplo governatore emiliano romagnolo ai funerali dei caduti di Nassirya?)
    Sant’Antonio (Di Pietro) salvaci tu….!

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  • Riguardo il comunicato di P.L. Bersani.
    Ogni comunicato ha il suo bersaglio. Parrebbe che in Direttivo del Comitato Centrale abbiano scambiato i fogli: questo era diretto all’assemblea dei dirigenti di cellula pre-’56′ in pensione. Infatti quello che hanno letto lì si dice abbia fatto alcune vittime.
    Credo che prima di discendere di nuovo tra la ggente, i dirigenti piddini, dovrebbero cambiare spin-doctor o quanto meno mescolare i foglietti dei luoghi comuni che inanellano ad ogni discorso. Se non i marroni di chi li ascolta almeno salveranno il desktop.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Varie.
    Ad Alessandro ,per correttezza devo ricordare anche a lui che se definisce “di sinistra” quelli che siedono alla sinistra del Presidente dell’assemblea,allora ci capiamo.Se invece si riferisce ad una diversità politica identificabile come cosa uguale per tutti allora me lo devi spiegare perchè io in 40 anni che seguo la politica devo ancora capirlo.Il caso Grillo l’ultimo della serie infinita di partiti della cosidetta sinistra ne è la prova evidente.
    Ad Ambrogio dico che le battute di Travaglio e C. non servono per portare voti nell’immediato perchè una alternativa politica politica a Berlusconi in questo momento non esiste.Questo è secondo me il motivo principale (non l’unico) del successo elettorale di Silvio.
    Non bisogna prendersela troppo con Bersani che dovrebbe ,stante l’attuale sistema elettorale -porcata costituire un amalgama politico credibile ( ma deve dimostrare di avere carisma politico come ha avuto Silvio) alternativo che raccolga tutti i possibili sparpagliamenti antiberlusconiani. Antibelruconismo è il vero possibile collante di una simile eventualità non certamente il concetto di sinistra che politicamente non esiste e quindi è roba da sotterrare per sempre.
    Se poi Bersani la smettesse di fare comizi e cominciasse a dialogare con la gente forse comincerebbe a capire dove si deve andare.Non fare ,ad esempio come ha
    fatto nelle ultime elezioni politiche,quando si è fatto fare tre domande da Antonini,poi alle dieci e mezzo tutti a casa ,andiamo a votare.Forse si è dimenticato che la gente non ha solo gli orecchi per sentire ma anche la bocca per parlare.Idem con patate alle amministrative dove le domande se li è fatte fare da tre giovani del suo partito. O forse non è vero?

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Caro Carlo, io ti posso dire cos’è la sinistra secondo me. Forse è esagerato parlare di ideologia o di ideale, ma posso elencarti una serie di valori che stanno alla base del mio agire quotidiano e politico e che credo essere i valori comuni a tutta la “sinistra”, quelli che dovrebbero caratterizzarla e tenerla unita al di là dell’antiberlusconismo e di Berlusconi stesso. Sto parlando di un Pensiero, fondato su valori tra di essi logicamente collegati, in quanto un valore opposto (o un disvalore) contrasterebbe con l’insieme degli altri. E’ un concetto un po’ complicato, che mi sta venendo in mente mentre scrivo, ma forse è la giusta definizione di ideologia, o almeno di quello che io intendo per ideologia.
      Comunque, questi valori sono: l’uguaglianza (formale e, soprattutto, sostanziale, ossia il dare ad ognuno le stesse possibilità di successo, non importa se sia ricco o povero, bianco o nero, cristiano o musulmano, uomo o donna, eterosessuale o omosessuale…, e quindi la democrazia; a prevalere sarà chi se lo merita), la solidarietà, la laicità (sia in senso stretto/religioso, che in senso lato, come apertura ad idee diverse, confronto e mai rifiuto e dogmatismo), la legalità (e l’onestà e la trasparenza), il rispetto delle persone e dell’ambiente (e qui so di essere attaccabile), la serietà (come coerenza, sobrietà ed efficienza).
      Salvo (gravi) dimenticanze, questi sono i valori cui io mi ispiro e che, secondo me, costituiscono l’essere “di sinistra”.
      Come puoi vedere, sono valori logicamente interdipendenti e, soprattutto, formulati in positivo, non come negazione di qualcos’altro. Per questo, credo che costituiscano un’ideologia duratura, in grado di superare le contingenze storiche.
      L’ideologia, il collante della sinistra non è l’antiberlusconismo: è Berlusconi che nega ogni valore affermato dalla sinistra, e così fa chi lo segue, chi si immedesima in lui.
      P.S.: a Bersani, sia per le politiche che per le amministrative, le domande le abbiamo fatte noi giovani del PD, ma senza farci troppi scrupoli; alle politiche io gli ho fatto una domanda sul precariato e sulle prospettive per i giovani.

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  • avatar Filippo Fritelli scrive:

    Ringrazio Doctorenry per non aver citato i miei pezzi sul sito :-) …..anche se so che prima o poi verrà anche il mio turno!!!!

    Condivido gran parte delle analisi dell’amico Alessandro.
    Dico solo due cose rapide: da iscritto al Pd e da “combattente per una Sinistra migliore” dico che il Centrosinistra ha perso e, come già avevo detto con Marco Del Freo scambiando alcuni commenti ad un altro post qualche giorno fa, se Bersani parla così per noi non ci saranno possibilità, nonostante io continui a stimarlo come persona corretta, onesta e che ha saputo dare, in un certo passato, una speranza alle giovani generazioni di questo Paese con quelle cose bellissime che si chiamavano liberalizzazioni. Peccato, solo una speranza….Oggi siamo immersi in una piena ondata controriformista e conservatrice: l’importante sono le corporazioni che, come in molti sanno, governano i loro settori in piena autogestione. Va beh..non perdo il filo…
    Il Centrosinistra ha alcune cose da fare: trovare “il Papa straniero”, come l’ha chiamato Ezio Mauro di Repubblica, per guidare la coalizione, forse un professore, forse un costituzionalista, forse un medico o un italiano di successo in campo sociale, culturale o professionale. Troviamolo: un Prodi carismatico, tanto per capirci, un uomo di mezza età, competente e stimato. Un Veronesi 40 anni più giovane. Magari una donna, perchè no? Qualcuno che faccia tornare a votare gli astensionisti, che aggreghi opinione.
    Altra cosa: i Partiti oltre il Pd si devono sciogliere il prima possibile e devono creare un qualcosa di nuovo, forse una Federazione? Vendola ne sia il timoniere, Di Pietro ci entri anche lui abbandonando il suo Partito personale, si chiami al tavolo Beppe Grillo e i suoi ragazzi, che dicono tante cose giuste.
    Casini e il centro: si provi a scambiare con loro qualche opinione, senza esagerare e obbligandoli, nel caso le cose andassero a buon fine, a ripulire un pò le loro liste (tipo da Cuffaro) e a fare un piccolo bagno di laicità….Sono un illuso vero?

    Io la vedo un pò così: a livello locale tirare via la ruggine e mandare avanti le generazioni successive.
    Si chiamino i nuovi Sindaci di Lecco e Venezia, Virginio Brivio e Giorgio Orsoni, loro si che sanno fare il loro lavoro! Si dia intanto un ruolo al grande Chiamparino che il prossimo anno finirà il mandato e via così….

    Quello che ho scritto appartiene forse al regno dell’utopia? Forse si…

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  • avatar marco del freo scrive:

    Mah, mi ero detto: mai in discussioni di principi… Però sento da Filippo e da Stefanini un tono che mi dà tono e allora ci metto del mio, sperando serva a qualcuno.

    Se si mettono insieme i due post ne viene fuori una visione quasi religiosa della politica. Lo dico da ateo-purtroppo (e non -devoto), quindi con il massimo rispetto per la faccenda. Si abbiano questi valori (citazione Stefanini), si trovi questo papa straniero (citazione Filippo) e si vada alla crociata che riporterà la luce che viene da sinistra sulle terre tutte. A parte che la luce viene da sinistra se stiamo al Polo Nord, perchè se siamo al Sud viene da destra, mi pare che in tutto questo dire (di cui colgo e apprezzo il vigore, la speranza, la voglia) ci sia un enorme mare rispetto al fare.

    Rimanendo infatti nello stesso reame, quello del dire, non mi pare di poter vedere enormi differenza (citazione Stefanini) tra le principali forze in campo oggi in Italia. Uguaglianza, solidarietà eccetera eccetera vengono professati da destra come da sinistra e pure dal centro che non c’è. Per avere un papa a destra già ce l’hanno (citazione Filippo), non immagino una gran differenza una volta che ce ne sia uno a sinistra, se non la presa del Palazzo d’Inverno, forse.

    E’ che mi viene in mente quella gran puntata del Vilcoyote, quando afferra finalmente (dopo decenni) il Bip-Bip, solo che per riuscirci è dovuto diventare piccolissimo e adesso che ce l’ha, che ci fa?

    E’ il fare, la differenza. Il fare quotidiano. Dal dire di Filippo pare trasparire (lo so che non è così, ma mi riferisco alla forma, che in politica e non solo è sostanza) che la forza debba discendere dalla presenza in alto di un unto dal Signore (sounds familiar?). La forza, si badi bene, di cambiare in meglio la situazione del civile consesso (è di questo che si parla,giusto?). Quando parla di Grillo (una cosa) e di Di Pietro (ben altra), ne parla come di elementi che si debbano mescolare in una sorta di magica lega che produrrà l’oro che andiamo cercando. Basterà avere tutti in mente gli ingredienti etici e morali necesssari (citazione Stefanini) e via con il vento.

    Permettetemi di dire che mi pare strada vecchia, battuta in almeno un paio di sensi della parola. E’ l’unirsi su problemi locali la chiave di volta per ogni cambiamento. Quel che cambia e deve cambiare è il concetto di locale. Quel che deve cambiare è la capacità di comprendere quali siano i problemi. Quel che cambia è la capacità di incidere sull’ora e adesso, lasciando che si crei così il tempo per farsi un’idea del poi.

    A che serve mandare un grillino in Regione? E perchè mai ci dovrebbe andare? A far che? A testimoniare? Idea assai religiosa, una volta di più (badate, a scanso di polemiche inutili, che non parlo delle idee che professa, ma del suo essere uno e non trino). E intanto chi a Salso, tanto per dare un’idea, lo ha votato, che fa? Oh, so che alcuni fanno, nella pratica quotidiana, ma basta? Nelle scuole di guerra si insegna tra l’altro l’arte delle priorità, strettamente connessa a quella del computo delle risorse. Nella Prima e nella Seconda Internazionale si fece lo stesso, a prescindere dai risultati. Funziona sempre così, quando funziona. Si è nei secoli bui, altrimenti. E allora, lasciamo perdere quel che verrà (tenendolo però bene a mente) e confrontiamoci sul reale quotidiano.

    Quando hanno cominciato i lavori davanti al Berzieri, per esempio, chi tra i non d’accordo, è andato a chiedere l’identificazione dei lavoratori, come era stato suggerito da un legale? Chi ha fatto una richiesta di sospensione dei lavori per danno ambientale? Chi ha presentato un esposto alla magistratura? Chi ha fatto causa per i danni economici causati agli esercizi commerciali? Ribadisco che non sto dicendo essi lavori siano o meno giusti, parlo della differenza tra dire e fare di chi si opponeva. C’è stato chi ha fatto qualcosa, ma i più (tra i non d’accordo), ha fatto passare tanta aria tra i denti e basta. E poi ha magari votato Grillo. Wow!

    Voliamo bassi, amici miei. Voliamo bassi e impariamo di nuovo come si fa a stare tra la gente. Visto che siamo a Pasqua mi viene pure un rigurgito da oratorio: insegniamo a pescare, non illudiamo le persone che i pesci regalati durino in eterno.

    Come al solito, andando di principi, mi perdo un po’. Chiedo scusa, spero sia servito a qualcuno. Per il resto, al solito, come Filippo sa bene, ci si vede nel campo del fare, pronti ad accogliere chiunque.

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Hai ragione, Marco. I valori presi in sé non fanno una politica. Come ho scritto, fanno un’ideologia. Il difficile è applicarla. Tutti i valori che ho elencato sono parole al vento, se poi nel comportamento quotidiano, nell’agire politico di ogni giorno, li si dimentica. Non sono d’accordo con te quando dici che destra e sinistra (e centro) professano i valori da me elencati. Non è vero, ad esempio, che la destra predichi l’uguaglianza e la laicità. Ma, ancor di più, la differenza sta nella pratica quotidiana, che è l’unica che conta. Nei comizi, nei discorsi, nell’amministrazione e anche nella vita privata, la destra nega ogni giorno i valori che ho elencato. Non so se questo sia parte di un’ideologia opposta o se sia solo anarchia morale, ma la differenza è evidente davanti agli occhi degli italiani. Perché, ad esempio, la questione morale c’è solo nel PD se candida un fedifrago e non nella destra, quando candida un mafioso? Il nostro problema è che il popolo degli elettori oggi non coglie più questa differenza, perché troppe volte gente “di sinistra” ha tenuto comportamenti contrari ai nostri valori, facendosi corrompere piuttosto che cementificando un pezzo di campagna. La conseguenza è stata la disaffezione del popolo di sinistra, che tiene più al rispetto dei suoi valori che alla vittoria elettorale e ci ha puniti, non andando a votare oppure esprimendo un voto di protesta x formazioni nuove e vergini che mettono ancora i valori al primo posto. Starà a noi, ora, col nostro agire quotidiano, riprenderci quei voti.

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  • avatar marco del freo scrive:

    Be’, qui torno al solito a fornire solo alcuni dati. Stefanini afferma che non è vero che la destra predichi uguaglianza e laicità. Per trovare i brani qui sotto mi ci sono voluti appena cinque minuti. Di nuovo, non dico che poi sia vero che essi li vogliano applicare, ma io ho scritto “Uguaglianza, solidarietà eccetera eccetera vengono professati da destra come da sinistra e pure dal centro che non c’è”. Dico quindi che se la si vuole capire e cambiare bisogna guardare la realtà in quanto tale, non in quanto la speriamo. E a leggere quel che segue (e a voler ascoltare, pur non d’accordo, quel che “gli altri” dicono) non ci possono (né devono, se vogliamo andare avanti) essere dubbi.

    “…Poi il Sud “che è quello che rischia di pagare più di altri la crisi”. Fini ha detto di non temere il federalismo fiscal, che “potrà essere una grande opportunità per rompere le clientele e la logica del favore, a patto che lo Stato ci sia e riaffermi la sua presenza”. Altrimenti – ha ammonito Fini – il federalismo fiscale è solo elemento di disgregazione. Sempre facendo riferimento al Mezzogiorno e alla criminalità il presidente della Camera ha esclamato a voce alta dal palco che “il Pdl deve far sventolare al Sud la bandiera della legalità”. Poi un pallino dell’ex leader di An. L’integrazione degli immigrati stranieri: “Nei prossimi anni i cittadini di colore, quelli con i tratti orientali, quelli con genitori stranieri, saranno sempre di più e noi non dobbiamo guardare a questa prospettiva con paura. Dobbiamo avere invece la presunzione di guidare questo processo”, per questo “il Pdl dovrà suggerire al governo nuovi percorsi per la concessione della cittadinanza agli immigrati”. Quindi il passaggio sui bambini – che Berlusconi seduto in prima fila ha applaudito con convinzione – “Di fronte a un bambino e un ammalato viene prima di tutto la dignità della persona, altrimenti si rischia di essere travolti e alimentare la xenofobia”.
    Quindi le parole finali. L’Affondo. Che – è probabile – farà molto rumore. “Siamo proprio sicuri, amici del Pdl, che il ddl sul testamento biologico approvato al Senato – ha chiosato Fini – sia davvero ispirato alla laicità? Perchè una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico”.
    Nel pomeriggio poi hanno parlato quasi tutti i ministri che hanno rivendicato l’importanza storica della nascita della grande forza politica che rappresenta il Pdl. Quindi l’atteso intervento dell’altra carica dello Stato, il presidente del Senato, Renato Schifani. Che con le sue parole sul testamento biologico ha risposto a quelle del mattino del suo collega di Montecitorio, Fini.
    Schifani ha sottolineato che “al Senato è stata data la libertà di voto e di coscienza. La laicità dello Stato deve essere garantita in tutte le nostre scelte, ma lo Stato deve intervenire quando ci sono dei vuoti normativi da colmare”.
    (Panorama-blog)
    “… (libertà) Questa parola, questo concetto ci appare così normale, quasi scontato, ma è invece il bene più prezioso che abbiamo. La libertà, ce lo insegna la storia, non ci è mai data per sempre: essa va difesa ogni giorno, così come molti uomini eroici l’hanno difesa e per lei si sono sacrificati ed hanno perso la vita sui campi di battaglia, nelle rivoluzioni, nei gulag e nei lager. Anche nel tempo della pace, la libertà va custodita come una religione. La nostra religione laica…”
    “… Noi crediamo nella libertà, in tutte le sue forme, molteplici e vitali: nella libertà di pensiero e di opinione, nella libertà di espressione, nella libertà di culto, di tutti i culti, nella libertà di associazione. Crediamo nella libertà di impresa, nella libertà di mercato, che deve essere regolata da norme certe, chiare e uguali per tutti. Ma la libertà non è una gentile concessione dello Stato, perché è ad esso anteriore, viene prima dello Stato. È un diritto naturale, che ci appartiene in quanto esseri umani e che semmai, essa sì, dà fondamento allo Stato….”
    (Il giornale – Berlusconi, congresso Pdl Roma)
    “… La nostra idea della politica è pienamente laica, ma ha qualcosa di sacro. Chi crede non è mai solo», ha detto il Santo Padre nel suo viaggio in Germania. E ha ragione: guardatevi intorno, guardate quanti siamo. Siamo molti, siamo moltissimi a credere negli stessi ideali…”
    “…Noi vogliamo invece un’Italia di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di scegliere un buon lavoro, di far crescere i figli secondo i propri valori e le proprie idee.
    Noi vogliamo una società nella quale tutti i giovani possano frequentare una buona scuola, indipendentemente dalle proprie condizioni sociali, e possano conseguire un diploma o una laurea di qualità.
    Noi vogliamo una società nella quale i giovani abbiano un lavoro ben pagato, che permetta loro di essere subito indipendenti e di formarsi una famiglia. Vogliamo una società nella quale nessuno rimanga indietro. Perché ogni persona ha un valore inestimabile, e perché il benessere di ogni cittadino concorre al benessere di tutti gli altri, al benessere di tutta la società…”
    (Berlusconi – Piazza S. Giovanni 2006)

    E così via…

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Tolto Fini, che ogni giorno che passa è sempre più a disagio nel PdL, e la retorica della libertà di Berlusconi, che è aria più fritta di quella del Mc Donald’s (ed è limitata a qualche comizio), io guardo a Berlusconi stesso (tutte le altre volte), a Bossi, Borghezio, Calderoli, Salvini, Zaia, Cota, Gasparri, Rocella, Quagliariello, Alfano, Capezzone, Sacconi,…, tutti soggetti che hanno una continua esposizione mediatica e predicano tesi xenofobe, clericali, illiberali e contrarie alla legalità e all’uguaglianza dei cittadini. Fini, ad oggi, è considerato dall’opinione pubblica parte dell’opposizione e attraverso questa lente vengono lette le sue dichiarazioni, mentre quelle dei summenzionati politici sono considerate le espressioni ufficiali della linea dei rispettivi partiti.
      In più, visto che su questo siamo d’accordo, non è il caso di fermarsi alle parole: guardiamo i fatti.
      Per quanto riguarda la laicità, il loro testamento biologico attende immutato l’esame del Senato, e tutti ricordiamo certo berciare (e un decreto incostituzionale) per negare la morte alla povera Eluana Englaro; è poi stata più volte palesata l’opposizione alla legge 194 sull’aborto, che si è manifestata nei vari tentativi di bloccare la Ru486, con metodi al limite della legalità; il Governo, infine, non ha mai taciuto il suo prono sostegno alla Chiesa cattolica nel caso del Crocefisso nelle aule e in quello dei preti pedofili.
      La natura liberale tanto decantata da Silvio è stata dimenticata, quando si trattava di controllare i mezzi d’informazione, causando anche un danno alla concorrenza, principio fondamentale delle economie di mercato; in questo senso, si veda anche il caso Alitalia.
      La legalità è poi un’illustre sconosciuta per partiti che hanno candidato e difendono mafiosi, corruttori e corrotti e che cercano in ogni modo di scardinare la già traballante giustizia italiana.
      La xenofobia e l’intolleranza sono infine principi ispiratori della legge Bossi-Fini che regola (?) l’immigrazione in Italia, dell’opposizione all’apertura di luoghi di culto musulmani e di quella a una legge seria che punisca l’omofobia.
      Però, finché il PD non saprà incarnare ed applicare ogni giorno i valori che ti ho detto, lo si potrà votare solo turandosi il naso e sperando che arrivi qualcosa di migliore.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Marco del freo conferma quello che io avevo scritto quando ho cominciato a provocare in vari blog, “quelli della sinistra”,discutendo con Paolo Sirocchi e Giuliana.Affermavo come Marco che i valori di riferimento almeno a parole, di destra e sinistra sono ormai gli stessi.Questo è un fatto.Ma quali sono questi valori di riferimento.Prendiamo Alessandrini che mi fa un bel “pistolotto”(in senso positivo)
    sul quale mi trovo d’accordo, ma che non è la definizione di cosa sia la sinistra.Prima di tutto io ho chiesto non una definizione personale ,ma una definizione uguale per tutti quelli che si definiscono di sinistra.Vale a dire tanto per citarne alcuni Vendola,Bersani,Diliberto,I Verdi,Grillo,Di Pietro ?,Morando ecct…Come mai se sono di sinistra sono divisi.Se sono divisi vuol dire che non sono uguali.Non si può dare lo stesso nome a cose diverse.Se dopo quasi due secoli,dalla morte di Hegel 1831, dall’apparire sulla scena politica del termine “sinistra” non ci si è ancora messi d’accordo non ti sembra caro Alessandrini che è ora di cambiare “aria” ? Non ti sembra che voi ricercatori della “sinistra perduta” dobbiate incominciare a guardare in faccia, come dice giustamente Del Freo la realtà?Ti faccio notare come ho fatto notare a Paolo Sirocchi e all’Editore,sull’argomento, che la definizione che tu(ma anche loro)
    mi hai dato non definisce la sinistra perchè tu mi hai definito,non so se tene sei accorto, la democrazia.E la democrazia caro Alessandrini non è ne di destra ne di sinistra.Non hai usato nella tua definizione il termine “libertà” ( e mi dispiace perchè su questo Berlusconi ti batte due a zero,perchè certamente ne straparla),hai usato il termine uguaglianza,giustamente,e tutti gli altri concetti che te lo dico subito si possono desumere come conseguenza logica dei primi due.La libertà,caro Alessandrini è il fine dell’uomo
    e luguaglianza è il mezzo per raggiungerla.Libertà ed eguaglianza sono le due gambe di quella cosa che si chiama democrazia.Un fatto politico caro Alessandrini va giudicato non se è di destra o di sinistra ma se è piu o meno democratico.Ma voi del partito “democratico” queste cose dovreste essere voi a spiegarcele a noi.Con buona pace Di Concita ,quella che intriga Paolo Sirocchi che certamente è una bella figliola ma politicamente un pò “sinistra”,perchè parla,spesso e nella fattispecie, del nulla.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Mi scuso per l’ortografia,data la fretta, veramente di sinistra…

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ad Alessandrini sul p.s.
    Scusa mi hai preso proprio per un uno di partito. A Bersani le domande le deve fare il suo partito o la gente ,che cioè quei cinquanta milioni di persone che vivono al di fuori dei partiti? Perchè le domanda sul precariato ti sembra una domanda senza scrupoli? Se voi siete il sistema come si fa ad uscirne se vi fate le domande da soli? La vuoi la domanda senza scrupoli? Anno 2001 Prima ,durante e dopo le elezioni politiche scrivo tre lettere a Bersani al quale dico tra le altre cose :non c’è voto personale e candidatura personale quindi il sistema elettorale è anticostituzionale.Risposta lo facciamo per evitare dispersione del voto .Commento
    1) Chi si giustifica ammette
    2) Il fine giustiifica il mezzo (che è cosa immorale)
    3) Ha detto una cosa falsa,perchè ignorava ,evidentemente che nei paesi anglosassoni,dove vengono rispettati i due principi citati, non c’è affatto dispersione di voto( che secondo Bersani vuol dire paralisi politica) ma anzi sono sistemi politici(specialmente gli USA come ti ho già spiegato) molto più stabili del nostro che da questo punto di vista è semplicemente demenziale.
    Questa è una domanda scomoda non certamente quella sul precariato…
    Per la cronaca Luigi Toscani faceva da moderatore, ma che è rimasto in silenzio quando Massimo Tedeschi visto Bersani in difficolrtà e accorso in suo aiuto chidendo se non potevano parlare anche gli altri perchè ho aspettato la risposta
    sul palco. Nota da ricordare che io ho fatto la domanda dopo che oer sette volte il moderatore aveva chiesto inutilmente chi volesse pparlare.A Tedeschi ho fatto notare che visto che Bersani aveva risposto subito
    avevo il diritto di replica ,per cui il Sindaco se n’è andato con la coda fra le gambe.Si chiama Question Time. Se l’anno capito in parlamento possiamo capirlo anche noi.Capitoooo……

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Stefanini
    Mi scuso sia per l’ortografia,data l’ora, e con Alessandro Stefanini che ho chiamato improvvidamente Alessandrini.Credo di avere anche un principio di Alzheimer…
    Per la cronaca la risposta di cui sopra di Bersani è stata data alla festa dell’Unità
    nel luglio 2001 durante la celebrazione dell’elezione di Bersani nel collegio uninominale di Fidenza.

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Caro Carlo, sei scusato. Non sei il primo a fare questo errore e non sarai l’ultimo.
      Io ho definito la democrazia, è vero, ma ho anche definito l’ideale di sinistra, quello che si è espresso in tutte le lotte del secolo passato, e anche di quello precedente. Io credo che i valori che ho elencato siano comuni a tutte le persone di sinistra (se non altro, non ho mai sentito nessuno che si dicesse di sinistra fare dei distinguo), tuttavia non ho né l’autorità né le competenze per poterlo affermare con certezza: posso solo parlare per me. Se a sinistra si litiga e ci si divide, forse è proprio perché questi valori sono molto forti: nessuno accetta dogmi e imposizioni e preferisce andarsene, se vede i suoi valori traditi.
      L’ideale di sinistra è la democrazia, che però mi pare frettoloso attribuire come valore anche alla destra. Cioè, se la destra, giorno dopo giorno, nega tutti quei valori che caratterizzano la democrazia, non vuol forse dire che la destra non è democratica? O forse la destra è democratica, ma allora il concetto di democrazia dev’essere più largo, comprendere tutto e il contrario di tutto, oppure ridursi al solo momento elettorale (concesso al popolo bove dal magnanimo potere del sovrano) e, per il resto, non disturbate il manovratore.
      Non so…c’è da riflettere su questo: io propendo più per la prima ipotesi, se non altro perché non condivido un concetto di democrazia così svuotato di significato.
      In ogni caso non sono d’accordo che i valori di riferimento siano gli stessi a parole, ma mi preoccupa molto di più la loro uniformazione a livello di pratica: se i politici di sinistra agiscono sempre di più come quelli di destra, non stupiamoci se Grillo prende il 7% in Emilia!
      Non ho voluto usare la parola “libertà”, un po’ perché (come dici tu stesso) la considero così inflazionata da aver perso di valore, e un po’ perché, al contrario di te, la considero una logica conseguenza dell’uguaglianza: solo se gli individui sono considerati uguali (davanti alla legge), essi saranno liberi. Cioè, non può esserci libertà senza uguaglianza, perché se un soggetto è considerato inferiore, questi sarà sottoposto al potere del suo superiore e non sarà libero. Tutte le grandi rivoluzioni liberali miravano ad ottenere la libertà affermando l’uguaglianza. Se una persona, di cui, per conservarne l’anonimato, fornirò il solo nome di battesimo (Silvio), dice pubblicamente (a Ballarò) che “non si può pretendere che il figlio dell’operaio diventi dottore”, poi potrà gridare ai quattro venti la parola “libertà”, novello William Wallace, ma questa parola sarà svuotata di ogni significato, perché pronunciata da una persona che non crede nell’uguaglianza.
      Sulla domanda a Bersani, premetto che nel 2008 avevo la tessera da nemmeno un mese e che quella volta gli chiesi quello che a me interessava, visto che ero al primo anno di università e (esattamente come oggi) non vedevo questa gran prospettiva davanti a me. Non amo la distinzione tra gente di partito e gente comune, perché sottintende una mancanza di libertà d’espressione e di critica che, almeno nel mio partito, non esiste (in altri, invece…). La tua domanda sicuramente ha messo Bersani in maggiore difficoltà, come testimonia la risposta, anche se non mi è molto chiaro perché gliel’avessi posta nell’epoca dei collegi uninominali, che prevedevano il voto alla persona e di cui entrambi, credo, auspichiamo il ritorno. La risposta fu frettolosa e scorretta, visto che, come tu dici, non c’è niente di meglio del voto alla persona per concentrare il voto, polarizzandolo.
      Ve beh, come al solito mi sono dilungato, spero tu possa perdonarmi se ti ho annoiato e che la Nave non ci getti fuori bordo per l’uso privatistico che facciamo dello spazio che ci concede.

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  • avatar sandra coronella scrive:

    Esatto, Fetonti, era il 2001.
    Sono esattamente 9 anni (ma forse anche prima) che fai solo e sempre la stessa domanda.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Voglio farvi una domanda a tutti (soprattutto ai giovani PD)? Ma con la crisi economica i Fidentini stanno perdendo i posti di lavoro.
    Cosa proponete per superare il momento difficile ?
    NON VALE:
    - Riforma fiscale (serve dopo)
    - Riforma della giustizia (serve a uno)
    - Riforma federale (serve a pochi)

    Vorrei sentir parlare di qualcosa che serve a molti e subito.

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Che ne dici di unificazione di tutte le forme di previdenza in un unico sistema che garantisca un reddito minimo (poniamo 1000€/mese) a tutti? Per ora mi accontento dell’estensione delle garanzie della cassa integrazione a tutti lavoratori, compresi i precari, per i quali non sarebbe male un contratto unificato

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Sandra Coronella
    Era il 2001 senza il forse e la risposta è semplicissima.
    Sai perchè faccio la stessa domanda perchè nessuno, a parte Bersani che pero come ho dimostrato ha detto cose senza senso, risponde a quelle domande.Non ha risposto Bassanini( in piazza Garibaldi (chiedilo a Basclet che era della partita)non ha risposto Il professor La Forgia( al quale ho dato un documento in mano e ha detto pubblicamente che mi avrebbe risposto ( Uni è testimone),idem con patate Rosy Bindi, Giovanni Berlinguer,Nando dalla Chiesa,Russo Spena, in teatro.Mi hanno invece risposto “le mele con le pere” Gherardo Colombo, e Antonio di Pietro il primo in teatro il secondo al centtro S. Michele.Come vedi non ho parlato con dei farmacisti o dei pizzaioli.Tu come me lo spieghi questa difficoltà a rispondere.
    Perchè non provi a rispondermi tu, così tanto per cambiare?

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Stefanini
    Certo che se tu proponi quei valori,che sono i valori della democrazia a parole siete tutti di sinistra.Ma d’altro canto non posso ritenere che tutti quelli del centro destra siano costituzionalmente antidemocratici.Bondi tanto per fare un nome si ritiene un democratico e grida la parola democrazia continuamente.Che poi Bondi abbia capito il significato della parola ovviamente ho dei “seri dubbi”.
    Ma la stesso problema riguarda anche voi. Poi mi dici che ci si divide sui valori,allora non ci siamo.Poi mi dici che parli per te stesso,ti ho già spiegato che io sto cercando una definizione condivisa da tutti, perchè se ci si divide vuol dire che non siete uguali,siete diversi e quindi non siete di sinistra.Non si può dare lo stesso nome a cose diverse.E non è un caso che da circa due secoli si cerchi di definire quella cosa lì.Definire l’indefinibile serviva a creare l’ideolologia,l’idea capace d’interpretare la vita e la storia, e quindi il partito da portare in assemblea.La storia sta sistematicamente distruggendo tutte le ideologie e quindi i partiti ad esse collegati.Del resto Casini si definisce di centro,cosa facciamo, lo sterminiamo?
    Se mi leggi bene vedrai che io ho definito la democrazia come quella cosa che cammina su due gambe: che sono la libertà e l’eguaglianza.Senza l’una o senza l’altra non si cammina.Ci vogliono entrambe e non è che una sia figlia dell’altra perchè una è il fine e l’altra il mezzo.
    Perchè Berlusconi cita sempre la libertà e molto poco l’eguaglinza.Lì c’è già la spiegazione dell’uomo che zoppica.
    Per quanto il voto personale su Bersani ti ricordo,visto che tu sei molto giovane, che Bersani per candidarsi nel collegio uninominale doveva collegarsi con le liste che si candidavano per il proporzionale,visto che il 25% veniva poi eletto con il proporzionale.Chi ha votato Bersani ,ed io ero uno di quelli, non ha votato solo Bersani (voto personale) ma anche le liste del proporzionale e quindi ha dato volenti o nolenti un voto di gruppo.Cvd.

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Sul voto, se si reintroducesse una cosa del genere, ci vorrebbero due schede, una per la parte proporzionale e una per l’uninominale, come in Germania.
      Sulla definizione di sinistra generale e valevole per tutti, mi spiace, ma non ho le competenze per aiutarti, anche se come ho scritto, credo che chiunque si dica di sinistra si identifichi senza problemi nei valori che ti ho elencato.
      Sono poi convinto che la storia non stia distruggendo le ideologie e che la morte delle ideologie sia solo una formula di comodo per liberarsi delle vecchie ideologie e introdurne di nuove. Il PdL, l’IdV e, soprattutto, la Lega, sono partiti ideologici ed identitari e per questo prendono voti; il PD è invece il partito del ma anche, ed è per questo che li perde.
      Infine, sarai d’accordo con me, il fatto che Bondi o chi per lui si riempia la bocca di democrazia, non fa sì che sia un convinto democratico: le persone si giudicano da quello che fanno, non da quello che dicono, specie se si tratta di politici.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Caro Stefanini,
    a fronte di un problema localizzato (Fidenza) e di un problema concreto (i miei amici senza lavoro), tu mi spari un paio di utopie che valgono il raddoppio del debito pubblico.
    Non sono realizzabili, ma sarebbe bello.
    Invece per quel problema che si diceva hai qualche proposta ?

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Vuoi una risposta locale a questo problema? Ti dirò che né il comune né (temo) la provincia hanno i poteri, le competenze e i fondi per intervenire in maniera strutturale. La provincia tappa, coi poche soldi che ha (o che le rimangono), i buchi della normativa nazionale. Ma l’unico modo per intervenire è coinvolgere le risorse della Regione. Per carità, questa ha già girato a Fidenza 150mila euro per l’emergenza, ma è ovvio che questi palliativi non risolvono il problema alla lunga. Potrei parlarti della vetraria e della necessità di rilanciare l’intero comparto (5000 lavoratori in regione, quasi tutti tra Parma e Piacenza), ma rischierei di sembrarti utopistico.

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      • avatar Alessandro Stefanini scrive:

        P.S.: non è affatto detto che le mie utopie valgano il raddoppio del debito pubblico, anzi, considerati gli sprechi della burocrazia di ennemila enti di previdenza, nonché le facilissime truffe attuabili grazie a questo intricato sistema (v. falsi invalidi), potrebbero pure far risparmiare qualcosa

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Stefanini
    ti faccio notare che non è un caso in italia ci siano residui di ideologie,l’italia è il paese piu partitocratico che esista tra le grandi democrazie.Le ideologie sevono proprio a tenere in piedi i partiti come li abbiamo conosciuti in questi sessantanni.
    Per stabilire la definizione di “sinistra” non servono competenze, visto che in quasi due secoli personaggi ben più importanti di noi non sono riusciti nell’impresa.Tutti sono rimasti all’espressione per me la “sinistra” vuol dire….cioè alla soggettività.
    Bondi ha le idee confuse sulla democrazia? D’accordo, ma probabilmente è in buona fede.Perchè Bersani, Casini, Di Pietro,lasciando stare Berlusconi perchè troppo facile,secondo te hanno le idee chiare in materia? A parte la risposta senza senso di Bersani alle mie domande, uno che si fa fare le domande in campagna elettorale da quelli del suo partito è uno che ha capito cos’è la partecipazione? Per non parlare del crocefisso definito alla stregua del panettone,ti ricorderai, cioè di una tradizione.Tutti in buona fede,forse si ma che sappiano che cos’è la democrazia,derei proprio no ,facendoti notare che non ho citato il sistema elettorale e la Costituzione per carità di patria.
    Su una cosa sono certamente d’accordo con te ,anche perchè l’avevo già anticipato sopra”Un fatto politico caro Alessandrini va giudicato non se è di destra o di sinistra ma se è piu o meno democratico”?
    Sul voto ,se si introducesse ancora il proporzionale,significherebbe scegliere le persone come le patate,cioè a sacchi ,a chili, a liste.Ma le persone sono come le patate o non c’è differenza tra una persona e l’altra?La democrazia è partitocentrica o persona centrica? Caro Stefanini non si può tenere il piede in due scarpe.

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Ti rispondo con delle domande: secondo te perché Obama ha vinto le elezioni nella post-ideologica America? la sua ideologia (o visione del mondo) e quella di Mc Cain erano la stessa cosa? e quella di democratici e repubblicani? e quella di laburisti e conservatori? e siamo poi così sicuri che il voto direttissimo alla persona sia così una buona cosa? come mai in America vince sempre il candidato che ha più soldi da spendere nella campagna? e, secondo te, chi gliela paga la campagna elettorale? forse i piccoli risparmiatori e lavoratori della sua circoscrizione? o forse lobby che a loro volta rappresentano compagnie multinazionali che se ne strafregano degli elettori che hanno, come dici tu, PERSONALMENTE eletto il loro rappresentante? e a chi darà retta questo rappresentante personalmente eletto? a chi gli ha dato il voto o a chi gli dà da mangiare?

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  • avatar marco del freo scrive:

    Così, solo per informazione.
    Ideologia, secondo il Devoto Oli (e non solo, direi), nulla ha a che fare con la visione del mondo (in nessuna delle 4 accezioni riportate che non ricopio per stanchezza e non voglia di tediare). Ideologia è un insieme di idee o mentalità o motivazioni che costituiscono la ragione di individui o classi sociali per cercare o mantenere il potere.
    Ideologia è un metodo, se si vuole: uno strumento per usare idee e pensieri (mi par di ricordare che si tratti di vocabolo di origini francesi ai tempi della rivoluzione). Farla diventare una visione del mondo è una violazione di questo metodo. Violazione che, par di ricordare, nell’ultimo paio di secoli ha condotto a conseguenze piuttosto nefaste, anche quando perpetrata (la violazione) con le migliori intenzioni.
    Dirsi seguaci di un’ideologia è contraddire il termine, per quanto lo si faccia di continuo in moltissimi: sarebbe come dirsi seguaci di un cacciavite, ovvero di un qualsiasi altro utensile.
    Tornare a usare della ideologia per capire come usare delle capacità intellettive sarebbe gran bella cosa, ma richiede ordine, tenacia, cinismo, freddezza e via discorrendo tutte qualità la cui mancanza ci sta riducendo come vediamo (non solo a Salso, non solo in Italia).

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Chi fà politica sul territorio spesso non può salvare il mondo.
    Però può migliorare le cose senza attaccarsi al politichese.
    Io nel mio ambito cerco di interagire per migliorare ciò che mi circonda.
    Se vado a una riunione di condominio non mi lamento delle condizioni del quartiere sostenendo che esso deve migliorare il mio condominio.
    E’ un problema di realismo e di misure, altrimenti mi viene in mente la gag di Verdone che nelle vesti di un politico elenca i suoi intenti ma ogni intento finisce con l’affermazione “ma purtroppo, abbiamo le mani legate”.
    Ecco, la politica non dà risposte e non è credibile, non fà proposte e non è credibile, non agisce per migliorare la vita del cittadino e continua a non essere credibile. Inutile chiedersi il motivo del mancato afflusso alle urne ed inutile accusare i cinque stelle di rubare (dispersione dei voti, come se i voti utili siano solo PDL e PD) i voti alla sinistra. Quelli lì lo sanno che non possono risolvere tutti i problemi, ma propongono 5 problemi con relative proposte di soluzione. Quegli altri della Lega anche loro lo sanno che non possono risolvere i problemi della crisi globale o di quella CEE o di quella italiana, si occupano dei problemi del paese o della città dove agiscono. Vuoi che la gente sia più interessata a quello che alle escort (non di marca ford) delle quali parlano maggioranza e opposizione ?

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    • avatar Alessandro Stefanini scrive:

      Forse non ti è del tutto chiaro, ma qui non stiamo parlando di un condominio, dove il problema più grosso è se mettere o no l’antenna satellitare. Qui stiamo parlando di posti di lavoro che si perdono perché le industrie non ricevono più abbastanza ordini da poter mantenere gli attuali livelli di produzione. Non si tratta nemmeno di una questione di produttività, male endemico del’economia italiana, anzi, il problema è proprio l’opposto. Finché le condizioni del mercato, che non sono governate dalla politica (è il capitalismo, piccola), restano così, il massimo che la politica può fare è tamponare i cali dei redditi, e quindi la diminuzione della capacità di consumo, con delle sostanziali elemosine, categoria in cui comprendo anche le opere pubbliche fatte per tener su l’edilizia, che rappresenta una grossa fetta dell’economia parmense (hai presente John Maynard Keynes?).
      A lungo termine, attraverso dei cambiamenti normativi, l’utilizzo degli strumenti urbanistici e un sistema di incentivi, si può favorire la riconversione della produzione verso l’alta tecnologia e la green economy (perché, sia chiaro, non c’è più spazio per tessile, siderurgico, meccanico e vetro di bassa qualità, visto che in altre parti del mondo la produzione costa 10 volte meno).
      La politica, specie quella locale, più di questo non può fare. D’altronde, adesso mi devi dire chi è che può fare qualcosa di più: a me viene in mente solo la Caritas.
      Come dici tu, è un problema di realismo e di misure: spesso anche lo Stato stesso è troppo piccolo per governare questi fenomeni e tu vieni a chiedere a me la formula magica per uscire dalla crisi dall’oggi al domani?
      Se vuoi, un primo passo è andare a votare ed evitare di far eleggere una manica di incapaci oppure dei qualunquisti della domenica, che a forza di sparare slogan, hanno perso il senso della realtà. Ma su questo siamo d’accordo.
      Piaccia o non piaccia, la società (e l’economia) è governata dal diritto e, in una democrazia rappresentativa, il diritto lo fa la politica.
      Per cambiare le cose puoi: a) votare delle persone serie o b) abbattere il capitalismo e la democrazia rappresentativa.
      Secondo te, qual è l’utopia?

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Alessandro, sei inguaribile.
    In un quartiere in difficoltà, un condominio esemplare, pulito, in ordine, dove tutti van daccordo fra loro e collaborano per il bene comune è un esempio positivo per il quartiere.
    Impegnati, invece che a tergiversare, a migliorare la situazione di Fidenza e, in particolare, della sezione del PD di Fidenza, che saprà operare al meglio per il bene di tutti ed innescare una politica sociale virtuosa.
    Se vuoi. Altrimenti continua con le scuse e con le colpe altrui. “… ma purtroppo …. abbiamo le mani legate, Verdone docet”
    In quanto a votare … è la classe politica locale che ben operando convince i cittadini che il loro bene viene perseguito da una parte politica invece che da un altra. Attraverso i fatti e non con le parole-cantilena che sentiamo vuote da troppo tempo.
    Come direbbe Puke 58 Sapa e badil.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    P.S.
    Non farmi citazioni dotte, io il Keynes non lo conosco, manco avessi fatto l’esame di Economia Politica con Mainardi ad Economia, non so chi sia e se parlasse di Macro o micro economia, ma tu invece, hai presente il cortile di casa tua ? Forse osservandolo bene saprai cosa è la micro-economia, se poi parli con la tua mamma te lo spiega, se trovi un vecchietto in piazza è un esperto.
    Non si impara solo dai libri, ma la scuola di vita è ben più difficile.

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  • avatar Giudice Puke58 scrive:

    Bravo China mi hai tolto “le lettere dalla tastiera” replicando al giovane Stefanini che mostra sempre gradevoli scorci della Sua precoce cultura .
    Conosco Keynes per sentirlo nominare su Radio 24 e per qualche sbirciata su libri di economia su cui mio figlio passa le mattine (spero) .
    Dal futuro Avvocato e/o Notaio (ce lo vedo in entrambi i ruoli) riceviamo dotte analisi e profondi concetti e perdoni su strafalcioni dettati piu’ dalla fretta che da studi rabberciati, ma da chi in fine?
    Da un ragazzo di 22 anni .
    Alla Tua eta’ ( e qui dimostro quanto vecchio, dall’ombelico in su , Io sia) le estati le passavo nei cantieri edili o alla Lockwood , o in Aziende meccaniche a ragranellare qualche soldo , ma soprattutto a imparare Keynes dal vivo .
    Ti consiglio di cominciare a guardarti attorno per i mesi di Giugno/Luglio/Agosto/ e meta’ settembre .
    Potresti diventare come quel vecchietto a cui si riferisce China.
    China non esiste solo il “Sapa e Badil” ma anche il ben piu’ terribile ” Sapa Vanga e Badil ” usato solo una volta su questo Blog .
    P.S Stefanini sai cosa si dice negli Usa degli Avvocati?
    Che differenza passa tra un avvocato e un avvoltoio?
    Uno e’ un uccello , l’altro spolpa delle persone.

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  • avatar Alessandro Stefanini scrive:

    Io sapevo che la differenza tra un avvoltoio e un avvocato è che uno è un animale senza scrupoli che si nutre grazie alle disgrazie, mentre l’altro è un volatile! :)
    A parte tutto, ragazzi, Keynes è quello che ha tirato fuori l’America dal periodo più duro della grande depressione, teorizzando che, grazie a una serie di interventi pubblici, si potesse dar lavoro a un sacco di persone e rilanciare l’economia. Non volevo fare il saccente e chiedo scusa.
    Vi chiedo per favore di evitare le polemiche generazionali perché non servono a niente e perché ne uscireste con le ossa rotte, visto che il bel mondo in cui io dovrò vivere e che dovrò cercar di sistemare l’avete creato voi, prima che io nascessi. Quindi se le soluzioni non sono facili e immediate è perché i problemi sono enormi e strutturali. Ma lasciamo perdere.
    China, io accolgo tutti i tuoi consigli, anzi, li mettevo in pratica prima ancora che me li dessi. Ogni giorno lavoriamo per rendere il PD di Fidenza un punto di riferimento e una fonte di sostegno per tutti quelli che in questa città hanno problemi, dalle buche delle strade alla perdita del lavoro. Non è un lavoro facile, viste anche le condizioni in cui abbiamo trovato (o non abbiamo trovato) il partito. Comunque dei passi li abbiamo già fatti: era un bel po’ che non ci facevamo vedere a un picchetto di lavoratori, anzi che non ci occupavamo affatto di lavoratori.
    E ora basta parlare e scrivere a vuoto (o forse no). Io riprendo a lavorare per fare qualcosa di veramente utile. Vedrete!

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  • avatar luigi scrive:

    “Vi chiedo per favore di evitare le polemiche generazionali perché non servono a niente e perché ne uscireste con le ossa rotte…”
    “E ora basta parlare e scrivere a vuoto (o forse no). Io riprendo a lavorare per fare qualcosa di veramente utile. Vedrete!”
    è pieno di minacce e di minacciose promesse il post dell’attor giovane del pd… brrrr

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Stefanini

    Se mi ricordo bene nel 1997, ad un bellissimo convegno politico ,organizzato da Città Aperta,cose che adesso sono completamente sparite,tragli altri è venuto Raniero la Valle(persona di grande apetura democratica come lo è Obama e come non lo è Mc Cain tanto per spiegare la differenza tra i due) che ha fatto un ragionamento a largo giro sulla democrazia partendo da quella dei Greci per arrivare a quella Americana.La Valle ricordava di conoscere personalmente alcuni parlamentari di quel paese e che questi si lamentavano scoraggiati per il condizionamento politico di questi colleghi.Dov’è il collo di bottiglia del sistema americano? Nel fatto che ci sono parlamentari controllati dall’economia cioè da quelle lobby,anche da te ricordate, che finanzano le campagne elettorali dei candidati più manovrabili.Purtroppo i collegi uninominali americani sono molto grandi e richiedono una barca di soldi.La soluzione ovviamente esiste e sta nel finanziamento pubblico (che esiste ma in maniera insufficiente) non dei partiti ,ma del sistema elettorale. E questo certamente un argomento da sviluppare e sul quale riflettere.Basta pensare a certi parlamentari democratici,finanziati dalle compagnie di assicurazione, che hanno complicato la vita ad Obama sulla riforma sanitaria.Sul controllo dell’economia sulla poltica veniva ricordato,qualche anno dopo,anche da Gianni Minà all’ex macello, questo per dirti che il problema,anche se non ne abbiamo mai parlato l’ho ben presente.Ma che la persona che vota la persona e che può candidarsi liberamente anche senza partito è il principio della democrazia rappresentativa scritta non solo negli art 48 e 49 ma anche nell’art.56 per cui chi è eletto è e deve essere senza vincolo di mandato cosa che praticamente non esiste in unsistema partitocratico.Anche per il ricatto a cui è sottoposto l’eletto ,vale a dire “se rompi troppo le scatole non ti candidiamo più e quindi sei praticamente fuori dall’assemblea.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Stefanini
    leggendo il tuo post in cui citi Mainard Keynes mi sono accorto di una tua “imprecisione”quando dici “Per cambiare le cose puoi: a) votare delle persone serie”. Guarda che in Italia votare “le persone” è duro perche sei obbligato a votare le liste cioè i partiti ,forse volevi dire votare “un partito serio”.Io francamente ,anche per le cose che ti ho già spiegato, non ne conosco neanche uno, perchè per essere serio un partito dovrebbe autodenunciare, come minimo, la propria ignoranza.

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