E se Carduccio Parizzi non fosse che il primo dei Dieci Piccoli Indiani?

di George Clifford
Seduta del Consiglio Comunale di martedì 30 marzo 2010. Parte prima, dove Carducci Parizzi viene dismesso.
Chi avrà mai occupato prudentemente un posto in prima fila sulla panca della sala consigliare lasciando alcuni oggetti personali? Pochi minuti e scopriamo di chi si tratta: si tratta dell’ormai ex assessore Carduccio Parizzi che, entrando nella sala consigliare, finge beffardamente di oltrepassare la balaustra che divide lo spazio per il pubblico da quello dei consiglieri e degli assessori. Poi si ferma e aspetta. Aspetta che venga annunciata ufficialmente la sua dismissione, il suo licenziamento, il suo accantonamento, il suo…

Si vede che è imbarazzato, il sindaco Mario Cantini. Non so se per una scelta propria oppure per una decisione subita per osservare le regole minime di trasparenza di una istituzione come il consiglio comunale, il sindaco legge da un foglietto che ha deciso di revocare l’incarico di assessore a Carduccio Parizzi nonostante la loro lunga amicizia e il buon lavoro svolto da Carduccio per lui durante tutta la campagna elettorale e, soprattutto, nei primi difficili mesi di governo di Fidenza.
Mario Cantini ha dovuto nascondere in tante parole di stima il motivo del licenziamento: Carduccio ha parlato e scritto troppo su quello che stava succedendo intorno a lui in giunta, allontanandosi così dalla linea del maggiore partito della coalizione qui a Fidenza, quel Partito della libertà gestito, nemmeno tanto nascostamente, dal medico di Noceto, Luigi Giuseppe Villani.
I pochi minuti impiegati dal sindaco Mario Cantini per licenziare ufficialmente il suo assessore, presente lì davanti, a pochi metri da lui, mi sembrano più lunghi di una interruzione pubblicitaria alla televisione durante una gara del motogipi. Carduccio Parizzi, invece, con la sua ostinata presenza in prima fila sulla panca del pubblico, mi sembra un Giordano Bruno o un Savonarola: scherzi dell’emozione?
Subito dopo, il sindaco Mario Cantini, si rivolge all’opposizione: «Questa è l’occasione per esprimere le polemiche oppure per collaborare in tutto quello che c’è da fare nei prossimi quattro anni». Per essere più chiaro, lo stesso sindaco, di cose da fare nei prossimi quattro anni ne elenca almeno una dozzina. Quindi termina così: «Mi è sufficiente un segnale di disponibilità. Se non arriverà, andremo avanti per la nostra strada».
Il capogruppo del Pd, Enrico Montanari replica: «Il gruppo consiliare Pd di Fidenza stigmatizza il ritiro delle deleghe all’assessore Carduccio Parizzi da parte del sindaco che ha obbedito supinamente, per sua stessa ammissione, al diktat del Pdl. La Lega Nord ha poi assistito muta all’evento. Non crediamo che la defenestrazione (ha detto proprio così, ndr) sia dovuta a dissonanze tra sindaco ed assessore; l’assessore, infatti, è in linea e si è schierato apertamente per il Pdl e Villani. Andavano d’accordo, sindaco e assessore, anche quando si è votata la delibera con la quale si è concesso alla Solveko di Rimale il raddoppio delle lavorazioni: erano entrambi assenti. Il fatto che il ritiro delle deleghe sia avvenuto a pochi giorni dalle Regionali induce a ipotizzare un voto di scambio tra il candidato Villani ed i movimenti che hanno a lui assicurato un sostanzioso pacchetto di preferenze. Si è così dissolta l’autonomia d’azione tanto sbandierata un anno fa in campagna elettorale dal “sindaco civico” che dichiarava: “Le decisioni le assumerò senza prendere ordini da nessuno. Altri devono rispondere a Parma o a Bologna, io no!”. Oggi il sindaco dichiara: “il segretario del Pdl ha chiesto il ritiro delle deleghe di un suo assessore e io ne ho preso atto. Il Pdl per me è rappresentato dal suo segretario». Un attimo per riprendere fiato poi lo stesso Enrico Montanari, rivolto alla presidente del consiglio Francesca Gambarini, aggiunge: «Poiché chi presiede e rappresenta tutti il consiglio comunale non può e non deve intromettersi in questioni che riguardano la giunta comunale facendo pressioni sul sindaco, riteniamo politicamente incompatibili i due ruoli di presidente del consiglio comunale e di coordinatore del Pdl riuniti nella persona di Francesca Gambarini e le chiediamo una scelta».
La presidente Francesca Gambarini si difende come può: «Fino a ora non ho mai sottovalutato il mio compito di presidente (intende forse farci credere che ha, invece, sottovalutato il suo compito di coordinatore per Fidenza del Pdl, ndr); ho sostenuto entrambi le parti (quella di presidente del consiglio comunale e quella di coordinatore del Pdl, ndr) con equilibrio ed equidistanza. Sono rammaricata di quello che dice Montanari».
Il consigliere di minoranza Giuseppe Cerri aggiunge: «Quello che ho ascoltato mette in evidenza un dato di fatto: le difficoltà di questa giunta. Revocare un assessore non è una decisione leggera, non è solo revocare delle deleghe. Non avete usata l’attenzione umana necessaria, anche se la politica è fatta così. Occorre a questo punto uno scatto perché attualmente il profilo politico qui a Fidenza è basso. Vorrei spendere due parole di solidarietà all’assessore che è stato estromesso; lo conosco da tanti anni e con ruoli diversi abbiamo sempre avuto scambi di opinioni franche».
Il consigliere Federico Galvani (Lista Cantini), nella foga, quasi mangia il microfono: «Quello che ha detto Montanari è pretestuoso. È il vostro metodo di fare opposizione. Francesca Gambarini ha svolto il suo ruolo e ha tutelato tutto il Consiglio comunale».
Sorprendente, invece, la dichiarazione del consigliere Daniele Aiello (Pdl). Io la riporto come l’ho ascoltata: «Chiedo al sindaco Cantini in quali circostanze l’assessore Carduccio Parizzi avrebbe espresso dissenso con la linea della maggioranza».
Questa legittima domanda, mi sembra, non ha avuto una risposta, anche perché lo spazio è tutto occupato dal consigliere Pdl Angelo Barnazzoli e dalla consigliera Lega Nord Maria Alessandra Toscani, che ripetono le lodi già tessute da altri nei confronti della presidente Francesca Gambarini.
Il sindaco Mario Cantini, ritenuto scaduto il tempo del suo ultimatum alla minoranza, solennemente dichiara: «Prendo atto che la mia offerta di collaborazione non ha trovato accoglimento». Poi, a microfono forse spento, rivolge una breve frase a Giuseppe Cerri che, sorridendo ed a microfono spento, così gli risponde: «Io non ho scaricato nessun assessore, come hai fatto tu. Almeno trovatene uno di Fidenza, non di fuori (probabilmente in relazione alla prossima sostituzione di Carducci Parizzi in giunta, ndr)».
A proposito di sostituzioni di assessori chiedo a chi sa: perché girano voci di una prossima sostituzione anche del vicesindaco Stefano Tanzi? E perché queste voci sembrano abbiano lo stesso suono di quelle che annunciavano la dismissione dell’assessore Carduccio Parizzi? Qualcuno sta forse giocando ai Dieci Piccoli Indiani?
Tag:Angelo Bernazzoli, Daniele Aiello, Enrico Montanari, Federico Galvani, Francesca Gambarini, Giuseppe Cerri, Luigi Giuseppe Villani, Maria Alessandra Toscani, Mario Cantini
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ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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“A proposito di sostituzioni di assessori chiedo a chi sa: perché girano voci di una prossima sostituzione anche del vicesindaco Stefano Tanzi?”
Appunto “soni solo voci” messe in giro dallo stesso Aiello e dal vice cooordinatore del PDL Leonardi destituite di ogni fondamento, le quali, sono state prontamente smentite il giorno dopo sulla stampa e definite come “pura fantasia” dalla stessa coordinatrice del PDL Francesca Gambarini.
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Pluto, e se tu fossi uno della nomenclatura del Pdl che mette in giro la voce che quei due birbanti di Aiello e Leonardi, colpevoli di essersi schierati con Parizzi, sono la fonte di ogni male, tanto per trovare non uno ma due capri espiatori? Le smentite ufficiali spesso valgono zero. Si è dimostrata vera invece la voce, che circolava da mesi, sulle “dimissioni” forzate di Parizzi. Dunque, se permetti, spesso c’è più verità nelle leggende metropolitane che alle veline ufficiali dei partiti, che tu sei probabilmente incaricato di far circolare, nessuno te ne fa una colpa, infilandoti nei blog. Dovresti però mettere un cartello davanti alla tua cuccia con la scritta “Cave canem”, attenti al cane. Salutami Pippo. Lavori sempre per lui?
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Questo non è che l’ultimo esempio di partitocrazoia applicata.Chi è che denuncia su questo sito la “cancrena della partitocrazia ed il fatto che non hanno il diritto di lamentarsi quelli che votano i partiti?Indovina un pò?
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