Renzo e Nicole, due modelli da imitare

Pubblicato da Redazione il 30 marzo 2010 in Politica, Satira |

Nicole Minetti: sederà così anche in consiglio regionale?

di Mara Meo

Non ci scandalizza l’elezione di Nicole Minetti, l’igienista dentale (che il fazioso correttore automatico si diverte a correggere mettendo la «m» al posto della «d») di Silvio Berlusconi al consiglio regionale della Lombardia. È una delle tante scodinzoline e non sarà l’ultima fin che il capo gode di salute e vento in poppa. Le giovani italiane hanno capito come ci si fa strada e ne approfittano. Fin che dura il santo protettore, petto e coscia lunga per tutti. I bassi imperi funzionano così. Quelle del petto in fuori e pancia in dentro erano un esercito quando facevano ressa per avere un posto a No non è la Rai di Gianni Boncompagni, ora sono una lobby politica. Prego tenerne conto.

Non ci scandalizza neppure che il candidato più votato della Lega nella laboriosa provincia di Brescia sia quel fanigottone di Renzo «Trota» Bossi, il figlio di mezzo del Senatur, lil pluribocciato all’esame di maturità. Quelli che escono dalle scuole e dalle università italiane con il massimo dei voti sono costretti ad andare a lavorare all’estero. Gli zucconi, i ripetenti, quelli diplomati con una pedata nel culo scelgono la politica e, se godono di un padre potente, bruciano le tappe. Ma essere figli di papà non è condizione sufficiente. Gli elettori che sbavano per il genitore ne eleggono il figlio perché lo stesso loro leader, prima di diventare il rinomato condottiero padano, pure lui non ha fatto un beato nulla fino a quarant’anni, millantava titoli di studio che non aveva e l’unico posseduto era quello della Scuola Radio Elettra di Torino. Cianciare al bar paga e allora facciamo uguale.

Non ci scandalizziamo perché sospettiamo che gran parte dei frequentatori delle scuole italiane siano più simili a Renzino Bossi che ai bravi ragazzi e di cui favoleggiano gli apologeti di un sistema scolastico che esiste solo nelle loro teste o nei loro interessi di parti in causa. La scuola italiana non è più quella radicalmente criticata da don Lorenzo Milani ma non è neppure diventata quella che lui, e i contestatori più seri del 1968, auspicavano.

Dei tipi come Renzino Bossi si sarebbe detto un tempo che erano braccia strappate all’agricoltura. Oggi non si può più dire perché non sarebbe politically correct, perché l’agricoltura intesa come forza manuale non esiste più e perché l’agricoltura è una cosa troppo seria per lasciarla agli incapaci.

In un Paese normale, la trota che sta trasformandosi in delfino sotto i nostri allibiti occhi farebbe il badante. Ma dato che gli emigranti, come dice la Lega, vengono a portarci via il lavoro, non può. E allora, poverino, fa un mestiere molto più facile e umiliante. Fa l’apprendista politico. Questo sì che è cominciare dalla gavetta.

Renzo Bossi: il consigliere della Lega, quando dovrà prendere la parola aprirà la bocca o si esprimerà a gesti?

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2 Commenti

  • avatar jackbacc scrive:

    ciao. la maglia indossata da Renzo Bossi è più che mai fuori luogo dato che al governo di Roma ci sono anche loro e non hanno fatto niente per migliorare ne l’Italia ne il nord.
    sicuramente la lega delle origini a favore della trasparenza e della legalità non c’è più.
    si sono adagiati sulla linea di governo con una nota di xenofobia in più che secondo me è deleteria per il paese.

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  • avatar fb scrive:

    Ma che cosa ci fa sulla T-shirt, in su la majèta del fiò del Senatùr, quella foglia d’acero simil-canadese? Io pensavo che l’unico rampollo dell’Umberto fosse Renzino, invece ne ha procreati ben tre; questo ha l’espressione del viso un tantino più viva di quella del fratellone. Quest’ultimo, l’ho sentito parlare non ricordo più su quale canale TV; sono rimasto meravigliato del fatto che riuscisse a pronunciare in italiano, non in lumbàrd, un discorso filato. Su 8 e Mezzo, tra una Bindi toscaneggiante ed altri fini dicitori, quelli della Lega hanno voluto presentare a parlare il povero Bossi, che fatica in modo penoso ad esprimersi. La stessa Gruber e gli altri partecipanti al breve dibattito erano imbarazzati; non riesce ad esprimersi con chiarezza, anche perchè si copre di cotinuo la bocca con una mano. Ma non potrebbero evitare, i leghisti, di esporre al pubblico ludibrio il loro capo storico? Che bisogno c’è di incaricarlo di compiti che non riesce più ad espletare decentemente?

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