Militari, il tallone d’Achille della democrazia

Pubblicato da Redazione il 4 marzo 2010 in Dibattiti e Polemiche, Foto |

Soldati di sventura. Siamo abituati ai terremoti. Quello dell’Aquila è di meno di un anno fa. Abbiamo visto un sacco di immagini su quello di Haiti e di tanti altri. Mai come questa, però. Sappiamo degli atti di sciacallaggio, della delinquenza che si scatena, dei saccheggi. Abbiamo visto i marines americani intervenire ad Haiti. Mai a mitra spianato, però. I militari stanno cominciando a entrare nella nostra vita quotidiana anche senza sisma, come dimostra la bufala propagandistica in atto a Parma.

Vedere questi cileni in divisa puntare il mitra alla schiena di persone, forse sorprese a rubare, ma già sotto controllo, ci fa venire i brividi.  È dal 1973, dai tempi esecrabili di Pinochet, che i soldati cileni non ci fanno dormire sonni tranquilli. C’è qualcosa in questa casta, che ci fa pensare allo scorpione nascosto nella sabbia. Pronti a colpire, A mordere il tallone della democrazia che si azzardi a fare un passo verso di loro. Il fascismo è sempre meno una dittatura politica e sempre più un habitus mentale.

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30 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Effettivamente io ero convinto che le immagini si riferissero ai tempi dell’infame Pinochet, quello dei funerali di Stato religiosissimi, celebrati da una marea di monsignori,vescovi, cardinali, abati e badesse. Poi ho notato che erano mutate le forme degli elmetti, se non altro, non più identici a quelli delle SS e della Wehrmacht. Sotto di essi, però, non è cambiato nulla; il fascismo militare o il militarismo fascista, come volete voi, è una caratteristica dei paesi ispano-americani, molto dura a morire; la mala pianta ed il mal seme delle dittature, dei totalitarismi, dell’alleanza trono-altare, della prepotenza sulle classi proletarie e e sottoproletarie ha trovato, emigrando dalla Spagna, da secoli, un terreno fertile nel Centro e Sudamerica, allignando con vigore in una casta di fannulloni e sanguisughe, come quella degli alti ufficiali degli eserciti locali.

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  • avatar shoeless scrive:

    I soldati devono fare i soldati, ed i poliziotti i poliziotti.
    Sembra semplice ma non è così banale la cosa.
    Una nota, dopo due minuti che l’uragano Katrina aveva investito New Orleans, vi erano già gli sciacalli che rubavano, quando Alessandria nel 1994 andò alluvionata, dopo due minuti c’erano gli Alpini che spalavano il fango ed aiutavano la gente.
    Forse è fuori argomento, ma dobbiamo essere orgogliosi della nostra gente…

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  • avatar Nicola scrive:

    Franco, hai qualcosa di meglio da proporre? Chi altro opporresti allo sciacallaggio? Pensi che gli sciacalli siano dei poveretti che cerchino qualcosa da mangiare? No. Rubano. Rubano ai deboli, a chi non può opporsi, altrimenti non li chiamerebbero così. E ammazzano, se necessario.
    Scusate, ma la vogliamo finire con questa retorica della divisa macchiata di sangue? Vi fa specie vedere mitra puntati? Andategli a dire che sono brutti e cattivi. Che voi, con le Vostre buone maniere e con il dialogo riuscirete a convincere i delinquenti a smettere di essere tali. Meno male (cinico) che tra un pò ci sarà bisogno anche qui di mitra puntati, perché la nostra bella Italia sarà sudamericanizzata da schifezze quali gli sciacalli, vestiti da brave persone, lasciati nella più ampia libertà di fare danni da altre brave persone che ancora credono e sperano nell’ umana superiorità. L’uomo nelle difficoltà si fa bestia.
    Voi non volete fare il lavoro sporco. Ma la bestia va tenuta a bada, e nel caso, abbattuta.
    Così è la legge della natura, diventata legge degli uomini da quando l’uomo ha smesso di camminare a quattro zampe.
    Quindi, ci rivediamo a poco, quando per veder come sparano a Caracas basterà uscire in piazza a Fidenza. O a Salso. Forse prima a Salso.

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    • avatar fb scrive:

      Non ho ben capito la sostanza delle tue nere previsioni armate, con militari sparacchianti a destra ed a manca, anche qui da noi; spero di non esserci più, per allora, specie se i mandanti delle divise, ancora per poco immacolate,saranno cornutoni di destra, ma, nel caso spiacevole,mi difenderò come posso, per portarne qualcuno con me nell’Aldilà, l’unico posto in cui non ci siano divisioni ideologiche. Tu insomma preconizzi ed auspichi regimi in cui, di riffa o di raffa, sarà necessario abbattere qualche “bestia” da parte di altre bestie, legalizzate a farlo. Inoltre, tu confondi certe realtà, come quella dello sciacallaggio posteriore e conseguente ad eventi catastrofici naturali, con situazioni socio-politico-economiche di normale amministrazione nella storia, da migliaia di anni, che non si risolvono certo con l’invio di truppe per sterminare gli sciacalli in doppiopetto. I quali, fra l’akltro sono quelli che, di solito, manovrano le fila del governo e sono collusi con l’esercito. I militari sudamericani restano per me una casta di violenti antidemocratici, protetti e benvisti dalle Chiese locali, che vedono come il fumo negli occhi la povera gente,i peones, oppressa e calpestata da 5 secoli di colonialismo iberico, becero ed ignorante, e dai suoi degni discendenti creoli, quelli che sparano sui monsignori favorevoli alla cosiddetta Chiesa della liberazione, quella più consona e vicina agli insegnamenti dei Vangeli che non a quelli di Mein Kampf e della CIA. In Cile, sotto Pinochet, sono accaduti fatti di sangue ignobili, che macchieranno le divise dei soldati di quel Paese per l’eternità. Non confondere la legge della natura, in cui si uccide per necessità alimentari, da quella degli uomini, che non hanno mai, come tali, camminato a quattro zampe, che, invece, uccidono per il piacere di spegnere una vita, unici assassini tra tutte le specie animali, da milioni di anni.

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      • avatar Nicola scrive:

        Caro Franco,
        L’opera di sciacallaggio si attua anche in giacca e cravatta. In questo momento tanti sciacalli stanno divorando ciò che rimane della nostra bella Italia. Sì, io preconizzo questo. Rimani su questa terra, almeno per il tempo necessario a vedere realizzato quanto ti ho detto. Useranno le armi. Poi, portati dietro chi vuoi, è un tuo diritto.
        Se il detto “si vis pacem para bellum” è valido ancora ora è perchè è molto attuale. Se tu non sai riconoscere la bestia che è nell’uomo (in tutti, compreso tu, che non disdegni di portarne qualcuno con te nell’ultimo viaggio), allora aspettati la pugnalata alle spalle.
        L’esercito come tu lo descrivi, è una mutazione genetica di quello che l’esercito e la sua funzione, specie in Italia.
        Darwinianamente, o se vuoi per leggenda, l’uomo camminava a quattro zampe. Sì, gli uomini uccidono. Ma non tutti sono assassini.
        Hai una visione un pò strana del Sudamerica, dove la Chiesa vede come fumo negli occhi i peones. Strano che poi a morire per colpa dei locali è sempre gente di chiesa… Ma vacci tu e i tuoi ideali sinistri, a salvare i peones. Provateci, almeno, voi che vi ritenete, a ben leggere, i portatori della cultura superiore, salvateli voi i peones, una buona volta!

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  • avatar Nicola scrive:

    Sempre per Franco: l’elmetto usato dagli americani, dagli italiani e dalla maggior parte degli eserciti è il modello FRITZ in fibre di kevlar. Si chiama Fritz perché la forma ricorda nella forma l’elmetto della Wehrmacht e ovviamente delle SS. Uno dei migliori e funzionali elmetti al mondo. Quello indossato dai soldati nella foto è un Fritz. Nota il paranuca.
    Così, una nota di colore…

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    • avatar fb scrive:

      Grazie per le precisazioni di carattere militare; ma quello che indossano, nella fattispecie, i soldati cileni nella foto, mi pare ben diverso da quello portato dai militari USA in Iraq ed Afghanistan e che è, effettivamente, molto simile a quello dei militari tedeschi della 2^ Guerra Mondiale. Concordo che sia il modello più funzionale; i tedeschi sono, da secoli, i detentori delle migliori invenzioni volte alla distruzione del prossimo, vedi V1, V2, caccia e bombardieri a reazione. Lo sai che avevano già progettato enormi sottomarini con stive apposite per ospitare V2 da lanciare su New York a distanza ravvicinata, ed un missile balistico intercontinentale, credo che si chiamasse A-10, quadristadio, da lanciare contro russi ed americani? Non dimentichiamoci poi del Zyklon B e delle camere a gas, insuperati espedienti per sterminare industrialmente gli esseri umani: W il genio teutonico!

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  • avatar Nicola scrive:

    Ultima cosa: l’esercito come tu lo descrivi nei paesi sudamericani è forse la brutta copia di quello dell’unione sovietica e della Cina, autori, tutt’e due delle più grandi atrocità ancora adesso impunite, contro l’umanità. Sono fascisti anche loro? Non è ora di archiviare il fascismo insieme alla retorica partigiana una volta per sempre e chiamare le cose con il loro vero nome, cioè brutali assassini non in nome di un’ideologia, ma del solo unico valore che è il denaro, il potere?
    A questo punto, credo per denaro e potere si sia ammazzato fin dalla preistoria, in tutti gli angoli del mondo, senza tante distinzione di colore di pelle, religione, o ideologia. Prima che arrivasse il fascismo. E poi i partigiani.

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    • avatar fb scrive:

      Non sono gli eserciti tout court ad essere fascisti o comunisti, ma gli ideali, supposti o reali, che guidano i governi e gli alti ufficiali ad utilizzarli contro altri; i poveracci in divisa sono sempre e solo carne da cannone, da millenni. I futuri eserciti jihadisti, ad es., verranno probabilmente lanciati alla conquista del mondo, a colpi di atomiche iraniane, come 13 secoli fa, sotto la spinta di pseudoideali fideistici; c’è sempre la luce luminosa di una fede, a mo’ di faro d’Alessandria, dietro le stragi più immani della Storia. Prova a pensare alle imorese gloriose dei prodi colonizzatori europei in tutto il mondo. L’URSS usava e sbandierava la liberazione dell’umanità dal giogo imperialista, fascista e capitalista,per imporne un altro speculare, la Cina deve rifarsi di secoli di conquiste mancate, operate invece dai cosiddetti “diavoli bianchi”, che saremmo noi europei. Gli eserciti sudamericani sono specialisti nella repressione delle rivolte di poveracci affamati e diseredati da secoli di dominio infame spagnuolo e da quello dei suoi degni eredi, d’accordo con la CIA. Da decenni, nei varii Paesi del Centro e Sudamerica, si sono susseguiti governi fascistoidi, parecchi dei quali ospitavano ex-gerarchi nazisti ed alti uficiali delle SS, trattati con ogni sollecita cura, in cambio di lezioni pratiche di come si torturano e si sopprimono i “comunisti” o supposti tali ed i preti scomodi che stanno con i poveracci.

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  • avatar Nicola scrive:

    Per chi ha scritto l’articolo: in Florida non è stato l’esercito a “snipare” gli sciacalli. E’ stata la popolazione, sotto il controllo della protezione civile. Che là, a differenza dell’Italia, si comporta veramente da protettore della gente. Con ogni mezzo. Compresi i fucili di precisione.
    E ora si gridi allo scandalo…

    Basta, basta nascondere la testa nella sabbia. Non fate finta che nulla accade. Non gridate allo scandalo. La faccenda è sfuggita di mano a chi doveva controllarla, già da tempo, nessuno escluso. Destra e sinistra ugualmente responsabili e perfettamente in sintonia. E ora se ne vedranno i risultati. No, già si vedono.
    Poi, se vi va, per abitudine, di chiamarlo fascismo, fate pure. A me fa un pò tristezza. Ma almeno fate qualcosa, per dio. O andrete con le bandiere “pace” a protestare sotto casa di Berlusconi, l’origine di tutti i mali?

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    • avatar fb scrive:

      Beh, la faccenda della Protezione Civile composta anche da cecchini ed istruttori miltitari di tiratori scelti, mi fa molto più tristezza del chiamare fascismo quello che è tale. Le bandiere arcobaleno con la sovrascritta Pace non piacciono nemmeno a me, anche se non credo per le stesse ragioni per cui a non vanno a te. Stai preconizzando ed augurandoti una controrivoluzione armata in Italia, manvorata dai militari? Dio ce ne scampi e liberi! Del nostro esercito e dei suoi ufficiali, di ogni ordine e grado, ho un’opinione molto negativa e che qui evito di esprimere in chiaro, per non cadere nella trappola del vilipendio alle Forze Armate e a quelle che io chiamo del Dis-ordine.

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  • avatar Disgustato puke58 scrive:

    Si archiviamo , la Resistenza ,la Shoa, il Fascismo ,gli orrori del Comunismo deviato,Berlusconi e la sua gangbang , Sirocchi, i cappeletti e la torta della nonna ……………..

    Ma va a durmir ……con cuscino affettuoso nhe.

    SAPA , VANGA E BADIL.

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  • avatar fb scrive:

    Caro Nicola, per me il motto latino che hai citato è valido solo in senso difensivo, vedi ad es. la Svizzera, che possiede forze armate efficientissime, ben armate, meglio addestrate e che sono sottoposte a richiami di aggiornamento periodicamente, fino ad una certa età. Non amo particolarmente gli eserciti ed ancor meno quello italiano, che rappresenta solo una spesa inutile sul groppone dei contribuenti, male armato, peggio addestrato, obsoleto, disfattista e lassista, se si eccettuano alcune formazioni particolari, come gli alpini, i parà, i lagunari e certi reparti corazzati. Le caserme italiche sono luoghi di perdizione morale e del tempo utile a migliori cose e cause. Ringrazio Dio, non quello degli eserciti, che, a causa di un incidente, nel ’69, mi ha liberato dalll’incubo della leva militare, dove non avrei imparato nulla di buono e di utile. Gli eserciti, di qualunque nazione, sono sempre mutazioni genetiche malefiche. Gli uomini quando uccidono sono sempre assassini, più o meno legalizzati; chi camminava a quattro zampe era una scimmia antropomorfa su una linea d’evoluzione che tale è rimasta e non si è mai allineata a quella dell’uomo, mentre la specie umana si è evoluta da un animale simile alla scimmia, ma che tale non è mai stata. Le alte gerarchie ecclesiastiche dell’America Latina se ne fregano altamente dei peones, considerati tutti comunisti o potenzialmente tali. Ti dicono niente i nomi di Helder Camara, mons. Romero, Camilo Torres? Camara soleva dire che quando dava da mangiare ad un pvero, tutti lo osannavano come santo, ma, se chiedeva come mai il povero aveva fame, allora diveniva un pericoloso comunista. Io non sono un sinistroide nel senso negativo e deteriore che tu attribuisci al termine, sono semplicemente un cristiano, un povero cristianuccio da strada. E dentro di me non avverto bestie, ma aspetti varii e variegati della specie umana, bipede e raziocinante. Alla mia età non riuscirei agevolmente a salvare i peones, ma se potessi farlo anche solo spazzolando bene di calci in culo e schiaffoni a raffica chi li ha oppressi ed ancotra li sta trattando come schiavi, lo farei volentieri.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Nicola
    Una precisazione.
    Mi sembra che tu sia male informato se fai l’eguaglianza resistenza e fascismo.
    Ti ricordo che certa gente non è andata in montagna per fare turismo ma per opporsi quel gentili e brillanti movimenti che si chiamavano fascismo e soprattutto nazismo che tra l’altro aveva occupato l’Italia dopo l’8 settembre del 43.Sicuramente
    ci sono stati partigiani che hanno sfruttato la resistenza per vendette personali per atti di violenza ingiustificati, per fare la rivoluzione invece della liberazione. Sicuramente,d’altro canto ci sono stati partigiani e a me risultano la maggioranza che hanno fatto una lotta per la quella libertà che avevano perduto e di cui noi stiamo godendo i benefici nonostante le giuste critiche(e questa è libertà) che possiamo e dobbiamo fare continuamente per migliorare e spesso per non indietreggiare.Qualche partigiano l’ho anche conosciuto e frequentato e il giudizio che ne ho avuto è che hanno fatto la resistenza per liberare e migliorare questo paese anche se
    non è detto che abbiano poi capito spesso dove si doveva andare una volta liberi di poterlo fare.Sono d’accordo con te invece con l’eguaglinza nazismo, stalinismo e ogni altro fondamentalismo ancora in circolazione.
    Sul militarismo un pensiero.Ricordate quella massime “Usa ubbidir tacendo e tacendo morir”.Non mi sembra una cosa particolarmente intelligente…

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Ringrazio Nicola che fà di tutta l’erba un fascio (littorio), senza andar per il sottile.
    Ringrazio Carlo che ci spiega la storia in modo semplice che anche noi capiamo.
    Non ringrazio i revisionisti storici dell’ultima ora e i qualunquisti, quelli che tanto “son tutti uguali”. Tutti uguali al peggio. Tanto peggio, tanto meglio, direbbe lo zio Temistocle che ci sguazza.

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  • avatar fb scrive:

    A China, Nicola e Carlo volevo sottolineare il fatto che, se per qualunquismo si intende la critica svalutatrice e la preconcetta opposizione ai valori democratici, l’indifferenza ed il disprezzo nei confronti della vita politica e degli impegni sociali, non mi sento parte di questo gregge. Putroppo, però, debbo anche riconoscre che, essendo italiano e vivendo in questo particolare momento storico, non posso esimermi dal denunciare una grande sfiducia nei confronti delle istituzioni, dei partiti politici e del prepotere dei governanti attuali. Non mi abbandono perciò solo ad un’inerzia politica senza concrete ed alternative prospettive, ma nemmeno riesco ad allontanare da me scetticismo e sfiducia nell’attuale vita politica; mi rimane acceso un lumicino, lontano lontano, come nelle fiabe dei Grimm, che è sorretto dal tanto disprezzato e dileggiato Tonino Di Pietro.

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    • avatar Nicola scrive:

      Allora, rispondere a tutti seguendo ogni piega del ragionamento mi costerebbe tempo che non posso dedicare a questo sito, sempre però molto interessante. Per cui, risposte rapide: non sono fascista nel senso storico e ritengo che la resistenza e il fascismo siano assolutamente due cose diverse, nel bene e nel male.
      Non credo che siano esistiti fascisti (i cattivi) e partigiani (i buoni). Mi sembra riduttivo, e credo che la storia come ce l’hanno insegnata, in un sereno confronto con il revisionismo, potrebbe generare solo progresso. Ecco perchè ritengo che la contrapposizione fascismo/partigiani è ormai obsoleta.
      Poi, se credere nella giustizia, nell’onestà, nell’ordine (anche e purtroppo con le armi), nel rispetto, nei valori che primi dovrebbero ispirare i cittadini di uno Stato che ama la libertà e che pertanto è capace di farla rispettare; se credere nei valori della nostra cultura e nelle nostre tradizioni, che accolgono chiunque purché accettino di rispettarle; se credere in un’educazione che spinga alla severità e non al più disarmante permessivismo; se odiare la corruzione e desiderare una giusta pena per chi delinque (e ciò non avviene); se non accettare gli intrallazzi politico/economici/sessuali e desiderare per coloro che se ne avvantaggiano una pena pari a ridurli in stato di non poter nuocere (senza violenza, stavolta); se amare l’esercito per la sua funzione più pura; le forze dell’ordine e chiedere per loro maggiore rispetto, è essere fascisti, allora lo sono. E con orgoglio.

      Una precisazione per Franco: la Svizzera non usa più quel sistema di addestramento per motivi economici. quindi: sei sicuro che la Svizzera sia solo il paese del cioccolato, delle mucche e dei bei paesaggi? A me risulta che abbiano delle splendide fabbriche di armi, di cui io, peraltro, sono un estimatore (ci mancherebbe!). L’esercito italiano da circa cinque anni, se non vado errato, ha diminuito la spesa del 60/70% e si appresta a ridurla ancora, mandando a casa qualcosa come 2.000 ufficiali.
      In compenso abbiamo perso la grande opera educatrice che “fare il soldato” ha sempre costituito per i nostri giovani. Ma anche questo è ragionar da fascisti…
      Meglio vederli nei bar a parlare di calcio e di fi…a quando va bene, se no, di come fare i soldi senza faticare, perchè questo è il messaggio che certa cultura (senza distinzione di destra e sinistra) attuale sta passando.
      Non so, sinceramente, se i partigiani combattendo e morendo, sognavano questa libertà. Se così fosse, se questo è il messaggio che passa e cioè che comunque quello che vediamo va bene, allora, ancora una volta, sono fascista.
      Concludo con una risposta per Carlo Fetonti, di cui ho apprezzato sinceramente l’intervento, che conosco quel detto…
      Il significato che sta in quelle parole è: l’estremo sacrificio in nome di un giuramento che si è fatto, cioè di fedeltà. Alla Patria, alla Bandiera, al Battaglione, ai tuoi Ufficiali, ai tuoi compagni. Diversamente, sei un traditore, un disertore.
      Questo è ciò che significa essere soldati. E so che non Le piace. Nemmeno a Franco, a China65 e men che meno a Puke 58.
      A me sì.
      Credo quindi sia doveroso per me lasciare questo sito, se non altro per evitare ancora polemiche e incazzature, e poi perchè una ritirata strategica non è umiliante.
      Grazie a chi ha avuto la pazienza di accettare i miei post senza mai censurarli (solo uno, quello a puke), grazie per l’accoglienza che mai mi è stata rinfacciata e quindi grazie agli amministratori di Navecorsara.

      Un sincero Buon proseguimento

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      • avatar fb scrive:

        Nicola, ti contraccambio il saluto, con grande simpatia e rispetto; ma ti agggiungo che assolutamente non capisco il tuo voler abbandonare la discussione su questo blog, che poi la tua sia una ritirata strategica, tattica o che altro. Io spesso qui sopra, a torto o a ragione, sono stato criticato, ma ne sono nate delle diatribe, sempre nei limiti della tolleranza e della buona educazione. Non ci siamo certo insultati, Nicola, io e te; tu presenti le tue opinioni, io le mie, altri pubblicano le loro. Ma non per questo ci si deve bastonare o guardare con aria di commiserazione. Certo che fascismo e Resistenza sono due faccende ben diverse ed opposte,così come risulta sicuramente sciocca la contrapposizione manichea tra gli uni buoni e gli altri cattivi. Da 65 anni in parecchi riconoscono che si è creato un mito a volte anche penoso e ridicolo sulla Resistenza; ma resta il fatto che, anche se più simbolicamente che non sul piano delle realizzazioni militari, i oartigiani, in genere, sono da rispettare, sono stati ammazzati, loro e chi li appoggiava, in modi abominevoli ed hanno affrontato la morte in nome di un grande ideale, la libertà. Non è con le armi che si riportano la giustizia, la legalità, il rispetto per la cultura, le tradizioni, contro il buonismo, il calabrachismo, il permissivismo internazionalista e pseudo-cosmopolita. Io non amo l’esercito perchè odio l’obbedienza cieca ed indiscussa agli ordini impostimi da un fessacchiotto qualunque con qualche fregio o gallone sulle maniche di una divisa o sul cappellone con visiera. Non ho nessuna fiducia nella naja come periodo eduativo della mejo giovetù italica; era solo un’abominevole perdita di tempo, a menare e il can per l’aia,tra volgari discorsi e scherzi di caserma, appunto, senza che si imparasse nulla di utile. Mi ricordo testimonianze di gente che aveva passato 18 mesi a far la guardia a magazzini di lenzuola e coperte e di carristi che, negli anni ’70, guidavano ancora degli M-47, con cannonieri che non avevano sparato un colpo e non sapevano distinguere tra i varii tii di proiettile. Negli ultimi tempi in caserma non si facevano altro che canne e simili. Tra la caserme ed i bar che tu citi esiste, nel mezzo, un ampio spazio di scelte di vita, di discorsi da pronunciare e di progetti di vita da buttar giù e da realizzare. Le parole di quella specie di giuramento che hai riportato non mi piacciono; mi richiamano alla mente una certa mentalità fanatica, per usare un eufemismo, in voga nel periodo tra le due guerre mondiali, in Italia ed in Germania. Io, alla patria, alla bandiera, ai camerati, all’esercito, prepongo la mia coscienza ed il mio libero arbitrio. E non obbedirei mai agli ordini che mi vengono impartiti da un tipetto in divisa che non ha nulla di superiore a me, se non il titolo di un grado gerachico e che mi manda a morire non si sa bene per chi e per che cosa. Nicola, non te ne andare dalla Nave, almeno per quanto mi concerne tu sei un valido interlocutore, in tutti sensi; ed il fatto che tu la pensi diversamente da me è assolutamente ininfluente sulla stima che posso provare nei tuoi confronti.

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  • avatar Nicola scrive:

    Scusate, dimenticavo.
    Volevo salutare Franco.
    Con il massimo rispetto.

    Nicola

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Anche se forse Nicola non leggerà questo scritto,però sento che alcune precisazioni vadano fatte.
    La pratica fascisti cattivi e partigiani buoni è sicuramente una pratica obsoleta ma non fascismo e partigiani,perchè ovviamente il fascismo era dalla parte sbagliata della storia in quanto ha tolto quel poco di libertà civili conquistate con la monarchia Costituzionale.Il fascismo di buono non aveva niente,in quanto nemico dela libertà per cui Gianfranco Fini avendo detto per televisione che”il fascismo era stato buono fino al 38 (vedi leggi raziali) e che Mussolini era stato un grande statista, poi si è dovuto rimangiare tutto di fronte agli israeliani, affermando che il fascismo è stato un male assoluto.Non è che il fascismo o il nazismo o lo stalinismo non abbiano fatto niente di buono, solo che hanno “fatto” per se stessi, per avere il consenso non per la gente e per il loro paese.Per cui alla fine molta gente è rimasta sorpresa quando alla fine sono emerse le”magagne” segrete compiute alle spalle di popoli creduloni.Il discorso vale in una certa misura anche per i politici attuali ed particolare anche per
    l’anticomunuista n° 1 in Italia per il quale vale sempre il detto che” ogni botte da il vino che ha”,in questo caso pessimo.Va detto anche per onor del vero che di” vino politico” bevibile in Italia ne circola veramente poco .Quindi il fascismo è la negazione di tutti qei valori,giustizia ,onestà, ordine ecct., condivisibil elencati da Nicola proprio per le cose dette sopra.Parlare di fascismo e i libertà vuol dire fare un ossimoro, vale a dire una contraddizione in termini.Spiacente, ma fare il soldato,in Italia è sempre stato un perdita di tempo,dove tutto il facile diventava difficile attraverso l’inutile.Quella cosa lì l’abbiamo capita bene.Certo ci sono giovani che perdono tempo, ma cene sono tanti altri impegnati in attività utili come il volontariato, sta poi alle persone scegliere.Per quanto riguarda la fedeltà va ricordato che l’accettazzione acritica degli ordini,cioè all’incoscienza porta, la storia ne è piena, a fatti ordinati da qualcuno di cui poi ci si deve pentire.Sull’esercito,per finire,non credo che qualcuno critichi la funzione positiva svolta dai nostri militari volontari al’estero, caso mai, critichiamo le finalizzazzioni come quella di esportare la democrazia, o come quella di dire che si va a difendere democrazie ,vedi Afghanistan, che democrazie non sono.Comunque grazie per l’apprezzamento.

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  • avatar Disgustato puke58 scrive:

    Nicola l’opera educatrice a cui ti riferisci consiste nell’andare di ramazza nei cortili delle caserme ? Oppure alludi alla corve’ di cucina ? O ad altre amenita’?

    Forse bisogna guardare meno film di guerra e di azione e pensare di piu’ a quella che era la realta’.

    Noia , senso di inutilita’, consapevolezza della perdita di un anno di vita che poteva essere dedicata al lavoro.
    Un anno di militare ( ero arciere :-) ) poteva costarti anche una 5/6 milioni di allora , a fronte della assoluta impossibilita’ di fermare le eventuali orde rosso mongole grazie alla potenza di fuoco del NS . esercito di pochi minuti.
    A favore c’e’ stato il fatto che e’ stato un anno calcolabile ai fini pensionistici , nulla piu’.

    Tieni conto che Io sono stato anche fortunato nell’incarico a miltare e ho goduto di agevolazioni particolari come camera singola , attivita’ d’ufficio e possibilita’ di fare attivita’ sino ad allora sconosciuta ed interessante , ma se avessi potuto scegliere sarei stato a casa volentieri.

    P.S. Non prendertela per i miei toni , io mi fregio di essere un po’ la ” pulce delle stive di NC, la ” zecca piantata sullo scafo della nave”.
    Con marziale rispetto.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    La ricostruzione delle vicende tra il 1943 ed il 1946 è ancora condizionata da ideologismi e spirito di parte, ciò porta a discussioni spesso inutile ed offensive.
    Poche le ricerche storiche che vanno oltre la semplice cronaca, quando succede scopriamo una realtà più complessa di quella consegnataci dalla retorica di parte. Attilio Ubaldi nel suo volume “Omaggio a Mario Betti” sottotitolato “assalto al treno di Valmozzola” è un esempio di ricostruzione storica, ne consiglio la lettura (per i più allineati, niente paura è omologato ANPI).
    Anche Nicola dovrebbe leggerlo e tornare a scrivere su N.C.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Solo gli idioti non hanno dubbi. Se ne sono sicuro ? Sicurissimo.
    Vedi Nicola, la tua ritirata perchè non tutti condividono le tue idee è una piccola sconfitta per tutti noi che non siamo monologhisti, e che quindi agogniamo lo scontro retorico. Il tuo dubbio che qualcuno ti potesse censurare è quasi offensivo per liberali veri (non finti come altri che tali si autoproclamano), la tua ritirata ci toglie la possibilità del confronto e per questo ti biasimo. Non esistono verità assolute e quindi, anche se in disaccordo, avremmo ascoltato volentieri le tue.

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  • avatar Nicola scrive:

    eh…certo che avrei letto, …Grazie Franco. Grazie anche agli altri. Ma discussioni di questo tipo, fatte attraverso scritti temporaneamente sfalsati tra loro, genera inevitabilmente incomprensione. Non c’è nulla che può sostituire l’incontro personale. Per cui non se la prenda China, non me ne vado perchè “qui nessuno mi ascolta”. Lascio il sito per evitare che i miei scritti possano diventare involontariamente provocatori ed offensivi.
    Sono tuttavia disponibile all’incontro di persona, dove e quando non ha importanza.
    Giuro: verrò da solo e disarmato ;) .

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    • avatar fb scrive:

      Nicola, sono solo parzialmente d’accordo con te sul tuo buen retiro; non è che sulla Nave tuti i giorni si discute solo di politica e dintorni. Potresti benissimo dire la tua su altri argomenti, non ne mancano certo. Guarda poi che, ogni tanto, su un altro blog, ci siamo bastonati a sangue io ed un negazionista, idolatra di Hitler, Mussolini, della RSI e di Ahmadinejad. Un giorno mi ha spedito due volumi su argomenti di ultradestra, di una casa editrice specializzata in edizioni fascistissime. Io, quando li ho ricevuti, mi son messo a cantare, come la Pizzi, o giù di lì: “Graaazie dei libri, mi han fatto male, eppure li ho gradiiiti…”, nel senso che, come era scritto nel biglietto di accompagnamento, mi aveva voluto fare un piccolo presente, cavandolo dalla farina del suo sacco. Ignorando il suo indirizzo, non l’ho potuto contraccambiare con l’edizione di qualche testo di Lenin o di Stalin. Nicola, tu sai chi sono e dove abito; se vuoi chiamarmi, sono sull’elenco telefonico di Fidenza-Borgo S. Donnino; anzi, è riportato anche il mio indirizzo di posta elettronica.

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  • avatar Libraio puke58 scrive:

    Grazie Ambrogio per il suggerimento , sarebbe pero’ buona cosa , visto che e’ possibile , consigliare alla Biblioteca Fidentina , meglio nota come OF , di acquistare il volume.

    Tanto per tirare un po’ l’acqua al mulino di Nicola , suggerisco la lettura di :
    Vespa2 di Giacomo Manfredi ed.Barbarossa , biografia del ns concittadino Luigi Gorrini pilota dell’aeronautica Italiana durante la 2° guerra mondiale prima e dopo l ’8 settembre. .

    Molto bello dal punto di vista storico .

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  • avatar Implorante Puke 58 scrive:

    Nicola, secondo me sbagli a lasciare il Blog , che cosa sarebbe NC senza voci fuori dal coro , sai che noia mortale .

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  • avatar Costantino V scrive:

    Non ho seguito tutta la discussione per cui entro nel merito solo dell’affermazione sull’utilità del servizio militare.
    Io ho l’ho fatto e quello che ho imparato è stato: come rubare e come imboscarsi, null’altro.
    Forse sarò stato sfortunato ma in 11 mesi di naia ho visto ogni genere di furto ai danni dello stato dal segnare presenti soldati in permesso per lucrare sui pasti, all’attribursi missioni rimanendo al caldo in ufficio per aumentarsi lo stipendio, alla droga che circolava in caserma, e via dicendo.
    Per cui ritengo che l’abolizione del servizio militare sia stata una delle migliori decisioni politiche degli ultimi vent’anni.
    Per inciso il mio compito era di fare fotocopie e ne feci circa 100.000 al 80% per scopi privati e non dell’esercito, ed era il 1979 (quando la fotocopiatrice era un lusso).

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  • avatar Contro la censura Paolo Sirocchi scrive:

    Nicola, non so di che cosa stiate discutendo ma non andartene.
    Il bello della disputa è far ingoiare il bicchiere di bile all’antagonista (si dice anche ingoiare il rospo).
    Se poi la bile la ingurgita il censuratore(trice)……..sai che goduria.
    Garantita.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Nicola se ci sei ancora…..
    Quando uno ha le sue idee,che non siano offensive delle persone, ha il diritto di averle e di sostenerle soprattutto pubblicamente se il luogo di esposizione è democratico.Mio padre che aveva fatto la quinta elementare ,mi diceva sempre che le “discussioni aprono la mente dell’uomo” vale a dire che per capire occorre confrontarsi nel rispetto reciproco.Certo che ci si può anche incontrare di persona ,ma devi ammettere che la cosa non è pubblica,qui invece ciascuno dice le proprie “stupidate” rivolgendosi ad un pubblico più vasto di quelli che poi materialmente partecipano al blog.Più la gente partecipa e più aumenta il confronto e quindi la probabilità di capire.E il capire non è ciò che precede la scelta consapevole? O no?

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