Dvintèr vecc, ovvero Sunset Boulevard

Già l’arte di vivere è cosa ardua, ma il saper invecchiare presuppone la creazione di un capolavoro etico, spirituale ed anche fisiologico che non a tutti è accessibile,
Ed il peggio arriva poi quando, pur invecchiando, ci si continua a sentire giovani e quando ti accorgi, dai falsi complimenti degli amici per il tuo aspetto giovanile, che proprio loro sono i primi a notare che stai invecchiando. A volte, ti sorprendi ad annusare l’aria attorno a te, per sentire se ha sentore di acido, di muffo, se ancora ti scorre nelle vene anche solo una goccia della pura, limpida e vigorosa linfa di un giorno lontano, talmente lontano, che pare quasi appartenere ad un’altra era geologica, anteriore alla creazione del Cosmo. E ti accorgi che mai come ora stai vivendo, giorno dopo giorno, e che non hai amato mai la vita come ora.
Gallinaccio vecchio fa buon brodo, pensi, ed effettivamente ti tocchi e ti senti molto più tenero di quando frequentavi il Liceo, 45 o 50 anni prima. Guardo chi ha ora vent’anni e mi chiedo se allora anch’io ero così, e se altri vecchi del tempo mi spiavano con quel medesimo e struggente senso del tempo perduto ed irrecuperabile.
Quando ascolto il rumore dei passi delle mie due figlie che salgono le scale, loro che non prendono l’ascensore per un paio di piani, come me, scopro che mi dà sempre un’emozione più gradevole del rumore che fanno quando le ridiscendono e penso allora che un vecchio è sempre un re Lear. E mi vengono alla mente certi motti e sentenze sulla vecchiaia, che un tempo non riuscivo assolutamente a recepire ed accettare, come la faccenda che l’anziano non diventa più saggio, ma solo più attento e cauto e che è quanto mai vero che con l’età avanzata non terminano le gioie, ma cadono le speranze e che gli anni segnano più rughe sullo spirito che non sul viso.
Ti pare quasi di emanare più profumo con le tue parole ed azioni, ora, che non quando eri giovane e svelto; poi ti accorgi che i vecchi, in fondo, si ripetono e che i giovani, purtroppo o per fortuna, non hanno assolutamente più nulla da dire e che sei immerso in una gora di noia reciproca, anche perché i giovani dicono su di noi le stesse cose che noi dicevamo da ragazzi, e che un giorno altri giovani diranno le medesime cose di loro.
Come in The Wall dei Pink Floyd, la muraglia che separa i vecchi dal resto del mondo cresce, di giorno in giorno, sempre una nuova fila di mattoni vi si aggiunge e non ti consola molto il pensiero, in fondo maligno ed egoistico, che, vecchi o giovani, stiamo tutti facendo la nostra ultima crociera, chi in classe di lusso, chi nelle sentine della motonave, ma comunque pur sempre un viaggio di sola andata.
Scriveva Tacito: «Omnia quae nunc vetustissima creduntur, nova fuere». Ma io quando mai fui nuovo e quando mai arriverò a considerarmi o farmi giudicare antichissimo? «Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti gli otri si rompono, il vino si versa e gli otri si rovinano, ma si mette il vino nuovo in otri nuovi, e così ambedue si conservano» (Matteo, 9, 17). Chi mai assaggerà del vino novello che io non riesco a contenere, chi altri apprezzerà il vino vecchio che, da decenni, si conserva nel vecchio otre della mia lunga giornata?
Franco Bifani

Loading...
Bravo. Trovo questo pezzo veramente molto bello. Sarà perchè sono vicina alla sua età ma mi sono ritrovata in pieno in queste emozioni espresse con molta sensibilità. Complimenti
Ti piace questo commento?
4
0
Giovanna, grazie! Lei però gode di un privilegio che penso che mi sarà negato per sempre, e cioè della gioia di avere un nipotino. A me piacciono tanto i bambini, mi son tirato su da solo le mie due figlie, in tutto e per tutto, bene o male che abbia poi operato, con una santa pazienza che manco Giobbe. Però non hanno nessuna voglia di sposarsi, convivere o che altro, e soprattutto, di incrementare la demografia locale. Posseggono animali, che trattano come la propria prole, ma io, per ora, mi sento ancora un bipede umano, non un quadrupede o ibpede peloso o pennuto; per cui mi riesce ancora difficile considerare queste creature cime un surrogato dei mancati nipoti. Pensi, Giovanna, che nonostante mi avvicini al 65° genetliaco, ancora mi sorprendo, nei varii centri commerciali, a perdermi ed a bearmi, con un sorriso di compiacimento dipinto sul volto, guardando, sugli scaffali, le scarpine minuscole ed i varii capi di mini-abbigliamento per bimbi; e sogno, da vecchio prof in pensione, di acquistarli e di farli indossare a qualche bel bambocciotto che mi chiami nonno, non miaomiau, bau bau, coccodè e chicchiricchì, qua qua, glurp glurp, bee bee- che sarebbero i versi di un tacchino, di un’anatra e di un agnellino in possesso della figlia emigrata a Milano, da sommare ai cani ed ai gatti dell’altra figlia ancora in zona Fidenza.
Ti piace questo commento?
4
0
Ecco, anziché domandarsi ad ogni piè sospinto dove NC deve andare, a quali lidi approdare, quali oceani solcare con la sua prua, provate a leggere il “pezzo” di Franco. Qui si fa scuola. Qui si impara a descrivere i propri sentimenti. Cosa si vuole di più? E’ una buona rotta. Non ci porterà alla deriva.
Alla deriva ci porterà chi sale in cattedra e dice:”Sono io, il capoclasse. La maestra mi ha nominato”.
State certi che costui avrà sempre un 10 e lode in condotta.
Ma pàr piasèr!
Ti piace questo commento?
3
0
Grazie, Paul! Avrei parecchi sentimenti da analizzare; con calma, li proporrò qui sulla Nave, evitando personalismi ed individualismi troppo spiccati, anche se, più avanzo con l’età, è più mi accorgo che, oltre ad essere tutti sulla stessa barca, costituiamo anche una ciurma molto omogenea, noi umani, per cui, molto spesso, quanto uno prova dentro di sè, è poi lo specchio di tanti altri sentimenti e situazioni in cui si trova il resto dell’umanità; il che non fa che confermare il fatto indiscutibile che la razza umana è una sola, più unica che rara.
Ti piace questo commento?
1
0
Complimenti, bravo.
Sono sentimenti che condivido pienamente.
Anche il ricordo dei nostri anni verdi vissuti nella povertà di allora è quello di una felicità irripetibile.
Oggi, la fortuna di avere dei nipoti da veramente la sensazione che tutto non finisce con noi ma è la vita tua che continua con loro.
Ti piace questo commento?
3
0
Francis, vorrà dire che mi reincarnerò, per lap rossima vita, in un animaletto peloso o pennuto; sarà forse la volta buona che avrò dei nipoti della mia medesima specie. Quando vedo in giro dei nonni con nipotini, li invidio veramente. Vabbè, non si può avere tutto dalla vita, specialmente se è unica; beato, comunque, chi ha, invece, tutto, o pare veramente tale. Perchè, gratta gratta, se poi entri in confidenza con certi “beati!”, se ne esce melma nera e maleodorante, o casi disperati, disperatamente tenuti celati sotto un velo di vernice smagliante o di carta stagnola argentata o dorata.
Ti piace questo commento?
1
0
Franco dà il meglio di sè quando scrive pezzi come questo, dove riesce a toccare l’anima e a fare affiorare sentimenti ed emozioni che pare non aspettino altro che essere sollecitati per uscire allo scoperto.
L’altro articolo, imperdibile tanto era struggente e che avevo fotocopiato, ma che ora sarebbe complicato cercare, era stato scritto dopo una delle sue frequenti visite all’ospedale dove era ricoverato suo suocero.
Sarebbe bello vederlo riproposto.
Sono pezzi senza età e senza tempo.
Ti piace questo commento?
4
0
Invecchiare è un privilegio che la nostra epoca ci permette, invecchiare bene dipende da noi. In altre epoche a quarant’anni eri vecchio, Du Mu, poeta del periodo Tang diceva “delle mie passioni non resta che un pugno di cenere”, aveva poco più di quarant’anni e si sentiva (era) alla fine. Artisti e poeti a trentasette anni avevano dato il meglio e potevano prendersi il lusso di morire. Quindi l’anagrafe è relativa pur nella sua cruda precisione.
Non voglio far l’elogio della vecchiaia ma, avendo vissuto in fretta, ho rimandato tante cose a questa età e, per sentirmi ancor meglio, le rimando ancora.
Franco, il pezzo è molto bello.
Ti piace questo commento?
3
0
Ferma, ferma, ferma, Ambrogio, ferma.
Cos’hai inteso dire con “avendo vissuto in fretta”?
E’ una cortesia personale che ti chiedo poiché mi interessa vivamente.
Ovviamente se puoi e vuoi.
Ti piace questo commento?
2
0
Paolo, vivere in fretta sul piano pratico è voler anticipare i tempi o meglio agire sui tempi di realizzazione delle cose: famiglia, scuola, lavoro ed altro. Questo come ogni altro modo di vivere o di considerare la propria vita ha un risvolto psicologico e dipende da altri fattori.
Ti piace questo commento?
2
0
Mi complimento. Poesia e sentimento. Grazie.
Ti piace questo commento?
3
0
Complimenti Franco,
parole che volano leggere scaldano l’anima.
Ti piace questo commento?
1
0
Bravo Fb , e’ valsa la pena di frequentare NC anche solo per avere letto il Tuo pezzo.
Complimenti e……. alle Tue figlie : SAPA E BADIL.
Ti piace questo commento?
3
0
Puke, grazie; per quanto riguada le mie figlie, per me sono il massimo, anche se sono strampalate, come il padre. Per fortuna non sono della specie delle papere e gallinacce, rivestite di abbigliamento griffato, perennememnte al cellulare, sgallonanti e sculettanti per le vie del mondo e dedite alla prostituzione legalizzata e reiterata del proprio corpo in seguito a matrimonii tra conti correnti, come spesso accade. Sono rimaste ferite, a 13 e 9 anni, da una brutta vicenda di separazione, me le sono tenute io e quindi si capisce da ciò che qualche venerdì, forse, gli manca. Me le sono tirate su come fiori di serra; ancora oggi per me, a 32 e 36 anni, sono le mie bimbe, chiamate ancora con i vezzeggiaivi di quando bimbe lo erano anche cronologicamente. Sono un pappo-mammo chioccione, lo so, sbaglio, forse, ma se qualcuno me le tocca, il pensiero mi si volge all’arma da taglio, da genuino discendente di terroni ed albanesi, da parte di padre. Ai posteri l’ardua sentenza sul mio operato di mammo-pappo ad vitam.
Ti piace questo commento?
2
0
Ti rispondo con cose che certamente tu conosci meglio di me.
Per dirla col Foscolo ” Anche la speme ultima dea fugge i sepolcri” oppure “lo spirto guerrier ch’entro mi rugge”.
Per dirla con Shakespeare “essere o non essere questo è il problema”
Sta noi scegliere,perchè da questa scelta non possiamo fuggire e con questo sia ben chiaro che la cosa non è mai semplice.Per quanto riguarda il vino se è di qualità può anche migliorare con il tempo,quindi meglio non darlo a chi non sa apprezzarlo.
Io credo che tutti nella vita ci sentiamo importanti se siamo utili agli altri.Come possiamo essere utili agli altri col passare del tempo e con le rughe che aumentano?
Permettendo agli altri di sentirsi importanti nell’aiutarci, credo che questa possa essere una soluzione.
Comunque lo scritto conferma il giudizio che avevo dato tempo fa sul tuo modo di raccontare: va là chet va ben….
Ti piace questo commento?
3
0