Bernazzoli, guarda che anche i parchi sono «territorio», ve’

Pubblicato da Redazione il 4 marzo 2010 in Ambiente, Politica, Pubblica amministrazione |

Alle recenti manovre politiche che hanno portato al cambiamento dei vertici amministrativi del parco dello Stirone e che dovrebbero anche preludere alla chiusura del consorzio del parco, si aggiungono i tagli economici che probabilmente ne sanciranno la fine. Analogo discorso anche per gli altri parchi della provincia come può intuirsi nella denuncia del Wwf. (a. p.)

Wwf contro la Provincia: taglia fondi ai parchi

Paradossalmente proprio in questo 2010, che il mondo dedica alla biodiversità, la Provincia di Parma taglierà il 40% delle risorse economiche normalmente destinate ai parchi naturali regionali.

Oggi i parchi dello Stirone, del Taro, dei Boschi di Carrega e dei Cento Laghi sono un presidio importante a tutela della biodiversità, ma anche un laboratorio per sperimentare forme di gestione sostenibile del territorio. Grazie alle risorse investite negli anni passati, oggi possiamo beneficiare della presenza di paesaggi, ambienti, piante ed animali, che altrove sono andati perduti; migliaia di visitatori possono avvicinarsi alla natura a pochi chilometri da casa e sappiamo molto di più sui complessi ecosistemi presenti.

Oggi tutto ciò deve fare i conti con una crisi economica che non possiamo negare. Anzi, da ambientalisti abbiamo sempre sollecitato l’opinione pubblica ad avere un atteggiamento critico nei confronti del modello economico oggi dominante, non durevole e basato su un velleitario sfruttamento illimitato delle risorse. Si tratta di una crisi che, oltre a colpire aziende, lavoratori e ampi settori dei servizi pubblici, incide inevitabilmente anche sulla conservazione della natura. Ma la stessa conservazione della natura oggi è ricchezza, posti di lavoro e servizi alle famiglie.

Basti pensare al personale dei parchi, il cui costo per addetto è nettamente inferiore a quello di tanti altri settori finanziati con risorse pubbliche, all’educazione ambientale, che in questi anni ha integrato l’offerta didattica delle scuole, senza gravare sulle famiglie, al controllo e alla manutenzione del territorio, che consentono di prevenire danni e relativi costi, o all’indotto, che beneficia del richiamo turistico offerto dalle aree protette e dalle loro strutture.

La Provincia di Parma, unica in tutta la regione, ha deciso di affrontare la crisi economica con la sottrazione di risorse ai parchi. Il che significa togliere alle aree protette la possibilità di fare ricerca, manutenzione, educazione ambientale e promozione. Tutte attività che erano svolte con cifre non propriamente stratosferiche: circa 40.000 euro per il Parco del Taro e 70.000 euro per i boschi di Carrega, per fare due esempi. Ciò che colpisce però non è tanto la quantità delle risorse venute meno, quanto la modalità adottata per affrontare questa crisi economica.

La Provincia, pur facendo parte di un consorzio obbligatorio (a cui appartengono anche i comuni territorialmente interessati), ha scelto deliberatamente di operare i tagli, non ha trovato risorse mediante nuove forme organizzative e nemmeno cercandole altrove. Così, mentre la Provincia di Parma, solo per costruire nuove strade secondarie, riesce a trovare 80 milioni di euro, non ne trova neanche due millesimi per garantire un funzionamento normale ai parchi naturali. Come prima conseguenza gli altri enti consorziati potrebbero tagliare anche le proprie quote, attualmente inserite nel bilancio dei parchi.

Non è di secondo piano l’atteggiamento tenuto dalla Provincia nei confronti del Presidente del Parco del Taro, incontrato solo a seguito della congiunta richiesta delle associazioni ambientaliste e prontamente sollevato dall’incarico pochi giorni dopo. In questo senso non si può certamente parlare di collaborazione e condivisione di un progetto, bensì di un provvedimento teso unicamente ad affermare la propria linea.

Insomma, sembra che si sia preferito scaricare sui singoli parchi la responsabilità di tagliare le proprie risorse, anziché governare la crisi e trovare soluzioni utili anche per una migliore organizzazione del futuro. Se i parchi, come sostengono alcuni amministratori, soffrono della scarsa efficienza oggi purtroppo diffusa in molti enti del settore pubblico, questa poteva essere loccasione per affrontare il problema. Non sono certo le associazioni ambientaliste ad avere premuto in passato per duplicare inutilmente funzioni e competenze o per gravare i parchi di strutture che poco hanno a che fare con la conservazione della natura.

Per questo, coerentemente con quanto hanno sempre chiesto, Wwf, Legambiente ed Arci Pesca sollecitano la Provincia e i Comuni interessati a ripartire dalle motivazioni che hanno portato all’istituzione dei Parchi e ai successivi impegni, che come comunità locali ci siamo assunti anche nei confronti dei concittadini europei (tutte le aree protette regionali fanno parte della rete europea Natura 2000), per trovare le risorse economiche ed organizzative necessarie per uno sviluppo meno squilibrato di quello che si profila nel prossimo futuro.

(Repubblica Parma on line, 28 febbraio 2010)

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:, , , , , , ,

11 Commenti

  • avatar Costantino V scrive:

    Personalmente sono contrario ai parchi come pensati in Italia, per cui plaudo al taglio di fondi buttati nel cesso.
    Per preservare la natura non servono parchi ma agricoltori, ed amministratori che non cementifichino il territorio.
    I parchi sono gli specchietti per le allode dei finti ambientalisti come WWF e company. Che pensano l’ambiente come una riserva per divertirsi durante il week end, quando escono dalle loro case immerse nel cemento delle città.

    Ti piace questo commento? Thumb up 7 Thumb down 6

    • avatar Ambrogio scrive:

      Sono sostanzialmente d’accordo. Sul giudizio relativo agli ambientalisti, che non ho avuto modo di frequentare, non sarei così drastico mentre lo condivido se applicato alle formazioni politiche verdi od ecologiche.

      Ti piace questo commento? Thumb up 1 Thumb down 5

  • avatar PLUTO scrive:

    Molti di questi enti sono bacini , alias, “uffici di collocamento” per qualche personaggio, di nota amiciza, che serve ad accalappiare l’elettorato di zona.
    Soldi ne girano ( o giravano) tanti e, per l’effettiva utilità, si vadano ad intervistare quei disgraziati che se tagliano alberi caduti, o puliscono ” LA LORO TERRA” si beccano multe.
    Rimangano solo i parchi seri e che meritano .
    PLUTO

    Ti piace questo commento? Thumb up 3 Thumb down 7

  • avatar Joseph scrive:

    Condivido pienamente i commenti sopra riportati. Mi riferisco in particolare al Parco dello Stirone. E’ stato Parco solo per chi doveva essere colpito, non era Parco, quando doveva essere Cementificato : vedi “Casino di Vaio” , “Mulino Battioni” in corso di realizzazione . Insieme sono BEN oltre 60 ALLOGGI . Era questa la finalità? Perchè in una interrogazione in Regione E.R. è stato allegato un parere dell’Avv. Rutigliano, che affermava : “il Parco non esiste dal 1995!!!”. Così hanno giustificato la cementificazione . Mentre il Parco, dava “parere contrario” , l’Arch. del Comune, firmava i Permessi. E’ evidente che NON ESISTEVANO da tempo, perchè non hanno fermato i lavori, se veramente erano convinti del loro pensiero? Perchè non hanno denunciato l’Arch. del Comune, loro concittadino di Salsomaggiore ?

    Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 4

  • avatar Giovanni scrive:

    Gentile Pluto,
    non dica cose che non sono vere. Abito e lavoro da 20 anni nella zona del Parco dello Stirone e quando pulisco “la mia terra” (per dirla con parole sue) non ho mai preso nessuna multa ne ho mai avuto problemi. Il Parco, anzi, è stato un aiuto per tante consulenze e con i progetti ho avuto anche modo di lavorare di più.
    C’è, invece, chi pensa di fare tutto quello che vuole, spandere inquinanti, tagliare tutto il possibile, stravolgere fossi, e rimanere impunito. Parco o non Parco la legge va rispettata, penso che su questo siamo tutti d’accordo. Io sono sempre stato onesto e il Parco è stata solo un’opportunità. Non tutti però sono corretti, specie nel mio settore, lo dico con franchezza.
    L’ente Parco ha fatto bene a dare le multe quando era il caso, mi sembra che nessuno abbia mai vinto un ricorso, probabilmente i motivi c’erano. E’ un pò come le recenti questioni nazionali: perchè le leggi non sono uguali per tutti?
    Per Joseph: cemento nel Parco? Venga a fare una passeggiata, sarò contento di offrirLe un bicchiere di bianco. Si accorgerà di come il territorio sia una delle poche fasce verdi della zona, con un ambiente rimasto immutato negli anni. Il torrente anzi è migliorato, quando ero piccolo qui c’erano solo discariche e invece adesso l’ambiente è pulito e questo grazie al Parco. Ripeto, venga a fare un giro, da Laurano verso S.Nicomede, Scipione e poi su fino a Vigoleno. Ci pensa il fiume a parlare.
    Tanti saluti e grazie all’amico Claudio che mi ha segnalato questo sito, è triste leggere come i cittadini conoscano poco lo Stirone vero.

    Ti piace questo commento? Thumb up 8 Thumb down 4

  • avatar Stiron River Puke 58 scrive:

    Caro Giovanni , lo Stirone e’ stato negli anni della mia adolescenza il campo base delle mie attivita’ ludiche come quelle di varie compagnie Borghigiane .
    L’amore per la pesca sportiva me lo sono visto crescere dentro, sulle rive a ridosso di Ponzella e ponte sulla Cremona , come chiamavamo allora le due zone confinanti.

    Le prime sigarette le ho iniziate a fumare di nascosto sulle sue rive atteggiandomi come un Bogarti o un J,Wayne , e devo riconoscere che allora era veramente brutto vedere il degrado che incombeva sul Ns. fiume .
    Liquami scaricati da chiunque sicuri della impunita’ , uno scarico di materiali di risulta sulla sponda est da cui traevamo dei grossi sassi colorati di natura vetrosa ( capi din du i gnivan?) .
    Ripensando ai bagni fatti in quelle acque mi viene da grattarmi ancora oggi , ma le grottate fatte in quel fiume erano epiche , oggi una guardia ecologica ci candannerebbe a 20 anni di galera (giustamente) per quello , per non parlare della pista di motocross a nord della Ponzella .

    Pero’ vede Giovanni . il Parco non e’ solo la Zona a Sud che ci inviti a visitare , e’ anche quella che ho appena descritta . Qualche tempo fa’ , su NC,raccontai di una battuta di pesca a mosca nel greto dello Stirone mentre , non so per quale strana causa , scendeva a valle un pulviscolo di materiale sminuzzato che , mi venne poi detto , era dovuto a materiale trasportato da depositi nell’area dell’ex inceneritore .
    Ci sono ancora quei materiali ( ceneri? bhoo vorrei saperlo) sulle rive?

    Per me rimane un dovere in primavera e in autunno fare una passeggiata sugli argini , oggi come ieri quando sulla canna della bici ci portavo mio figlio, e sempre portando il mio cane come me .
    Ma che stress decidere se lasciare l’animale libero di scorrazzare o no per paura che qualche Guardaparco poco simpatico ( ce ne sono Giovanni, ce ne sono ohooo se ce ne sono) ci sanzioni.

    L’ultima volta che ci sono stato ho notato una forte erosione nel tratto a monte di Fidenza , ci si porra’ freno?

    Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 0

  • Il parco conserva e mette a valore una porzione di territorio che ha particolari ricchezze che sono patrimonio di tutti. Solitamente, ad alcune regole in più da rispettare, molto ragionevoli, fà riscontro una migliore qualità della vita e alcune opportunità economiche che altrove non si hanno. Il parco è questo, né più, né meno. Poi c’è chi ci marcia con le clientele, con le consulenze, chi ne ignora le norme, chi lo usa strumentalmente per facili campagne elettorali -come con gli extracomunitari-: ma ciò ha a che fare con la mala-politica, non c’entra col parco. Siamo nel paese di mafia, camorra, ecc, della corruzione diffusa, dell’abuso edilizio, delle consulenze e assunzioni degli amici degli amici. Gli enti parco non sono indenni dal contesto. E ancora tutto questo non c’entra con le funzioni del parco. Ma le menti semplici buttano il bambino con l’acqua sporca…

    Ti piace questo commento? Thumb up 8 Thumb down 1

  • avatar Ambrogio scrive:

    I parchi parmensi sono oggi oggetto di cronaca quotidiana non per i loro aspetti ambientali, di salvaguardia, di iniziative ma di pura cronaca politica, intesa nel senso deteriore che tale parola può essere usata. Tagli di fondi e nel contempo rinnovato interesse della Provincia, denuncia di prelievi di ghiaia e nel contempo di allontanamento di personaggi del sottobosco politico, cambi di presidenze di consigli di amministrazione e nel contempo notizia di scioglimento dei consorzi. Quindi bene che aree interessanti siano protette, ma occorre rivedere le forme di tutela che oggi sono in realtà soggette all’umore politico quest’ultimo, a sua volta, sensibile ad altre sollecitazioni.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar Costantino V scrive:

    Giovanni, ma tutto quello che descrivi sono comportamenti che anche al di fuori del Parco sono vietati, e quindi sanzionabili Parco o non Parco.
    Invece se sei un agricoltore vorrei capire quali sono i vantaggi che ti ha dato il Parco perchè dal tuo scritto vengono indicati in modo sommario ed invece sarebbe interessante conoscere a fondo.

    Ti piace questo commento? Thumb up 1 Thumb down 0

  • avatar Joseph scrive:

    Gentile Giovanni,
    leggo con piacere la tua bucolica descrizione dello Stirone nella parte a nord di Fidenza. Ma , ti invito io a visitare la parte Sud del “Parco” così potrai constatare quanto sia io, sia chi mi ha seguito, ti ha descritto il “minimo” della realtà. Se verifichi sotto la bucolica “erba” delle sponde, per decenni, i Comuni hanno rialzato le sponde con discariche compattate , livellate con il polverino delle Fonderie Silvestri e Conforti, con gli scarti di produzione delle ditte . Poi se venendo a valle, guardi il Ghiara che attraversa Salsomaggiore ed il suo scarico che esce dal Tunnel dopo il “Berzieri”, segui il flusso e vedrai che ancora nel 2010, quello scarcio nauseabondo , va direttamente in prossimità delle famose cascatelle, raccogliendo lo scarico del quartiere artigianale a nord di Salsomaggiore. Credo che come minimo, il primo grosso passo doveva essere quello di PULIRE almeno gli scarichi di Salsomaggiore , bonificare la discarica, poi dare una regola per tutti. Non fare solo dei giri di sedia, di incarichi, di persone non no-profit.

    Ti piace questo commento? Thumb up 3 Thumb down 0

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2007-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.