Appunti di viaggio, Bangkok in presa diretta

Pubblicato da Redazione il 3 marzo 2010 in Foto, Viaggi & Paesi |

Al confronto, le code sulla via Emilia sono passeggiate ecologiche.

Pronti al via. Solo semafori, niente rotonde.

Guidare stanca. Ogni tanto qualcuno si ferma.

Adolescenti globali. Musica nelle orecchie, bibite e cellulari.

Produzione e tradizione. Vetro, cemento e altarini.

Taxi color caramella, color puffo o colore camion dei pompieri. M non saprei dirvi la tinta di quello che ha stritolato il mio telefonino che mi era caduto a terra e l’ha moltiplicato per tre.

O era stato l’uomo con il carrettino dei gelati Algida-Sammontana a disconnettermi con il mondo?

Non potevo certo chiedere aiuto alla polizia, in tutt’altre faccende affaccendata.


Non mi restava che rifocillarmi. Dopo il re, io street food, il cibo di strada, è la prima istituzione del Paese. Risolve molti problemi, aiuta le meningi. Certo che l’imbarazzo della scelta tra i tanti venditori di cotali leccornie rischia di farti fare la fine dell’asino di Buridano. È rosicchiando uno spiedino affumicato dai tubi di scappamento che sono stato folgorato da un’intuizione. Forse ero nel posto giusto al momento giusto.

E infatti. Lo soluzione del problema è questo signore, fiero di aver rimesso in sesto il mio telefonino in mezz’ora. Il paradosso, nel Paese dove i cellulari e tutti i gadget elettronici sono prodotti e consumati al ritmo di fazzoletti di carta, è che qualcuno sa ancora aggiustarli. E questa, se volete, è una morale della favola. Dietro l’usa e getta e l’obsolescenza coatta c’è pure chi sa riparare. L’artigiano, che non è necessariamente uno che intreccia cesti, bensì, a queste latitudini, un chirurgo dell’high tech. La riparazione mi è costata l’equivalente di dodici euro. Dite che la foto è un po’ velata? Accidenti a me, obnubilato dalla contentezza per lo scampato pericolo, mi ero dimenticato di togliere la pellicola protettiva. L’avventura continua.

Postilla. Spiegazione a uso di pochi. Questi appunti non hanno alcun scopo istruttivo. Non vogliono incrementare le vostre conoscenze antropologiche, geografiche, etniche, socio-politico-economiche e via discorrendo. Sono solo indirizzati a coloro che, al ritorno, dovessero chiedermi: allora com’è andata, come sono laggiù, che dicono, che pensano, che fanno, è vero che le donne…? E io non so mai dare risposte precise e attendibili, e soprattutto soddisfacenti, a queste domande. Non mi porto una macchina fotografica, però mi piace curiosare con il telefonino. A volte questi flash, spesso rubati, dicono qualcosa; tante volte, no. Però qualcosa devo pur raccontare agli amici e allora ecco che mi tolgo il pensiero mentre sono per strada, avvalendomi di foto che non sono foto. Se aspettassi di raccontare quel che ho visto al mio ritorno, non ricorderei più nulla. Sapete com’è, il fuso, la testa tra le nuvole, l’età che avanza. Perciò, da privato a privato su un sito privato, continuerò a mostrarvi frammenti di quel che vedo. Certo che le foto sono un’altra cosa. Ne approfitto per chiedervi quel che vi ho già chiesto altre volte: se andate da qualche parte, raccontatecelo, con le parole o con le foto. C’è più verità in un’esperienza vissuta che nella migliore delle guide turistiche. A ogni buon conto, questa non è una rubrica di turismo. Sono due chiacchiere on line in sostituzione di quelle che si fanno (o si facevano) al bar.

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4 Commenti

  • avatar fb scrive:

    A proposito di code sulla Via Emilia, ieri,ore 19, da Parma verso Fidenza, la coda iniziava tra Sanguinaro, e Parola e diveniva tragica al rotondone per Fidenza,Soragna e il casello autostradale,per risultare superiore ad ogni fantasia perversa nella successiva rotonda del Conad. Fossi un gestore del supermarket citato, a quell’ora manderei in rotonda degli addetti, con bevande, panini, merendine, Bitter Sanpellegrino, salatini e patatine, perlomeno, come aperitivo; si incrementerebbero vertiginosamente le vendite.

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  • avatar fb scrive:

    Se mi è permessa un’ulteriore osservazione, vedo che, comunque, gli utenti di moto e scooters di Bangkok sono molto più disciplinati dei nostri omologhi sudisti, che normalmente girano senza casco, con i vigili delle Terre Vesuviane ed Etnee che fingono di non notarlo, mentre indossano, rigorosamente, la protezione imposta per legge solo per portare a termine omicidii, scippi e simili lodevoli imprese. Tanti paesi, altrettanti costumi!

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  • avatar Editore scrive:

    Aggiungo questo (che non ho fotografato): ho visto uno dei centauri cadere e subito due dal marciapiede accorrere in suo aiuto. Per accompagnarlo al pronto socccorso, peraltro a due passi? Macchè, per rimetterlo in sella. Qui chi va su due o quattro ruote, corre all’impazzata e senza frastuono di clacson e senza urtarsi, come se corressero su binari distinti e invisibili. Quelli che vanno a piedi, si fermano a mangiare o sgranocchiare qualcosa acquistandolo dai banchetti che sono ovunque. Lo street food è ottimo e non costa niente.

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    • avatar fb scrive:

      Ho sempre pensato che gli orientali, nel bene come nel male, siano molto diversi da noi occidentali, per fortuna e purtroppo. Lo affermo senza alcun sottinteso discriminatorio di tipo xenofobo o razzista; del resto, basta pensare a quanto ci hanno anticipato in tante invenzioni e scoperte. E sono anche tra coloro non che son sospesi, ma che appoggiano la tesi della poligenesi umana, invece della monogenesi, cioè che ci siano stati perlomeno due centri di formazione e poi di espansione nel processo di ominazione, in Asia ed in Africa, anche se quello africano dovrebbe essere anteriore. Ci sono infatti stati alcuni antropologi che hanno fato notare come le scimmie antropomorfe africane siano scure di pelle e simili esteriormente ad un africano, mentre l’orango è di pelle più chiara ed ha effettivamente anche occhi più simili a quelli obliqui dell’asiatico. Provo una benevola invidia verso l’editore, per la possibiltà che ha di viaggiare in luoghi tanto lontani e diversi dal nostro. Viaggiare necesse est, vivere non est necesse, oppure è solamente ovest! Dovrebbe pubblicare anche più spesso, se gli è possibile, foto interessanti come queste, per farci un poco sognare, noi poveri pensionati stanziali, col sedere sempre su uno sgabello, dinnanzi al PC! Gli chiedo: ma a Bangkok ci sono delle rotonde o mancano o sono a mandorla? In quest’ultimo caso, potremmo ipotizzare un’ibridazione, una contaminazione, risalente al Paleolitico più remoto, tra architetti ed assessori alla viabilità di Fidenza alias Borgo San Donnino ed i loro omologhi dell’Estremo Oriente, dovuta forse ad incontro galante tra uno scimpanzè ed un orango nella Bassa Padana del Quaternario. Misteri delle trasmigrazioni umane!

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