150 intellettuali e docenti di Parma contro Berlusconi

«Giù per terra».
Gli intellettuali scendono in campo. Dopo un lungo assordante silenzio in cui anche l’intellighenzia sembrava ormai sprofondata nel suo «particolare», 150 fra docenti dell’Università di Parma e intellettuali hanno deciso di levare la loro voce forte e chiara contro l’imbarbarimento del berlusconismo imperante.
Non sono «animali politici», anche se alcuni di loro sono impegnati in politica, alcuni hanno vissuto il sessantotto e fanno risalire a quell’epoca la loro militanza. L’ideatore del «manifesto» (il documento integrale) è il professor Umberto Squarcia, in passato direttore della Cardiologia pediatrica e ora docente del dipartimento età evolutiva, ha un lontano precedente come consigliere comunale eletto nella Democrazia cristiana, ma da molti anni non faceva sentire la sua voce, insieme a tanti compagni di strada provenienti dalla più diverse esperienze.
«Due terzi degli italiani hanno problemi di lettura e scrittura». Berlusconi: «È sufficiente guardare la Tv».
Fra i firmatari figurano nomi illustri, quali per citarne alcuni, oltre allo stesso Squarcia, Mario Lavagetto, già docente a Bologna e uno degli intellettuali parmigiani di maggiore spessore, Luigi Allegri, Giovanni Ballarini, Giorgio Baruffini (mitico preside dello Scientifico), Sergio Bernasconi (direttore della Clinica pediatrica), Alessandro Bosi (Sociologia), Paolo Briganti (docente di letteratura italiana), Eduardo Calabrese del dipartimento di Ingegneria, Annamaria Cavalli (dipartimento di italianistica, di recente all’attenzione della cronaca per essersi ribellata alla cancellazione di Scienze dell’informazione), Piergiorgio Cocconi (oncologo), Marco Deriu del dipartimento Politiche sociali, Roberto Fieschi (a lungo a capo dell’Istituto di Fisica), Carlo Mambriani (Ingegneria), Sergio Manghi (Psicologia), Almerico Novarini, già preside di Medicina, Carlo Quintelli (Architettura), Carlo Rossetti (Dipartimento della Formazione), Gilberto Serravalli (Economia), Lamberto Soliani (guru della statistica), Rocco Ungano (Chimica organica), Domenico Vera (Storia). E con loro tanti altri docenti universitari, intellettuali, studiosi, tutti accomunati dalla convinzione che «la misura è colma, quindi bisogna fare qualcosa!»

Berlusconi con l’amico Putin.
L’appello è stato presentato da un nutrito gruppo di firmatari alla sala Impero dell’Hotel Stendhal. Perché non all’Università, si è chiesto qualcuno? «Perché tanto, visti i precedenti, ci avrebbero negato la sede» ha risposto Robert Sorbi, uno dei firmatari. Non ci sono andati giù leggeri i docenti che nulla hanno a che fare con comizianti e capipopolo.
A Berlusconi saranno fischiate le orecchie: chissà perché nessuno lo ha chiamato per nome, ma sentire parole forti da azzimati insegnanti universitari e intellettuali non prestati alla politica fa pensare che qualcosa in Italia debba cambiare. «Siamo professori, non ci interessa entrare in politica – ha esordito Umberto Squarcia – ma non possiamo restare in silenzio di fronte al degrado economico, sociale e morale, ad una situazione che a piccoli passi ci conduce verso la barbarie». E per essere ancora più chiaro ha ricordato il silenzio complice del corpo docente di fronte alle leggi razziali («una connivenza al potere che non si deve ripetere»), e ha affermato che la guerra fra istituzioni e il discredito della magistratura «minano alla radice il nostro vivere democratico».
Criticando poi il rischio di concentrazione del potere nelle mani di una sola persona, Squarcia ha fatto un balzo indietro di 600 anni citando il patrono di Parma, Sant’Ilario di Poitiers, che, rivolto all’imperatore, disse: «Non ci taglia la testa con la spada, ci uccide con il denaro». Riferimento più chiaro e più attuale non poteva essercene. E Luigi Menozzi, poeta e pubblicitario, ha letto un brano della lettera di Giacomo Ulivi, in cui il martire della Resistenza afferma che «il bisogno di quiete» e il considerare la politica come cosa sporca, sono letali per la democrazia. E Menozzi è stato ancora più esplicito: «Mi riferisco oggi al partito dell’amore… a pagamento, e al partito del fare… gli affari suoi».

Bruno Adorni della facoltà di Architettura ha citato Nabokov («il potere implacabile della maggioranza perse ogni significato, perché la maggioranza era lui»), ed ha proposto di dare alle stampe un’antologia con l’excursus storico della tirannide. Mario Lavagetto, uno dei leader riconosciuti degli intellettuali di Parma, ha definito il documento «un sintomo, un piccolo segnale che così non si può andare avanti», Ezio Musso ha ricordato che il presidente ormai ride persino sui carri di carnevale, e ha denunciato l’assoluta assenza di prospettive per i giovani ricercatori.
«Il nostro – ha concluso Graziano Vallisneri – non è un grido d’allarme isolato. L’università dovrà essere in prima fila nel difficile compito di risvegliare le coscienze», addormentate dal berlusconismo imperante. (Antonio Bertoncini su Repubblica Parma on line del 27 febbraio 2010)

La reazione preoccupata di Silvio Berlusconi.













La paura di perdere un potere ormai consolidato è più forte della vergogna di mettere insieme tante sciocchezze, sempre le solite. E poi, se si gratta appena un po’, spunta anche l’altra motivazione, quella economica.
Bravi, bravi, non c’è che dire.
Loro, i professoroni, hanno sentenziato: se la nostra società non ha futuro, se i nostri giovani arrivano alla laurea e spesso fanno errori da scuola elementare, se si drogano, se non hanno fiducia in una parte della magistratura che spreca tempo e risorse per inventare teoremi accusatori, se la società è in balìa dei delinquenti, è tutta colpa di Berlusconi, dei suoi soldi e delle sue televisioni.
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Osiamo dire che l’emergenza istituzionale non può essere risolta dalla Protezione Civile. Parafrasando non ricordo chi diciamo che; gli altri paesi hanno un premier, il nostro premier ha un paese.
Abbasso la gelatina!
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Berlusconi e Putin, in tenuta siberiana, paiono Yoghi e Bubu dei famosi cartoni animati. Almeno uno dei due è altrettanto tonto, l’altro, invece, fa venire i brividi, quando ti punta addosso quei due occhi gelidi come il clima della Siberia settentrionale, il regno dei Gulag. Entrambi, comunque, non combinano che guai, in patria ed all’estero.
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trascrtivo da fb; due occhi gelidi come il clima della Siberia
come ti è potuta venire in mente una similitudine così geniale?
e poi la precisazione; due occhi, mica uno, mica tre, no proiprio due
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Bolscevico, o meglio trinariciuto, ma sai che il tuo commento è davvero geniale, molto ma molto più del mio post cui si riferisce? Tu, quando vuoi commentare favorevolmente gli occhi di una donna, non dici per caso che ha due gran begli occhi? Si potrebbe anche esemplificare con i glutei, composti da DUE semisfere, dai seni, sempre, di solito DUE? Che DUE palle fai venire, trinariciuto! O dovevo solo dire: che palle?
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Tutto qui quello che hai da dire ? non ti riconosco ? non vorresti essere in 151 esimo ?
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Il potere logora chi non lo ha… E siccome una volta erano abituati a disporne ed a compiere tutte le loro razzie, ora rosicano.
Quando a pensare che sono proprio loro che hanno reso le ns università dei centri politici in cui dare sfoggio del proprio potere e nepotismo.
Certo che B. non fa nulla per essere simpatico, ma sicuramente e’ meno pericoloso di costoro. Se B. non va bene, basta non votarlo, mentre queste grandi menti sembrano investite direttamente dal padreterno… Vita natural durante… Mi ricordano tanto il Fazio banca d’Italia… Che pena…
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a shoc e less ma les da bon.nelle università ci sono persone che pensano per fortuna…senza potere e senz’altro meno di chi gestisce milioni di euro e li usa per soggiogare con tv e giornali una buona parte di boccaloni che non vedono al di là del loro naso.Se lo schizzonano non è pericoloso allora penso proprio che sei come tutti quelli che lo votano….irresponsabili! Il disastro è sotto gli occhi di tutti meno di quelli che non lo vogliono vedere e a cui sta bene per interesse….guarda caso quelli con i soldi,la mafia e i costruttori padroni degli appalti più appetitosi,quindi vedi tu chi è penoso quì in giro…..
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Mi spiace ma dubito fortemente degli appelli firmati dagli accademici.
Mi ricordano il caso Calabresi Luigi commissario.
Non ancora sopito, nemmeno del tutto risolto.
Ove successe che qualcuno firmò gli appelli contro di lui per il caso Pinelli perché: “me lo propose l’amico al telefono”.
E mi ricordano anche che, quando si “istituì” il Phascismo da noi, solo due o tre su qualche centinaio (1.800?) di docenti accademici italiani non firmarono il patto di fedeltà al regime.
Mi spiace. Ma la penso così.
Con stima et cordialitate.
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Paolo, ti sei dimenticato di citare un famoso raduno di illustri firme di accademici, ben dieci, docenti prestigiosi di illustri Atenei italici, in occasione della promulgazione delle abbiette ed infami leggi fasciste sulla purezza razziale. E fra coloro che, più o meno dietro le quinte, fomentarono il Manifesto in questione o ne appoggiarono apertamente le tesi e le azioni riprovevoli conseguenti, ci furono campioni della democrazia nazionale, come Giorgio Bocca, Fanfani, il santo Padre Gemelli, Giovannino Guareschi, Mario Missiroli,, buona parte del Vaticano filonazifascista e intedescato del Principe Eugenio Pacelli, santo prossimo venturo. Le riviste Vita e Pensiero -che vedevo in bacheca ed in libreria alla Cattolica di Milano- e Civiltà Cattolica difesero le leggi, sempre in modo gesuitico, facendo mille distinguo ipocriti, tra cavilli e sfumature, ma sempre in linea colll’antisemitismo che ancora oggi caratterizza le gerarchie ecclesiastiche cattoliche.
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Gentilissimo storpiatore di nick altrui,
a parte le offese a me, che ti qualificano a sufficienza, io spero sempre in un governo autorevole, ed in una opposizione spietata che sappia mettere alla frusta l’esecutivo. Per fare ciò bisogna lavorare tutti insieme, perchè il paese non è da dividere… MAI…
E’ per questo che sarò sempre pronto a discutere.
MAI ad OFFENDERE.
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trovo veramente interessante l’appello che questi intellettuali hanno rivolto agli italiani, Credo anch’io che la situazione sia molto grave e condivido le loro preoccupazioni. invece di cercare tutte le possibili ragioni per dividerci sono a chiedere ai firmatari di proporre iniziative cocrete per rendere possibili gli obiettivi primari individuati. Sarà poi compito dei partiti e della società civile lottare per raggiugerli
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il governo è quanto mai autorevole direi.Fà le leggi se le vota avendo la maggioranza alla faccia dell’opposizione.non staremo quì a parlare di quale leggi no?quindi con che coraggio affermi quello che scrivi pensando di non offendere.magari per te prendere per il …..è normale ? discutere va bene quì perchè dal vivo non avresti argomenti senza farti ridere in faccia.
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Non capisco il tuo ragionamento polipo assonnato. Mi spieghi come può esistere in democrazia un governo che non abbia la maggioranza e quindi mi sembra logico che si faccia le leggi e se le approvi, come meglio ritiene e senza dover chiedere nulla all’opposizione. Sarebbe strano il contrario.
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C’è sempre un primo della classe. I Derossi crescono ovunque. Come il trifoglio.
Almeno passassero i compiti in classe a chi è un pò, poniamo, somaro.
Con l’avvertenza di dirgli: “per questa volta passi, per la prossima, almeno impegnati. Studiamo insieme”.
Primi della classe forieri di una simile opinione sono rari.
In un certo senso sono, direi, comunisti veri.
Invece pullulano i primi della classe che alzano il dito: “Io lo so, signora maestra”.
Lo sciopero degli emigrati.
L’appello degli accademici.
Sul primo, credo valga assai la pena di meditare.
Sul secondo, dipende.
Non so se in Italia possa valere il mito dell’alleanza fra classe operaia ed intellettuali, un mito nella storia del movimento operaio.
In Italia, gli intellettuali accademici fanno casta. E politica. Nonostante la Gelmini ed i tanti precari. Ne so qualcosa avendo conosciuto Stefano Zamagni, ordinario allora di Economia Politica a Parma.
Forse, secondo me, il loro appello adombra il tenersi la poltrona stretta.
Gli emigrati, invece, si faranno anche la battaglia fra loro, come spesso la realtà insegna ma lo sciopero di oggi, forse, ridà una speranza.
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Non ci sarebbero problemi se le facesse per la gente,visto che è lì per il popolo,il problema è quando se le fà per propri interessi.O ti è sfuggito qualcosa in questo periodo o non lo vuoi vedere. Un immobilismo da far paura. Sembri come i tifosi di calcio.Anche se la squadra vince sporco pronti a difendere a spada tratta qualsiasi accusa .Se questa è democrazia….Effettivamente non vale la pena scrivere quì,tutte parole gettate al vento che lasciano il tempo che trovano.Ognuno resta comunque del suo parere, chi con i paraocchi perchè non vuole ammettere come stanno le cose e chi invece proprio non le vede.
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Scusate il ritardo
Appunti di viaggio : perchè non leggete quello che scrivo?
A shoeless
Guarda che tu nel momento che costruisci obligatoriamente con il voto una maggioranza ed una opposizione, tu il paese l’hai già spaccato inesorabilmente,
per cui avrai dei yes-man (uomini-si) da una parte e dall’altra che voteranno come dicono i capi.Hai mai sentito parlare di disciplina di partito?
A Costantino V
Ripeto per ancora una volta che in USA hanno fatto la separazione dei poteri,cioè il Presidente (il governo) viene eletto per conto suo e il parlamento per conto suo.Per cui il Presidente non è sfiduciabile dal parlamento tant’è che Bush ha fatto gli ultimi 2 anni con i repubblicani in minoranza in parlamento.Idem ,con patate vale per Clinton nella legislatura precedente.Quindi esistono i govrni senza maggioranza. Morale della favola gli americani in 60 anni si sono fatti 15 governi noi ,cervelloni,61.Per cui la domanda: chi sono i cretini gli americani o i partiti Italiani di destra,sinistra e di centro?
A Giovanna che dice
“Sarà poi compito dei partiti e della società civile lottare per raggiugerli.
Ti sfugge un particolare ,Berlusconi è figlio della partitocrazia italiana,di destra,sinistra e di centro ,uso questa terminologia che ovviamente non ha nessun significato politico se non quello,e con questo concordo con Paolo Sirocchi,di distinguere i deputati che stanno da una parte o dall’altra del presidente dell’assemblea.Berlusconi nasce da una crisi di sistema provocato dalla paralisi politica paritocratica e dalla conseguente tangentopoli.Se vuoi poi ti spiegherò le analogie della genesi politica di Mussolini e Berlusconi.Quindi che siano i partiti a risolvere il problema la vedo dura a meno che seguano la società civile e che questa sappia vedere e proporre quello che i partiti non possono vedere in quanto strabici per natura.
A polipoassonnato
hai ragione sul fatto che le cose non cambiano da sole se guardiamo il mondo con i paraocchi cioè solo nel nostro orticello.Guardiamoci attorno e vediamo dove certe cose funzionano meglio che da noi e chiediamoci il perchè questo succede. Se ti faccio,ad esempio, notare che le democrazie più avanzate tendono ad eliminare i partiti ci sarà pure un perchè ? O no? La strada che porta a vedere lontano ,cioè il panorama è sempre in salita….
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