Una campagna anti-tabacco che fa tossire

Pubblicato da Redazione il 24 febbraio 2010 in Pubblicità, Sanità, Società |

Giovani fumatori in ginocchio davanti a un adulto, che uno immagina essere il tabaccaio, in una posa dalla chiara connotazione sessuale. Ma invece che eseguire una fellatio stanno succhiando una sigaretta. Sono le immagini dei manifesti della campagna anti-fumo lanciata in Francia dall’associazione Droits de non-fumeurs (Diritti dei non fumatori, Dnf).

Immediate le reazioni del Segretario per la famiglia Nadine Morano, oltre che di parecchie associazioni, che hanno chiesto la rimozione dei manifesti di una campagna di stampa giudicata «scioccante» e «sbagliata».

L’obiettivo confessato non è tanto affermare che «fumare fa male», ma che fumare equivale a sottomettersi. «Le prime sigarette sono percepite come un rito di passaggio verso l’età adulta, l’espressione di una forma di autonomia e di emancipazione», spiega Dnf in un comunicato stampa. «La campagna cerca di rovesciare questo punto di vista e di rendere consapevoli che fumare non vuol dire affrancarsi dall’autorità ma è al contrario un segno di sottomissione e di ingenuità: sottomissione comportamentale, psicologica e fisica a una droga che condiziona gli atti, rovina i corpi e costa caro».

Richiamandosi all’incremento del tabagismo adolescenziale, Dnf afferma di voler in questa maniera «reagire all’indifferenza disarmante dei giovani verso i discorsi anti-fumo» e «rompere con la tiepidezza delle campagna preventive». «Da diciotto anni cerchiamo di informare i giovani sui pericoli del tabacco», spiega Gérard Audureau, presidente del Dnf. «Finora l’abbiamo fatto gentilmente, toccando l’aspetto salute, mostrando polmoni devastati», ma «i giovani si sentono invincibili, immortali». Da qui, la scoperta che «l’aspetto sessuale li tocca molto di più della malattia».

La campagna è stata messa a punto dopo un’inchiesta condotta tra i liceali che, secondo l’associazione, ha dato «risultati molto favorevoli». Le persone che resteranno turbate, «sono quelli oltre i 50 anni e non è a loro che ci rivolgiamo». L’obiettivo sono i giovani di età compresa tra i 12 e i 25 anni, che rappresentano Il 40 per cento dei fumatori. Perciò i manifesti saranno piazzati nei luoghi frequentati dai giovani.

«Si umiliano i giovani»

Per Nadine Morano, l’accostamento è «intollerabile» e «profondamente scioccante». Perciò, «in nome dell’oltraggio pubblico al pudore», ha chiesto la proibizione di questa campagna che assimila il tabagismo a una fellatio sotto costrizione.

Da parte sua, l’associazione Familles de France (Famiglie di Francia), ha sporto querela al Giurì per la deontologia pubblicitaria e ha chiamato a pronunciarsi l’Autorità per la regolamentazione professionale della pubblicità (Arpp) che può, in caso di inosservanza delle regole professionali, chiedere la sospensione immediata della diffusione di una campagna.

«Il messaggio è sano in se stesso, l’idea di questa campagna è nobile», ha ritenuto Christiane Therry, delegata generale di Familles de France. Ma la campagna è «inopportuna» e l’immagine «ambigua», con un messaggio «incomprensibile». E ha aggiunto: «Si abbassano i giovani di fronte a un’autorità adulta», «Lascia pensare che si assista a una fellatio, si umiliano i giovani».

La femminista Florence Montreynaud, che dieci anni fa ha creato la Meute, rete internazionale per la lotta contro le pubblicità sessiste, considera la campagna «indegna».

«È un abominevole ritorno indietro rispetto a quel che si è fatto negli ultimi quarant’anni», è stata la sua reazione. Membro «da 30 anni» dell’associazione Dnf e in generale «d’accordo con tutto ciò che loro fanno», tuttavia questa volta ha chiesto anche lei «il blocco immediato» di questa campagna.

La militante femminista vede in queste foto una «banalizzazione della violenza sessuale maschile». Deplora «l’inefficacia» dell’Autorità di regolamentazione professionale della pubblicità, «che interviene a cose fatte per tutto ciò che non è televisione», e soltanto «quando il dibattito pubblico s’infiamma».

«Fabbricanti di sigarette assimilati a pedofili»

Il portavoce della filiale francese della British American Tobacco, Yves Trévilly, si rammarica del fatto che possa essere accostato a uno stupratore o a un pedofilo solo perché lavora per una multinazionale della sigaretta.

«E i dipendenti delle fabbriche di tabacco e i 29 mila tabaccai sono anche loro da considerarsi dei potenziali violentatori e pedofili?», si è chiesto ricordando che il tabacco è un prodotto venduto legalmente, sotto monopolio di Stato. «E che cosa pensa Roselyne Bachelot (ministro della sanità, ndr) dell’uso delle sovvenzioni versate a un’associazione che si permette di lasciar credere che lo Stato partecipi ad atti di stupro e pedofilia?».

La reazione del ministro della Sanità non si è fatta attendere. Ha infatti ritenuto che la campagna proposta dall’associazione Diritti dei non-fumatori fosse «inappropriata» e potesse essere «controproducente», anche se ha riconosciuto che «bisogna ricorrere a immagini scioccanti»

Infine, la Confederazione dei tabaccai ha fatto sapere che questa campagna «va troppo lontano». Concludendo: «Non si tratta di prevenzione ma di provocazione fuori luogo».

(Da Libération del 23 febbraio 2010)

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3 Commenti

  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    Veramente brutta e di cattivo gusto.

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  • avatar fb scrive:

    Trovo l’immagine non pertinente, molto kitsch ed anche volgarotta; dà veramente fastidio, ma non tanto per ragioni moralistiche e bacchettone, bensì perchè non trovo congruenza ed omogenmìeità tra fumo e rapporti orali, sia dal punto di vista fisiologico che per le conseguenze psichiche. Il sesso orale non provoca dipendenza, tosse, raucedine,non rende cattivo l’alito, non ingiallisce i denti ed i polpastrelli delle dita e non è altrettanto compusivo, anche se può risultare altrettanto soddisfacente per l’uno o l’altro dei partners, se non anche per entrambi. E’ chiaro che i bacchettoni francesi, simili ai nostrani, si sono poi attaccati solo al significato allusivo di genere sessuale. Omnia immunda immundis, tutto è sporco per chi è sporco. Fra l’altro, essendo i giovani portati a comportarsi da bastian contrari -o sebastian contrari-, come dice una mia conoscente, specie le femminucce, che sono anche le fumatrici più accanite, tu vedrai che si alterneranno tra fumo e rapporti orali, a più non posso. Che i tabaccai ed i fabbricanti di sigarette vengano poi assimilati a pedofili e violentatori, è una comoda forzatura.

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  • avatar fb scrive:

    Ho letto, tempo fa, un interessante articolo sulla faccenda del fumo, in cui si richiamava l’attenzione ad un aspetto trascurato sull’inquinamento da filtri delle sigarette, veramente micidiali. Ogni giorno cadono a terra centinaia di milioni di cicche, per un totale di diecine di miliardi l’anno, pari ad un peso di 845mila tonnellate, di cui almeno 8mila sono velenose ed inquinanti. Solo qui nel Mediterraneo costituiscono il 40% dei rifiuti, sversandovi centinaia di tonnellate di nicotina, catrame, toluene, acido cianidrico, ammoniaca, benzene, formaldeide, benzopirene, acetone di cellulosa,materie plastiche e persino polonio 210; il tutto mortale per i pesci e per chi, come noi, se ne ciba.

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