Gesù beve, fuma e provoca disordini

Una sigaretta in una mano e una lattina di birra nell’altra. Come tanti della sua età. Ma non è passato inosservato perché il bevitore-fumatore è Gesù di Nazareth. L’immagine, blasfema per alcuni e innocua per altri, è apparsa in un libro scolastico destinato agli allievi di una scuola cattolica dello Stato indiano del Meghalaya. È stata utilizzata per raffigurare la «I» della parola «idolo». La reazione di sua eccellenza Dominic Jala, arcivescovo della diocesi della città di Shillong, non si è fatta attendere: «Profondamente scioccati e feriti da questo ritratto offensivo di Gesù Cristo, condanniamo l’assenza totale di rispetto dell’editore per le religioni».
La polizia sta cercando il responsabile della casa editrice Skyline Publications, che ha sede a New Delhi, perseguito per offesa ai sentimenti religiosi. La Chiesa cattolica indiana ha proibito l’uso del manuale in tutte le sue scuole, mentre i protestanti hanno preteso scuse pubbliche da parte dell’editore. Militanti cristiani non sono rimasti con le mani in mano e hanno proceduto all’abituale rito purificatore di dar fuoco ai testi blasfemi. In India, i cristiani rappresentano il 2,3 per cento della popolazione forte di 1,1 miliardo di abitanti a maggioranza di religione induista.

Dall’Osservatore Romano di oggi veniamo a sapere che l’esposizione dell’immagine nelle vie della città di Jalandhar, nello Stato del Punjab, ha provocato gravi scontri e due chiese sono state completamente devastate, mentre una terza è stata parzialmente incendiata.
Secondo la ricostruzione dell’oragano ufficiale del Vaticano, «i cristiani della città hanno chiesto, in maniera pacifica, di rimuovere dalle strade le affissioni blasfeme, provocando però la reazione negativa dei membri di alcune organizzazioni fondamentaliste indù, in particolare Bajrang Dal, Vishwa Hindu Parishad e Shiv Sena. Nella città di Batala, nel distretto di Guardaspur, la violenze scatenate dai fondamentalisti hanno raggiunto il culmine con gli attacchi alle chiese e il saccheggio di alcune abitazioni, tra cui quelle dei pastori delle comunità che sono stati anche aggrediti. Il coprifuoco iniziale imposto dalle autorità è stato parzialmente tolto e la situazione è tornata relativamente calma, ma non pochi sono ora a temere che nel Punjab possa verificarsi un’altra ondata di attacchi alla comunità cristiana di uguale intensità a quella che si è verificata in Orissa nel 2008. I presuli indiani hanno esortato all’armonia religiosa (…) e hanno chiesto alle autorità di rilasciare venticinque cristiani arrestati a seguito degli scontri. Anche le organizzazioni indù moderate hanno condannato la pubblicazione dell’immagine blasfema, chiedendo l’arresto dei colpevoli… Oltre duemila poliziotti sono stati schierati per vigilare contro eventuali nuove azioni dei fondamentalisti. Inoltre l’autorità statale ha acconsentito a risarcire la comunità cristiana per i danni subiti. Le violenze anticristiane non sono una novità per il Punjab: qui come in altri Stati indiani, la democrazia e la pacifica convivenza sono messe a rischio dall’attività dei fondamentalisti che seguono l’ideologia dell’hindutva per la creazione di una nazione teocratica. Secondo l’ultimo rapporto del Ministero dell’Interno, negli ultimi cinque anni gli attacchi alla comunità cristiana sono stati 3.800. Il fondamentalismo religioso sarà uno dei temi centrali della prossima assemblea dei vescovi indiani».
Se la Chiesa difende i suoi, non si sa bene chi debba difendere il nostro governo, il quale non si è tuttavia astenuto dal ficcare il naso nella faccenda. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha espresso infatti «profonda preoccupazione nei confronti della violazione dei diritti e della dignità della comunità cristiana».
Il ministro confonde forse gli italiani con i cattolici? Ci viene il dubbio che il titolare della Farnesina non sappia su quale sponda del Tevere ha il suo ufficio e si creda più cattolico del papa come un tempo ci si sentiva più realisti del re.
O è solo l’ennesimo, patetico tentativo di sfruttare i drammi altrui per farsi pubblicità in casa propria? Propendiamo per questa seconda ipotesi.














…ma io quell’ immagine l’ ho già vista, anzi, mi pare di ricordare che avesse una canna, non una MS., e un Whisky, non una lattina di Fanta. 1975 circa, e dietro l’ immagine fricchettona era un messaggio giocoso, di tolleranza, possibilità di dialogo (e forse ricerca di una radice comune) tra vivere piacevolmente (essere felici) e amore cristiano. Ce n’ era un altra con il Nazareno sull’ avviso “Wanted”, qualcun altro cantava “Dio è morto” e c’era ingenuità e speranza, anche tanta presunzione e faciloneria, certo. Vorrei vedere adesso… Madri e padri, zie e nonne dicevano: “dove andremo a finire?” Si, siamo proprio andati a finire da tutt’ altra parte.
Ti piace questo commento?
3
0
Purtroppo le religioni hanno suscitato, essendo mal interpretate e peggio gestite ed amministrate dalle caste sacerdotali, stragi immani e vergognose. Noi cattolici ci siamo particolarmente distinti, come rompighiaccio dei razzzismi e delle xenofobìe più infami della storia, tutto in nome della Croce e della misericordia e carità cristiane. Le vittime del Christian Pride globale ammontano a diecine di milioni e nessuno ha mai nemmeno chiesto scusa ai pochi sopravvissuti; mettiamoci una pietra sopra, va’, che è meglio, scurdammoce ‘o passato, simme cattolici, paisà! Se Cristo fosse vissuto ai tempi nostri, qualche pipata se la sarebbe fatta, un buon sigaro, ed anche una lattina di birra; non sono queste le cose che guastano,anche se danno i friccicori al core ed i pruriti intimi ai bacchettoni ed alle pinzochere. I roghi di libri sono malefici e deleterii, mi ricordano quelli che venivano accesi in Germania ed in Italia tra le due guerre mondiali. Frattini ha un chip nella nuca che lo fa agire, a tratti, per il resto dorme, quando gli arrivano le direttive, via etere, da Arcore.
Ti piace questo commento?
0
2