La centrale a biomasse del quartiere Europa, una bufala ecologica

Ecco come sarà la centrale a biomasse del quartiere Europa (Fidenza), voluta dal movimento Città aperta in giunta fino al giugno dello scorso anno.
Il 7 febbraio 2010 si è tenuto a Strongoli un convegno-dibattito sul tema «Centrali a biomasse: inquinamento ambientale ed effetti sulla salute umana». Il resoconto del convegno è stato pubblicato sul sito di Italia Nostra.
Mi ha colpito un brano dell’intervento del chimico Federico Valerio, il quale suggerisce di «proporre al governo che ogni forma di incentivo pubblico sia tolto a qualunque tipo di incenerimento con recupero energetico compreso quello delle biomasse vergini. In questo caso l’inquinamento atmosferico e le ceneri tossiche che si producono con questo tipo di combustibile solido non giustificano l’effetto neutro sulla emissione di gas serra, peraltro discutibile se si conteggiano i consumi energetici nelle fasi di taglio e trasporto, smaltimento ceneri». Aggiunge poi Valerio: «In particolare, l’incenerimento con recupero energetico deve essere tassato, come si fa in Austria, in Danimarca e Svezia in quanto tale pratica si pone in palese concorrenza (sleale con gli incentivi) con il riciclo, pratica molto più vantaggiosa dal punto di vista energetico ed ambientale».
Il problema ci riguarda, dato che a Fidenza, nel quartiere Europa, è prevista la costruzione di una centrale a biomasse giustificata da ragioni di carattere ecologico non provate e di stampo propagandistico. Attorno alla centrale esiste un’area urbanizzata, il cosiddetto quartiere dei Navigatori, e sorgerà appunto il nuovo quartiere Europa. Non lontano si trova l’ospedale cosiddetto di Vaio. Come se non bastasse, a ridosso della centrale ci sono gli orti del gli anziani.
D’accordo sulla pericolosità delle centrali nucleari, ma anche quelle a biomasse non scherzano. Con la differenza che le prime sono mortali quando «si rompono», mentre le seconde diventano nocive non appena entrano in funzione.
Perciò sarebbe interessante sapere se la nuova amministrazione intende riconfermare questo discutibile progetto.













Mi sembra di aver capito che queste centrali devono funzionare alla perfezione, con tecnologie all’avanguardia e sempre passibili di ulteriori miglioramenti tecnologici, in quanto, se la combustione dei materiali di biomassa è incompleta, si accumulano in atmosfera PM10 in gran quantità, ossidi di azoto, carbonio e zolfo ed una massa di residui carboniosi e di frammenti lignei incombusti o solo parzialmente tali. Certo che la vicinanza con l’ospedale è preoccupante; e, per me, anche il fatto che abito a 500 m. di distanza. Volendo scherzare un attimo, si dice che le sostanze inquinanti emesse da tali centrali, producono una paralisi totale delle dita delle mani; se non altro, non potrò forse più digitare sulla tastiera del PC, con buona pace di alcuni, od anche parecchi, frequentatori della Nave. Mors mea,vita tua!
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Nel servizio, si definiscono tossiche le ceneri prodotte , si puo’ essere piu’ precisi
sulle caratteristiche di tossicita’?
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puke58
Più completi riferimenti sulla tossicità alla pagina http://fidenza.ponziettore.it/quartiere_europa.html
e alla pagina
http://web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/HOME.html
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Il suo pezzo è interessante e merita approfondimento, anche perchè si può ragionare del suo dimensionamento e di COME si pensa di alimentarla.
Le chiedo una precisazione: perchè scrive che la Centrale è stata voluta da Città Aperta? Da dove ha tratto questa convinzione? Grazie.
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Mi sembra che si faccia un po di propaganda sulla centrale. Sono d’accordo che la localizzazione nei pressi dell’ospedale sia demenziale, sono pure d’accordo che non siano convenienti dal punto di vista ambientale se si bruciano biomasse vergini. Rimango invece stupito dall’apprendere che le ceneri siano un problema. Inanzittutto rimangono nell’impianto, poi non è detto che siano tossiche, dipende da cosa si brucia. Sarebbe come dire che nei nostri camini le ceneri rimaste siano tossiche. Certo che se al posto di legna, bruci fanghi di depurazione qualche metallo alla fine rimarrà nelle ceneri, ma non penso sia il caso in questione. Se l’impianto sarà ben gestito pure le emissioni in atmosfera non dovrebbero costituire un problema. Maggiore sarà quello dal traffico veicolare per alimentare la centrale.
Concludendo questo tipo di centrale ha senso solo se alimentata con biomasse di scarto, impiegabili solo parzialmente nel compostaggio, come sfalci, ramaglie, potature, etc, ma in ogni caso non localizzate nel mezzo di quartieri densamente abitati e nei pressi di un ospedale.
Per concludere mi sono letto il Valerio: attenzione i dati da lui riportati si riferiscono a usi domestici di legna e non a uso in centrali. I dati come smepre si possono leggere da diverse angolazioni, ma non sembrano assolutamente preoccupanti, si confonde come sempre pericolo con rischio.
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Grazie 1000 Ambrogio , veramente interessante.
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Ambrogio, molte grazie sono state indicazioni molto interessanti
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Rispondo a “don’t stop me now”
Il titolo e la didascalia sono redazionali. Il sostegno all’impostazione ecologica del nuovo quartiere era comunque positivamente attribuita all’assessore Gandolfi e, così fosse, ritengo questo intento apprezzabile.
Il mio scritto vuole semplicemente introdurre elementi di valutazione che probabilmente non erano stati considerati.
Rispondo a “Costantino V”
Apprezzo l’attenzione e condivido le sue perplessità circa la localizzazione e il reale beneficio all’ambiente di impianti che utilizzano solo legno vergine. Sul discorso ceneri, esposto in modo convincente, non posso che rimettermi a chi ha maggior competenza in proposito.
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Grazie della precisazione. Di conseguenza giro la domanda alla Redazione.
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Forse sarà una ditta della bassa ” Terre Verdiane”, che porterà legno “vergine” direttamente a Fidenza, anzichè , come fa ora, portarla sino al Trentino, con ben altri costi. Non sarà alimentato dalle “pocciamature” come detto in un primo tempo. Quindi i costi saranno molto alti e in alternativa sarà alimentata a metano essendo la gestione della S. Donnino (con ancora costi di gestione notevolissimi). E Noi paghiamo! Vedremo se la sfera di cristallo, quando la Centrale andrà in funzione, ci ha preso.
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Per Joseph
Certo che andrà anche a metano, infatti si chiama centrale di co-generazione.
E meno male che c’è il metano altrimenti i 91 appartamenti che verranno finiti entro un anno con cosa si scalderanno se la centrale non sarà pronta? Quando poi sarà completa e a regime con il teleriscaldamento oltre al Quartiere Europa la centrale servirà (e questa è la novità della nuova amministrazione che ha voluto questa possibilità inizialmente non prevista in quanto la centrale doveva servire solo il quartiere) anche la piscina coperta, il Palazzetto dello Sport, l’ ospedale di Vaio, tutte le scuole limitrofe nonchè le tutte le case ACER di Via Togliatti.
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Dimenticavo, tutto questo determinerà forti riduzione dei costi di gestione degli impianti, la non necessità di installare caldaie anche nei nuovi appartamenti nonchè risparmio nei consumi e utile dalla vendita dell’ energia elettrica prodotta.
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Per Barabba
Mi hanno insegnato che TUTTO ha dei risvolti positivi e negativi, non esistendo l’impianto PERFETTO. Dal tuo intervento, molto aggiornato, non comprendo i risvolti negativi. Oltre ai risparmi, quanto sono cresciuti i costi dalla prima stesura a quella attuale? Sono forse raddoppiati? Vanno pure questi aggiornati
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Quindi la centrale funzionerà a gas come i forni della Vetraria, se la centrale è di cogenerazione come potevamo non saperlo?
Il discorso del legno vergine serviva solo a pubblicizzare la spinta ecologista di un comune virtuoso. Come abbiamo potuto non capirlo?
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Barabba sono d’accordo che chi verrà servito dall’impianto di cogenerazione avrà una riduzione dei costi di esercizio, specie se il contratto sarà fatto a prezzi politici.
Ma mi chiedo. Chi pagherà la centrale ? Se andrà a metano quale risparmio ecologico ? Di centrale di cogenerazione alimentate a metano ce ne sono tante e non dal 2010 ma da almeno 15 anni. Sicuramente un ottimo sistema per risparmiare per chi le gestisce, ma di alto costo di installazione. Mi sembra un’operazione di facciata che ricadrà su tutti i fidentini, a meno che i 91 proprietari e i gestori degli impianti sportivi non si paghino loro la centrale.
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La centrale a livello progettuale costa esattamente quanto previsto in precedenza. Si poteva eventualmente spendere molto meno utilizzando una struttura di tipo container, ma probabilmente non era il massimo a livello urbanistico data la sua ubicazione e paragonata alla foto dell’ articolo.
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A Barabba.
Prendo atto della precisazione ” a livello progettuale”. Ma come Tommaso, visto che confermi uguaglianza di costi, mi puoi far conoscere le due delibere o invia alla redazione i documenti che confermano la Tua precisazione così ben informata.
Così poi ti confermerò che hai ragione. Io per ora DUBITO FORTEMENTE che i costi preventivati nel Comparto Q.re Europa, confrontati a quelli che credo deliberati nel triennio prossimo dalla S. Donnino siano UGUALI! Come non sono uguali quelli preventivati per lo spostamento dell’Elettrodotto. E Noi paghiamo!!!
Rimango in attesa dei due documenti presunti uguali.
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A Barabba,
dimenticavo di ricordarti, che i 91 appartamenti in corso di ultimazione, oltre al Condominio da anni esistente in mezzo all’attuale Cantiere, andranno, PER MANCATA CORRETTA PROGRAMMAZIONE (analoga alla Tang.le Sud – prima l’Ospedale dopo anni la strada) in funzione, senza la Centrale, con il Campo magnetico sopra la testa (Elettrodotto) . Inoltre il citato condominio, è in “funzione- abitato” (vedi le luci di sera) da 2 anni, senza i servizi primari, fognatura compresa. Bell’ esempio di Q.re modello.
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Pienamente concordo con la cattiva programmazione, ma in questo caso sarebbe opportuno rivolgersi ai precedenti amministratori. I nuoni si trovano oggi a spalare la m…a di altri. E non è facile…
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E bravo il Barabba delle due verità, prima quella confezionata per gli ingenui del passato, premiata ad Urbanopromo, ora quella per i nuovi.
( http://fidenza.ponziettore.it/Malurbanismi.html#urbanpromo )
Citazione da apocrifo: “e Barabba, convocato dal Sinedrio, diventò uno di loro”
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vorrei dire a Barabba che una centrale è a co-generazione non perchè funziona con due diversi “carburanti” (gas e biomasse) ma perchè produce due diverse tipologie di energia quella termica e quella elettrica. Nel caso poi l’energia termica venga anche trasformata in energia frigorifera diviene un impianto di tri-generazione. In questo senso mi auguro che l’impianto previsto per il quartiere Europa sia di trigenerazione e possa ridurre il carico ambientale legato alla produzione di “freddo” almeno per le strutture pubbliche, Ospedale, strutture sportive ma anche scolastiche presenti nell’area.
per ulteriore dettaglio preciso che la tecnologia per la cogenerazione con gas è ben differente da quella richiesta per le biomasse. La tecnologia per le biomasse, poi, si differenzia anche se queste sono classificate come colture dedicate o come combustibile da rifiuto (CDR), in questo caso anche il percorso autorizzatorio è ben differente poichè lo stesso impianto diverrebbe parte della filiera dello smaltimento rifiuti.
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E’ già nato un comitato per fermare questo ennesimo scempio del teritorio, oppure li lasciamo fare?
Come pensate sarà alimentata? Quale sarà la potenza ? Quanti ettari di terreno occorrono per produrre la biomassa necessaria? Dove sono i contratti con gli agricoltori/fornitori della biomassa? Cosa ci butteranno se non avranno biomassa sufficiente? Quali saranno le emissioni?
Esiste il progetto del teleriscaldamento per gli appartamenti?
E’ stato previsto un rimborso per la svalutazione degli immobili dei residenti vicini?
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La centrale come il fotovoltaico sui terreni agricoli ed altre cose ha la benedizione di destra e sinistra, movimenti compresi. Trovare venti persone al di fuori per un comitato è impresa ardua, in passato alcuni comitati spontanei hanno ottenuto di salvare provvisoriamente tre alberi su cento.
Tornando al caso specifico, è previsto il teleriscaldamento per le strutture pubbliche e le abitazioni private, i dubbi sono sull’effettiva alimentazione della centrale.
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Grazie per la risposta.
Dove è possibile visualizzare informazioni sul progetto proposto(incluso teleriscaldamento).
Quanto ai movimenti, se benedicono scelte poco opportune di destra e sinistra…beh, se ne possono sempre fare altri.
O almeno, ci si può provare.
Senza pregiudizi, dopo aver letto i documenti.
Mi può dare una mano ad informarmi meglio?
Grazie
MASSIMO GIANANGELI
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Alla pagina http://fidenza.ponziettore.it/quartiere_europa.html puoi trovare altre informazioni ed alcuni link a documenti ed opinioni.
Vedi anche http://web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/HOME.html
Nei commenti sopra abbiamo alcune osservazioni che presuppongono una conoscenza tecnica superiore alla mia che è piuttosto limitata, quindi estenderei a loro la tua richiesta di indicazioni.
Cordialmente
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Ti ringrazio.
Non è molto chiaro dai documenti e dalla delibera di consiglio che tipo di attività avrà la caldaia a biomassa, se sarà attiva solo per il riscaldamento (quindi solo per un periodo ristretto dell’anno) se il cogeneratore di energia elettrica sarà attivo tutto l’anno e sarà alimentato anche dalla caldaia a biomassa. Non ho capito bene se il progetto è già stato avviato alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, se è già stato autorizzato, se ci sono i termini eventuali per impugnare la delibera autorizzativa, ecc…
Il Dlgs n. 387 del 29/12/2003 autorizza l’incenerimento anche della parte biodegradabile dei RSU, assimilandola alle biomasse. Per appare importante sapere se hanno la fornitura di biomassa sufficiente.
Come si può fare per avere queste info?
Grazie e scusate del disturbo
MASSIMO GIANANGELI
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La San Donnino srl, società che dovrebbe gestire l’impianto, dovrebbe essere la SAN DONNINO MULTISERVIZI S.r.l.
E’ la società che gestisce, nel territorio del Comune di Fidenza, i seguenti servizi:
* gestione reti, impianti e distribuzione del gas metano;
* gestione della raccolta e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani;
* altri servizi pubblici minori sempre per conto del Comune di Fidenza.
Società partecipate:
* Gas Plus Vendite S.r.l.
* Ambiente Emilia S.c.r.l.
* Comeser S.r.l.
http://www.sandonnino.it/index.php
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Sono convinto che la centrale andrà a metano, per cui non ci sarà alcun problema. Nel caso si usino biomasse, piuttosto improbabile vista la localizzazione, non potranno essere rifiuti perchè non mi risulta abbiano tale autorizzazione, anche se vigilare non guasta mai.
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Ragionare sulle convinzioni è del tutto inutile. Qualche dato.
L’impianto di generazione elettrica sarà composto da due caldaie: la prima, a cippato di legna, di 3500 kWt di potenza termica (circa 580 kWe di potenza elettrica); la seconda, a metano, di 3000 kWt sarà dedicata a coprire l’ulteriore richiesta e/o garantire il servizio in caso di guasti o manutenzioni sulla caldaia a biomassa.
Il fabbisogno di biomassa legnosa per alimentare la caldaia sarà di circa 7000 ton/anno.
Per la realizzazione dell’impianto occorrerà apposita autorizzazione rilasciata dalla Regione (secondo il dettato del D.Lgs. 387/2003). Per la rete di teleriscaldamento servirà quella comunale.
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La questione del trattamento di biomasse “vergini” può essere decisamente interessante per iniziare a fare qualche esperimento sulle fonti di energia rinnovabili. Vedo che c’è un po’ di confusione tra co-generazione (calore + elettricità in uscita) e co-firing ( utilizzare in entrata contemporaneamente combustibili diversi: metano + syngas da biomassa, per esempio). Sappiamo che il metano è forse il combustibile meno pericoloso per la nostra salute. Per la biomassa invece sono ottimi i digestori anaerobici per la produzione di syngas, purchè si utilizzi solo legname e non altri tipi di biomasse per via dei fanghi residui che potrebbero contenere un’alta concentrazione di tossine. Con il legname invece si ottengono fanghi utilizzabili come concimi. Attenzione poi a non sottrarre prodotti o terreni alla filiera agroalimentare. Le biomasse dovrebbero essere facilmente reperibili in zona, altrimenti i costi e l’inquinamento da trasporto ne annullerebbero i benefici. Tuttavia vista la moda di trasformare i terreni agricoli in lotti edificabili e visto anche il continuo abbandono di molte aree agricole sia in panura, sia nelle colline di Salso e Fidenza, prima che siano cementificate del tutto, magari potrebbero essere trasformate in boschi per la produzione di biomasse. Rimane la questione dei costi: sicuramente molto alti e poichè c’è molta sperimentazione, i risultati potrebbero anche essere deludenti. Ma se non cominciamo da qualche parte come possiamo indicare ai nostri figli e nipoti almeno una traccia su come liberarsi dall’inquinamento e dalla schiavitù da petrolio? Mi viene da sorridere pensando che all’inizio della sua carriera l’automobile era vista come il massimo dell’ecologia: niente più scuderie puzzolenti, nè strade imbrattate di letame. Nell’aria niente più mosche o tafani o odor di piscio di cavallo……
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Diversi studi dimostrano come da 1 ha di bosco sia possibile recuperare circa 3 ton/anno di legname di scarto, semplicemente dalla pulizia del bosco stesso.
Forse varrebbe la pena incentivare simili operazioni piuttosto che pensare di coltivare legna per farne combustibile. Simili sistemi colturali per esempio a pioppo producono legna in cicli biennali o triennali, ma restano cmq poco ecologici rispetto al petrolio.
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Mi chiedo:
La centrale avrà un teriscaldamento(per fare ciò serve un progetto e l’iter è molto complesso, tanto che, nella maggior parte dei casi, per far ccettare o digerire alla comunità ed alla amministrazioni si parla nella fase propositiva di voler fare teleriscaldamento, poi, una volta avviato l’impianto, tali buoni propositi spariscono). O meglio, la domanda specifica è: è già stato approvato UNITAMENTE al progetto della centrale anche quello del teleriscaldamento? Se così fosse, vuol dire che la centrale andrebbe a sostituire le caldaie domestiche o industriali, per cui potrebbe essere ipotizzabile (anche se comunque da verificare) un miglioramento ambientale. Se invece il teleriscaldamente è solo una promessa e non c’è IL PROGETTO APPROVATO, vuol dire che i nuovi impianti andrebbero ad aggiungere inquinamento(cioè presumibilmente,tonnelate NOx, SOx, Polveri Sottili, IPA, Diossina, ecc…Bisogna ovviamente vedee il progetto e lo studio di impatto ambientale).
Inoltre mi chiedo: come la portano la biomassa? Quanti tir sono previsti(anche questo dovrebbe risultare nel SIA)?
E ancora: ci sono i cotratti di fornitura della biomassa (ricordiamo che la durata dei Certificati Verdi è di 15 anni, quindi i contratti dovrebbero essere almeno quinquennali, o comunque si dovrebbe prevedere una filiera che abbia la possibilità di garantire l’approvvigionamento per tale lungo periodo).
C’è qualcuno di voi che ha il SIA, o il PROGETTO e o almeno i dati delle emissioni?
Grazie
MASSIMO GIANANGELI
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Non è stata ancora approvata e non è stato ancora rilasciato il permesso a costruire. Se riesci a farti ricevere, l’Architetto del Comune sa tutto perchè è il primo supporter della Centrale a biomasse (che diventerà a gas e basta). Volevo chiedere a Barabba se è riuscito a trovare i documenti dei due investimenti (in sede di approvazione del Q.re Europa) e confrontarli con quelli contabilizzati dalla S. Donnino . Io presumo che sono quasi raddoppiati. Perchè?
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Joseph, mi potresti dare una mano, magari per organizzarci insieme per andare o per fare un accesso agli atti?
E’ da poco che vivo qui (abito a Salso)
Grazie
MASSIMO GIANANGELI
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Tante ipotesi e tante chiacchere inutili. L’impianto di teleriscaldamento è stato già realizzato, la centrale è in fase di costruzione e tutte le caldaie autonome saranno sostituite da una ben più efficiente centrale termica di quartiere. Se poi sarà a biomasse o a gas non ha nessuna importanza, perchè la somma dei fumi di un certo numero di impianti è sicuramente superiore ad un singolo impianto centralizzato.
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Alla data dei post, NON era ancora stato rilasciato il permesso a costruire. Seconda cosa, se va solo a gas, non è la stessa cosa, perchè significa che ci hanno preso in giro, spacciando una innovazione per una centrale che anzichè condominiale, è multicondominiale. Non è la stessa cosa perchè per trasportare energia e mantenerla a temnperatura, maggiore la lunghezza , maggiori sono le “perdite” termiche, quindi non è cos’.
Quei condomini già funzionanti o in corso di consegna, demoliscono le caldaie???
Ultima, presto sarà realizzato un complesso nello stesso cq.re a low energy, quindi essendo di livello superiore, ed autonomo non si collegherà. Conclusione è il solito specchio delle allodole, con ritardo (come il sottopasso delle torri) entrano in gioco, idem sarà per il fotovoltaico. Entro fine anno debbono essere completati. Dove sono i lavori?
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Se si scalda l’acqua bruciando il gas o bruciando sfalci erbosi dal punto di vista della combustione può cambiare la composizione dei fumi, ma non cambia nulla nel trasporto e distribuzione dell’acqua calda, comprese le perdite.
I condomini già realizzati e consegnati (1 solo per la verità) erano al corrente di questo progetto e comunque credo che nessuno li obblighi a cambiare quanto hanno già pagato.
I complessi a basso impatto ambientale (con uso di pannelli solari e fotovoltaici) sono una scelta del singolo costruttore. Il comune può decidere o meno di dare appoggio e contributi, ma nulla più.
I condomini in corso di realizzazione devono essere consegnati entro la primavera e non entro l’anno, in ogni caso anche a Piacenza un quartiere con le stesse caratteristiche ha funzionato 2 o 3 anni (le solite lungaggini italiane) con un bruciatore provvisorio prima del completamento della centrale termica. Non mi sembra una tragedia.
L’unico intervento che merita commento favorevole è quello relativo alla mancata realizzazione del sottopasso, a cui mi associo.
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