Treni utili ai signori degli appalti e ai ras provinciali
«Infrastrutture: in Provincia il punto sul futuro» titola la Gazzetta di Parma. Sì, in nome del futuro si trascura l’esistente. Questo il difetto di amministrazioni alla ricerca di facili consensi e di appalti sostanziosi. Le realizzazioni contano giusto il tempo dell’inaugurazione poi diventano un aspetto amministrativo di nessun interesse. E così ci ritroviamo con le strade in pietoso stato di manutenzione, cantieri perennemente aperti, opere inutili per le effettive necessità dei cittadini, traffico alla ricerca di percorsi alternativi che non esistono, ambiente sempre più degradato.
La stazione di Vaio è qualcosa che i politici locali hanno per anni esaltato come la soluzione di ogni disagio connesso al trasferimento dell’ospedale civile dalla città alla frazione di Vaio. Dopo i ritardi di rito l’opera è stata realizzata e inaugurata, dopo qualche mese qualche treno ha anche fermato, talvolta ha tirato dritto.
«È un’opera molto attesa, che dà concretezza al progetto di metropolitana leggera su questa linea», commenta il 18 aprile 2009 il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli «e che rende l’ospedale ancora più accessibile e vicino ai cittadini, arrivando a servire un bacino potenziale di oltre 250mila abitanti. Un servizio in più per gli spostamenti casa-lavoro e per ogni altra esigenza di mobilità delle persone, che permette di viaggiare in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente».
Non è passato un anno e le dieci corse gionaliere previste, che in seguito dovevano diventare quindici, sono diventate quattro. Il tutto è rinviato a giugno e i nostri amministratori leggeranno sull’orario ferroviario le decisioni di Trenitalia.
Il dato di fondo è comunque un’altro: questa stazione non serve, si sapeva che non sarebbe servita, faceva comodo dire che sarebbe servita, abbiamo ingenuamente pensato che servisse ad altri. Comunque oggi c’è come tante altre cose, come il ponte di Sigerico come il nuovo svincolo della tangenziale, irraggiungibili dalla città.
Ras di ieri e di oggi

Gerarchi fascisti all’inaugurazione della stazione di Fidenza.


La non piccola differenza è che gli effetti delle opere ferroviarie dei primi sono stati molto più duraturi.













Quelli delle foto d’epoca sono sicuramente tutti scomparsi ormai, cosi’ come anche alcuni delle foto meno datate….
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Fisicamente scomparsi? E’ la vita.
Politicamente scomparsi? Non molti anzi troppo pochi.
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