Abbasso la squola, firmato Tedeschi
Momenti di gloria. Massimo Tedeschi con Patrizia Mirigliani e uno stuolo di Miss.
C’è da essere sempre più sconcertati di fronte a un centro sinistra che si fa rubare il mestiere e la parte dal centro destra. E non tanto nel campo delle idee vaghe e consunte, quanto in quello delle scelte concrete.
A Salsomaggiore, per esempio, dove a difendere le ragioni del polo scolastico contro quello dell’edilizia privata nella zona della Bertanella non è il Pd ma il Pdl. Difesa strumentale? Sicuramente. Della scuola non frega niente né a Silvio Berlusconi né a Maria Stella Gelmini. Lo certificano i mancati impegni, in materia scolastica, del governo di cui sono rispettivamente capo e ministro dell’Istruzione.
Il cinismo del Pdl non è però una ragione sufficiente per avallare le intenzioni del sindaco Massimo Tedeschi, che sono quelle di intascare qualche soldo concedendo ai soliti imprenditori di cancellare un altro pezzo dell’identità storica della città termale, la lavanderia Bertanella, appunto, e di mandare a monte l’ambizioso progetto scolastico-culturale.
Ma il gioco vale la candela? E, una volta terminati i proventi degli oneri di urbanizzazione, a che cosa metterà mano questa giunta senza soldi e senza idee? Che cosa svenderà? Quali altre colline consentirà che siano affettate, decapitate, deturpate? Possibile che questa amministrazione non capisca che la rinascita di Salso non passa per il vicolo cieco del mattone?
O trova il modo per fare sì che le acque siano di nuovo fonte di ricchezza, insieme al paesaggio da valorizzare anziché massacrare, oppure tanto vale che lasci perdere. Una città sempre più brutta, perché è in queste condizioni che la sta riducendo Tedeschi, non la vorrà più nessuno. Né gli ospiti né gli acquirenti cui di continuo si offre. E non è certo con le trovate come il concorso di Miss Italia, gallina dalle uova d’oro solo per la scaltra Patrizia Mirigliani, che si ridà slancio all’economia. Quella che è spacciata per operazione di immagine è solo una costosa bugia. Che ci creda Tedeschi non è una buona ragione perché ci si creda tutti.













Vedere la Destra e le ali berlusconiane che difendono l’istruzione è come vedere Dracula che difende le scorte di sangue dell’Avis. Se esiste una subcultura dominante che ha fatto strage di pensiero in questo Paese, questa deriva in gran parte da quel modo di fare e da quegli strumenti così bene interpretati dal Presidente del Consiglio in carica. Gelmini, da ultimo, docet…
Comunque: se si fanno certe scelte è perchè ormai situazioni drammatiche non permettono di fare altro. Il polo scolastico potrebbe essere creato comunque allargando l’attuale edificio della Carrozza con le 26 (credo 26, se non sbaglio) aule attualmente alla D’Annunzio. Va beh…è un’ipotesi, forse ancora fattibile. Oppure cambiare tutto e costruirne uno nuovo e grande in un altro luogo della città.
Sono tante le gatte da pelare: certo è che la D’Annunzio per le condizioni della struttura e per i problemi del Centro di Salso andrebbe spostata, su questo penso siano d’accordo tutti.
Ora però ci sono problemi più urgenti da prendere per le corna: c’è il dovere basilare di provarci, almeno per provare a portare la nave in porto. Iniziando dal Consiglio Comunale di lunedì e martedì che con tutte le sue grane sarà una dura prova.
Quando ci sono problemi drammatici sul tavolo ci si rimbocca le maniche sul momento…per evitare almeno catastrofi maggiori.
Il futuro poi è tutto da scoprire e tutto da costruire. C’è molta polvere da togliere, ci sono finestre da aprire, c’è bisogno di aria fresca, va cambiato l’arredamento.
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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La nave di chi, ma soprattutto in quale porto?
Mica vorremo costruire anche un porto sulla Ghiara, spero!
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La nave sono le Terme di Salsomaggiore, il porto si chiama tentativo di risanamento.
Tendenzialmente un’amministrazione dovrebbe arrivare alla fine del suo mandato, anche perchè i commissari prefettizi non piacciono a nessuno…Ci devono essere le condizioni minime però perchè si regga in piedi. E oggi questa condizioni significano nominare un amministratore unico degno di questo nome alle Terme, che riduca i vergognosi stipendi dei vertici e che provi (almeno ci provi!) a traghettare la proprietà pubblica verso un percorso di partnership privata, di minoranza o quel cavolo che sarà. Questa è la mia idea, di alternative ne vedo poche. Bloccare tutto oggi significherebbe rischiare molto perchè accumulare ritardo sul ritardo sarebbe dolorosissimo.
Chi c’è ha sbagliato negli ultimi anni? Beh mi pare evidente (e sarebbe anche il caso di portare avanti azioni di responsabilità, che in passato potevano anche già essere fatte); se salta fuori un discorso più dignitoso però, perchè no? Bisogna vedere, certo è che per le Terme di Salsomaggiore il vero drammatico crollo si è avuto negli ultimi 6 anni: un vortice irrefrenabile, una frana devastante, che oggi mette certe persone con le spalle al muro e le obbliga, quasi per forza, a fare scelte con l’acqua alla gola.
Quando ancora si poteva fare, avviando una privatizzazione seria (e sto parlando di 10 anni fa circa o poco più) il poco coraggio e certi blocchi ideologici hanno frenato ogni cosa. La barca è stata a galla ancora per un pò, poi scelte vergognose l’hanno gradatamente portata a fondo.
Senza entrare nei tecnicismi vado a logica e la logica, ahimè, porta a conclusioni molto chiare.
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Se le redini del governo della città fossero state in mano a persone di buon senso oppure, in alternativa, ad un vero imprenditore (facciamo un esempio a caso per la gioia di coloro che bazzicano da queste parti: Berlusconi), sarei pronta a scommettere che non saremmo ridotti tanto in basso da non poterci permettere neppure la canna del gas (gestione acqua e gas delle Terme, pur essendo un settore che portava denaro fresco e cheper questo pare abbia fatto la fortuna di altri , è stata la prima ad essere svenduta). Le amministrazioni che si sono succedute da almeno una quindicina d’anni (a parte la brevissima parentesi Franchi), si sono sempre dichiarate orgogliose di seguire le orme dei loro predecessori. In altre parole si sono trascinate per inerzia e grazie a tante parole con le quali hanno nascosto ai meno attenti la loro incapacità. E’ toccato a Tedeschi restare col cerino in mano, ma la responsabilità è di tutti coloro che hanno governato la città seguendo lo stesso filo conduttore del loro guru Prodi: portare a fallimento per poter svendere a poco prezzo agli amici o agli amici degli amici. Ci sono state decisioni a danno del paese -quelle spacciate per riqualificazioni- che gridano vendetta ogni volta che si ha la sventura di incrociarle sul proprio cammino (praticamente ogni volta che si esce di casa, sia a piedi che in bicicletta o in auto, non c’è differenza).
Personalmente non mi piace l’idea di un unico polo scolastico. Ricordo la felicità dei bambini di Via Patrioti e di S. Antonio quando hanno potuto avere le nuove scuole elementari nei loro quartieri. La loro costruzione e la delocalizzazione rispetto al centro era considerato un fatto positivo che arricchiva le varie zone della città poiché abbreviava le distanze del tragitto casa-scuola da percorrere rigorosamente a piedi. Un unico polo scolastico zona Bertanella -da raggiungere con pulmini- farebbe sparire definitivamente qualsiasi bambino o ragazzino dalle strade della città per diversi mesi l’anno. In più priverebbe uno storico edificio (scuola elementare D’Annunzio) della sua anima facendone un nuovo ecomostro. La zona Bertanella dovrebbe essere interdetta a qualsiasi tentativo edificatorio. Non abbiamo bisogno nè di nuove abitazioni, nè di nuovi centri commerciali. Non permettiamo che questi amministratori terminino la loro opera distruttiva. Siamo stanchi di leccarci le ferite.
Proposta per una nuova immagine di Salso: interdizione al traffico veicolare da S. Antonio a via Patrioti, gli storici confini. E regolamentazione di quello dei residenti. Compito di questi amministratori è solo quello di fornirci strade decenti.
Per Filippo- Meno male che la Gelmini c’è. Quelli della mia età, a differenza di chi è troppo giovane, possono fare un confronto diretto tra la scuola prima e dopo il ’68. E quella a cui ha cercato di arginare i danni il ministro Gelmini faceva veramente schifo. Poi tutto è migliorabile.
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E’ come un male che ritorna: io e la signora Giuliana X non riusciamo proprio a trovarci d’accordo su niente.
Lei pensa che il sessantotto sia la causa del degrado scolastico: eh beh certo, fa il suo mestiere, difende un pensiero conservatore classico e semplificatore. Ahimè non si rende conto però che ai fatti di un singolo anno, con moti di libertà in parte giusti, seguì una lunga stagione, quella del conformismo, quella del consumismo dilagante che aliena le menti e livella le persone, perchè soffoca il merito, ad aver fatto fuori in un sol boccone la cultura di questo Paese. Sono stati gli strumenti di apatia di massa ad aver fatto a pezzi le persone, averle distrutte. Su tutto la televisione. Ecco allora l’origine di un pensiero forte, ma ahime, devastante per il pensiero. Basti leggere Popper o Pasolini e il gioco è fatto.
La Gelmini avrebbe risolto questo mettendo i grembiuli. Intanto ha fatto macerie, portando avanti una politica di tagli micidiali, minando il tempo pieno, portando avanti politiche perfino discriminatorie nel senso della razza, tenendo però ben salde le clientele vaticane con il mantenimento completo dei fondi alle private. Non si sa mai: lì c’è da leccare le scarpe al Vaticano, ci sono i figli della gente perbene da tutelare.
Decine di migliaia di insegnanti precari ridotti all’osso in un Paese che sta vivendo una delle più grosse crisi di lavoro della sua storia. Manca il Lavoro, la gente viene lasciata a casa, in un Paese senza futuro, chiuso e familista, con una generazione (LA MIA) stretta da una morsa irrespirabile che sicuramente vivrà peggio dei suoi genitori.
Comunque c’è sempre Maria De Filippi a farci compagnia nel primo pomeriggio, patetica riproduzione di un’Italia a pezzi, ridicola perfino a se stessa.
Comunque si: difendiamo pure la Gelmini. Continuiamo così. Vedrete che si andrà lontano.
(scusate se ho divagato, ma i temi mi scaldano perchè li sento sulla mia pelle….)
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Filippo, è stato molto semplice creare dal nulla posti di lavoro. E’ bastato mettere tre maestre al posto di una e…voilà, il gioco è fatto. E può anche spingersi oltre, basta assumere insegnanti per materie specialistiche. Il fatto è che in mancanza di una seria programmazione tutti pretendono di trovare il posto di lavoro per il quale hanno studiato. In teoria giusto, ma in pratica impossibile: non si può assumere tutti per accontentare tutti. E’ seguendo questa strada che i costi sono cresciuti a dismisura. Forse questo sistema è servito all’aumento della qualità del servizio fornito? Non più tardi di un paio di mesi fa nessuno dei partecipanti ad un concorso, provenienti da tutta Italia e laureati, ha superato l’esame a causa di macroscopici errori e lacune nell’uso della lingua italiana. Diciamo che ai miei tempi esisteva un esamino in seconda elementare, con il quale si verificava l’uso corretto dei primi strumenti linguistici. Poi c’era un piccolo (ma serio) esame di quinta dove non credo avrebbero promosso certi attuali laureati. Vogliamo continuare a sostenere che i problemi della scuola sono causati dal ministro Gelmini e dal governo Berlusconi?
Ho sentito parlare di numero chiuso, così come per altre categorìe, anche per gli insegnanti. Non che mi entusiasmi la soluzione, perché non è detto che un ottimo studente possa essere un ottimo insegnante, ma forse è l’unica strada percorribile per non alimentare inutili illusioni.
La Gelmini ha rimesso obbligatoriamente i grembiulini (le maestre più intelligenti-che ne avevano capito il significato- non li avevano mai tolti), solo per arginare il fenomeno di discriminazione delle tante mamme che vanno a gara a mostrare le loro possibilità economiche utilizzando l’abbigliamento dei figli e convincendo gli stessi a considerarsi superiori per questo. E’ strano che un discorso così non sia capito e apprezzato da chi sembrava voler privilegiare l’essere anziché l’apparire.
Non condivido la demonizzazione della televisione, sarebbe come demonizzare un coltello solo perché c’è chi lo usa per sgozzare. Sono io che ho il potere sul telecomando, sono io che decido se e come lasciarmi condizionare.
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Giuli, ma perchè mi devi definire Berlusconi un imprenditore serio? Scrivi che ha avuto successo, quello è vero, ma successo ed onestà difficilmente vanno a braccetto, anzi, nel caso di Berlusconi, prendono due strade opposte, l’una verso il nadir, l’altra diretta allo zenith. Inoltre, la giunta Franchi, mi spiace doverlo ribadire, non ha saputo assolutamente intraprendere nulla di serio, costruttivo ed alternativo, e ciò non per colpa dell’opposizione, ma per la grama costituzione mentale e culturale di parecchi dei suoi componenti. L’unico sindaco capace ed onesto che io ricordi a Salso, era stato il comunista Bottoni, me lo ripeteva spesso anche mia madre, che era tutt’altro che marxista.Tu rimpiangi le scuole elementari di S. Antonio e di via Patrioti, puoi anche avere in parte ragione, ma allora io ti posso aggiungere che erano altrettanto comode, romantiche e bucoliche quelle delle varie frazioni. Ma il tempo passa e le cose si evolvono. Per risparmiare su docenti, bidelli, pardòn, operatori scolastici, dirigenti e compagnia bella, più il costo dei pullmini ed il calo demografico, sono state chiuse. L’edificio di Sant’Antonio potrebbe essere destinato ad altre funzioni culturali ed educative. Poi, Giuli, è vero che la scuola ante-68 era più severa e seria, ma c’era pur bisogno di qualche ritocchino ai programmi ed alla mentalità dei prof e dei dirigenti. Il ’68 come rivoluzione culturale ed educativa si è scontrato con l’opposizione silente, ma congiunta, della DC serva del Vaticano e dei burosauri del PCI e solo in Italia non ha prodotto nulla di buono, avendo fatto tabula rasa, de nomine, non de facto, del passato, per riscostruirci sopra un edificio fatto di componenti diverse, inconciliabili tra di loro, posticce, di oro del Giuappone che in verità era solo ottone. La Gelmini ha stilato, o meglio, non essendone intellettualmente, culturalmente e politicamente capace, ha fatto stilare, dai galoppini del PdL, una riforma all’insegna del risparmio e di tagli feroci e belluini. Ciò al fine di distruggere la scuola pubblica e mantenere quella per i figli dei VIP, come lei e la sua gang; di qui usciranno i quadri dirigenti della New Wave di yuppies di destra, quella per cui qualcuno scrisse che, se gli intellettuali di sinistra avevano cessato di pensare, quelli di destra non avevano mai iniziato a farlo.
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Ai salsesi, o perlomeno alle varie amminsitrazioni che si sono succedute nel dopoguerra, della scuola non gliene è mai fregato una benedetta mazza, in quanto produttrice di cultura, inutile dannosa per la particolare forma di economia termale locale. Che se ne facevano gli affittacamre, gli albergatori, i baristi, i commercianti gestori o padroni di boutiques, i bagnini, sottobagnini e fanghini? L’importante era, al limite, sapere spiaccicare qualche parola in inglese ed in francese; per il francese, come base, bastava quel che imparicchiavi a scuola, Medie od Avviamento che fossero. pPr l’inglese, te ne andavi a Londra o dintorni per un peridodo variabile, tornavi che te la cavavi bene, magari anche con mogliera anglosassone al seguito, e tutto tornava a meraviglia, come direttore d’albergo o almeno portiere di notte. Le nuove scuole Medie sono state costruite solo negli anni ’80, dopo esere state ospitate in topaie fatiscenti e pericolanti, come l’ex-Consorzio Agrario in via Pascoli; o addirittura alla Casa del Bambino, sopra al Teatro Nuovo, all’Oratorio Don Bosco, in appartamenti del Quartiere Pescatori. L’Istituto Alberghiero, l’unico di grado superiore, è, da secoli ospitato nei ruderi del preistorico Grand Hotel. Basta fare il confronto con Fidenza, i cui abitanti sono sempre stati snobbati dagli aristocratici salsesi con puzza sotto al naso, che si è dotata di un ventaglio di offerte, per le Superiori, veramente invidiabile. Negli anni 44-’45, a Salso, era distaccata una sezione del Liceo Classico e Ginnasio Romagnosi di Parma, in cui studiarono parecchi salsesi dell’epoca. A guerra finita, mi raccontò uno di essi, presente ad un Consiglio comunale, il sindaco di allora, all’interrogazione se non fosse cosa buona, equa e salutare mantenere la suddetta sezione, rispose, in dialetto, da bravo trinariciuto: “Che tsè a Sels a gum mia da bsògn dla scòla di siùr, par caritè! Si i gan propia vòia, i adran a studièr a Perma!”. No comment.
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Direi, cara Giuliana, di chiudere tutte le strade salsesi, cosi’ saremo piu’ che certi che i turisti se ne starebbero a casa loro !
Non fare un polo scolastico ? E perche’ ? Per avere bambini in giro per la citta’ ? Ma per piacere….
Abbiamo scuole al limte della decenza, sia la scuola di fianco al Berzieri, sia la sede distaccata dell’alberghiera a S.Antonio.
I nostri figli hanno diritto ad una scuola all’altezza come insegnanti e come strutture.
E noi dovremmo esserne fieri, perche’ quando si investe in una giusta cultura si investe nel nostro futuro e si dimostra quella giusta mentalita’ che ci fa andare avanti.
E comunque ricordiamoci che Tedeschi l’anno prossimo al massimo non ci sara’ piu’, per cui che fine fara’ Salso a lui non puo’ interessare meno.
L’unico suo ( e nostro) problema sara’ come ri-sistemarsi all’interno dell’ufficio tecnico ora retto da altro ingegnere.
P.S. non preoccupatevi per MissItalia, tanto per la notoria ottusita’ salsese, l’anno prossimo la mirigliani-band non passera’ piu’ per Salso
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Io invece sono proprio convinta che un cambiamento di immagine non debba passare da inutili riqualificazioni, ma dalla presentazione di un paese diverso. Salso, attualmente, è un paese pieno di traffico che gira a vuoto, alto tasso di inquinamento, (gli amministratori non hanno più ripetuto le rilevazioni dell’Arpa dopo che hanno capito che la pubblicazione dei risultati sarebbe stata una cattiva pubblicità), strade e marciapiedi talmente mal ridotti che diventa un’impresa muoversi a piedi o in bicicletta, viali storici completamente spariti (Berenini sud, della Vittoria -quartiere villini). L’anima delle città è stata sostituita dal gas di scarico delle auto. Non è certo in questo modo che si favoriscono le relazioni e la conoscenza tra le persone. La posizione di Salso è esattamente l’opposto a quella di altri paesi sorti sulle parti più alte di zone collinari per motivi di difesa. In questi paesi è stato sufficiente creare dei parcheggi all’esterno e a valle. Nessuno pretende di raggiungere in auto il centro del paese E sono paesi turistici. A Salso non ci sarebbe alcun bisogno di pensare ad orribili garagi multipiano se avessimo avuto degli amministratori dotati di un MINIMO di saggezza. Sarebbe bastato inserire ampi parcheggi alberati sia, ad es. in viale XXIV Maggio (dietro il Grand Hotel), come pure in via Parma (zona Conad) dove invece sono sorti in questi ultimi anni delle serie di condomini. Un paese consapevole e geloso del proprio patrimonio naturale avrebbe dovuto difenderlo con le unghie e con i denti, non distruggerlo. Chi distrugge un patrimonio non è certo un buon amministratore. Chi ha amministrato così maldestramente dovrebbe essere chiamato a risarcire i danni.
Non stendiamo un velo pietoso sull’ufficio tecnico, anzi, parliamone e parliamone tanto. I danni vengono anche da lì. Se l’ingegnere capo ha legittimato il transito del traffico della via Milano su viale Berenini sud, sapendo che era la copertura di un torrente, come mai non ha calcolato il danno che il peso del traffico avrebbe causato al rivestimento in porfido della pavimentazione che, pezzo dopo pezzo si sta staccando e gli sprofondamenti che si stanno verificando? (andare in bicicletta per constatare di persona)
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Da questa foto inizio a comprendere il gusto per l’Horror di Tedeschi, piuttosto di mettermi una cravatta gialla su camicia rosa e vestito nero, andrei in giro nudo molto più dignitoso, sembra veramente un clown, l’unica scusante potrebbe essere che sia daltonico.
Chiaramente anche a livello architettonico predilige le mostruosità.
Se poi mi spiegate con che becco di ferro un politicuccio si presenta a fare l’ingegnere dopo 20 anni che non esercita più mi chiarite alcuni dubbi, crolleranno altri teatri e ci toccherà pagare, lui deve tornare a Fidenza un pò di sano ostracismo a volte è salutare.
Ha fatto troppi danni in questi 4 anni deve sparire, dileguarsi, smammare e possibilmente essere indagato per parecchie operazioni per nulla trasparenti, se c’è qualche finanziere tra i lettori sarebbe ora di fargli le pulci.
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Se l’attuale ingegnere dell’ufficio tecnico non si vergogna a firmare progetti come quello di “riqualificazione ” di viale Berenini sud, ci può stare di tutto. E mi riferisco solo alla riqualificazione dei marciapiedi, non alla pavimentazione della copertura del viale della quale ho parlato nel post precedente.
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Discorso troppo lungo, cara Giuliana..troppo lungo per un breve commento. La disillusione dei ragazzi di oggi. Ne avrei da dire…Ma non posso qui. Mi era venuta fin l’idea di scrivere un post da inviare alla Nave sul rapporto scuola – lavoro. Siccome ho un pò di tempo in queste settimane: me lo pubblicheranno?
Lei mi piace però, cara Giuliana: non ci troviamo d’accordo su nulla, ma proprio neanche a volerlo. Non c’è una cosa in comune, nemmeno una vocale (o forse si, sul grembiule sono d’accordo, fossero tutti lì i problemi).
Però lei mi piace perchè so che quando qualcuno tocca Berlusconi, se viene menzionato un Ministro di questo Governo, se qualcuno osa elogiare Santoro o Travaglio, o peggio il Tonino nazionale….beh automaticamente ci sarà, di risposta, un suo commento d’attacco contro tutti questi ultimi e di netta difesa dei primi. E poi ancora Prodi (suo bersaglio privilegiato…non sia mai un commento di attacco dove Prodi non compare), per finire con Tedeschi, tutta l’Amministrazione comunale e tutti i dirigenti di Salso. Non si può dire che lei non faccia una chiara scelta di campo…
Massimo Fini scriveva sul suo amato giornale “Il Fatto Quotidiano” di giovedì scorso che come accadeva negli anni sessanta e settanta con gli elettori della Dc, chi vota Berlusconi oggi non lo dice, non ne parla, sembra quasi vergognarsene. Un popolo silente di elettori tendenzialmente disinteressati alla politica che chiamato alle urne vota in massa per sua Emittenza, Il Nano di Arcore, Papi Silvio…insomma lo chiami come vuole..io preferisco non nominarlo appena riesco.
Lei invece appartiene ad una minoranza della sua parte: quella che ancora difende il Leader, che ne tira gli elogi…Complimenti: lei è un vero pasdaran della Destra italiana!
Non sono stato ironico: le do l’onore delle armi.
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Siegfried, el Lider Maximo si trova anche in difficoltà con la sciarpetta tricolore: “Mo co ela cla bagaja che? -si chiede- d’indua i l’an cavèda fora? An capis mia in che manera ag lò da metar su, vacio can! Mo im gan da capitèr tuti a me, i zanèdi, e propia adèsa ca sum che in television, c’at vena un càncar? Pò dopa, sa cat cul cam la misa in ‘sta manèra, ag da un sarùc da plerg la cùpa!”
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Un paio di spunti per un’inchiesta (giornalistica, per carità).
Ricordarsi di avere sulla scrivania:
a) il contratto Miren/Comune
b) i dati sul differenziale economico pre/post Miss Italia sul tessuto salsese, depurati delle gratuità, storico compreso
c) i dati sul costo contatto e sul costo responsabile d’acquisto relative alle trasmissioni Rai, storico compreso
d) i dati dell’ufficio attività produttive del comune sul numero di imprese legate al comparto turistico commerciale e relative maestranze
e) i dati dallo stesso ufficio su attività produttive e maestranze relative, altre rispetto a quelle del punto precedente
f) i dati da censimento sulla popolazione residente a Salso.
g) i dati da anagrafe tributaria sull’incidenza del comparto turistico (depurato da M.I) sull’economia salsese
h) i dati sulla fidelizzazione della clientela post MI.
i) i dati sulla vendita incrociata MI azienda termale.
l) i dati di ascolto per fascia di potere di acquisto di MI
m) i dati sull’investimento pubblico in servizi pro capite, con differenziale MI
varie ed eventuali da individuarsi via via.
A questo punto incrociare i dati, agitare bene e giungere a una base informativa da proporre al lettore che mostri bene quali siano:
1) gli investimenti pubblici sul comparto turistico salsese comparati al numero dei residenti coinvolti rapportati agli investimenti pubblici sugli altri comparti economici e al numero dei vari residenti coinvolti (con una voce a parte per il termale)
2) il costo per responsabile di acquisto degli investimenti su MI rapportato all’incremento di fatturato e valore del comparto turistico
3) il costo per residente di ciascun intervento pubblico per comparto produttivo
4) il rapporto tra costo per residente dell’intervento pubblico MI e investimenti globali in servizi
5) lo storico della variazione di valore dell’intervento pubblico per MI in rapporto al numero dei residenti coinvolti nel settore turistico con particolare attenzione allo storico di quest’ultimo.
e via discorrendo, con una capatina, se del caso, al differenziale tra accesso a finanziamenti nazionali e sovranazionali tra aree classificate turistiche e di pregio (o quale che sia l’attuale situazione normativa salsese) e aree considerate depresse (o comunque svantaggiate).
Una volta viste un poco di queste cose e di quelle che salterebbero fuori nello scavare, una bella riunione di redazione per decidere come proseguire nell’inchiesta (giornalistica, per carità).
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Io sono per la statistica,sia ben chiaro,ma mi chiedo se Massimo Tedeschi ha avuto la bella pensata di fare quella “cosa strana” ,si fa per dire, in stazione a Fidenza prima o dopo aver letto le statistiche sopra citate.Non sarà per caso il fatto che la politica partitocratica di cui è impestato il paese è una politica che esclude la gente, che non ha la capacità di coinvolgere e confrontarsi con il cittadino?La politica chiusa negli uffici tecnici non va da nessuna parte perchè è lontana dalla realtà.Dalle difficoltà si pùo e si deve uscire da uno sforzo comune, cioè di partecipazione collettiva.Ma può un sistema basato sui partiti, cioè sulle fazioni ,cioè su soggetti antagonisti per definizione per cui tendono sempre a ricercare ciò che divide piuttosto che ciò che unisce, realizzare un lavoro d’insieme? La risposta è si ,badate bene solo quando hanno l’acqua alla gola.
Questo è il film continuamente in programmazione in partitocrazia.Che qualcuno poi,nel marasma generale evochi il figura del “decisionista” sia esso Mussolini
(la parola che egli pronunciò per arrivare al potere) o dell’imprenditore “vero” Berlusconi è ovviamente casuale.Due domande inerenti. Come mai le democrazie si devono evolvere nel senso di eliminare partiti? Ma un imprenditore vero è uno che deve rispettare le regole, o invece è uno che deve essere “vincente”?Questa domanda non è casuale perchè è l’accusa rivolta da Belusconi a Soro nelle regionali e con la quale ha probabilmente vinto le elezioni.
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