Una pagina da voltare o una promessa elettorale da bruciare nel forno comunale riqualificato?

Il panettiere Alberto Gilioli (giacca bianca), vicino all’assessore Carduccio Parizzi (braghe bianche), lontano da quel Massimo Tedeschi (cravatta rosa) cui tutto deve.
Un mattino di tanti anni fa, il sindaco di Fidenza si alzò da letto con un’idea meravigliosa in testa: le piazze devono essere comunicanti. Glielo aveva suggerito un tale reduce da Parigi dove aveva visto i celebri passages nobilitati dall’opera di Walter Benjamin. Trattandosi di sindaco giovane, colto e scaltro gli fu facile innamorarsi dell’idea al punto da farla sua e ordinarne la fattura ad alcuni architetti: mettetemi in comunicazione piazza Pontida con piazza Verdi senza passare da piazzale Matteotti. Già che ci siete, buttate giù quel rudere del forno comunale che fa proprio schifo. Detto, fatto. Nel 1988 il progetto era pronto. Nel 2003 fu adottato e deliberato. Poi rimesso nel cassetto, dal quale lo ha tirato fuori la presente neogiunta che lo ha trovato fragrante come una pagnotta abbandonata nel summenzionato forno da quei dì.
Ma questa giunta, che si avvale dei servigi dello stesso fornaio che nel 2003 coceva il pane per il podestà Massimo Tedeschi, ossia del premiato panettiere Alberto Gilioli, non ha trovato il progetto né ammuffito né stantio. Visto, si mangi, ha ordinato. E così i trombettieri del re e i suoi gazzettieri sono andati in giro a illustrare con parole oscure un progetto di cui dimostrano di aver capito poco o nulla, allegando il consunto bozzetto su cui sfolgorano due ante aperte, due quinte dipinte di rosso, di ignota utilità e di discutibile décor.
Ma che roba è questa? Non sappiamo, l’abbiamo trovata così e così la facciamo fare alla premiata ditta di costruzioni di Montanari Enrico, orbato della riedificazione di Casa Panini, imprenditore edile da non confondersi con l’omonimo neurologo Enrico Montanari, orbato dell’elezione a sindaco della città.
Prima ancora che entrare nel merito del progetto (lo faremo a tempo debito), rivolgiamo alla nuova amministrazione poche ma semplici domande:
1. La commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio ha esaminato tale progetto? Lo ha trovato inappuntabile o rivedibile? Insomma, si è pronunciata circa l’opportunità di adottare nella sua integralità un incartamento vecchio ormai di ventidue anni?
2. L’amministrazione comunale, alla luce della crisi dei commerci locali che ha portato alla chiusura di parecchi negozi del centro, ritiene ancora opportuna l’apertura di esercizi commerciali nella galleria prevista dal progetto?
3. L’amministrazione comunale non ritiene che l’infelice esito delle precedenti gallerie debba indurre a una maggiore prudenza nella creazione di queste strutture?
4. L’amministrazione comunale, memore del clima di censura che ha fatto da sfondo al processo di deliberazione e costruzione dei torrioni della stazione, non ritiene giunto il momento di mantenere la promessa elettorale di «voltare pagina» dando prova di maggiore trasparenza e appellandosi a una reale partecipazione verso una decisione così importante per la città?
5. Come conseguenza del punto precedente, la giunta comunale non ritiene che sia opportuno mettere in atto tutti i mezzi per far conoscere il progetto all’intera cittadinanza esponendo disegni e plastico in luoghi pubblici dove tutti possano vederli e abbiano un tempo conveniente per presentare osservazioni, critiche e suggerimenti?
Per farla breve, e alla larga dal linguaggio da interpellanza, signori Cantini, Tanzi e associati, dopo aver strillato più o meno in buona fede verso il decisionismo della precedente amministrazione, avete voi la forza politica e la coerenza morale per comportarvi diversamente?
Preferite conquistarvi il consenso al vostro operato misurandovi con i cittadini anche nel merito delle vostre scelte o pensate di farvi bastare la delega che vi è stata affidata con il voto?
In parole povere, siete disposti a discutere il modo in cui saranno riqualificati il forno comunale, gli edifici annessi e le piazze attigue, sottoponendole preventivamente alla nostra attenzione di cittadini a pieno diritto oppure, paghi di avere il coltello dalla parte del manico dopo averlo faticosamente strappato dalle mani dell’avversario, intendete servirvene senza rendere conto a nessuno?
A pochi mesi dalla vostra elezione, vi è concesso il privilegio raro di rispondere in modo chiaro e comportarvi in maniera coerente. Dio non voglia che preferiate nascondervi dietro cavilli burocratici, barricandovi dietro lo smisurato potere di n tecnico poco amato, ma soprattutto poco eletto.
E proprio perché siete voi, e non lui, a essere stati eletti, tocca a voi rispondere. Non a Nave Corsara, ma alla cittadinanza tutta.

Il bozzetto della nuova sistemazione di piazza Verdi.

Il logo del soggetto attuatore.
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Stavamo meglio quando stavamo peggio?
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Lettera aperta del presidio locale di Italia Nostra:
http://fidenza.ponziettore.it/Piazzaverdi.html
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