Chi ha sete di democrazia?

Arriva in tanti modi la democrazia: sulla canna di un fucile, con l’ogiva di una bomba, racchiusa in una bottiglietta. Comunque sia, non puoi rifiutarla. Ma non tutti l’apprezzano. Perciò, spesso viaggia sotto scorta.

Arriva in tanti modi la democrazia: sulla canna di un fucile, con l’ogiva di una bomba, racchiusa in una bottiglietta. Comunque sia, non puoi rifiutarla. Ma non tutti l’apprezzano. Perciò, spesso viaggia sotto scorta.
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Pensando a quanto è stato approvato in Parlamento recentemente,per quanto riguarda l’applicazione della giustizia, mi verrebbe da dire, con Camus, che “quando saremo tutti colpevoli, allora ci sarà democrazia”. In Italia, della democrazia, si sta assistendo non alla fulminea sparizione, come ai tempi della marcia su Roma, ma ad una lenta estinzione per apatia, indifferenza e sottonutrizione. Del resto, non solo qui da noi, la storia della democrazia ci offre una curiosissima combinazione di utopie e di miti. Essa non è e non sarà mai un Quid di definitivo e perfetto, essendo essa perfettibile all’infinito; la stessa definizione di essa è un inutile esercizio di funambolismo lessicale, filosofico, giuridico ed etico. Non esiste e mai esisterà La Democrazia; dai tempi dei Greci, ne abbiamo viste sfilare, nella vetrina della Storia umana, innumerevoli apparenze ed apparizioni, alcune delle quali vere e proprie meteore, la cui luminescenza non è stata che istantanea ed improduttiva. Di essa ci sono state e ci saranno diverse espressioni ed applicazioni,tante quanti sono i popoli, le culture, gli usi ed i costumi, le fedi, le filosofie, le tradizioni, ed ogni popolo è convinto di aver dato vita alla forma di democrazia perfetta e definitiva, tale quindi, vedi gli USA, da dover essere necessariamente esportata per l’orbe intiero, anche con la forza. Forse l’unica forma di vera democrazia, quella diretta, sopravvive ancora in un Paese, come la Svizzera, che io comunque non amo, attraverso l’istituto dei referendum, abrigativo e propositivo. Quando mai ed in quale mai Paese,oggi, i diritti civili, politici, sociali ed etici sono veramente ed in toto tutelati e realizzati? Non esistono forse ancora le democrazie popolari o quelle dei paesi islamici? E poi, democrazia e libertà sono due espressioni che si equivalgono? Oggi, spesso e specie qui da noi, democrazia significa solo avere la possibilità di scegliere i padroni che ci portano fuori,ogni tanto, per una boccata d’aria e per fare cacca e pipì contro il tronco di un albero, magari di olivo. Non ci sono valori stabili, fissi, immobili, incorrutibili e da tutti condivisi ed accettati, primo fra tutti il concetto di uguaglianza, quello che più ci brucia; ognuno di noi si sente diseguale e diverso.
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Parafrasando Camus direi che ci sarà tanta più democrazia quanto più i colpevoli saranno colpevoli e gli innocenti saranno riconosciuti tali.Cioè la democrazia è un working in progress, cioè un lavoro continuo senza fine..Su questo hai perfettamente ragione.
Ma ti chiedi, democrazia e libertà sono due espressioni che si equivalgono?
In politica, poichè la libertà va oltre la politica, la libertà della persona è una componente, cioè una gamba della democrazia.L’altra gamba è l’uguaglianza.Tu dici che ci sentiamo diversi….ma in realtà noi siamo diversi.Qualcuno ha scritto che l’uguaglianza sta nella diversità. Ma allora in cosa siamo uguali? Nei diritti scritti, quando ci sono, sulla carta e spesso disattesi e non rispettati. Per cui la loro aplicazione ricade sotto quel vecchio adagio che tra il dire ed il fare…Ma non possiamo dire che non ci sono valori stabili, fissi, immobili, incorrutibili perchè ti ho appena citato i principali. Magari non sono condivisi da tutti , ma questo è un fatto normale nei processi umani.L’importante che in 2500 anni ,che è l’età della parola democrazia, abbiamo costruito attraverso sedimentazione principi che sono riconosciuti da tutte le democrazie occidentali. Uno dei quali è proprio il concetto di stato laico( senza il quale non si realizza il principio di eguaglinza dei cittadini) non riconosciuto dai popoli islamici che, e questo non bisogna mai dimenticarlo, stanno uscendo ora e faticosamente dal medio evo.
Un problema,tanto per fare un esempio, è che noi occidentali siamo andati in Aghanistan dimenticandoci di questo principio per cui ne stiamo pagando le coseguenze come ho spiegato nel blog sull’articolo di Giovanni Sartori che tra parentesi è uno dei miei “Maitre a penser”.Sempre che io pensi ,ovviamente.IL fatto è che noi occidentali definiamo democrazie anche sistemi che non sono tali cioè che contraddicono quei principi che noi tutti consideriamo aquisiti. Poi definiamo democrazia,tanto per fare un’altro esempio, cose completamente diverse come i sistemi elettorali per cui finiamo per dare lo stesso nome a cose diverse,il che ovviamente è manifestazione di razionalità…..Poi pensiamo e ci comportiamo come se la democrazia sia una cosa acquisita e per sempre. Ecco perchè la democrazia è spesso sinonimo di Babele cioè di confusione.Sull’Italia ,forse il paese più partitocratico al mondo meglio stendere un velo pietoso perchè come ho spiegato ripetutamentesu questo sito,senza che nessuno mi contesti quel che ho scritto, la democrazia si basa sulla persona non sui partiti.
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Carlo, io constato che, non stante siano trascorsi 5 milioni di anni dalla comparsa probabile di una scintilla di umanità nel cervello e nel cuore di un bipede di 1,20 m di statura e una 20ina di kg. di peso, dopo la predicazione di Confucio, Lao-Tse, Buddha, Cristo, autoproclamatosi Figlio di DFio e morto inutilmente per salvare l’omino che intanto era cresciuto in peso, altezza e, pareva, in qualità e quantità di valori umani, dopo Marx, Gandhi, Mandela, M. L. King ed ora anche S.A.S., S.E. ed anche Sua Santità Berlusconi Silvio, ultimo tra i Grandi del genere umano, ancora ci ritroviamo a capo di prima. Sono solamente cambiate, malignamente, le armi con le quali ci sterminiamo;ora si parla di megadeath e di megatoni, non sapremo mai chi uccideremo, un giorno, e chi ci ha ammazzato, manco quella soddisfazione. Com’è vera,Carlo, e sempre attuale, quella poesia di Salvatore Quasimodo, “Uomo del mio tempo”, non so se la conosci, così come quella profezia di Einstein, sul fatto che non sappiamo con sicuraezza con quali ordigni si combatterà la 3^ guerra mondiale, ma sicuramente la 4^ verrà guerreggiata con asce e clave di pietra.
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Cosa vuoi che ti dica, che solo l’utopia della speranza ci tiene in vita? No ,direi che la partita possiamo giocarcela e perderla,ma almeno abbiamo provato,secondo
il motto di Nave Corsara, e anche secondo il mio motto per cui nella vita non mi dispiace tanto degli errori fatti quanto di non aver fatto il possibile.Quello sarebbe l’errore più grande.Spiacente,ho cercato ,tra le mie scarse reminescenze dantesche qualche verso sull’ “errore” ma non mi è venuto niente….
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Beh, Carlo, la Divina Commedia è tutta, nel suo complesso, un affresco grandioso del peccato, delle sue conseguenze catastrofiche sul soggetto e sull’umanità e della lenta ascesa dell’anima personale e collettiva verso la purificazione, onde arrvare, mondi e puri, a godere della visione, o meglio, dell’impressione spirituale della Trinità divina.
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[...] le dita mozzate sono i dolcetti di Chocolate Chips; la Democrazia è di Nave Corsara; la caricatura di Karzai con le dita colorate è di Uber da [...]
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