Caro Garbi, hai qualche idea per Salsomaggiore?

di Villiam Vernazza
Cinque domande su Salsomaggiore a Roberto Garbi (foto sopra), nuovo segretario provinciale del Pd.
1) C’è dibattito appropriato in merito alla situazione grave della città, sia politica che economica? Dove vengono prese le decisioni e con chi, vista la totale assenza di incontri? La “verifica politica” chiesta in Consiglio il dicembre scorso da me e dal capogruppo consiliare Pd si è risolta in un incontro, dopo un mese e passa, dove veniva illustrata la “linea”. E siamo alle supplenze: Cgil e Cisl, il 13 ottobre dello scorso anno, organizzano un pubblico confronto sullo stato della città; alcuni giorni fa, Adriano Grolli, ex sindaco, richiede al presidente del consiglio comunale un consiglio straordinario aperto a tutti e la costituzione di un gruppo di “saggi” che suggeriscano strategie. Proposta accolta ma non si dice dove-come-quando. La domanda la potrebbe fare Andrea Orlando, responsabile Giustizia del partito, come traslazione locale dell’affermazione che Vendola in Puglia rappresenta il vero Pd: è veramente sicuro che il vero Pd, a Salso, sia quello che sta nel palazzo e in segreteria?
2) Una domanda di campo, inteso come campo di golf e campo ideologico. Cosa sceglie, Roberto Garbi, tra:
a) la vendita sottocosto, praticamente agli stessi che hanno prodotto il disastro dell’avventura Golf, di un bene pubblico costituito da 600 mila metri quadrati di area verde e diversi fabbricati, con la concessione di edificare 60, 80, 100 (?) case, sapendo che Salso non ne ha necessità, né di case, né di nuova economia drogata di edilizia, né che ciò sia il rimedio per risollevare un impianto golfistico messo nel posto sbagliato;
b) altro; che comprende anche la ricerca di investitori locali nel campo in sé ma soprattutto la trasformazione dell’ormai ex-campo da golf in una bandiera di nuova gestione del territorio, verso il consumo zero di suolo, come han già fatto altri Comuni tra cui Domenico Finiguerra di Cassinetta di Lugagnano. Questa scelta, per la valle di Contignaco, il paesaggio e l’ambiente, l’hanno già fatta un’associazione locale, Bellalavalle, Cnr di Bologna, Politecnico di Milano, Fai, Wwf, Cia, Legambiente, Corriere della Sera, Università di Parma, Piacenza, Piemonte orientale e un premio Nobel.
3) La manifestazione di Miss Italia è legata a Salsomaggiore da decenni. La città termale va male e il testimonial è sempre lo stesso come sono sempre gli stessi che, per usare il nome e le strutture pubbliche e private di Salsomaggiore, non hanno mai pagato una lira, cioè Miren, Rai e il circo mediatico appresso. Se è così tanto valida abbandonarla per un po’ non dovrebbe influire sull’immagine di Salso. Tre anni senza Miss Italia sono un tempo sufficiente per individuare alternative, più aggiornate e positive, contando sui denari risparmiati e un rinnovato ausilio di Regione e Provincia?
4) La situazione di Terme Spa risulta terminale nonostante i numeri espressi in percentuale e non in valori assoluti (per intenderci , l’aumento del 100% di 1 è 2, ma con 2 non si risolleva un’azienda) elencati dal presidente Alessandrini in Consiglio provinciale. L’unico valore significativo rivelato dal presidente è stato espresso in prosa: “per me l’indebitamento ha già raggiunto il tetto massimo della soglia di sopportabilità” ed è necessaria l’individuazione di un socio privato entro l’estate. Tradotto: le entrate future non saranno sufficienti a salvare l’Azienda senza il coinvolgimento di un socio privato. Non ritiene sia opportuno discutere di questo tema a Salso, con tutti, in tempi definiti e ragionevoli, fissando priorità quali, nell’ordine, la proprietà pubblica di acque, stabilimenti, alberghi e gestioni e chiamando alle responsabilità di governo e sostegno, loro proprie, Regione e Provincia? Una privatizzazione ad un anno dalla scadenza del mandato amministrativo della attuale giunta rischia di trasformarsi in un flop di cui non sarà mai responsabile nessuno con la possibilità che si perdano le opportunità positive, pur presenti in questa operazione. Infine, con i lavoratori in piazza Libertà e una delegazione sindacale in aula, il sindaco dichiarò in Consiglio, che sarebbe stato chiamato a rispondere delle sue responsabilità un management termale i cui emolumenti e costi erano un insulto alle angosce di molte famiglie salsesi e alla prostrazione di una città. Ritiene opportuno procedere al riguardo?
5) L’evidenza della crisi del centro sinistra, da Nanni Moretti in piazza San Giovanni in Roma, passando per i “Girotondi” fino al “Popolo viola”, per finire con la perdita di schiere di voti, il governo di numerosi Comuni anche nella nostra provincia, tra cui Fidenza che ha gestito direttamente, dopo le emblematiche Puglia e Lazio: quante regioni, comuni, elezioni deve vincere la destra, perché la classe dirigente del Pd si renda conto che la Storia non si ferma e l’unica ragione che ha d’esistere è di traghettare quasi metà dell’elettorato italiano verso una nuova forma di rappresentanza politica?
In carica...
In questa serata di neve mi ritrovo in casa, a navigare sul PC, provando orrore per la televisione e tutto ciò che ne deriva.
Leggo con grande piacere il suo intervento, Sign.Vernazza, e lo leggo come uno spunto di riflessione per una classe dirigente troppo avvitata su sè stessa negli ultimi tempi. Sono un semplice iscritto al Pd di Salso, amico del Capogruppo da lei citato, che è un bravo e intelligente ragazzo, Paolo Canepari, troppo spesso soffocato dalle voci di chi urla più forte o dai silenzi di chi tace quando invece sarebbe meglio che parlasse.
Mi sto spendendo col mio piccolo ed insignificante contributo perchè il Partito si svegli, perchè si muova unito, rinnovato, perchè proponga. Tra un anno ci saranno importanti elezioni comunali e noi dobbiamo presentarci credibili e più nuovi che mai. Credo che il suo sia un contributo costruttivo.
Peccato però che tante volte coloro che dovrebbero ascoltare facciano i superiori, gli spocchiosi o gli annoiati, infastiditi e distaccati tromboni dalle istanze delle persone semplici.
Il Partito Democratico e con lui il cuore del Centrosinistra o è per i cittadini e dalla parte dei loro bisogni o non è. O è riformista e portatore di novità o non è.
Io proverò a dare un contributo, vediamo se porterà qualche frutto. Ci vuole anche un pò di pazienza, no? Anche se credo che sia dovere del Dott.Garbi rispondere e dare utili consigli perchè il Comune di Salsomaggiore sappia rinnovarsi e sappia guardare con speranza al suo futuro.
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Roberto Garbi who? Ahhhh il neo coordinatore provinciale PD nonche’ ex commissario fidentino dello stesso partito? Uno dei delfini politici del sindaco Massimo Tedeschi’? Ma che c’azzecca con Salso? Pussa via!
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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Willi, ma non sarebbe opportuno che noi salsesi, prendessimo in mano il ns. destino, senza importare gente di dx o sx a cui non è fregato nulla, se non prenderci un giro visto i risultati. Possibile che nei ns. concittadini non ci sia la forza e la volontà di reagire, non dobbiamo aspettare nessun Messia, e l’importante che finalmente ci sia gente che sia Amministratore nel vero senso della parola.
P.S. sento voci che darebbero un ritorno di Lino Gilioli… Siamo Seri…
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Io penso proprio che lei abbia ragione signor “shoeless” e aggiungo anche che sarebbe ora!. Personalmente lo sto scrivendo dal 2004, ed ancora adesso nel 2010 ne sono sempre più convinto..ma..certamente le correnti sono forti, ma i risultati si vedono e come se si vedono…sempre più poveri.. a favore di “esterni” sempre più ricchi..
Cordiali Saluti.
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Una lista civica è sulla carta pur possibile anche se la malapolitica ha fiaccato le passioni ed il meccanismo elettorale e mediatico rende quasi impossibile la competizione. Il livello di gerontocrazia e nepotismo nazionale ha raggiunto livelli tali che la mozione 2 (quella probabilmente minoritaria) del congresso nazionale del principale sindacato italiano, la Cgil, prevede le “quote giovani” per imporre statutariamente il ricambio. E può darsi che non sarà neppure sufficiente vista la quantità di replicanti che circolano. E’ ormai oligarchia o democrazia autoritaria, come si dice.
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Non sono d’accordo. A livello locale, una lista civica, in cui si spendano persone serie, può vincere. L’Importante è che i partiti facciano un passo indietro. Il problema rimane comunque quello di riuscire a governare una volta vinto. Lì sta la differenza tra un politico e una persona prestata alla politica, e non è mai facile riuscire a conciliare principi con la normale gestione della cosa pubblica.
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Caro Villi,
due parole in croce (potrò dirlo? sarà politicamente corretto? sarà laico? sarà laicista? sarà confessionale? sarà eccetera?).
Penso che la realtà sia dal micro al macro noiosamente la stessa. Non solo da noi, ma da noi in special modo, si guarda al dito e non alla luna, cosicchè i poeti siano ignorati e gli imbecilli acclamati.
Per fare una vera lista civica, per esempio, bisognerebbe prima di tutto mettersi d’accordo su che cosa significa civico (e non allungo sul che cosa significhi stato e via discorrendo). Nel piccolissimo, con nomi e cognomi. Ovvero, nei fatti, abituandosi a individuarli e a tenerne conto. Chi fa politica come servizio e chi come me fa servizio (anche) per la politica: l’idea del contratto a un euro l’anno come consulente alla comunicazione, per esempio, l’ho presentata a entrambi gli ultimi candidati siindaco (dopo le elezioni lo sconfitto ha ringraziato, il vincente è non pervenuto).
Sai che, obtorto collo, mi son ritrovato a fare azione civica per vedere di aiutare gli amministratori attuali a prendere decisioni informate riguardo il Parco Pubblico di Contignaco (così come avevo subito provato a dare un paio di suggerimenti ai nuovi concessionari per via d comuni amici). Sai anche che, per puro servizio, ho raccontato sulla Gazzetta di un pomeriggio alle Terme.
Sai anche delle reazioni. Non uno che abbia contestato un solo dato di quelli forniti o narrati, ma un gran chiacchierare sul se fosse giusto o no dire e fare, se il Del Freo sta a destra o a sinistra, se ha un agriturismo o un B&B (nessuno dei due, per inciso), se ci faccia o se ci sia, se sia pagato da questo o da quello, se ami o no Salsomaggiore, se si voglia riciclare in politica o se voglia comprarsi lui il parco di Contignaco.
Dei fatti narrati, nessuna traccia. Nessuno dell’amministrazione comunale (contrariamente a molti di quella provinciale, di identica matrice politica, ma di evidente diversa sostanza intellettuale) ha voluto venire a vedere la mano giocata (se non l’assessore Bariggi con l’amico Varazzani, sia pure senza infine visionare gli atti), per quanto io abbia chiamato e telefonato e sia stato personalmente dai moltissimi che avevo conosciuto quando collaboravo, al solito gratuitamente, con l’amministrazione (to’, di sinistra anche quella) negli anni di Grolli e di Cavalli pure.
Dell’opposizione, con poche e sane eccezioni, al solito non ci si cura, quale che essa sia e per quanto sia essa invece quanto meno informata in maniera più completa di quanto non appaia l’amministrazione e più disponibile ad ascoltare (anche per ovvi e ragionevoli motivi di interesse di parte, è ovvio). E il solo fatto che questa, di parti, almeno ascolti e l’altra no, colloca il sottoscritto, secondo i sordi e ciechi, di qui e non di là, chissà poi perchè essi interessati alla riva del fiume e non all’acqua che esso porta.
Tra le onde cibernetiche, tra i tavoli amicali e in valle si cerca allora con pochi come te di ragionare, di informarsi, di capire… Si chiamano esperti dall’accademia e dall’associazionismo nazionale e non, si ascoltano amministratori di mezza Italia, si lanciano borse di studio, si lavora con la grande stampa, si va in giro a imparare, si fa… finchè non si viene al punto non tanto del “che fare”, ma del “con chi farlo”.
E qui siamo, come si intitolava il libro che scrissi anni fa a proposito dell’acqua in medio oriente, a Yabbat. Al sì, ma. Vernazza? Sì, ma non si sa poi che cosa farebbe visto che viene da… Mecarelli? sì, ma ha saltato il fosso e adesso… Grolli? si, ma quando lui era… Franchi? sì, ma quando da sindaco… e via così, per ritrovarsi a parlare mentre gli apparati di interessi fanno. Lì c’è un potere sordo alle intelligenze, qui ci sono intelligenze sorde al potere del nuovo.
E nuovo non è giovane e vecchio. Nuovo è ovvio, banale e ora rivoluzionario. Nuovo è buon senso, partecipazione, conoscenza, fantasia, rispetto, coraggio, determinazione, costanza e follia. Nuovo è responsabilità.
Sai bene, perchè insieme abbiamo fatto e facciamo, quali possano essere i miei interessi intellettuali e personali. Cominci a sapere anche dei miei più e dei miei meno e sai come nella pratica del fare si riesca a usarmi e a farsi da me usare per ottenere un risultato condiviso: comandare o ubbidire è lo stesso, purchè gli altri in gioco sappiano fare la loro parte. Come sai, lo stesso mi accade con persone diverse da te, di diversa storia politica e umana e in diverse realtà. Eppure, con te e con queste persone, si arriva sempre a un punto in cui sembra esserci un muro che rende impossibile il crearsi di quel “senso civico condiviso” che pure vi e mi pervade, così diverso dall’incaponirsi lontano dalla realtà di chi capita spesso gestisca il potere (e più piccolo questo potere è, più forte è l’incaponimento). Pare impossibile tenere di conto il passato senza che sia di ostacolo per il futuro, pare impossibile stringersi la mano senza chiedersi chi sta guardando che cosa penserà.
Che fare, allora? Tu sai che la mia personale scelta è stata ed è quella di continuare a imparare, mentre cerco di restituire ciiò che mi è stato donato. Sai che ho scelto di parlare con tutti, ma mai con gli imbecilli, perchè la gente potrebbe non vedere la differenza. Sai che mi sono messo sempre a disposizione dell’istituzione in quanto tale (compresa l’attuale amministrazione salsese), senza altra riserva che quella di ritenermi libero di giudicarla e se del caso cercare di cambiarla. Sai anche che i miei amici scienziati mi hanno ben fatto capire che in natura non esistono pranzi gratis e che ammiro il vecchio anarchico che diceva “la libertà si conquista al suo prezzo, non ci si può rassegnare a viverne senza”…
Insomma, sai un mucchio di cose e se per caso insieme ai tanti altri Yabbat vorrai emigrare in un Yethen, sì e poi, io son pronto, per quanto posso.
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Gentile Marco Del Freo, dopo aver incrociato per alcune settimane i nostri commenti su questo sito e dopo aver finito di scrivere la risposta al suo commento su Terme – Bertanella, vorrei dirle un paio di cose. Forse avrà saputo che anche io sono un cittadino di quella Bella Valle che lei in questi mesi si è speso a difendere. Non la conosco di persona, dico la verità, anche se sono ormai 25 anni e mezzo (esattamente gli anni della mia vita) che abito in questa frazione. Probabilmente mi passa davanti a casa tutti i giorni, ma non la conosco. Ho capito, per quel che posso, la sua battaglia: mi hanno incuriosito le tematiche, i fatti, le proposte portate avanti. L’idea di un Parco Pubblico nella Valle in cui sono cresciuto, le dico, mi entusiasma. Il blocco (o la limitazione ragionevole) delle case al Campo da Golf mi ha sempre trovato d’accordo, come del resto disse la Provincia in una delle sue delibere della scorsa estate. Meglio la Provincia del Comune allora? Ma, chi lo sa…Devo dire che un pò per sentito dire (forse perchè male informato) e un pò per pregiudizio mio (non lo so) non ho mai capito bene cosa si nascondesse dietro il suo intento. Ho pensato: sarà mica un nuovo Capopopolo che si insedia nella nostra valle? Qualcuno con velate ambizioni personali nascoste dietro i più buoni intenti? Diciamo che per alcuni mesi (in parte bloccati dalla mia permanenza post – laurea negli Stati Uniti, Paese da lei amatissimo e che anche io ho imparato ad apprezzare) non sapevo bene cosa pensare.
Poi grazie all’incontro con la nostra comune amica Elena, frequentatrice di questo blog (che mi scuserà se la menziono) sono riuscito a ragionare meglio sulle cose e ho capito molto. Il suo commento qui sopra mi vede in larga parte d’accordo. Molti ormai, anche su questo sito e per le mie frequentazioni, mi additano come uomo di parte o “ragazzo del partito”. Il classico giovinastro legato ai vertici e in attesa di entrare sotto l’ala protettiva di qualcuno. Come vede, però, non mi interessano certe opinioni e vado avanti per la mia strada, che tento di rendere chiara e limpida il più possibile. Mettendoci, senza problemi, anche la faccia (in questo caso il Nome e il Cognome, rara eccezione su questo sito).
Sono iscritto al Partito Democratico (non me ne vergogno, anzi “lo rivendico con orgoglio”, come diceva Paola Cortellesi imitando la Santanchè) perché ho determinate idee del Mondo, ho valori personali che vorrei mettere con tutta la forza di cui sono capace all’interno di un progetto più grande. Questo però non mi toglie la libertà di scelta, il libero pensiero e lo spirito critico. Legato ad una parte si (tutti siamo di parte in quanto parte del tutto, mi dispiace di chi si illude del contrario), ma con la volontà piena di sentire tutti (entro certi limiti ovviamente, e mi rifaccio alla sua frase sugli imbecilli), spero mosso da una certa curiosità.
Un Partito politico mi interessa di più di una lista civica perché io amo le grandi storie collettive, quelle che con la dovuta dose di idee sanno essere anche piccoli romanzi popolari. La gente, tantissima, vota in fondo ancora per i Partiti tradizionali e aspetta solo che essi si sappiano rinnovare e sappiano raccogliere la voce delle persone.
Io rispetto tantissimo la sua Associazione e con Elena abbiamo iniziato una collaborazione che spero in futuro possa portare anche buoni frutti. Una città con grandi potenzialità, ma oggi abbastanza alla frutta (un mio vecchio amico diceva al caffè, anzi no, si è già alzata da tavola…scherzo, mi permetteranno lor signori, io a Salso voglio molto bene) deve secondo me abbracciare ogni tentativo che viene dal basso ed è per questo che io sarò felice di poterla conoscere presto, pur rispettando le diversità di pensiero che, mi pare di capire, tante volte ci separano e che anche da strade diverse possono comunque permettere di portare avanti analoghi discorsi per la difesa di un grande bene, quello dell’interesse generale. Al di là o oltre i Partiti, è sempre meglio parlarsi no?
Le dico quindi: W la Valla di Contignaco e W coloro che, anche un po’ ostinatamente, contro tanti mulini a vento, pensano che una buona rivoluzione culturale sia ancora possibile in questo Paese.
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Dottore, sei un poeta!
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azz…. Marco: oggi ha inserito la spina…sarà stata la buona vecchia USA..?
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Che dire, se non che le idee camminano con le gambe delle persone? Che siano gambe campagnole o montagnie, meglio, ben forti ne servono!
Son solo contento e dalla stessa amica ho anche capito che sei (il tu valga reciprocamente, è ovvio) il figlio di una persona con cui un tempo, per casi piacevolissimi e ora (causa pensione, credo) più difficili, ci si scambiava chiacchiere e saluti.
Del tuo scrivere mi è sempre piaciuta la chiara partecipazione e la volontà evidente di esserci. Svoltati i cinquanta riesco ancora ricordare cose simili mie, in redazione del Quotidiano dei Lavoratori a Milano, vecchi ciclostile in sede e tante altre cose belle e brutte che mi han fatto quel che sono.
C’è sempre stato solo il dannato cinismo che il mestieraccio imponte a quelli come me a temperare il mio apprezzamento per te. Mi prendo allora la libertà di invitarti in biblioteca, allora, per due chiacchiere davanti a un tot di documenti e altrettanti contatti, controbilanciati però da buon vino, salame e soprattutto olii e peperoncini, se ti vanno!
Ci conto, sul serio, magari portando su anche Elena che ci ha come dire, fatti incontrare (e che ha i miei riferimenti)!
Salutami tu padre, per favore…
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Il lavoro nobilita l’uomo ed ora so che ,se vogliamo , siamo in grado di mettere in disparte le differenze che ci sono tra un individuo e l’altro per collaborare e costruire un obiettivo comune.
Un obiettivo che non ha e non vuole avere connotazione politica perchè il bene comune non ha colori se non quelli dell’arcobaleno. Nessuno deve rinunciare ad essere ciò che è perchè la diversità arricchisce.
Non chiediamo a nessuno da dove viene,o che amicizie ha, solo dove vuole andare perchè se la nostra meta è la stessa possiamo iniziare questo viaggio insieme.
Un viaggio verso il futuro del nostro territorio a cui ognuno di noi con la propria storia personale, la propria cultura, la propria esperienza professionale e di vita può contribuire se solo lo vuole.
Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto e continuano a crederci nonostante le difficoltà quotidiane .
Al lavoro!!!!!
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Il lavoro stanca l’uomo, non lo nobilita affatto, lo diceva anche Pavese, in quella sua famosa raccolta di poesie; si lavora per vivere, non si vive per lavorare, altrimenti si finisce per dare ragione a quella scritta che campeggiava all’ingresso del Lager di Auschwitz. Il prof Kitten de “L’attimo fuggente” raccomandava come importante la poesia, non la presenza di ingegneri, fisici o matematici. Anche Gesù Cristo, almeno per gli ultimi tre anni, si è dedicato alla predicazione ed a null’altro, e così anche Marx, Lenin, Stalin, Hitler e il Duce. Se nel bene comune non sono contenuto anch’io, non lo considero tale, specie sotto i colori dell’arcobaleno; la diversità mi ha sempre ostacolato nella vita, appunto perchè ho sempre voluto rimanere ciò che ero e che sono. Chi non si amalgama e non si omogenizza, dà molto fastidio. Le tue parole, o Elena di cui ho perso il ricordo di reciproche corrispondenze via mail, mi ricordano certe iconografie dei tempi d’oro del comunismo, con schiere di lavoratori stakanovisti, dai volti fieri e dagli sguardi dardeggianti, nelle sacre rappresentazioni di propaganda del Partito, anti-imperialiste ed anti-capitaliste.
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Non conosco di persona né Marco Del Freo né Filippo Fritelli ma li onoro.
Se hanno scritto col cuore e con la mente, come io credo, i loro due ultimi (per adesso) interventi sotto al blog “Caro Garbi…..”, bè, come si dice, onore al merito.
Sincerità, autobiografia, logica robusta, una vena di sentimento: complimenti, insomma.
Io non ne sono capace.
Ma mi è piaciuto molto quel “Un Partito politico mi interessa di più di una lista civica perché io amo le grandi storie collettive”: potente affermazione.
Mi ci riconosco.
Pertanto, li leggerò di più.
PS. Se fossero stati miei consiglieri all’epoca del giudizio sul Nazareno, forse…..chissà….
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Nelle vicende delle grandi storie collettive, gli individui contribuiscono solo al successo, alla gloria ed agli onori dei condottieri, con o senza cavallo sotto al sedere. Non dimenticare, Ponzio, che il Regno del Nazareno non era di questo mondo, per cui, con o senza i due consiglieri aggiunti, Lui sarebbe finito sulla croce comunque, in quanto anarchico, disfattista, diverso e non omologato; ed anche, per tre anni di seguito, fancazzista parolaio, senza fissa dimora e senza documenti.
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Ok, benissimo….nei prossimi giorni più che volentieri. Anche con Elena, voglio capire meglio, sarò felice di conoscerti.
Senza fare macabri riferimenti (non me ne voglia nessuno, ma ci sta anche un pò di autoironia sulla mia situazione di queste settimane, che poi è quella della mia generazione) “la disoccupazione rende liberi”.
Grazie per la tua disponibilità. A presto, Filippo.
ps: scusate anche per l’orario, in questo caso forse la disoccupazione rende scemi!!!
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