Basterà un ramoscello d’ulivo per fare la pace con i talebani?

Pubblicato da Redazione il 3 febbraio 2010 in Politica, Rassegna stampa |

di Giovanni Sartori

Lo stesso giorno, il 29 gennaio, nel quale usciva un mio fondo su una soluzione sostenibile (inedita) della guerra in Afghanistan, lo stesso giorno si riunivano a Londra i «cervelloni» che ci sovrastano rappresentanti di settanta governi, più Onu – per rifriggere tutte le banalità che hanno pensato e gestito negli ultimi decenni.

Un `giornale riassume la pensata di Londra così: «Mano tesa a chi ripudia la violenza».

Vale a dire, dialogo (come si fa a dimenticarlo?), qualche soldo di aiuti, e recupero .dei talebani «buoni», però a due condizioni irrinunciabili:

ripudio di Al Qaeda e buon trattamento delle donne (segno che Hillary Clinton era presente). Idee nuove, zero.

Probabilità di successo, men che zero.

Men che zero anche perché pare che la strategia adottata dai cervelloni di Londra sia stata ispirata dal generale americano Petraeus, a sua volta ispirato dalla sua esperienza in Iraq. Ora, è vero che Petraeus in Iraq non si è districato male; ma il guaio è che tra il caso dell`Iraq e quello dell`Afghanistan non c`è quasi nessuna analogia.

Nel contesto mediorientale l`Iraq è uno Stato moderno altamente urbanizzato, che aveva un potente esercito, una burocrazia, e soprattutto di natura laica. Anche se la popolazione è sciita o sunnita, la ferrea dittatura di Saddam non dava nessuno spazio al potere islamico, al potere religioso. Al paragone l`Afghanistan non è nemmeno uno Stato: è una entità di etnie tribali, una entità primitiva di tipo medievale. E forse anche per questo è un osso duro per chi lo tocca.

Ha resistito al protettorato degli inglesi, che se ne andarono senza rimpianti nel 1g1g; ha combattuto e sconfitto con i mujahidin, nel 1988, l`occupazione dell`Unione Sovietica; e dal 1994 è caduto in mano ai talebani (vuol dire, forse a Londra non lo sapevano, «studenti di teologia») formati dalle scuole di indottrinamento estremiste del Pakistan. I talebani sono dunque espressione del più rigido fondamentalismo islamico; e perché tali accolsero Osama Bin Laden, che fece dell`Afghanistan la sua base operativa e di addestramento dei terroristi.

Da qui l`intervento degli Stati Uniti e di truppe Nato che sono lì, ahimè, sin dal 2001.

E una guerra vincibile? L`altro giorno rispondevo no, nemmeno con rinforzi militari che consentissero l`occupazione del territorio.

Un esercito regolare non può combattere contro una micidiale guerriglia invisibile che si mescola con la popolazione civile. Dialogare e comprare i talebani «buoni»? La proposta fa ridere, o piangere. Se ci fossero, sarebbero i primi ad essere ammazzati dai talebani «cattivi». E poi un fanatismo religioso non è mai comprabile né catturabile con la politica del dialogo.

Faccio anche presente ai cervelloni di Londra che gli Afghani da salvare dalla miseria non sono quattro gatti: sono oggi, si ritiene, 28 milioni che dovrebbero diventare, secondo i demografi, 45 milioni nel 2025 e 75 milioni nel 2050. E qual è l`unica ricchezza di questi poveracci? El`oppio papaverino. Un esercito occidentale occupante non lo può consentire; ma per una fortificazione militare (era la mia proposta) che sorveglia il territorio dall`alto con i droni, questo non sarebbe un problema da affrontare. Ma i cervelloni di Londra non la pensano così. Ammesso che pensino.

(Pubblicato dal Corriere della Sera mercoledì 3 febbraio 2010 con il titolo “Afghanistan l’inutile mano tesa ai talebani”)

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:,

17 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Sartori ha ragione; i Romani hanno perseguitato per tre secoli i cristiani, che allora pendevano parecchio sul talebano, ma non ce l’hanno fatta; alla fine si sono dovuti arrendere, sono stati dai cristiani colonizzati, hanno avuto qualche estremo sussulto con Giuliano l’Apostata, dopodichè sono scomparsi dalla scena storica europea. L’Inqusizione, spagnola o romana che sia, ha arrostito, squartato, torturato, decapitato, impiccato, a diecine di migliaia, eretici, streghe e stregoni, ma poi alla fine ha dovuto capitolare ed i taleban-cattolici sono assurti spesso al soglio pontificio o alle più ate cariche vaticane. Adesso sta arrivando, a velocità sostenuta, l’onda tsunamica dell’Islam, che sarà sicuramente vincente e che travolgerà ogni cosa, ogni popolo, ogni altra idea. Forse a contrastarla efficacemente rimarranno i cinesi, ai quali delle fedi e delle filosofie correlate, almeno da 60 anni a questa parte, sembra proprio che non gliene importi un accidente e che sanno moderare molto bene, a suon di fucilate e genocidii, chiunque si azzardi ad ostacolarli nella loro corsa imperial-comunista alla conquista economica e militare del pianeta, del quale, essi soli, costituiscono un quarto della popolazione totale.

    Ti piace questo commento? Thumb up 3 Thumb down 1

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Articolo uno
    L’Afghanistan è una Repubblica islamica, indipendente, unitaria e indivisibile.
    Articolo due
    La religione di stato della Repubblica islamica dell’Afghanistan è la sacra religione dell’islam. I seguaci di altre religioni sono liberi di professare le loro fedi e di celebrare i loro riti entro i limiti stabiliti dalla legge.
    Articolo tre
    In Afghanistan nessuna legge può essere contraria ai principi e alle disposizioni della sacra religione dell’islam
    Vi sembrano articoli di una democrazia?
    L’Afghanistan ha un problema politico e cioè l’ideologia religiosa..I fanatismi nascono per definizione dalle ideologie e i Talebani non fanno certo eccezione.Quand’è che le Brigate rosse hanno perso la guerra in Italia,quando il popolo gli ha voltato le spalle.I talebani stanno crescendo perchè hanno la copertura di una parte crescente della popolazione .I Talebani , ma vale anche per l’Iran,dividono il mondo e quindi lo stato in questo modo:ciò che è per Dio(Allah) e cio che è contro Dio.Cioè hanno una concezione teocratica dello Stato e la Costituzione, basta leggere sopra, gli da ragione. In democrazia invece lo stato è laico cioè non esiste religione di stato ne le leggi devono essere per forza d’accordo con una religione qualsiasi.Ora a chi deve credere il pastore Afghano,ai talebani che inquanto interpreti dello stato islamico o a noi (Nato,Usa ,ecct…) cioè “infedeli”?Quindi “noi” andiamo a difendere uno stato che non è una democrazia e a quanto pare non ha nessuna voglia di diventarlo.Chi sono i più razionali, i talebani o noi “cervelloni”che non capiscono una cosa così elementare.Certo che i talebani sono alla lunga perdenti,come lo sono stati ideologicamente vietkong,si tratta edi stabilire quanti soldati siamo disposti a far ammazzare prima di capire che la democrazia non è un optional e non possiamo accettare di difendere quello che a casa nostra non accetteremmo.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Fb
    voglio ricordarti che gli imperi ,tutti gli imperi ,prima o poi crollano.Sono d’accordo con te che il cristianesimo gli ha dato una mano,perchè la libertà per la quale,mi sembra che sia un fatto storico hanno pagato con la vita è per il “potere” come il tarlo per il legno.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

    • avatar fb scrive:

      Ma i cristiani dei primordi non erano più liberi dei pagani,anzi, erano forse caricati di maggiori orpelli etici e catene comportamentali di loro, sia nel pubblico che, tanto più, nel privato, guardati a vista, in ogni minima azione, parola od anche solo pensiero, da un Dio, giudice severissimo e punitore implacabile. Nonostante ciò, si comportavano altrettanto male od altrettanto bene di chi ancora credeva negli Dei dell’Olimpo.

      Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 0

  • avatar Ambrogio scrive:

    Per aver una minima possibilità di successo nell’esportare la democrazia dovremmo applicare gli stessi strumenti adottati nell’esportare la Coca Cola. Ci sono certamente alcune difficoltà date dalla differenza del prodotto. La Coca Cola è un prodotto standard ben definito ottenuto industrialmente, la democrazia è un prodotto artigianale quindi soggetto a contraffazioni. Ci sono vari modelli di democrazia: quello statunitense, quello inglese, quello euoropeo occidentale nelle sue numerose varianti, quello ex-sovietico, e quello malese. C’è poi il modello italiano, ma questa è un’altra storia. Come si fa poi a piazzare un prodotto utilizzando l’uranio arricchito?

    Ti piace questo commento? Thumb up 1 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ad Ambrogio
    Il problema che tu poni è esattamente la questione che io sto proponendo su NAVE dal momento in cui ho cominciato a scrivere sul sito. E’ ovvio che non si può parlare di democrazia in presenza di “democrazie” diverse per il semplice motivo che non si può dare lo stesso nome a cose diverse.Ed è per questo che cerco di far capire che il voto è lo strumento principe, a parte i principi costituzionali cioè i diritti fondamentali dell’individuo senza i quali non esiste democrazia, con il quale si costruisce e si amministra un sistema democratico.Tanto per impostare il ragionamento occorre come postulato partire da dove è nata la democrazia rappresentativa cioè la”Camera dei Comuni” in Inghilterra dove da oltre sette secoli si vota in prima istanza la persona e non il partito.Idem in USA.Qui,per ora , mi fermo perchè vorrei far notare, ma era implicito nel mio post in alto, che il concetto di stato laico è affermato in tutte le pricipali “democrazie” occidentali,quindi non c’è niente da definire o da unificare in un prodotto standard. C’è da chiedersi caso mai andiamo a difendere e quindi a rischiare vite umane in l’Afghanistan dove lo stato non è laico (quindi non democratico) e dove non c’è assolutamente l’intenzione di cambiare.Questa è la domanda da porre ai “cervelloni” citati da Giovanni Sartori

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

  • avatar carlo fetonti scrive:

    A fb
    A me risulta che il Dio dei Cristiani,da come appare dai Vangeli,non è un Dio severissimo e punitore implacabile,anzi tutt’altro, ma un Dio che deve amministrare la giustizia perchè essa esista, punto e basta.La giustizia umana stabilisce solo il torto o la ragione,Dio può stabilire anche l’intenzione.E ti pare poco?Il comportarsi male o bene non è prerogativa solo dei Cristiani che ti ricordo hanno subito anche in silenzio delle persecuzioni,cosa che non regge senza una “fede”.La qual cosa non può essere definita”orpelli etici o catene comportamentali” perchè viene accettata solo per libera scelta o non è tale.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

    • avatar fb scrive:

      Carlo, però non puoi negarmi che solo noi cristiani dobbiamo, quotidianamente, riferire ogni minima nostra azione, anche la meno incisiva e la più labile e caduca, ad un codice di regole micidiali, non tanto dettato dal Dio di Mosè o da quello, più caritatevole e misericordioso, dei Vangeli, quanto da una apparato di chierici implacabili solo verso gli errori altrui, mai verso i proprii, per i quali si potrebbe a ragione dire che “Omnia immunda immundis”, cioè tutto è immondo per chi è tale. Inoltre, per un cristiano, il peccato non è solo un errore personale, ma conseguenza e causa di disordine fisico, morale e spirituale di tutto il Creato, proprio ab origine, con Adamo ed Eva, senza possibilità di riscatto. Scriveva il Belli: “Pe’ ‘na meluccia, ch’averà costato mezzo baiocco, stamo tutti a fonno!”. Per di più, noi cristiani ci dobbiamo anche sobbarcare la colpa della morte del Figlio di Dio, sempre causata dal disordine del peccato originale. Di qui le nevrosi e psicosi del mondo cristiano, per le quali, periodicamente, andiamo a lavarci la coscienza in confessionale, cosa completamente gratuita per i cattolici, oppure, specie se protestanti o calvinisti, spendiamo fior di quattrini dallo psichiatra o dallo psicanalista. Ma S. Paolo, duemila anni fa, ci aveva avvertito che l’attrazione a peccare, per l’uomo, è un fattore insuperabile e, già allora, secondo lui, maschio medio-orientale fino al midollo, misogino e maschilista, la colpa era tutta delle donne, colpevoli, dai tempi di Eva, di avere un fisico attraente e peccaminoso, soprattutto riferito a chi non dovrebbe goderne, come sacerdoti ed affini. Forse avrebbe comminato una penitenza anche a Gesù Cristo, che perdonava adultere e prostitute, era figlio di N.N. e si portava dietro un codazzo di donne, più o meno pie, ‘sto miscredente rivoluzionario!

      Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Brevemente a me risulta che S.Paolo,abbia detto che le donne hanno le loro colpe,che se non riesci a farne a meno meglio una donna che senza,che il riscatto
    ci puo essere se si riesce a riconoscere l’errore. Ritengo inoltre che se i protestanti vanno in psichiatria non è perchè non vanno a confessarsi da un’altra persona,se non mi ricordo male loro devono confessare a se stessi i propri peccati che mi sembra più che sufficiente, ed infine devo correggere un tuo lapsus: il Figlio di Dio non è morto per ” il disordine del peccato del peccato originale” ma per il fatto che ha dato fastidio a qualcuno ,insomma era un rompiscatole….Comunque per sicurezza appena posso andrò a rilegermi S.Paolo.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

    • avatar fb scrive:

      Carlo, io ti riporto quello che è il pensiero di molti psichiatri e teologi, per i quali lo scaricare su un altro essere umano le tue colpe ha un valore catartico, in quanto ti liberi da quella zona d’ombra, da cui ti senti oppresso e che ti esclude dalla piena interrelazione sociale; inoltre, da noi cattolici, la confessione è una comoda operazione di candeggio dell’anima dalle macchie più ostinate, mentre ci rendiamo, contemporaneamente, conto che, alla prima tentazione, cederemo di nuovo, come sempre. Commettiamo quei tre o quattro peccatucci, fin da da piccini e vita natural durante; prova a pensarci e dimmi se non è vero. I protestanti e calvinisti si confesssano direttamente al Boss, oppure, per alcune sette, proclamano all’assemblea i proprii errori. Ma non c’è mai quel rapporto intimo e personale che si ha con il confessore; sai tu se Dio ti ha assolto o è ancora sdegnato con te, te lo viene a sussurrare in un orecchio? Ed ecco che allora ricorrono allo psicoterapeuta. Inoltre, come scriveva Jung, nella confessione si riscontra sempre, di solito, come attuato, solo il primo grado del processo di pentimento, cui dovrebbero seguire la chiarificazione, l’educazione e la trasformazione. Ma quale confessore mai possiede le capacità per operare l’intiera gamma del processo psicoterapeutico? Gesù Cristo è morto, come Figlio di Dio, proprio per riscattare l’uomo dal peccato originale; se non fosse stato commesso, sarebbe ancora a giocare a golf nei greens del Paradiso, seguito dal tifo di Giuseppe e Maria. E’ stato ucciso, come Joshua ben Yoseph, dai sacerdoti del Tempio, perchè rompiscatole ribelle, ma loro stessi e tutti i suoi aguzzini, come ebbe poi a dire Cristo prima di spirare, non sapevano quel che si facevano. Non amo paticolarmente S. Paolo, gran compilatore di lettere a destra e a manca, che secondo me, già si allontanava dalla semplicità granitica delle parole di Cristo; è stato il fondatore dell’intellettualizzazione della fede cattolica, il cui ultimo rappresentante odierno è Ratzinger..

      Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Confesso,
    tanto per cambiare, che, pur ammettendo la capacità catartica del riconoscere i propri “peccati” nei confronti di un’altra persona e dando così a Freud quel che è di Freud,non lo trovo il modo più intelligente di fare le pulizie di “casa”.Per fare una bella pulizia non basta pulire il”visibile”,devi andare in profondità cioè anche sotto i tappeti e sotto le poltrone e negli angoli più nascosti.Fuor di metafora devi scavare e guardare dentro te stesso e più ti avvicini alla coscienza e più senti Dio.Il vero rapporto intimo più difficile da raggiungere non è quello con un’altra personna ma quello con la propria cocienza perchè è lei che in definitiva ti deve assolvere non un altro uomo. Certo S. Paolo non è un pescatore od un pastore è un uomo che ha studiato e quindi un intellettuale.E’ l’uomo che fa “telogia applicata”, si occupa più in concreto delle cose che nel vangelo sono solo accennate o sottintese.Certo è un uomo dal taglio netto , se vogliamo a volte un pò duro, ma di una francheza sempre sotto controllo ed a mia conoscenza ,(non ho letto tutto) mai in contrasto con il vangelo che costantemente lui prende a paragone.Quindi francamente non mi sento di paragonarlo a Ratzinger perchè in S. Paolo è ben netta la divisione tra stato e chiesa, cioè nel dare a Cesare quel che è di Cesare.Nel Papa attuale un “pò” di confusione sull’argomento la vedo e come.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

    • avatar fb scrive:

      Carlo, le pulizie di casa non sono mai definitive, ma continue e cicliche; la polvere, gli acari, il pulviscolo atmosferico ed altro continuano a depositarsi per ogni dove, nel mentre stesso in cui credi di eliminarle dalla circolazione. Più si lavava le manine delicate, più si sentiva immonda, la misera Lady Macbeth. L’andare a scovare sporcizia nei luoghi più reconditi ci fa paura, fa risalire a galla i mostri dell’Id o Es, che dir si voglia, cioè tutte quelle memorie ed attività ancestrali anteriori alla comparsa dell’Homo sapiens, indietro di milioni di anni. Quanto più scavo nella mia coscienza, più mi sento un misero granellino di caffè, in attesa di essere polverizzato, prima o poi, tra gli ingranaggi del macinino e finisce che mi faccio pena e non me la sento di assolvermi per un verso, o mi assolvo troppo in fretta, da un altro. A me poi la casa piace non dico sporca, per carità, ma nemmeno tirata a lucido in modo manicale. Paolo è stato senz’altro un grande cristiano, è considerato il fondatore vero della Chiesa cattolica; ma io lo sento tanto come portatore ed inseritore, nel tessuto della semplicità evangelica, di un Super-Ego genitoriale, severo e punitore, di stampo vetero-testamentario,teso ad opprimere il povero Ego dei fedeli, di allora e di sempre. Scusa tanto, Carlo, ma alle volte che gusto ci sarebbe a pentirsi, se prima non avessimo peccato, gustando ed assaporando con voluttà il nostro errore? Cantava Zucchero, dopo le abbondanti libagioni di Lambrusco reggiano – in vino veritas!-: “Solo una sana e consapevole libidine salva i giovani dallo stress e dall’Azione Cattolica…”

      Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    A scanso di equivoci,vorrei dire che non ho mai neanche pensato di smontare i battiscopa per pulire in casa mia che è abbastanza sporca, anche se ogni tanto mi devo rassegnare a fare bun pò di pulizia anche sotto i tappeti se non altro per una questione d’igiene.A volte occorre “scavare” o se vuoi “ruspare” sulle sovrastrutture che la vita o noi stessi mettiamo davanti ai problemi per poterci confrontare con essi.Uno che si fa pena vuol dire che si è già confrontato con se stesso come del resto ha fatto chi non se la sente di assolversi o chi si assolve troppo in fretta.Quindi ,direi che sei d’accordo con le mie affermazioni sul fatto che non possiamo sottrarci al confronto.S.Paolo punisce pubblicamente i comportamenti pubblici non quelli privati sui quali non possiamo interferire se non in forma propositiva,ma del resto noi con questi scritti cosa facciamo se non giudicare i comportamenti pubblici?Il gusto o il piacere del pentirsi li vedo come una contraddizione in termini quindi non entro più di tanto.Zucchero dice certamente una verità per quanto riguarda le conseguenze che derivano dal lambrusco e dalla malvasia.La libidine è un modo di fare le cose,qualsiasi cosa, e quindi anche l’Azione Cattolica.E perchè quell’attenzione particolare ai giovani, forse è l’anima del “maestro” che riemerge?E poi perchè salvare solo loro e quelli meno giovani come il sottoscritto li buttiamo
    al macero?

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

    • avatar fb scrive:

      Carlo, a me piacciono quelle vecchie case di una volta, dalle pareti spesse, affumicate dalle spirali di fumi di arrosti e pastasciutte, con i pavimenti un po’ sconnessi, tanti sono stati i piedi che li hanno levigati e calpestati; quei pavimenti che hanno raccolto anche le lacrime di dispiaceri e dolori, che hanno partecipato di risate, di gridolini, di urla e di litigi; le case, insomma che sanno di vissuto, che hanno partecipato a nascite e morti, in un avvicendamento incessante di generazioni. Quelle moderne, algide e glaciali, arredate da vetro ed acciaio, alluminio e plastiche varie, proprio mi respingono. Meglio le pareti un po’ bisunte, gli arredamenti rosicati dai tarli, rifiniti dalle impronte digitali, che recano ancora i segni di vasellame,,lasciato lì troppo a lungo, le bruciature di qualche sigaro o sigaretta, le pentole ammaccate dall’uso e dal calore, le sedie e le gambe dei tavoli un po’ sconnesse e traballanti.

      Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Purtroppo stanno sparendo.Le nuove generazioni non le hanno vissute e non sapranno mai che cosa si sono persi.Forse qualcuna come museo dovremmo tenercela,chissà nel paese del restauro tutto è possibile, forse….

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 1

  • avatar fb scrive:

    Sì, Carlo.forse tra qualche decennio, alla Fiera del Modernariato, a Parma, ci metteranno pure me, impagliato ed imbalsamato; non so tu, dato che ignoro la tua età. Io sono arrivato a 65 anni, potrei anche far visita ad un imbalsamatore egiziano, che sta in Vicolo Zuccheri,qui a Borgo, per un preventivo circa la mia mummificazione. Concludendo, in relazione all’argomento principe della lettera di Giovanni Sartori, muoiano gli USA con tutti italebani, e li seguano pasdaran, basiji, Khamenei, Ahmadinejad e tutti musulmani intolleranti, fanatici, barbuti e in pataja e ciabatte, che infestano il nostro ed il loro mondo. Tremo al pensiero di quale sarà la sorte delle mie figlie e della generazione seguente, se saranno destinati a fare la fine degli impiccati, frustati, bastonati, decapitati di teste e mani, sgozzati e lapidate, cui stiamo assistendo, giorno dopo giorno, in tutto il mondo. Quanto aveva ragione un omarino come Gesù Cristo, che aveva detto che bisogna stare aben attenti ai falsi profeti ed ai lupi travestiti da agnelli – anche quelli di Torino- e che la pianta si vede già dal seme. Dopo aver assistito per 2mila anni alle malefatte della Chiesa cattolica, per altrettanti assisteremo a quelle dei fedeli del Profeta Maometto. Non saranno certamente secondi ai primi, nella loro furia omicida, sono pur sempre dei monoteisti ed appartengono all’unica razza assassina del Creato. Vorrei tanto che se ne andassero all’Inferno non solo questi talebani islamici, ma anche tutti i bigotti e le pinzochere di ogni religione, i benpensanti e perbenisti di ogni ceto e censo. Come vorrei passare allora anche solo una settimana in un mondo libero e veramente ripulito da questi escrementi e scorie del genere umano, che avvelenano ed inquinano il pianeta da milioni di anni! Era un sogno che già 5 secoli orsono allietava le giornate del Gucciardini, anche se ristretto all’estinzione delle gerarchie ecclesiali del suo tempo.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Non so se è una fortuna ma io questo mese arrivo a 66…
    Per il resto vedo che sei pessimista.Non è ovviamente che non ci siano motivi per non esserlo,ma io spero,anzi penso che quello che stiamo vivendo per quanto riguarda l’islam succederà come in parte è successo con la Chiesa Cattolica che ha dovuto lentamente uscire dalla occupazione temporale per entrare in quella spirituale.E’ il discorso di dare a Cesare e quel che è di Cesare e che guarda caso è uno dei principi fondamentali dello stato democratico.In definitiva poi l’arroganza dell’Islam deriva dal fatto che Allah è seduto su un mare di petrolio per cui tu prova a sommare petrolio + medioevo ed è chiaro il risultato.Tenendo presente che il petrolio è una risorsa limitata e finita quella i sceicchi sono alle noci di cocco, l’Islam dovrà ritornare a fare i conti con la sabbia e a piu miti consigli.Certo come Dubai insegna stanno dilapidando grandi ricchezze.Sicuramente, al momento la strada è in salita e sicuramente qualcuno nel frattempo pagherà,anche se innocente, questa grande ,ennesima dimostrazione di stupidità umana,sia da parte loro sia da parte di quelli che giustamente Giovanni Sartori ha chiamato”cervelloni”. Tenendo presente ,poi che “loro” e i “cervelloni” sono una esigua minoranza nel tutto ecco perchè la speranza sta nella libera maggioranza. Per il resto,una settimana, libero da quel campionario di varia umanità da te elencato,credo proprio che te lo puoi scordare…

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2009-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.