Moretti, Peri e boss di Trenitalia, prendete esempio dall’India

Collaudo del nuovo treno monorotaia a Mumbai (Bombay), India. Perché non organizzate un viaggio d’istruzione laggiù, ragazzi? Le missioni di lavoro all’estero sono sempre state una vostra passione, no?
Tag:Alfredo Peri, India, Mauro Moretti, Mezzi di trasporto, Qualunquismo, Treni veloci, Trenitalia
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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sapete che cosa m’ha confidato un ferroviere indiano che l’hanno licenziato e adesso cura le vacche alla bassa, che glielo ha detto suo cugino che lavora nell’officina dove hanno fatto quel treno lì? che loro per il cesso c’hanno una vasca in alto, sul tetto del treno, per raccogliere l’acqu piovana… l’hanno fotografato dal basso proprio perchè non si deve vedere il bacinellone… furbi loro
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ridi ridi cara Gianna potresti anche crederci, ma se non ci diamo una sveglia vedrai che fra pochi anni cureranno anche altre “vacche” nel nostro paese. Probabilmente lo hanno visto nelle loro innumerevoli visite estere, ma non hanno capito:: parlavano indhi e inglese.. La dobbiamo smettere di pensare di essere i furbetti del Pianeta…Cordiali Saluti.
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Guardate che il problema delle fosse delle acque nere lo avevamo già risolto nel 1990 quando lo si vietò lo scarico delle toilette sulla linea ferroviaria… ( e vi rammento che non era bello lavorare in linea quando un treno a 100 km/h lasciava lo scarico di quelli che erano nelle ritirate).
Lasciando stare questo, il problema fondamentale è che una volta sia la struttura di impianto, sia il movimento, ed anche il materiale rotabile, erano nella responsabilità di un unico Direttore Compartimentale che era Dio in terra… oggi ci sono in mezzo le Regioni, RFI che possiede l’infrastruttura, Trenitalia che possiede il materiale rotabile, Grandi Stazioni, Centostazioni e Metropolis che hanno la proprietà delle stazioni, Italferr che presiede l’ingegneria di settore, FS logistica per gli scali, Trenitalia Cargo per i merci, TSF per l’informazione, sino ad arrivare ad un totale di 46 società, che ognuna guarda al proprio piccolo orticello e soprattutto nessuno guarda al cliente finale, cioè il cittadino che paga le tasse e che forse vorrebbe un servizio, non una vessazione.
Scusate lo sfogo, ma ci combatto ogni giorno ed ogni giorno la rabbia monta sino al fegato…
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