Moretti, Peri e boss di Trenitalia, prendete esempio dall’India

Pubblicato da Redazione il 27 gennaio 2010 in Servizi pubblici |

Collaudo del nuovo treno monorotaia a Mumbai (Bombay), India. Perché non organizzate un viaggio d’istruzione laggiù, ragazzi? Le missioni di lavoro all’estero sono sempre state una vostra passione, no?

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3 Commenti

  • avatar Gianna scrive:

    sapete che cosa m’ha confidato un ferroviere indiano che l’hanno licenziato e adesso cura le vacche alla bassa, che glielo ha detto suo cugino che lavora nell’officina dove hanno fatto quel treno lì? che loro per il cesso c’hanno una vasca in alto, sul tetto del treno, per raccogliere l’acqu piovana… l’hanno fotografato dal basso proprio perchè non si deve vedere il bacinellone… furbi loro

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  • avatar Franco 64 scrive:

    ridi ridi cara Gianna potresti anche crederci, ma se non ci diamo una sveglia vedrai che fra pochi anni cureranno anche altre “vacche” nel nostro paese. Probabilmente lo hanno visto nelle loro innumerevoli visite estere, ma non hanno capito:: parlavano indhi e inglese.. La dobbiamo smettere di pensare di essere i furbetti del Pianeta…Cordiali Saluti.

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  • avatar shoeless scrive:

    Guardate che il problema delle fosse delle acque nere lo avevamo già risolto nel 1990 quando lo si vietò lo scarico delle toilette sulla linea ferroviaria… ( e vi rammento che non era bello lavorare in linea quando un treno a 100 km/h lasciava lo scarico di quelli che erano nelle ritirate).
    Lasciando stare questo, il problema fondamentale è che una volta sia la struttura di impianto, sia il movimento, ed anche il materiale rotabile, erano nella responsabilità di un unico Direttore Compartimentale che era Dio in terra… oggi ci sono in mezzo le Regioni, RFI che possiede l’infrastruttura, Trenitalia che possiede il materiale rotabile, Grandi Stazioni, Centostazioni e Metropolis che hanno la proprietà delle stazioni, Italferr che presiede l’ingegneria di settore, FS logistica per gli scali, Trenitalia Cargo per i merci, TSF per l’informazione, sino ad arrivare ad un totale di 46 società, che ognuna guarda al proprio piccolo orticello e soprattutto nessuno guarda al cliente finale, cioè il cittadino che paga le tasse e che forse vorrebbe un servizio, non una vessazione.
    Scusate lo sfogo, ma ci combatto ogni giorno ed ogni giorno la rabbia monta sino al fegato…

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