Mamma mia il bar dell’aeroporto di Parma

Quelli che hanno paura gli si bruci il toast, quelli che chiedono il panino che non esiste, quelli che i caffè non arrivano, quelli che i caffè si stanno raffreddando sotto i beccucci della macchina, quelli che aspettano di ordinare e pagare, quelli che si spazientiscono, quelli che prendono una bottiglietta d’acqua dal frigorifero, se la infilano direttamente in tasca e se ne vanno.
E poi i tavolini colmi di bottiglie e buste e cartoni vuoti e lattine, da sparecchiare. E le tazzine da mettere nella lavastoviglie e quelle da tirare fuori.
E tutti che hanno fretta perché devono fare il check-in o perché è cominciato l’imbarco. E quando un’ondata se ne è volata via, un’altra arriva. Ma lui non perde mai la calma, si muove bene, senza pasticciare ma con due sole mani. Cerca di accontentare tutti anche quelli che gli gualciscono i giornali poggiandovi sopra i gomiti e l’epa mentre chiedono le sigarette, gente cui deve essersi spezzato un filo, un tirante della spina dorsale. E lui, che oltre a essere barista, è anche giornalaio, tabaccaio e bottegaio di tutti gli snack e i junk food appesi agli espositori nella sala, non dice nulla e fa quel che può.
Siamo all’aeroporto di Parma. Non sappiamo chi sia questo barista equilibrista e contorsionista che non va nel pallone e cerca di accontentare tutti. Se, oltre a essere l’unico dipendente è anche il titolare, è un sadomasochista. Se è solo dipendente è uno sfruttato.
Sono rimasta in coda un quarto d’ora per un’aranciata. Quando ho avuto l’illuminazione che non avrebbe dovuto solo stapparla ma prepararla, ho avuto un moto di pietà (per me e per lui) e mi sono scorporata dalla fila. Ho perso la speranza, non volevo perdere anche l’aereo.
Temendo i prezzi da strozzini della low cost su cui stavo per imbarcarmi, mi sono avvicinata al frigo delle bibite, ho arraffato una bottiglietta d’acqua e mi sono allontanata. Non si è accorto di nulla. Sono tornata dopo un minuto, gliel’ho pagata e ho pure lasciato la mancia mentre cercavo di spiegargli quel che avevo appena combinato. Mi ha detto sì, sì, ma mi sono accorta che non capiva quanto era successo sotto i suoi occhi, concentrati sui movimenti delle sue mani.
La prossima volta gli ruberò qualcosa di molto più ghiotto che ho adocchiato: un bustone di patatine Crik Crok Bell’Italia preparate con ricetta esclusiva di Gianfranco Vissani, ritratto sulla confezione.
Mamma mia il bar dell’aeroporto di Parma. Per tacer del resto.
Mara Meo

















Da notare l’espressione del comandante ritratto nella quarta foto.
Forse avrebbe avuto bisogno di un caffè che non è mai arrivato.
Spero che l’aereo che magari ha pilotato poco dopo sia decollato ed atterrato bene….
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Parma, Ohio?
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L’anno scorso sono stato al bar dell’ aeroporto…
Non erano messi così male…
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Le grosse catene che gestiscono questi posti pensano solo all’incasso,la professionalità e la qualità per loro non esiste dobbiamo ritornare a quando la più grande soddisfazione per un vero barista è accontentare il cliente come se fosse una persona da conquistare !!
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Non ho capito la dichiarazione : la prossima volta gli ruberò le patatine di Vissani… Scusi signora Meo; sia almeno contenta che ha le patatine di un grande cuoco sulla bustina e non patatine cinesi o peggio ancora intrugli vari che sitrovano in commercio. Per il resto accade e come se accade, anche nei migliori Malpensa o Fiumicino e denigrare il nostro Aeroporto si lo ripeto Nostro!! Dopo sitanti sforzi fatti per averlo e averlo posto in Europa anche con EFSA merita anche alcuni disservizi ( per amor di Dio, migliorabili sicuramente) ma si sa due + due deve fare almeno 4 e personalmente dedico la mia attenzione al fatto che : ma voi cosa facevate all’ Aeroporto di Parma invece che essere a Bologna Milano o Verona ? Non vi sovviene che abbiamo un servizio aggiuntivo che ci invidiano un poco tutti ? E poi ci perdiamo per una ( mi è venuta voglia di rubare una bottiglietta di acqua) o un caffè con la coda…o un comandante della Ryan Air che sta certamente pensando: che palle lavorare invece di essere in Irlanda in vacanza..Dobbiamo certamente migliorare su qualche cosa che esiste già e non è poco nel NOSTRO AEROPORTO non trova..?.
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ciao, una domanda veloce. c’è un tabaccaio all’interno dell’aeroporto di parma dove posso comperare delle sigarette? vado a londra per un paio di settimane e mi hanno detto che li costano un’occhio della testa! oppure mi conviene comprare una stecca in tabaccheria normalmente?
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Ma c’e’ bisogno di chiederlo su NC?
Phiga ma comprale prima in Italia no ?
Vero che a Londra ti fanno passare il vizio , un pacchetto costa mediamente , se ben ricordo nel maggio dell’anno scorso, 10/12 euro.
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