Soragna alla guerra di Troia: toh, ma guarda chi c’è nel cavallo!

In questa e nelle foto successive, diverse inquadrature del terreno agricolo a sud di Soragna (86 mila metri quadrati) che Domus Quattro vuol trasformare in area edificabile.
Per quasi tutto il 2009, a Soragna si è combattuta una guerra di posizione, fatta di trincee, aggiramenti e manovre non propriamente limpide. Fino a quando, lo scorso novembre, un commando di sette amministratori non ha fatto saltare il deposito delle polveri scatenando reazioni a effetto domino.
L’amministrazione comunale, dopo aver cercato di mantenere entro le mura della casa comunale i giri e i raggiri per cementificare 86 mila quadrati di terreno agricolo, come richiesto dalla società Domus Quattro della famiglia Zani, resta vittima dei dissensi scaturiti all’interno della giunta. Prima la paralisi, poi l’atto di forza del sindaco, infine l’abbandono da parte dei dissidenti provocano l’arrivo del commissario prefettizio. Il 28 marzo si voterà e la guerra di posizione si trasformerà in una guerra di movimento. Una guerriglia, con imboscate e scontri casa per casa. Tutte le armi saranno lecite. Soprattutto le meno convenzionali.

A scatenare il conflitto, l’incauta mossa della solita commissione disciplinare del Partito democratico che, con l’abituale mancanza di tatto e di accortezza politica e affetta da una preoccupante cecità etica, estromette sette amministratori, tra assessori e consiglieri di maggioranza, che si sono ribellati alla lottizzazione della famiglia Zani.
Il provvedimento scatta per giunta nel momento meno opportuno, alla vigilia del congresso locale del partito, con il divieto ai sette reprobi di partecipare ai lavori congressuali e alle votazioni per eleggere il nuovo segretario. Così, con 48 voti su 60, è riconfermata, come da copione, la colonnella Cristina Capra. Maggioranza stragrande? Macchè. Al voto non si sono presentati più di 60 iscritti, presumibilmente schierati con i sette. Da ciò è facile arguire che il Pd è spaccato in due parti quasi uguali e più della metà sta con i dissidenti, i quali non hanno alcuna intenzione di lasciare il partito. Stando così le cose, chi può arrogarsi il diritto di espellere chi?

La commissione disciplinare è di emanazione provinciale, non locale, ma il segretario provinciale è da pochi giorni il consigliere regionale Roberto Garbi, il quale, oltre a essere soragnese, è stato per due mandati sindaco della sua cittadina. Garbi, che come commissario del partito a Fidenza, non è riuscito a ricucire lo strappo avvenuto tra le due primedonne Paolo Antonini e Giuseppe Cerri, la cui materia del contendere era il primo scanno borghigiano, com’è pensabile che possa riuscire a conciliare i fronti contrapposti del Pd soragnese, diviso non da ambizioni personali ma da due diversi modi di intendere lo sviluppo del paese?
Così come la mela della discordia che Paride donò ad Afrodite scatenò la guerra di Troia, allo stesso modo la lottizzazione «offerta» da Alberto «Crocodile Dundee» Zani all’amministrazione soragnese ha provocato una guerra che potrebbe portare alla deflagrazione del centro sinistra e all’espugnazione della casa municipale da parte del centro destra.
Ora si tratterà di vedere come, analogamente a quanto avvenne sull’Olimpo, si schiereranno le divinità di Parma. Che peso avranno i guerrieri nascosti nel cavallo di legno fin dall’inizio dell’operazione e per quale bottino si stanno battendo da una parte e dall’altra.
Ma per capire meglio quali siano le forze in campo e quali i guerrieri di rango, sarà bene fare un passo indietro. Lungo un anno.

13 gennaio 2009. Riunione della commissione urbanistica. Arnaldo Zani, membro della medesima in rappresentanza del Pdl, propone di fare piazza pulita di chi ha potere di costruire ma non costruisce, anzi ostruisce. I proprietari di certe aree edificabili non hanno mai edificato? E allora si tolga dal Psc l’edificabilità a quelle aree. Scopo non dichiarato: togliere di mezzo un po’ di concorrenti. In altre parole: lasciateci lavorare, noi che siamo del mestiere.
27 gennaio 2009. La maggioranza della commissione urbanistica si pronuncia a favore di una «stecca» di case nella zona, urbanisticamente già compromessa, dove si trova il discount Todis.

20 febbraio 2009. La società Domus Quattro, costituita da Alberto Zani e dai figli Arnaldo e Gianluca, acquista 86 mila metri quadrati di terreno nella zona sud di Soragna compresa tra il cimitero e la lottizzazione Bresciana, area sottoposta a ben tre vincoli sovraordinati e comprensiva della zona di rispetto cimiteriale.
10 agosto 2009. Domus Quattro presenta al Comune di Soragna un piano particolareggiato, da inserire nel Psc, relativo all’area acquistata cinque mesi prima. In cambio, donerebbe al Comune l’area prospiciente il cimitero, una striscia di terra sulla quale, peraltro, non può costruire.

31 ottobre e 5 novembre 2009. Presentazione da parte di altri privati di due richieste per riqualificare la zona nord di Soragna, perlopiù costituita da ex capannoni artigianali in disuso, perciò già compromessa dal cemento. Tale scelta, oltre ad accogliere i suggerimenti dell’architetto Guido Leoni, urbanista incaricato del Comune, è scaturita dalle assemblee tenute in primavera con la cittadinanza. Trattandosi di un’area complessiva di 140 mila metri quadrati, sarebbe soddisfatto il fabbisogno edilizio per i prossimi vent’anni.

12 novembre 2009. A causa delle numerose richieste giunte all’amministrazione, la commissione urbanistica si riunisce per decidere se imboccare la via della riqualificazione a nord o quella della cementificazione a sud. La commissione boccia (quattro voti contro due) la richiesta di Domus Quattro. I membri sono sette, ma Arnaldo Zani esce dall’aula per palese conflitto d’interessi. Perché soli quattro voti se la maggioranza ne ha cinque sulla carta. Perché Luigi Baistrocchi (Pd), presidente della commissione, si è schierato con la minoranza, cioè con Zani e il Pdl. Ricordatevi che stiamo parlando della guerra di Troia e dello stratagemma del cavallo. Perciò non meravigliatevi e continuate a chiedervi con chi si schiereranno gli dei dell’Olimpo.

13 novembre 2009. Riunione del gruppo di maggioranza con l’architetto Leoni. Si conferma che l’area, sottoposta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e di tutela ambientale, non può essere edificata. Per sostenere tale tesi ed eliminare perciò i vincoli si dovrebbero innalzare gli argini dello Stirone e dimostrare che quella sud è l’unica zona di espansione della città. Ma non è vero, perciò è da escludersi qualsiasi concessione e previsione di espansione in tale direzione. Concordano nove su undici. Si astengono il sindaco Giovanni Cattenati e l’assessore Giuseppe Mussi.
16 novembre 2009. Il sindaco sospende le deleghe a tutti gli assessori per «indisciplina e comportamento scorretto». Dice che il provvedimento durerà un paio di settimane, affinché «chi si è comportato male possa riflettere». Chi si pente, può telefonargli.

3 dicembre 2009. Approvazione preliminare del Psc da parte della giunta. Uno dei sette, Giovanni Rastelli, assessore alla Pubblica istruzione e all’ambiente, dichiara: «Il territorio di Soragna è un bene comune da salvaguardare, lo sviluppo urbanistico del paese è un elemento non subordinato alla logica del guadagno e della speculazione edilizia».
Ma Cattenati non intende ragioni e dà la stura a una serie di mosse, una più sbagliata dell’altra, che lo porteranno al capitombolo finale. Toglie la delega a Rastelli e si dà la zappa sui piedi perché, nel giro di poche ore, anche gli altri assessori si dimettono. A parte il solito Mussi. Il seguito è noto e in parte lo abbiamo già raccontato nel capitolo «Soragna, i magnifici sette contro Crocodile Dundee». La battaglia continua. Vi terremo informati.

A questo punto è chiaro che non di screzi personali si tratta, ma di principi. La giunta è entrata in crisi su questioni che riguardano lo sviluppo urbanistico di Soragna. «Le parole pronunciate dal sindaco, che liquidano la crisi della giunta come un problema di rapporti personali e di metodi errati, sono prive di una reale sostanza, perché sono contraddette dalle tante opere realizzate con quei metodi e quegli stessi rapporti», fa notare Rastelli. Come dire: siamo sempre andati d’accordo in questi anni e ora perché ci ritroviamo l’uno contro l’altro armati?

Già, vorremmo saperlo anche noi perché? Possibile che Alberto Zani abbia su Giovanni Cattenati un influsso simile al fascino esercitato da Afrodite su Paride? La dea promise all’avvenente giovanotto che, se avesse assegnato a lei il trofeo della dea più bella, lei lo avrebbe ricompensato con la mano della donna più bella del mondo.
Ma Crocodile Dundee, che non è Afrodite, che cosa ha promesso a Cattenati che non è Paride? E di chi prenderanno le parti gli dei dell’Olimpo parmigiano, Garbi in testa?
Gi ex assessori Giovanni Rastelli (a sinistra) e Mario Di Reda.













A quanto se ne sa, Cattenati ha fatto quel che voleva Garbi, e pare che Vincenzino la pensi nello stesso modo. Ma credo che la domanda sul cavallo di Troia sia solo una finta domanda; che la risposta in realtà sia scontata. Intanto in Puglia è arrivata una bella lezione. Meglio perdere che inCasinarsi. Casini è lì perchè il Berlu l’ha cacciato, e a suo tempo ha votato questa legge lettorale, ed è palesemente connesso con Cuffaro…. Certo, Pierferdi è fotogenico… Dio lo perdoni (il suo dio).
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Non allarghiamoci troppo.
Emblematico comunque ciò che succede nella sinistra della “bassa ovest”.
Tra Fidenza, Salso e ora anche Soragna, il PD sta dimostrando di essere peggio di certi partiti della prima repubblica.
A Fidenza col gioco di Antonini, la guerra a Cerri, il commissariamento ecc. hanno perso le elezioni.
A Salso gli assessori vanno e vengono come fossero nel giro di qualche mese.
A Soragna addirittura il Sindaco che sconfessa gli assessori e poi viene a sua volta sconfessato dagli stessi….
Il mio animo di sinistra si sta contorcendo sempre piu’ !
E’ ora di svegliarsi; a casa questi pseudo-dirigenti.
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Lo ripeto da 2 anni. Andate ad intervistare, non visti e senza taccuino né registratore, il maestro elementare che non voleva fare il maestro elementare. Lui sicuramente sa. Non che io sappia se Zani ed il maestro si contendano o si dividano i territori della Bassa Ovest. E’ solo un sospetto. Poi darei una bella sbirciata all’area “provinciale”: al duo Garbi-Vincenzo.
Non lasciatevi inciuciare da sbandierate alleanze od inimicizie. La calce cementa, unisce e solidifica. Soprattutto nei retrobottega. O nei sottoscala. Anche gli appetiti che sembrano, tra loro, più’ lontani. DC e PSI convissero così, erano i tempi delle correnti. L’ex PCI, dopo aver sostenuto che “lui” aveva le mani pulite, che “lui” era cristallino, adesso non sa nemmeno giocare. E si sporca. Comunque sia andata, vada ed andrà, cerchiamo di stare dalla parte giusta e di sostenere chi lotta per un briciolo di onestà.
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Basta, Paolo! La devi smettere con ‘sti indovinelli. Chi è «il maestro elementare che non voleva fare il maestro elementare»? Uno proveniente da Noceto? Le sue iniziali sono per caso G. M.? Ci vuol tanto a dirlo? Ma non siete nello stesso partito? Sul Corriere di oggi ho letto di una maestra che, stanca di dieci anni di precariato, si è buttata a fare la pornostar. Con successo: ha già cinquye film in uscita. Se mi dici il nome del tuo maestro, io ti dico quello della maestra. Dai, non fare così. Sbottonati.
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Paolo , ci stai scartavetrando i maroni da settimane con sto maestro.
Devi essere meno criptico e anche meno mafiosetto …..in puro stile Ghino di tacco.
Chi sa parli cosi la finiamo.
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Ma perchè fate i finti tonti ? Lo sanno tutti chi è. Ed è più fine lasciare il dubbio al lettore e nel contempo evitare eventuali ritorsioni.
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OOOpppsss
Io non lo so….mi date un aiutino ???
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