Quanto può durare un lungo addio?
Lo scrittore Raymond Chandler (Chicago 1888-La Jolla 1959)
Avevo 17 anni nel 1968, l’età migliore per ricominciare da capo. Si diventava allora maggiorenni a 21 anni.
Avevo creduto fino a quel momento al Dio dei preti, allo Stato, alla scuola pubblica, al medico condotto, alla televisione, agli adulti, a Israele, all’America dei soldati blu contro gli indiani. Non sapevo che a partire da quell’anno avrei smarrito per strada tutte quelle convinzioni. Che cosa mi sarebbe rimasto a 21 anni, quando sarei andato a votare per la prima volta? Su quale simbolo avrei fatto la croce in quel 1972 che sarebbe stato il terminal di quattro anni di rivolte, contestazioni e tumulti che confondemmo con la rivoluzione o per prove tecniche della medesima?
È naturale che allora non mi facessi simili domande. C’era troppo da vivere, tra giornali e manifestazioni, libri sottolineati e curiosità per tutto ciò che sembrava irregolare.
Portavo i capelli lunghi già da un paio d’anni, ma aspettavo con impazienza la barba per non confondermi con i beat ai quali importava solo della musica e niente del mondo.
Credevo anche di saperla più lunga di quei poveretti dei capelloni che ci avevano preceduto di un passo e ora si ritrovavano indietro di due. Sapevo che i beatniks erano gli scrittori come Kerouac e Ginsberg. Loro non lo sapevano. Io leggevo Sulla strada e Juke box all’idrogeno. Loro avevano ascoltato l’Equipe 84 e poi si erano sposati con la prima ragazza con cui avevano ballato.
Poi, in quel 1972 tanto temuto, un silenzioso compagno di classe Maurizio Dorati mi regalò un libro. Erano gli ultimi giorni di scuola, sapeva che non ci saremmo più rivisti e che non avrei potuto restituirglielo. Era Il lungo addio di Raymond Chandler. Molte cose sono cambiate nella mia testa dalla lettura di quel libro. Ma non ho più rivisto Dorati per poterglielo dire. A mano a mano che il tempo passa mi chiedo se il ragazzo del libro sia veramente esistito. Per qualche tempo l’ho cercato nella città da cui diceva di provenire, ma senza trovarne traccia.
Vorrei rileggere quel romanzo, ma non so dove sia finita quella copia vecchia di quasi quarant’anni, l’Oscar Mondadori gualcito di Dorati. Spero di averlo a mia volta imprestato. Spero che continui a circolare di mano in mano. Ci sono libri che non sono fatti per morire sugli scaffali.
Eppure, su un ripiano della mia libreria ho un’edizione rilegata con gli alamari d’oro delle opere di Raymond Chandler. Ho paura a prenderla in mano e a posare lo sguardo sul romanzo che mi aprì gli occhi sulle illusioni e sulle delusioni. Temo che quelle parole, quella storia, non siano cambiate. Temo di scoprire che solo io sono invecchiato in questi quarant’anni.
Uno di questi giorni mi farò forza. Perché in quel cofanetto di cartoncino molle, sotto la sovraccoperta di plastica trasparente che protegge una copertina con i ghirigori dorati, tra i fogli di carta di riso, c’è la storia dolce e amara di una lunga amicizia. Di una presunta amicizia. E se Maurizio Dorati fosse uno dei tanti nomi di Terry Lennox, il protettore delle amicizie tradite perdute e tradite?
Mia moglie, Linda Loring, dice che quel volume non è adatto da leggersi a letto. Troppo voluminoso. Le fa anche un po’ soggezione. Dice che sembra un libro di chiesa. Continuo a cercare la vecchia copia.
P. M.














Non so chi sia “P.M.”. Ma complimenti vivissimi. Un bel “pezzo”, come si dice. Cuore ed intelletto insieme.
Di che cosa si deve occupare NC, si disse alla cena. Eccovi accontentati, ingordi e non solo di chicche della nonna. Mettere dentro ad una lettura giovanile tutta l’esperienza di una vita fin qui vissuta. A mala pena riconosco chi sia Chandler. Certo è che, come P.M. lo decanta, sarebbe bello poterlo leggere in lingua originale. Almeno per me. Ammettiamo pure che sia un inedito di pura fantasia. Ma il ricordo di Donati è struggente, coglie la tua attenzione, ti chiedi chi sia, lo paragoni d’istinto ad altri tuoi amici coi quali hai condiviso un episodio simile.
Mi ricorda un pò i film noir americani anni 40 e 50.
Io la penso così. Sfortunato e scemo, continuo a pensare che la sincerità ed un pò di emotività istintuale siano, dopo tutto, valori. Prima o poi me ne pentirò. E saranno cavoli acidi.
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“Il lungo addio”, un “succhiello” in fondo al banco, il tempo che non muore e… Marlowe! Finalmente sei tornato! – Sì, e questa volta non intendo lasciare il mio compare a macinarsi l’anima da solo -, dice sorridendomi, trattenendo tra le labbra il fumo di una sigaretta; poi ordina un “pollicino”, comincia a raccontare.
Lo guardo. Gli sussurro lacrimando la mia voce: – Marlowe ti amo… – E lui ne accende un’altra e me la appoggia tra le labbra affievolendo il mio respiro.
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Qui : http://www.robinedizioni.it/marlowe-ti-amo – la rassegna stampa di Marlowe ti amo
Grazie per l’ospitalità
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Gentile Signor P. M., segnalo, se di interesse, che il primo sequel di Marlowe ti amo – “Dimmi chi sei Marlowe” (sottotitolo “Cinque sensi e un’anima) – uscirà a novembre 2010, per i tipi di Robin Edizioni/Biblioteca del Vascello (Roma).
Cordialità.
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Ora è ufficiale, il primo sequel di Marlowe ti amo – “Dimmi chi sei Marlowe” (sottotitolo “Cinque sensi e un’anima”) di Frank Spada, uscirà a ottobre 2010:
http://libri.dvd.it/gialli-horror-thriller-noir/dimmi-chi-sei-marlowe-cinque-sensi-e-un-anima/dettaglio/id-2867502/
Grazie per l’ospitalità.
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P.M., scusa se mi permetto di intromettermi nei tuoi ricordi; ho dato un’occhiata sul web, con varii motori di ricerca, e m’è uscito fuori un Maurizio Donati, evidentemente medico specialista, mi pare in Pediatria, che, insieme ad altri colleghi, aveva tenuto un corso d’aggiornamento interno, all’Ospedale Gaslini di Genova. Non potrebbe, per caso, essere lui l’antico compagno di scuola , ora 59enne, a meno che non si tratti di un caso di omonimia?
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P.M., mi correggo e mi scuso: non Donati, ma Dorati, ho sbagliato nel digitare il nome.
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Aggiorno i dati confermando che “Dimmi chi sei Marlowe.Cinque sensi e un’anima” sarà in libreria il 15 Ottobre – questo il link http://www.frankspada.eu/marlowe_ti_amo
con copertina, sinossi e il primo capitolo del romanzo online.
Grazie per l’ospitalità.
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NEWS : “Dimmi chi sei, Marlowe”, il secondo romanzo di Frank Spada – Robin Edizioni (ottobre 2010) -sarà presente alla Fiera Internazionale del Libro de Il Cairo – Egitto – (26 gennaio – 6 febbraio 2011)
http://cel.unical.it/news/5-43ma-fiera-internazionale-del-libro-de-il-cairo-26-gennaio-2010-6-febbraio-2011-padiglione-ambasciata-ditalia.aspx
Il libro sarà esposto nello stand istituzionale della Regione Lazio nell’ambito del progetto “Immagine Italia- Il libro ambasciatore della cultura e del made in Italy nel mondo.
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Los Angeles, 18 feb. – (Adnkronos) – Ora lo scrittore statunitense Raymond Chandler (1888-1959) riposa insieme alla sua amata moglie Cissy. Con una toccante cerimonia nel cimitero Mount Hope di San Diego, in California, le ceneri della coppia sono state riunite dopo piu’ di mezzo secolo dalla morte del creatore del detective Philip Marlowe. E’ stato cosi’ esaudito il desiderio dell’autore di romanzi giallo-polizieschi di fama mondiale. Cissy mori’ nel 1954 e Chandler cinque anni dopo la moglie. Ma per decenni, le ceneri di Cissy sono rimaste all’interno di un urna in un mausoleo perche’ lo scrittore, depresso e alcolizzato, incapace di riprendersi dal dolore, non riusci’ a far interrare i resti mortali della moglie.
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NdFrank Spada – Il 16 ottobre 1958, con una lettera spedita da La Jolla a W. Smith (Direttore della biblioteca della University of California di Los Angeles) R. Chandler manifestò l’intenzione di far sposare Philip Marlowe con Linda Loring (la donna conosciuta e amata dall’investigatore in The long Goodbye) mentre abbozzava la trama del romanzo The Poodle Springs Story (l’ottavo e di cui lo scrittore lasciò solo quattro capitoli)
Il 21 febbraio 1959, pochi giorni prima di morire (marzo 1959), R. Chandler scrisse una lettera a M. Guinness (autore inglese di polizieschi) dicendogli che un tipo come Marlowe non avrebbe dovuto mai sposarsi, “perché è un uomo solitario, povero, pericoloso e tuttavia sensibile… ”
Il romanzo The Poodle Springs Story, terminato da Robert B. Parker, non riscosse successo: i lettori (soprattutto le lettrici) amavano Marlowe celibe!
A 52 anni dalla scomparsa di R. Chandler è entrato in scena un detective strampalato (anche per sua madre) epigono di Philip, ma che di nome fa Marlowe e basta: “Marlowe ti amo”, “Dimmi chi sei, Marlowe” e “Doppio Marlowe/Liscio e senza ghiaccio” uscirà maggio/giugno 2011.
Il protagonista resterà scapolo?
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