Maria Pia Bariggi non vuole restare sepolta sotto le macerie della giunta Tedeschi

Maria Pia Bariggi (a sinistra) ha dato le dimissioni da assessore all’Urbanistica del comune di Salsomaggiore.
Ed un altro pezzo della giunta di Massimo Tedeschi se ne è andato. Prematuramente ci ha lasciato l’assessore dalle molte deleghe, la più importante all’Urbanistica, Maria Pia Bariggi. Storica collaboratrice dell’ex brillante politico e amministratore fidentino sin dai lunghi anni passati amministrando il comune viciniore, si vociferava che ne fosse la musa ispiratrice. Almeno per quegli aspetti meno cementizi della lunga vicenda politico-amministrativa di Massimo Tedeschi, quale ad esempio l’interesse per la via Francigena poco coltivato agli inizi della sua carriera dal sindaco-ingegnere, maggiormente incline a sostituire il verde col bitume che a camminare lungo gli antichi sentieri in direzione di Roma.
Giunto a Salso nel 2006, dopo l’ignominiosa sconfitta del 2004 e la successiva trionfale parentesi deputatizia a Montecitorio, con la fama dell’Attila nostrano (dove passava il guerriero unno non cresceva più un filo d’erba), Tedeschi venne avvertito dai compagni salsesi che la situazione urbanistica termale non poteva essere affrontata alla stregua di quanto realizzato a Fidenza (megatorrioni in zona stazione, quartieri dormitorio spacciati per Parioli padani, grattacieli di sette piani costruiti su microaree appena appena sufficienti per ospitare un distributore della benzina) con quello che fu forse l’ultimo atto saggio di capo di un’amministrazione, promosse la professoressa-preside Bariggi al ruolo di assessore all’Urbanistica.
Confidando da un lato nei suoi suggerimenti e dall’altro nel fatto che, essendo totalmente estranea alla materia, avrebbe in pratica lasciato nelle sue proprie mani il reale incarico di urbanista capo salsese.
Non so poi come siano andate in realtà le cose. Dalle polemiche con l’ex assessore Mecarelli abbiamo appreso che le brutture che compaiono in città durante uno o più mandati assessorili,non dipenderebbero dal politico in carica in quel momento, bensì da decisioni prese in tempi molto precedenti e trascritte nei vari Prg, Psc, Rue etc. per cui, prima di giudicare l’operato del duo Tedeschi-Bariggi, dovremo attendere parecchi lustri.
Nel caso del sottoscritto, per motivi anagrafici e di salute, sarà probabilmente mio figlio o un mio eventuale nipote a rendermene edotto nelle praterie di Manitù.
Ma, al di là di queste brevi annotazioni politico-edilizie, l’aspetto più interessante delle dimissioni di Bariggi dalla carica amministrativa risiede in questo angosciante interrogativo: trattasi di dimissioni effettivamente legate al suo nuovo incarico professionale o la rinuncia all’incarico nasconde una presa di distanza dalle posizioni politiche del sindaco?
Posso sbagliarmi ma qualcosa dentro di me punta decisamente in direzione di questa seconda ipotesi: l’assessora dimissionaria rivestiva già da tempo un ruolo dirigenziale nella scuola difficilmente compatibile con l’incarico di amministratrice con delega di vitale importanza come l’urbanistica. Nonostante fosse in predicato di migrare verso istituti scolastici più prestigiosi anzi avendone probabilmente già avuto la certezza, non aveva declinato l’invito del sindaco ad aggiungere nuovi incarichi a quello già rivestito nel recente rimpasto tardo-estivo.
Pare quindi poco credibile che si sia accorta solo ora dell’inconciliabilità tra ruolo professionale e amministrativo.
In fondo, anche l’istituto alberghiero di Salso di cui è stata dirigente in questi anni, non è una scuola di secondo piano, contando su svariate centinaia di alunni ed essendo pure al centro di iniziative cultural-gastronomiche che lustro hanno senz’altro dato alla città, ma impegno notevole debbono pur aver procurato alla preside. La mia sensazione è quindi quella di stare assistendo ad un deja-vu. Senza risalire troppo indietro nel tempo basterebbe ricordare le dimissioni di alcuni assessori della precedente giunta, quella del sindaco Franchi.
Costoro motivarono il loro prematuro ritiro dall’attività amministrativa con esigenze professionali.
Tutti invece sapevano che alla base vi erano inconciliabili dissapori con la massima autorità cittadina. Potrebbe quindi essere questo il motivo del ritiro di Maria Pia Bariggi.
Sia come sia, a meno di non essere fautori di elezioni anticipate come lo sono molti in città, resta la preoccupazione di come l’indeciso e indecisionista primo cittadino, ormai da tutti scaricato e in scadenza di mandato, sostituirà la dimissionaria.
Visto il tempo impiegato nel sostituire i due assessori dimessisi lo scorso anno e alla guida di settori di nessuna rilevanza «politica», si rischia di arrivare con l’interim del sindaco sino alla scadenza del mandato.
Una brutta fine di mandato, quindi, per un sindaco che ultimamente pare non averne azzeccata una.
E. D.
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SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Faccio i migliori auguri ai futuri allievi della Signora Bariggi che dovranno subire i suoi proclami nello strano idioma intraducibile della loro preside.
Al sindaco di Salso auguro di venire al più presto commissariato, anzi dopo l’assassinio di 10 alberi secolari spero che lui Cavalli e l’architetto Faroldi vengano condannati per ecoterrorismo, i lavori di manomissione in piazza Berzieri gridano vendetta, davanti agli uomini e agli Dei.
Se fosse legalmente possibile le essenze saprei dove piantargliele.
I nuovi Vandali !
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Editoreeeeeee posso dire :
SAPA E BADIL ?
p.s. il maiuscolo urlato e’ d’obbligo.
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“Ricordati di me che son la Pia, Borgo mi fe’, disfecemi poi Salso…” canterà, affranta, la Bariggi, nel salutar da lungi el Lider Maximo Tedeschi; ed elli a lei, in triste responsione:”Non son chi fui, perì il PD in gran parte; questo che avanza l’è sol lancoeur con schianto!”
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Siegfried, non infierire. Pensa che una classe politica si avvia sul viale del tramonto, ma il viale non ha alberi, li hanno segati tutti.
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Ambrogio sei un GRANDE…!!.
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Dice il saggio: soldato che fugge buono per un altra guerra. Anche perchè il generale sto giro è morto in guerra. Senza Onori.
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Ma lo pseudo verde in giunta di cui non ricordo il nome, non è forse più colpevole dell’unno e degli altri ?
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