Consiglio comunale web. Sì, però dal vivo è tutt’altra cosa

Pubblicato da Redazione il 23 gennaio 2010 in Consiglio comunale di Fidenza, Giornali e Tv, Politica |

Seduta del consiglio comunale di venerdì 22 gennaio 2010

Seguo il consiglio comunale da quasi sei anni e non ho mai mancato ad una seduta. Accomodata tra il pubblico con il mio taccuino ho sempre seguito il dibattito prendendo appunti e cercando di riportare ai lettori le decisioni che in quella sede venivano prese.

Oggi, però, è una giornata speciale per la vita del nostro consiglio comunale. Grazie all’installazione di un paio di telecamere sarà possibile seguire la seduta da casa nostra, attraverso il nostro computer.

Verso le 18 sintonizzandomi sul sito del Comune riesco a vedere le immagini offerte dalle telecamere. Si vedono i consiglieri che entrano in aula alla spicciolata,  chiacchierano tra di loro e si accomodano nelle loro postazioni. Il primo ad arrivare è l’ex sindaco Giuseppe Cerri seguito a ruota dall’assessore ai servizi sociali Marilena Pinazzini. L’audio però non funziona e le persone che si muovono sembrano un po’ tutte degli alieni. Tra il pubblico vedo il collega George Clifford intento a far le foto, la segretaria del Pdl locale che si sistema nel suo solito posto vicino al muro e poco distante da lei il sindacalista della Cisl Bussandri.

Sono persone sempre presenti in consiglio ma viste in video sembrano estranei.

Poco dopo le 18 la presidente Francesca Gambarini dà inizio alla seduta e l’audio come per incanto comincia a funzionare.

Le immagini risultano piuttosto sfuocate, il video sparisce continuamente e ogni volta occorre farlo ripartire. È una situazione stressante.

In queste condizioni faccio fatica a seguire il dibattito, vedo l’assessore all’Ambiente e alla viabilità Giovanni Carancini rispondere alle interrogazioni presentate dal consigliere Francesco Ghisoni ma non riesco a capire bene cosa dice. Dopo aver passato un po’ di tempo in questa condizione, quando, ormai esasperata per le continue interruzioni sono decisa a rivestirmi per recarmi in municipio, faccio un ultimo tentativo. Seguo alla lettera le indicazioni fornite dal sito, copio e incollo l’indirizzo nella casella Esegui del menu start. Improvvisamente si apre una schermata nera con in mezzo un piccolo rettangolo nel quale si vede la ripresa della seduta. L’audio è perfetto e la ripresa non si arresta più. Avessi seguito subito queste indicazioni non avrei perso tanto tempo.

Superato questo inghippo si riescono a seguire bene gli interventi anche se si presentano alcuni inconvenienti.

Ogni volta che qualcuno accende il suo microfono viene ripreso dalla telecamera e inquadrato a tutto campo, di tutti gli altri presenti in aula non si vede e non si sente nessuno. Ti accorgi che uno c’è, solo se interviene. Se nessuno tiene acceso il microfono l’audio non si sente per cui da casa non si riesce nemmeno a capire come sono andate le votazioni.

Se qualcuno dice qualcosa ma il microfono è acceso da un altro non si sente niente di quel che dice.

Sono tanti piccoli problemi che potranno  essere risolti. Avere comunque la possibilità  di assistere al consiglio direttamente da casa è una bella opportunità. Occorre dare atto a Mario Cantini e alla sua giunta che hanno fatto un bel lavoro, apprezzato da tutti.

Solo il consigliere Francesco Ghisoni nel suo intervento ha chiesto che questo strumento venga verificato perché lo impone la spesa sostenuta per la realizzazione che risulta piuttosto alta.

Per quanto mi riguarda, non so se in seguito continuerò a seguire il consiglio sul web o se tornerò a seguirlo dal vivo. Ci sono tanti pro e tanti contro. Quando sei in aula se non hai capito a fondo un intervento puoi chiedere spiegazioni a chi ne ha parlato, puoi fartelo spiegare o addirittura farti dare la copia del documento letto. A casa ci sei solo tu e il video.

A me sono mancati gli scambi, le battute tra i consiglieri, gli sguardi e le espressioni di chi ascolta chi sta parlando. Assistere al consiglio sul web è come vedere una partita alla televisione anziché allo stadio: tecnicamente forse si segue meglio ma alla fine ti manca il pathos, la partecipazione emotiva e ti annoi.

Giovanna Galli

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