Haiti: punizione divina o notizia che buca lo schermo?
Perché?».
Ho letto su Repubblica che negli Usa ci sono predicatori cristiani (ovvio, con tanto di nomi e cognomi, ma che non ricordo) che considerano il terremoto ad Haiti una punizione divina e quindi consigliano di non mandare aiuti. Non ce n’era bisogno, ma ecco la confutazione delle varie teorie sulle guerre di religione e di civiltà. L’integralismo buono, se escludiamo la crusca dei cereali e altre fibre, non esiste.

I cittadini di Haiti, in gran parte eredi dello schiavismo, che altro possiedono se non la loro religione, seppure contaminata dalle religioni dei vari dominatori che si sono avvicendati nei secoli? E apprendo anche (da un giornalista su Radio Popolare) di un’altra disgrazia che si sta abbattendo su questi poveri disperati, ed alla quale noi qui ed ora siamo altrettanto esposti. La «mediatizzazione» degli aiuti umanitari.

«Tenete duro, stanno arrivando i giornalisti».
La cronaca ci racconta che ad Haiti il problema è il coordinamento degli aiuti umanitari, i vari interventi hanno come priorità il fatto di «bucare lo schermo», quindi l’aiuto alla popolazione è il mezzo ma non il fine. Ho qui affermato che anche noi siamo afflitti da questo problema (del bombardamento di «notizie»), ma da noi si aggiunge un altro flagello: il «sondaggismo». Ed accade che «gli eletti» non chiedono il voto in base alle loro convinzioni, come si vorrebbe dato che siamo una democrazia rappresentativa e non diretta, ma ci raccontano quello che sanno esserci «gradito».

Il «sondaggismo» e la «mediatizzazione» sono sinergici, ed il risultato è l’irresponsabilità politica. Sappiamo come raccogliere i voti, gli elettori sanno solo quello che ci fa comodo, quindi una volta eletti abbiamo un potere sufficiente a farci fare quello che vogliamo. Facile, facile come sfasciare un paese.
Mario Mantovani














Mario, mi ricordo che c’era stato un eminente rappresentante della Chiesa cattolica statunitense, ma non ricordo il nome, che aveva osato dichiarare che l’uragano Katrina su New Orleans rappresentava un castigo divino, tipo le piaghe d’Egitto di biblica memoria, o la distruzione di Sodoma e Gomorra; infatti, sempre secondo il cattolicissimo monsignore, quei brutti negracci della Louisiana vivevano in una promiscuità laida ed a oscena, tutti appiccicati assieme, nelle baracche, maschi e femmine, my God! E non facevano altro che ballare, dimenandosi in modo riprovevole, da mane a sera, cantare canzoncine a sfondo sessuale, my God! E non lavoravano mai, mai a piegare la schiena per guadagnarsi la giornata! Giustamente il Dio degli Eserciti aveva soffiato su di loro il suo gelido e rovinoso alito, punendoli con Sora nostra morte corporale et anco spirituale. Ma che non sia iscritto alla lLga anche Nostro Signore, anzi, laggiù, al KKK? E qualche cosa del genere era stato profferito anche per lo tsunami in Malaysia, giunto per volere divino a punire i crapuloni ed i maniaci sessuali che ivi trascorrevano le feste del Santo Natale, tra le orge ed i bagordi. Mario, mi raccomando, ‘st’estate, al massimo, a Bellaria o a Lerici, mai sulla Riviera ligure di ponente, in Costa Smeralda o a Taormina, che non ti si avventi addosso uno tsunami od un ciclone mediterraneo, scatenati dalle varie Curie locali!
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