Perché sono entrata nel direttivo del Partito democratico

Giovanna Galli intervista l’ex sindaco Giuseppe Cerri.

di Giovanna Galli

Quando Davide Malvisi mi ha proposto di entrare a far parte del direttivo del Partito democratico si sono scatenate dentro di me una serie di emozioni e riflessioni che faccio fatica a sintetizzare e ad esprimere in modo ordinato.

Innanzitutto sono stata colta di sorpresa. Mi sono subito chiesta perché la proposta è stata fatta proprio a me che in questi anni non sono mai stata morbida col Pd e che pur avendolo sempre votato non ho mai risparmiato critiche su determinate scelte? Con Davide c’è un rapporto di stima reciproca che ci lega da anni ma non abbiamo mai parlato di una scelta di questo tipo. Con lui ho sempre avuto un rapporto franco e leale e non gli ho mai nascosto il mio pensiero.

Alla sorpresa è seguita subito la paura.

Innanzitutto la paura di perdere la mia identità, la mia libertà di espressione, di trovarmi stretta all’interno di un’organizzazione che ha regole piuttosto rigide da rispettare. Io non ho esperienza di partito. Sono stata iscritta al Pci più di trent’anni fa ma non ho mai fatto militanza politica e non conosco le dinamiche di un partito.

Collegata a questa c’è anche la paura  di  trovare un’accoglienza ostile: ho sempre espresso con trasparenza e sincerità la mia posizione e non mi faccio illusioni:  sicuramente ci saranno persone che non mi perdoneranno per le critiche espresse in passato.

Ma  allora, utilizzando l’incipit usato da Ivano Sartori «Che cosa spinge una persona che va verso i sessant’anni a buttarsi o ributtarsi in politica dopo anni di assenza?».  

Per quanto mi riguarda, l’unica autentica motivazione sta nel fatto che ad un certo punto pensi sia arrivato il momento di mettersi in gioco, di passare dalla fase puramente  critica a quella dell’impegno, del metterci la faccia e di fare proposte su cui ti dovrai misurare.

Davide  non mi ha posto nessun vincolo, nessuna condizione e anzi ha mostrato di gradire la mia franchezza anche quando era rivolta ai suoi interventi.

Penso che non mi mancheranno le critiche ma mi sento molto a posto con la mia coscienza. Non ci sono secondi fini e se riferito a me trovo addirittura offensivo quel «gatta ci cova» che Sartori ha scritto sempre nello stesso suo intervento. Che vantaggio ne potrei ricavare da questa scelta? Il Pd è all’opposizione sia a livello locale che a livello nazionale e non vedo cambiamenti a distanza ravvicinata. Non c’è nessuna voglia di prevaricare i giovani che per fortuna sono tanti e ben rappresentati nel direttivo del Pd di Fidenza.

Non sono vicina alla pensione e se va, come temo, ho ancora molti anni da lavorare. Ho 56 anni ma non mi sento per niente vecchia e ho ancora dentro di me tanta voglia di dare per contribuire a migliorare questa nostra società così tanto ammalata.

Sia comunque ben chiaro, non mi faccio tante illusioni, sarò in un direttivo composto da più di cinquanta persone e dovrò confrontarmi con ognuna di loro. Quello che comunque mi sento di garantire è che non rinuncerò mai ai miei ideali di giustizia e di solidarietà che da sempre hanno caratterizzato la mia vita.

La mia non è di certo una scelta di comodo ma piuttosto di impegno che cercherò di portare avanti con lealtà e serietà con chi mi ha proposto di entrare nel direttivo ma soprattutto nei confronti della mia coscienza, unico vero punto di riferimento per me.

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46 thoughts on “Perché sono entrata nel direttivo del Partito democratico

  1. Cara Giovanna, non ti sembra di esagerare pensando di essere l’oggetto esclusivo del mio articolo da te citato? Sei solo stata lo spunto. La riflessione, consegnata altre volte a questo sito, è cominciata parecchio tempo fa. È uno dei miei temi e dei miei rovelli preferiti, che non cesserà mai di appassionarmi per le sorprese che continua a riservarmi. In ogni caso, dammi atto che ieri quando mi hai telefonato per «chiedermi consiglio», ti ho entusiasticamente incoraggiato. Senza se e senza ma. Ben sapendo che quella tua scelta, all’apparenza repentina, stava maturando in te da parecchio tempo. Dunque, come ci si augura tra noi marinai, in culo alla balena. Amici come prima e come sempre.

  2. Cara Giovanna,
    no non mi sorprende la tua scelta perchè, ancora una volta, stiamo seguendo lo stesso percorso.
    Questo è il tempo della responsabilità, non basta più gridare la nostra rabbia nelle piazze, non basta più scrivere critiche, seppur costruttive, bisogna provarci.
    Bisogna mettere alla prova noi stesse e chi sostiene di voler costruire un partito diverso, un’opposizione diversa, una società diversa.
    Non aspettarti una vita facile e neppure grandi successi.
    Spesso sono presa dallo scoramento e la tentazione di lasciare è spesso molto forte. In un anno e mezzo mi sono accorta che il cammino è ancora tutto davanti a noi e noi (tu ed io) possiamo dare il nostro contributo, lealmente e con la convinzione di rappresentare quella nuova linfa di cui il PD ha un estremo bisogno e di cui troppo spesso si priva.
    Auguri compagna Galli!
    un bacio
    Paola

  3. Il Pd ha bisogno di sangue nuovo e non contaminato dal vecchiume , per cui ti faccio gli auguri .
    La presentazione di Malvisi fatta su NC di vecchiume dentro ne ha tanto ma sono convinto che potrete guidarlo al meglio.

  4. Giovanna, se te la senti, hai fatto bene ad accettare. A Fidenza, pur su fronti diversi ed opposti, c’è tanta gente che si occupa di politica e di tutto quanto le ruota intorno. Questa è ricchezza della comunità e più gente partecipa, meglio è. In bocca al lupo.

  5. La cosa veramente sorprendente è apprendere che nel pd c’è un direttivo di 50 persone (su quanti iscritti?) e che questo è “nominato” dal segretario.

  6. Giovanna non avere paura. Puoi solo fare del bene al partito che comunque è il più grande (inteso come rappresentativo) di Fidenza.

    solo un commento sulla foto che mi ha ricordato alcuni articoli precedenti
    Cosa c’azzecca Cerri ? Perchè associare Giovanna a Cerri ?
    Come mai nessuno anche in questo blog si è mai posto “mezza” domanda su Cerri e il suo lavoro prima,…. e dopo aver fatto il Sindaco ?
    Andate ad intervistare l’uomo che ha demolito il centrosinistra di Fidenza dentro ad una agenzia immobiliare e non vi ponente neanche una mezza domanda…
    Vi chiedete chi sia Zani ? La via .. l’abate ? No l’immobiliarista.
    Provate a chiedere anche in quel di Soragna chi è Zani.
    Scoprirete che l’agenzia immobiliare più agenzia della zona è anche la più mobile immobiliare e scoprirete come sia sempre casualmente prossima a Sindaci che spuntano e Sindaci che scompaiono.
    Vi seguo, ma a volte sembra che vogliate andare a messa ma vi fermate fuori al baretto.
    Cerri comprava e vendeva case e terreni prima di diventare sindaco.
    Cerri ancora oggi compra e vende terreni.
    Come politico è stato un fallimento. Evidentemente come immobiliarista no. Lo hanno ingaggiato di nuovo.

    • Vedo che la sai molto più lunga di noi e allora perché non ci racconti tu come stanno le cose? Noi siamo ingenui giornalisti dilettanti, ma anche incoscienti matricolati. Perciò, se ci spifferi noi ti pubblichiamo. E magari, già che ci sei, ci fai sapere, pure come ti chiami. Oggi dicono metterci la faccia. Non è un granché come definizione però rende bene l’idea. Comunque non ti chiediamo i connotati ma solo nome e cognome. Che terremo naturalmente ben celati alla curiosità pubblica.

    • Caro Luciano,
      succede che l’Editore o chi ne fa le veci debba andare in bagno, debba cenare, debba fare un pisoilino, debba fare qualsiasi altra cosa che non stare davanti a uno schermo. Siamo al vostro servizio, ma non servi vostri. Un po’ di pazienza. Ti sembra tanto mezz’ora tra l’arrivo del tuo commento e il sollecito? Fossi in te, penserei che c’è dietro qualcosa. Tipo una manovra censoria.
      Caro Anonimo che ora ti fai chiamare Luciano dopo essere stato Avgusto, Calimero, Carduzzonnamorato eccetera, ma non ce l’hai un nome tuo?

  7. Il Direttivo ha, in effetti, 59 membri, più 5 o 6 invitati permanenti senza diritto di voto. E’ un’assemblea elettiva, al contrario della Segreteria, che si forma a partire dalle liste che sostengono i candidati a segretario del circolo, secondo il sistema proporzionale. Essendoci un solo candidato, la lista era unica. Avendo partecipato alla stesura di questa lista, vi dico che è stata composta coinvolgendo, previa telefonata per il consenso (che in certi casi è costato parecchia fatica), tutti coloro che potevano dare, visti anche gli impegni, un contributo di partecipazione attiva all’organizzazione del partito e alla formazione della linea politica. La base da cui prendere spunto per i nostri progetti sarà sempre e comunque la gente di Fidenza, che nel Direttivo del PD trova una forma di rappresentanza, non però l’unica.
    Gli iscritti sono, ad oggi, 306, comprensivi di 31 nuovi iscritti 2010. Dei vecchi, 133 hanno già rinnovato la tessera.
    Max, tanto ti dovevo. Se vuoi portare il tuo contributo alla vita di partito, puoi cominciare contattandoci alla mail segreteria.pdfidenza@gmail.com oppure giovani.democratici.fidenza@gmail.com. Ovviamente l’invito è aperto a tutti

  8. Caro sig Editore
    perchè tanto attenzione nei miei confronti ?
    Oggi ho scritto alcuni commenti. Due di questi sono stati pubblicati subito ed uno invece non lo vedevo su internet neanche dopo mezz’ora. Ho riprovato chiedendo come mai. Pensavo di aver sbagliato l’inserimento.
    Grazie per la spiegazione su come funziona il blogs.
    Lei mi paragona ad augusto calimero ed altri nomi. Io non so di cosa stia parlando. Perchè io devo dare il mio nome quando molti sono nomi inventati ?
    Ringrazio per aver comunque pubblicato il mio intervento.
    Da Zani ero andato per cambiare la mia unica casa ma quando ho visto che dentro c’era Cerri ho rinunciato. Dopo tutto quello che si è detto in questi anni e mesi sulla cementificazione, il piano regolatore vecchio e nuovo, i fiumi di parole spesi da Cantini, Montanari e Cerri in campagna elettorale andare a comprare casa proprio dal sindaco mi suonava molto strano. Provate ad immedesimarvi un attimino.
    Sfrutto questo commento per rinforzare gli auguri a Giovanna Galli.

  9. Dissi a Giovanna, dopo aver tutt’e due partecipato al congresso: “Dinanzi ad una bambina che vegli sua madre per tutta la notte credendola addormentata, senti ancora l’alito dei tuoi dubbi?”.
    Giovanna non rispose ma chinò il capo annuendo.
    Ho premuto sul suo senso cristiano poiché i cristiani sono più sensibili ed attenti a quello che succede loro intorno ed a sé stessi.
    Non abbiamo le stesse idee ma vale la persona.
    Giovanna ha fatto la cosa giusta.

  10. al diligente Alessandro chiedo:
    Per far parte del direttivo pd bisogna essere iscritti o no al pd?
    E se no, con quale criterio si è selezionati?
    Cosa significa “un contributo di partecipazione attiva all’organizzazione del partito e alla formazione della linea politica?”
    Quale linea politica?
    Come si fa a sapere che qualcuno la condivide?
    E l’appello rivolto urbi et orbi significa che chiunque si offre entrerà nel direttivo?
    Non dovrebbe esserci, come in qualsiasi circolo, una fase in cui la persona
    conosce e si fa conoscere e poi si presenta a chi deve dargli fiducia?
    E sono d’accordo gli iscritti, i votanti, i simpatizzanti di essere “diretti” (il direttivo, si suppone, dirige) su basi così aleatorie?

  11. Editò, ie me chiame Facimme Amprèsse Guagliò; mò sò ciùste li undisce e vento, si fra cingue menuti nun me trovo ‘u commento mio in copp’a Nava, te manne ‘nu proiettilo calipre 9 dint’a na bushta. To non aie a magnà, a durmì, a fatte ‘a pennighella, shtiame a sfrucculià a ggende,ah? Tu aie a shtà sempe appicicate a ‘o shcherme d’o Piccì, matina e sera; e shtatte accuorte, Editò, cà sò qua a cuntà i menuti di cui tra quanne t’aie mannate a maille e ‘o tiempo d’a pubbligaziona! Tra apparentisi,lo qualo Lusciane è parende shtrette ammè!

  12. 1, 2- per far parte del direttivo bisogna essere iscritti al PD.
    3, 4, 5- del direttivo deve far parte chi ha tempo e voglia di spendersi, di partecipare alle riunioni, alle altre attività politiche (commissioni…) e organizzative (tesseramento, iniziative pubbliche…); la linea politica che si forma è quella del PD a livello comunale: all’interno del direttivo si discute e, se necessario, si va a votazione per determinare come il PD si deve muovere su tutti i temi della politica fidentina e nel rapporto con gli organi sovraordinati del partito.
    6, 7- l’appello urbi et orbi non è a partecipare al direttivo, non a questo direttivo, almeno; l’appello è a partecipare alle attività del partito, alla sua vita, come ho fatto io insieme a molti altri che ora fanno parte del direttivo: è in questa fase che una persona conosce e si fa conoscere ed ottiene la fiducia di tutti gli altri; se ci fossero stati più candidati, è ovvio che avremmo avuto una vera fase elettorale, in cui i candidati delle varie liste, come i candidati al Consiglio comunale, si sarebbero spesi per sé stessi e per il loro candidato alla segreteria.
    8- Proprio in nome della non aleatorietà del meccanismo che porta alla formazione del direttivo, quindi in nome del fatto che in esso siedono tutti i soggetti che a) hanno dichiarato la propria disponibilità, b) sono stati scelti in base a una decisione condivisa derivata da consultazioni informali di tutti coloro che partecipano alla vita del partito e c) sono stimati dagli altri per aver dimostrato le proprie qualità, tutti sono d’accordo sulla formazione dell’assemblea, che, ripeto, comprende davvero tutti quelli che partecipano attivamente alla vita del partito; in ogni caso, il direttivo non è l’unica fonte della linea politica del partito, non sono solo quei 59 a decidere tutto: i loro convincimenti si fondano sulla loro esperienza di vita e di lavoro a Fidenza, sulle discussioni che hanno con tanti altri fidentini su temi quotidiani e non, all’interno e soprattutto all’esterno del partito; in più la partecipazione alla decisioni si attua , in modo diciamo così più formale, nelle assemblee pubbliche che il PD organizzerà quando si porrà all’attenzione un tema “caldo” (v. Solveko a Fornio), coinvolgendo tutti i residenti della zona interessata per informarli, col contributo di esperti e delle realtà coinvolte (ammesso che si presentino), per raccogliere le loro proposte e per trovare insieme una soluzione, che poi il PD propugnerà in tutte le sedi politiche.

    Credo di averti spiegato come funziona il sistema decisionale nel PD che funziona. Ora permettimi una domanda: tu ti senti più garantito da un sistema del genere o da uno in cui ciò che decide il ras locale a Parma o quello nazionale ad Arcore è legge?

  13. caro Max , perchè vuoi fare a tutti i costi l’azzeccagarbugli??
    perchè vuoi cercare il pelo nell’uovo per poi gridare a chissà quale scandalo??
    Dalle domande che fai sembri duro di comprendonia , ma io sono certo che non lo sai , come dicono a napoli fai il tonto per non pagare le tasse…
    Ovvio che il segretario ci mette la faccia e quindi sceglie un gruppo di persone che a suo giudizio rappresenta le anime del partito e di fidenza, presenta poi questo elenco di persone al congresso per farle votare , si per esser membri del direttivo occorre fare la tessera.
    Mi vuoi far credere che non riesce a comprendere il significato di cosa vuole dire linea politica??
    ma cosa sarà mai??
    Alessandro ti ha pure detto che prima dell’adesione al direttivo cè un colloquiocol segretario , se poi non la si condivide si discute assieme infine il direttivo vota e la maggioranza vince…
    pensi che cerri e antonini condividevano la stessa linea politica??

  14. Dall’articolo di Giovanna Galli, così come da suoi articoli precedenti, non risulterebbe che la stessa fosse iscritta al pd.
    Risultava che non avesse neanche partecipato alla vita del partito negli ultimi anni, cosa che anche tu dichiari necessaria.
    Di qui la prima domanda.
    Inoltre, se i per dirigenti del pd “i loro convincimenti si fondano sulla loro esperienza di vita e di lavoro a Fidenza, sulle discussioni che hanno con tanti altri fidentini su temi quotidiani e non, all’interno e soprattutto all’esterno del partito” sapresti spiegarmi cosa distingue un circolo del pd da una associazione a carattere cittadino?
    In pratica, uno viene da voi e crede di iscriversi al pd, e invece, a quanto è dato capire, si iscrive all’associazione degli amici di Malvisi.
    Non c’è niente di male, ma basta saperlo.

  15. max sei grande e limpido, azzeccagarbugli è che si arrampica sugli specchi per non rispondere alle tue domande in modo altrettanto chiaro…

  16. La Giovanna negli ultimi mesi ha sempre partecipato, nelle forme che ti ho espresso, alle decisioni del PD: nel suo caso la tessera era solo una formalità, davvero.
    Comunque il PD di Fidenza DEVE ESSERE anche un’associazione a carattere cittadino! Se no a cosa serve un circolo?! A spartirsi i posti in consiglio comunale o le prebende degli industriali? No, perdio! Noi lavoriamo per Fidenza e i fidentini, facendoli partecipare ai dibattiti di politica nazionale, ma soprattutto, alla costruzione della loro città. Noi non siamo l’agenzia di Fidenza del PD nazionale: noi siamo fidentini iscritti al PD al servizio di Fidenza.

  17. se ho capito bene, giovanna, non risparmiava le critiche al PD, come lei stessa ha detto, quando scriveva su nave corsara, ma sotto sotto, come dici tu, partecipava alle “decisioni del PD”… ma che cos’era un’infiltrata?… una spia?… un’agente doppia?… e chi ti garantisce, alessandro, che non sia tripla? certo che c’è del fisso in questa materia….ma adesso ce l’ha la tessera?….è dello stesso colore di quella di sirocchi o la sua è un po’ più rossa e quella di sirocchi di un rosa garofano stinto? son domande veh, mica insnuazioni…

  18. leggendo il commento di luciano che dice “che centra Cerri col PD” voglio ricordargli che io sono entrato a far parte della sua lista perchè Cerri era il candidato sindaco del PD come sindaco di Fidenza per bocca dei rappresentanti istituzionali provinciali a partire da Barbara Lori e del presidente della Provincia Bernazzoli che dichiaravano testualmente “IL PD A FIDENZA RICOMINCIA DA CERRI”. Poi dopo la guerra dei 111 il PD ha cambiato idea e ci ha completamente mollato con il risultato che tutti sappiamo. Dire che Cerri a Fidenza ha fallito vuol dire che a fFidenza il PD ha fallito. Se si andava alle elezioni con i due candidati (una sostenuto dal centro destra e uno sostenuto dal centro-sinistra ) non c’era neanche bisogno di fare campagna elettorale e Cerri avrebbe vinto con una percentuale molto ampia. Ed essendo sempre stato di sinistra non sono io il voltagabbana ma altri. Grazie

  19. Domande o insinuazioni, per me fa poca differenza. Io rispondo a entrambe allo stesso modo. Starà a chi legge giudicare domande e risposte.
    Il PD, almeno in teoria, ma ora a Fidenza anche in pratica, si fonda sul metodo democratico: nulla è dogma e ogni decisione è contestabile da tutti, nel limite della non temerarietà della pretesa, al fine di compiere una scelta migliore. Paolo, la Giovanna e io abbiamo la stessa tessera e facciamo parte, con le nostre autonome idee, dello stesso partito. La Giovanna ha criticato spesso il PD e così abbiamo fatto Paolo e io. Quando facevo parte di Fidenza Democratica e chiedevo le primarie, non mi ponevo forse in contrasto con la linea del mio partito? E quando discuto su Nave Corsara con Paolo Sirocchi su Craxi, magari esagerando pure, smettiamo forse di essere parte dello stesso partito? E che dire di quando ho discusso con la Giovanna a proposito delle rotonde? La Giovanna, criticando le persone che prendevano le decisioni nel PD, a mio parere ha partecipato a una discussione che, alla fine, ha portato dei frutti. Se oggi, pur se perdenti alle elezioni, stiamo ricostruendo con successo e abbiamo un partito più vivo che mai, è anche grazie a chi ci ha criticato. Inoltre le critiche delle Giovanna, piuttosto che di Paolo, provengono da persone che amano questo partito e che lo vedevano distruggersi con le sue stessi mani, avendo deciso di abbandonare la sua identità. Facevano lo stesso che fa un vero tifoso, che critica la propria squadra perché la vede messa male in campo, senza un gioco; la vede soffrire e soffre con lei e la critica perché non ne può più di vederla così (se non si è capito, sono juventino).
    Però mi sembra che non tutti colgano lo spirito democratico all’interno del nostro partito e lo vedano come fumo negli occhi, quasi dimostrando di preferire un partito in cui un leader comanda e gli altri eseguono, un partito di automi tutti uguali, di yes-men senza morale né idee, che ripetono incessantemente le balle del capo. Mi spiace per loro.

  20. grande stefanini l’ultimo dei retori: la democrazia dei partiti o è come quella del PD o non è… tutto ciò che non è PD è Berlusconi….. bianco o nero ma quanti anni hai, stefanini? l’età dei manichei, parecchi secoli… pensavamo si fossero estinti poco dopo i dinosauri e invece… grande, grande, grande stefanini…. lui non si arrampica sugli specchi, cammina sull’acqua… senza accorgersi che sta affondando insieme al suo partito…. però parla bene il ragazzo e chissà quanti ne incanta… sei grande stefanini… continua così

  21. Allo pseudonimo Minim invece piace prendere ordini! Non ci deve mettere mettere la faccia né le idee!

  22. E poi, dimmi tu, Pseudonimo Coraggioso, come dovrebbe essere la politica secondo te? Come dovrebbe essere organizzato un partito? Io sono manicheo e juventino, vedo tutto bianco, nero o bianconero. E mi perdo a immaginare meravigliose sorti e progressive e provo a realizzarle, perché quello che c’è non mi va bene. Invece tu, che sei un moderato, temperante e concreto, quali idee moderate, temperanti e concrete hai per l’organizzazione di un partito e la sua attività? In medio stat virtus, si dice. Bene, illuminami!

  23. Caro Alessandro Stefanini, non mi hai risposto.
    A tante cose ma specialmente a questa:
    La domanda è semplice: Cosa distingue un circolo del pd da un bellissimo circolo che io e te potremmo fondare domattina e chiamare magari “Fidenza democratica”?
    Hanno più cose in comune un iscritto del pd di Fidenza e un iscritto del pd di Milano o un cittadino di fidenza-pd e un cittadino di fidenza – lista Cantini o magari leghista puro?

  24. Le tua non sono una domande di semplice risposta: avrò bisogno anche di una mano da parte tua. Non è comunque facile descrivere un’esperienza a chi non la vive dall’interno, quindi ti rinnovo il mio invito a partecipare. Provo comunque a rispondere.
    Secondo me, hanno più in comune due iscritti PD di due luoghi diversi, perché comune è la base di partenza ideologica, la forma mentis, con cui approcciano i problemi. Se affrontassero lo stesso problema, probabilmente arriverebbero alla medesima soluzione, mentre è nei fatti che noi e la destra fidentina abbiamo dato e diamo risposte diverse alle stese tematiche (Solveko, bilancio, ordinanza di San Michele, gestione del patrimonio comunale…). Solo su certi temi c’è un sostanziale accordo, come ad esempio sulla viabilità, visto che, dopo 7 mesi, nulla è cambiato e anzi, la destra sta mettendo in atto tutti i nostri progetti. Ma questo è un caso isolato, basato sulla constatazione di risultati positivi, mentre le differenze si evidenziano nella differente progettualità, in cui si attuano le convinzioni senza certezza di risultato.
    Venaimo dunque alla tua prima domanda. Premetto che, da statuto, al PD possono legarsi associazioni culturali che ne condividano i valori, com’è nel caso di Fidenza Democratica e del Circolo Zaccagnini. E premetto anche che capisco poco la distinzione tra partito e lista civica. In fondo, a livello comunale, per esempio, che differenza c’è tra due gruppi di persone che si riuniscono, parlano di politica, si presentano alle elezioni e continuano ad esistere come realtà associativa anche oltre il periodo elettorale? Non mi puoi dire che avere la tessera di un partito nazionale o meno sia quel muro insormontabile che divide nella loro essenza lista civica e partito. La lista civica, mi può dire qualcuno, non prende ordine da nessuno ed è formata da comuni cittadini. Ma nel sistema federale del PD, lasciando fuori la scelta dei candidati (anche se di questo se ne dovrà parlare in sede provinciale e regionale), l’autonomia è completa sul piano della linea politica. E poi un partito, se non è formato da comuni cittadini, da cos’è formato? Siamo forse cittadini speciali? No! Quindi, perdonami l’excursus, ma non vedo distinzioni tra il concetto di partito, almeno per come la vedo io, e quello di lista civica. Non c’è la minima differenza, specie nel panorama fidentino, dove le due liste “civiche” rappresentate in Consiglio sono, l’una, piena di persone di altri partiti e, l’altra, lanciata in un percorso di associazione più ampio con realtà provinciali e nazionali, per formare una lista di liste che, a quel punto, perderebbe ogni distinzione da un partito nazionale.
    Se invece parliamo di un’associazione culturale, un think tank, il discorso cambia. Nella nostra visione di partito, il metodo di raccogliere le istanze e di discutere i problemi locali, magari attraverso assemblee pubbliche, dev’essere lo stesso. Diverso è invece il fine, o, se vuoi, il mezzo per raggiungerlo. Se l’associazione, il circolo, si limita alla discussione, spesso solo interna e limitata al tema locale e al fine dell’associazione, il partito invece elabora un’istanza della popolazione e cerca di realizzarne la soluzione coi mezzi della politica. E, volenti o nolenti, è nella politica che si prendono le decisioni e si decidono le sorti di un territorio. Se poi la nostra ipotetica associazione decidesse anch’essa di “buttarsi in politica”, dal mio punto di vista cadrebbe ogni distinzione e diventerebbe un partito. Certo che, se si candidasse contro un partito sostenendone le stesse identiche idee, senza aver però mai partecipato alla vita di quel partito, mi verrebbe il dubbio che lo fa solo per prenderne il posto e i posti.
    In più, nel partito, rispetto al circolo locale, ci sono possibilità più ampie sia di discussione, che, soprattutto, di determinazione, della politica nazionale, che non è poco.
    In conclusione, ritengo che l’associazione politica in sé, quella cioè che faccia politica senza partecipare alla vita politica, stia al partito come il bar sport sta alla squadra di calcio: si occupano delle stesse cose, ma solo una le fa veramente.

  25. Bella discussione di politica parlata: allusioni, dietrologia. Giovanna ha pensato di abbandonare la politica parlata e di partecipare a quella attiva. Probabilmente ne rimarrà delusa, ma avrà l’orgoglio di averci provato.
    Certo che il fatto dei 50 o 59 è un poco ridicolo se si vede dal punto di vista decisionale, guardiamolo dal punto di vista della “partecipazione” ed allora è meno ridicolo, ma credo inutile. Comunque si parla di numeri, e se il 117 ha affondato la corazzata elettorale alla metà più uno (59) l’onere di ripartire.
    Mi associo agli auguri dei primi commentatori: Paola, Carduccio ed Aimi.

  26. Caro Alessandro ti sei spiegato benissimo, o almeno hai spiegato quel che c’era da spiegare.
    Abbastanza perchè non mi venga voglia di iscrivermi caso mai l’avessi avuta.
    Il problema è proprio qui, nell’identificare il partito con la realtà locale, ovviamente intesa come realtà amministrativa.
    E’ da qui che prende origine tutto, comprese le scelte più azzardate che una amministrazione presunta di sinistra può compiere.
    Un partito, dal mio punto di vista, che sia o no federale, è un luogo di elaborazione ideale e culturale, che non si può risolvere in questa assurdità che tu dici: “l’autonomia è completa sul piano della linea politica”.
    Sarà completa l’autonomia sulle scelte amministrative, è ovvio, ma ci saranno pure dei valori, delle idee, delle scelte di campo (tu stesso lo ammetti all’inizio), che devono misurarsi con l’amministrazione, così come a livello nazionale con il governo (o in entrambi i casi con il ruolo di opposizione) ma devono soprattutto misurarsi con la gente, in un incontro che non può essere solo un ruolo passivo di “ascoltare le esigenze”.
    Idee, valori, scelte, che dovrebbero fluire dal vertice alla base ma anche dalla base al vertice, in un processo democratico che non c’entra affatto con il “prendere ordini”.
    Se tutto questo ti sfugge non è per colpa tua, ma perchè il pd di Fidenza, così come l’hai incontrato quando (immagino non molto tempo fa) ti ci sei avvicinato era unicamente un comitato d’affari o al massimo un’associazione di amministratori .
    Io non lo intendo così.
    Ti saluto con stima e simpatia perchè sei giovane, sei onesto e hai tutto il tempo.

  27. No max, non mi sono spiegato per niente bene. Ti ho raccontato solo la mezza messa a cui credevo fossi interessato, e te l’ho pure raccontata male, facendoti credere che la mia idea di partito sia quello di un comitato d’affari. Ho sbagliato e me ne scuso. Forse mi sono troppo gettato nello spiegarti cos’è la partecipazione attiva nel concreto, per farti capire l’ideale su cui si basa quello che in effetti è solo un metodo di decisione amministrativa: dalla gente viene lo stimolo e alla gente e insieme ad essa il Pd propone la soluzione “di sinistra”. Da qualcuno mi sono preso del retore per aver difeso ideali di rispetto di una giustizia davvero uguale per tutti. Da un altro mi sono preso del poco concreto e del peso per aver discusso sulla Costituzione. E forse ho esagerato a discutere di religione e Stato, ma mi è comunque piaciuto molto. Lo stesso Ambrogio, nel commento sopra, parla di politica parlata e politica attiva. Non è facile per me calarmi nel concreto, nella quotidianità, nella ricerca di consenso. Mi piace occuparmi di grandi temi, di grandi progetti complessivi per migliorare l’Italia e il mondo attraverso i valori. E in un partito ci dev’essere spazio anche e soprattutto per questo. L’ho solo accennato, ma quello che ci distingue dalla destra secondo me è una forma mentis, quella stessa per cui ci prendiamo dei sognatori e degli illusi, ma che ci ha permesso di portare avanti la storia con le nostre lotte (ed è ovvio che non sto parlando di PD). La democrazia e la partecipazione nelle scelte amministrative non è altro che espressione di un principio democratico che deve permeare non solo la vita del nostro partito, ma anche quella di tutti gli altri. Sai cos’è una cosa che soffro particolarmente del PD? La mancanza d’identità, il non prendere una posizione netta sui grandi temi, quali la giustizia, il lavoro, la bioetica, financo il crocefisso in classe. Sai quale sarebbe una soluzione, prevista da statuto? Il referendum, che democraticamente porterebbe le basi a pronunciarsi per definire finalmente questa identità. Non sarebbe un’occasione bellissima per portare la discussione a livelli un po’ più alti delle rotonde? Non si potrebbe finalmente parlare dei grandi temi d’attualità. Lasciando da parte questo sogno, ti parlo di un’altra parte della mia visione del PD, condivisa con Malvisi e con tutti gli altri. Faremo del circolo un vero luogo di incontro e di dibattito su grandi temi e faremo del PD un organizzatore di eventi, una fonte di confronto di conoscenze a Fidenza. Un’associazione politica che sia anche associazione culturale.
    L’attività politica, poi, non dev’essere fine a sé stessa o al mero benessere economico. Ho sempre creduto che la politica abbia una forte funzione educatrice, come tra l’altro ho riaffermato nel mio pezzo su Craxi. Solo politici onesti, coerenti, che vedano la politica come un servizio per migliorare il Paese per me sono degni di governarci. Anche se non va più di moda, la superiorità morale per me un senso ce l’ha. E tutta l’attività politica e amministrativa deve conformarsi a questi valori, altrimenti la nostra è una falsa democrazia.

  28. Bravo Alessandro! Anche io, nel mio piccolo e con tanti mal di pancia, sto provando a fare qualcosa di “politico”. Certo: ci vuole pazienza, come in ogni cosa. Occorre aspettare, cercare i giusti interlocutori. E’ un lavoro di discernimento che dev’essere fatto utilizzando la Ragione. A Fidenza dovete ripartire e io penso che i propositi che state concretizzando in questi giorni siano un ottimo punto di partenza. Con Davide Malvisi e con il consiglio di una persona che stimo come Enrico Montanari. Certo: avete perso, avete raggiunto un livello di disagio politico e in parte, se vuoi che te lo dica, ve lo siete pure meritato! Però ora avete tutti i presupposti per ripartire, per “rifondarvi” e penso che quelle che state facendo siano ottime azioni.
    Questo dimostra che a Fidenza il seme della buona politica c’è, esiste e può tornare. Era stato dimenticato, tralasciato tra i mille personalismi e alcuni errori, qualche abuso forse, dettato dall’eccesso di un potere che molti consideravano inscalfibile.
    Perdere può aiutare perchè rende umili e al tempo stesso spinge a ritrovare la propria identità.
    Si Stefo, hai ragione anche su questo: occorre ritrovare l’identità di un Centrosinitra alternativa di Governo, per il Paese e per il territorio, quella che fino ad oggi, come ricordavi anche tu, è mancata.
    Buon lavoro, ragazzi di Fidenza! Ci teniamo sentiti, vero? Siamo in fondo figli dello stessa “Terra”….più vicini di quello che a volte sembra.
    Con stima
    Filippo

  29. Alessandro parlate parlate pure a livelli piu’ alti delle rotonde cosi la gente vi mollera’ anche la prossima volta , come scoregge.

    Tafazzi della politica avete perso le elezioni e non avete ancora capito perche’ ma quanto tempo vi serve tapiropolitici?

    Il crimine piu’ grosso commesso e’ che avete assassinato un partito lasciando orfani in giro come me.

    • Anch’io sono orfana perché il partito ha preferito i faccendieri e i giovinastri. Però, autobannato, se mi permetti di correggerti, l’animale lento è il bradipo non il tapiro. Non è che guardi un po’ troppo Striscia?

  30. Filippo, grazie del sostegno. Ci sarà molto da lavorare per tutti. Un’altra cosa che ci piacerebbe fare, innanzitutto come giovani, è andare oltre la sola prospettiva comunale e superare il parmacentrismo del partito nella provincia. Tanti mi raccontano che nelle assemblee di federazione si discuteva solo di Parma città. Per ottenere quali risultati, poi? A mio parere noi, giovani delle Terre Verdiane, o della Bassa Ovest, o dell’oltretaro, come ci chiamano i parmigiani, dovremmo ragionare insieme, collaborare, organizzare eventi tutti insieme. In fondo, ogni giorno dobbiamo confrontarci con gli stessi problemi, da Polesine a Salso, mentre credo che a Parma gli interessi siano altri. Parliamone.
    Puke, temo che nemmeno tu abbia capito cosa intendo perché, come max, hai letto solo una frase di ciò che ho scritto. Il PD di Fidenza dovrà essere associazione civica nel modo di amministrare: dovrà coinvolgere la gente, ascoltare i suoi problemi (come la rotonda di Coduro, tanto per dirne uno) e proporre e trovare insieme alla gente delle soluzioni. Ma dovrà essere associazione politica e culturale nel trattare grandi temi, organizzare eventi e dibattiti. Le due cose possono e devono coesistere. Se c’è solo la prima, ha ragione max a dire che si diventa un comitato civico che degenera presto in comitato d’affari. Se c’è solo la seconda, hai ragione tu a dire che il PD perde il sostegno dell’elettorato e diventa un circolo intellettuale

  31. Bene, Alessandro, allora se è così che la pensi – o che la pensate – fai in modo che non te lo facciano dimenticare…:-)
    E visto che mi pare che tu voglia diventare avvocato, cerca di non ritrovarti a fare l’avvocato di cause altrui, intendo in politica, specialmente quando non lo meritano.
    Grazie comunque davvero per questo scambio di idee che non mi è sembrato inutile.
    Alla prossima

  32. Grazie a te, Max. Farò il possibile per non deluderti, e per non deludere me stesso!
    Alla prossima

  33. Io invece non sono nemmeno orfano, sono figlio di N.N. da parte di madre e di padre, che non sono mai stati iscritti a nessun partito, né come mattocini di base, né come funzionari o dirigenti, ma, da quando hanno raggiunto la maggiore età, un tempo i 21 anni, si sono sempre recati alle urne ad esercitare il loro diritto\dovere ed hanno trasmesso la stessa orrenda, incivile, barbara e deleteria abitudine anche a noi, poveri figliuoli, innocente ed inconsapevole prole di tanti e tali genitori. Per anni ed anni, li ho visti e sentiti recarsi a votare, con il naso turato di montanelliana memoria, respirando a fatica, ma credo che abbiano sempre tracciato la croce sulle schede nel migliore dei modi. Hanno lasciato anche a me tale miserabile eredità, per la quale la barriera di un’invisibile forza mi rende ostico l’accostarmi alle sezioni dei varii partiti; e se a volte, due per la precisione, mi è capitato di valicarne la soglia, il periodo di permanenza è andato da pochi minuti ad un anno solare, con mia grande soddisfazione in un caso, con terribile delusione nel secondo. Che dite, è molto grave, devo emigrare in Botswana, flagellarmi i gioielli come Tafazzi, mettermi il cilicio come la Binetti, caricarmi, insieme alle mie povere cose, ossia con me medesimo -omnia mea mecum porto- su un barcone per Sant’Elena? Capisco anche che molti, alla fine della lettura di questa mia, pronunceranno un bel “Ma va’ affanc… son ca..tuoi!” Lo so, ogni uomo è un’isola, non esistono arcipelaghi, istmi, cordoni sabbiosi od ombelicali tra l’uno e l’altro. Lo aveva percepito anche quel tal poeta, che scriveva “Ognuno sta solo sul cuor della terra…”

  34. Alessandro , se ritieni che Io , che modestamente ho una istruzione media , non ho capito , pensa un po’ a quelli che non hanno avuto la fortuna di perfezionare la propria istruzione , e che sono sempre stati la base del PCI prima del PDS poi ed ora del PD.

    Credo pero’ , senza volere nulla suggerire ai “Soloni” della politica , che bisogna farsi poche pippe mentali ed intelletuali, arrivare al cuore della gente con fatti concreti e soluzioni dei problemi .
    Bisogna avere il coraggio di eliminare chi sul Partito ” ci marcia” , e imparare anche da Mr. Berlusca ( purtroppo si ) : visibilta’ , comunicazione e managerialita’.
    Sempre con grande affetto.

  35. A Giovanna
    Meglio tardi che mai,sinceri auguri perchè temo ne avrai bisogno,
    convinto come sono che sia il partito che ha bisogno di gente come te che non tu del partito.Vedremo…

  36. Puke, confermo e sottoscrivo. Avresti dovuto sentire gli interventi di molti di noi in tante riunioni, già ai tempi della campagna elettorale. Alla fine i fatti ci hanno dato ragione. Adesso il partito dovrà essere guidato da chi non ha paura di farsi su le maniche e di mettersi al lavoro, da chi non ha paura di sporcarsi le mani con la colla dei manifesti e da chi non teme nuovi mezzi e modi per convincere la gente della bontà delle proprie idee. Perché è stato anche quello un grande problema del PD. Magari le idee c’erano (e mi riferisco anche ai 5 anni di amministrazione), ma cascasse il mondo se qualcuno le andava a spiegare alla gente! E su questo non temo smentita. Perché nel partito ci sono stati davvero troppi Soloni e troppi pochi attivisti. E le elezioni, fino a prova contraria, non le vince chi ha le idee più belle, ma chi prende più voti

  37. E i voti (con cui si vince) si prendono rimboccandosi le maniche e sporcandosi di colla, per convincere la gente della bontà delle proprie idee. Idee? Ohibò! Non avevi detto che non è con le idee che si vincono le elezioni? Dove hai studiato logica, Sandrino, alla scuola della ruota del criceto? Un consiglio: dopo aver scritto, rileggi. E soprattutto falla meno lunga, così non ti ingarbugli. Lo dico per il bene tuo, nanèn.

  38. Non è con le idee che tieni chiuse nella tua testolina da evergeta. E’ con quelle che spieghi alla gente, che è l’unico modo di prender voti. Io non sarò bravo in logica, ma tu non sei bravo a leggere

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