Le pentole e i coperchi di Carancini

Pubblicato da Redazione il 16 gennaio 2010 in Ambiente, Fidenza città, Riceviamo e Pubblichiamo |

Ho ricevuto il contenitore per la carta denominato «bidoncino azzurro». Più che un bidoncino è uno scatolone di plastica, fatto per resistere alle intemperie. A non resistere neppure alla più lieve pioggerellina di marzo saranno invece i contenuti, ossia i giornali, le riviste e i fumetti, i libri e i quaderni usati, le confezioni in cartonicino elencati sulla fiancata.

Fatto per restare all’esterno pochi minuti o qualche ora, l’involucro ripieno di carta non tarderà infatti a trasformarsi in un macigno non appena si sarà imbevuto d’acqua. E allora che fare? Bastava fargli il coperchio. L’assessore, si sa, fa le scatole ma non i coperchi. Il satanasso che ha sbagliato i bidoncini si chiama Giovanni Carancini.

Casalinga indiavolata

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11 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Io non l’ho anocra ricevuto; ma io leggo solo riviste porno,nazionali ed estere, in carta plastificata e patinata, quindi resistente all’acqua, non sfoglio altro che quelle pubblicazioni, che arricchiscono la mente ed il cuore; altro che L’Espresso, Repubblica, Micromega, Corsera, Il Risveglio, Aurea Parma, FMR e baggianate del genere.

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  • avatar Claudio scrive:

    E allora?
    Sono gli stessi che da anni usiamo a Salsomaggiore.
    Ogni argomento è buono per fare polemiche inutili.

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  • avatar Matteo scrive:

    Aggiungo che anche a Parma sono così. Non vedo quale possa essere la colpa di Carancini. Quando ci sarà da criticare Carancini per qualche motivo concreto fatelo, ma lasciamo perdere queste sciocchezze.

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  • avatar joseph scrive:

    Ha ragione la casalinga, perchè Lei è abituata a fare i conti della spesa. Se i soldi sono da utilizzare, Li utilizzi al meglio. Quindi se l’Assessore è+ privo di idee, non copii le idee di chi sta peggio di Noi. Bastava guardare 22 km. ad est e da anni hanno i contenitori colorati (gialli) con tanto di coperchio ed un filo più solidi come spessore, a parità di materiali.

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  • avatar Claudio scrive:

    Mi ero dimenticato di aggiungere che i contenitori vengono forniti dalla società che svolge il servizio.
    Nel caso di Salso è ben riportato il nome Enia con relativo numero verde.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Non vorrei difendere nessuno, anche perchè l’argomento è fatuo, ma credo che quel tipo di contenitore non sia un cassonetto ma un contenitore atto a raccolte straordinarie nei luoghi in cui ci può essere un consistente accumulo di rifiuti cartacei, che molto raramente sono posizionati all’aperto per lungo periodo. Se da anni sono così adottati in molte zone d’Italia è perchè annoiati impiegati possono centrarli anche da lontano. Oppure perchè sono più facili da svuotare o più veloci da disporre o da spostare, oppure perchè son tutti imbambiti. Pregasi chi solleva le critiche di proporre soluzioni, così sarà più convincente. (ad esempio una foto di un rivoluzionario, economico e pratico contenitore per rifiuti cartacei).

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    • avatar Casalingo scrive:

      La mia collega è stata molto chiara: manca il coperchio… fatto il coperchio il contenitore è perfetto… sul modo di fare il coperchio si può discutere… se ripartiamo dal coperchio abbiamo fatto un passo avanti…

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  • avatar CHINA65 scrive:

    E vabbè, teorema sull’indispensabilità del coperchio, partendo dai luoghi in cui vengono montati (esterno o interno ?) e i periodi di utilizzo (straordinario ? ordinario ? per un giorno ? per dei mesi ? ), differenza di costo tra i contenitori con e senza coperchio, praticità del tipo di contenitore >( quelli col coperchio si piegano facilmente ? perchè se no sono ingombranti da trasportare).
    Io ho usato a Parma i contenitori ENIA (uguali a quelli della foto) che vengono forniti in aggiunta ai cassonetti (e sono piegati e montabili in un attimo, costano 50 cent e sono pratici da vuotare)
    Polemica inutile e sterile, per una volta mi sento di dirlo.

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  • avatar Luciano scrive:

    nessuno si è posto la domanda principale.
    prima c’era un sacco. Uno usciva di casa lasciava il sacco e poteva tranquillamente dimenticarsi di tutto. Poteva andare a letto. Poteva andare a lavorare. Ad un certo punto passava la san donnino che raccoglieva il sacco e il tutto era finito.
    Ora cosa si deve fare ?
    Portare il bidoncino molle come un mollusco in strada e ricordarsi dopo uno o due ore di andarlo a rimettere in casa. Altrimenti resterà in strada (vuoto) e quindi in balia di vento acqua e quant’altro.
    Che bella una via piena di bidoncini azzurri vuoti per ore e ore.
    Facciamo una scommessa ? tranne pochi, corretti, cittadini i bidoncini non verranno usati.
    Chi pensa quelle cose è ovvio che non conosce la realtà.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Seguendo il tuo ragionamento sarebbe meglio tornare alla raccolta indifferenziata. Meno costosa per l’amministrazione e meno impegnativa per il cittadino.
    Chi ci ha spinto a passare alla raccolta differenziata ?
    Semplice, il racket degli ambientalisti che in questo modo hanno potuto guadagnare pure dalla raccolta dei rifiuti dopo aver già guadagnato dai rifiuti.
    Non si capisce visto che sono rifiuti perchè non differenziarli a valle della raccolta. Semplice ma con minori margini di guadagno per le aziende del settore.

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    • avatar giovanna galli scrive:

      Ritengo molto interessante il tuo discorso e mi piacerebbe che tu lo affrontassi in modo un po’ più dettagliato e con un maggior spazio rispetto alle poche righe di risposta sul blog.
      E’ certamente una posizione contro corrente e stuzzica capire perchè in tutta Italia si rincorre la differenziata se basterebbe così poco a risovere il problema. Sono tutti stupidi, tutti imbrogliati, tutti vittime delle mafie? Aiutaci a capire meglio visto che tu sembri essere uno che di queste cose ne sa.

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  • avatar Luciano scrive:

    costantino se parlavi con me volevo solo dire che io la differenziata la faccio e non mi pesa.
    Ero molto più comodo con i sacchetti. carta, plastica e umido.

    il sacchetto lo mettevo fuori e finiva li.
    ora devo curare quando passa felipe massa col furgone e andare a recuperare il mio bidoncino.

    in questi giorni devo pure ripulire ciò che Felipe Massa butta fuori.

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  • avatar Casalinga indiavolata scrive:

    Il tempo mi ha dato ragione, ma c’è voluto più di un anno e mezzo prima che ci si rendesse conto della necessità del coperchio. Tanto di cappello agli amministratori che lo hanno introdotto ammettendo l’errore iniziale. Uno sberleffo ai furbetti che hanno scritto qui sopra (Claudio, Matteo, China), che evidentemente hanno poca o punto dimestichezza con la raccolta differenziata, ma hanno ugualmente sentito il bisogno di dire la loro e giustificare l’operato di Carancini, che, per la gioia di Claudio, è tornato nella sua Salso.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Costantino
    A conferma della mia ignoranza in materia vuoi spiegarmi “sui guadagni del raket degli ambientalisti” Grazie.
    Certo che i sacchetti di plastica erano più comodi ma dal punto di vista del principio ecologico è più coerente il bidoncino,oltre che più educativo.Per quanto riguarda il bagnato se col coperchio funziona ,basta copiare.Comunque come ha già fatto notare qualcuno il problema è marginale e con i problemi che ci sono in Italia i politici vanno giudicati principalmente su altre questioni per cui non è il caso di scaldarsi più di tanto.

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