Gernika, da quartier generale dei ragazzi della via Pal a parcheggio

L’area del futuro parco Gernika in un disegno di Ambrogio Ponzi del 1958.
In queste tre immagini, cinquantanni di storia dell’attuale Parco Gernika in via Mazzini. Negli anni Cinquanta, un vasto spiazzo completamente liberato dai resti della rocca e degli edifici più recenti del lato nord. Rimangono i due capannoni adibiti a deposito granaglie della ditta Fantoni e una bassa costruzione mattoni vista. Un personaggio non identificato raccoglie travetti di legno per un probabile uso domestico.

Lo scalone di rappresentanza come i fabbricati condominiali che hanno preso il posto dei capannoni sino al bar Balilla non tarderanno a chiudere lo spazio verso San Michele. Sono visibili alcuni bassi edifici, poi sopraelevati, che hanno il fronte si via Gramsci e le piante ancora, per poco, esistenti del richiamato bar Balilla o Serenella. Alcuni anni, non molti, e il parco, non ancora Guernika, è pronto in uno stile semplice come usava allora. Lo scalone monumentale è fatto, sullo sfondo il muro del cinema Centrale ed appena oltre i bassi locali del caseificio Porcellini, ora l’area completamente condominiata. A memoria dei bombardamenti subiti, Fidenza dedica il parco giardino alla città spagnola di Gernika, Picasso invece gli titolò un quadro che in realtà aveva inizialmente concepito per un evento diverso.

Il giardino non ebbe grande successo e passò periodi di abbandono sino all’evento stazione-tunnel. Oggi è un parcheggio a pagamento e domani diventerà un parcheggio a due piani. Sulla destra dell’ultima foto, i silos del parcheggio privato che ha preso il posto del deposito di materiali ferrosi Nobili e della ferramenta Corbellini. Il progresso vuole le sue vittime e i ricordi restano a chi li ha e la città lentamente diventa un dormitorio di uomini e di auto.
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Io so solo che quando mi scarrozzano per Fidenza e posteggiano lì in basso e poi mi devo fare, con la mia gamba sìfola, tutte quelle stramaledette scale, tiro tanti di quei cancheri e diquelle madonne che se solo una andasse a segno sulla zucca dei costruttori, verrebbero inceneriti all’istante.
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