Dopo la pulizia etnica, Rosarno si riqualifica

Da Rosarno giunge la notizia, non del tutto inaspettata, che i terreni su cui sorge la fabbrica della Rognetta saranno venduti. O meglio: sorgeva, dato che le ruspe hanno già demolito l’edificio fatiscente che faceva da guscio agli alloggi di cartone degli immigrati africani. E ora? Non ci sorprenderebbe una bella riqualificazione. Edilizia, naturalmente. I negracci non servivano solo a raccogliere i mandarini hanno dato il loro contributo alla degenerazione dello stabile e accelerato di conseguenza l’intervento risanatore dei soliti speculatori. Il copione è noto.
Foto di Giulia Cerino pubblicate dal sito di Repubblica.



















Ho letto, qua e là -ho scritto bene gli accenti?- che gli uomini della ‘ndrangheta, quelli che, soli, comandano e spadroneggiano in Calabria, in Italia, in Europa, nel mondo intiero, hanno già pronte bande di slavi, moldavi, rumeni ed albanesi a sostituire i poveri negri sloggiati da Rosarno. Costoro però penso che saranno,però, un osso più duro da rosicare, per i calabro-criminali, sono altrettanto cattivi di loro, se non peggio. E’ anche vero che la miseria rende silenti, fa abbassare le cereste, smussa e spunta le lame dei coltelli, rende duro, se non impossibile, l’acquisto di pistole e relativi proiettili, ma le vie non del Signore, ma del Male, sono infinite e tutte portano a Rosarno e dintorni.
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