La grande democrazia di un piccolo Paese

Pubblicato da Redazione il 9 gennaio 2010 in Diritti civili, Politica |

Privato dell’uso della voce, impossibilitato a controllare i propri movimenti, costretto a spostarsi su una carrozzella, Julien-Clément Waeber, 19 anni, è stato eletto al consiglio comunale di Chavannes-près-de-Renens (Svizzera).

Non dovrebbe esserci ma c’è. Nell’aula di un consiglio comunale, dove la parola è regina, non era prevista la presenza di un handicappato grave, incapace di parlare e di controllare i propri movimenti, per di più costretto su una sedia a rotelle elettrica. Ma è successo e Julien-Clément Waeber, 19 anni, rappresentate dei «disabili» sicuri di sé e dei propri diritti, uno di quelli che non vogliono farsi rappresentare, pochi giorni fa ha prestato giuramento come consigliere di Chavannes-près-Renens, cittadina di circa  seimila abitanti nel cantone svizzero del Vaud.

Julien-Clément Waeber si esprime grazie a un computer che manovra con l’aiuto di quattro aste installate dietro la sua nuca e e altre due ai lati della testa. Comporre una frase semplice gli richiede da cinque a sei minuti prima che l’apparecchio la traduca in una voce sintetica. «L’impossibilità di poter rispondere rapidamente è una frustrazione», riconosce suo padre, Pascal.

Quel corpo ingombrante e incontrollabile non è stato però una barriera sufficiente per impedire al giovane di difendere le sue condizioni politiche. «Non voglio essere considerato un handicappato, sono un essere umano tutto intero», insiste. Ammette tuttavia che il suo ingresso nell’amministrazione della cosa pubblica ha fatto di lui un esempio per tutti coloro che si trovano nelle sue condizioni. «Sono entrato in politica prima di tutto per me, ma anche per mostrare agli altri che è possibile. Mentirei, se affermassi il contrario».

Giovane socialista dalla testa dura

La politica è una passione divorante per Julien-Clément Waeber. Una passione che ha ereditato dai suoi genitori, che si sono sempre battuti perché il loro figlio potesse vivere il suo tempo. «Come voi, noi viviamo la nostra vita» è una delle sue frasi ricorrenti.

Da oltre un anno, Julien-Clément, che ha a cuore anche i problemi dell’ecologia, si è iscritto al Partito socialista «per difendere la sicurezza sociale, uno dei pilastri dello Stato, anzi il più importante». Si è messo in evidenza anche tra i Giovani socialisti del Vaud come responsabile dei supporti mediatici. È stato anche uno dei loro delegati in seno al partito. E in questa veste ha partecipato all’ultimo congresso nazionale. «L’asso nella manica di Julien in politica», spiega il suo amico Sébastien, «è che è una testa dura».

L’usciere sarà le sue mani e la sua voce

«Abbiamo fatto di tutto perché potesse sedere tra noi», sottolinea Isabelle Steiner, presidente del consiglio comunale di Chavannes-près-Renens. Mentre nessuno mette in discussione l’esercizio dei diritti politici di Julien-Clément Waeber, l’ufficio dell’assemblea ha avuto qualche problema da risolvere prima del giuramento. In effetti, il grave handicap dell’eletto è un caso rarissimo, anzi unico, nell’ambiente politico elvetico. «Non sono in grado di dire se sia il primo, ma non è difficile immaginarlo», stima Josiane Grandjean, direttrice dell’Associazione cerebrale svizzera.

Tuttavia, nulla impedisce che il giovane socialista possa esercitare il suo mandato. «Il diritto a essere eletti decade solo per il cittadino sotto tutela a causa di una malattia mentale», fa notare Sylvain Jacquenoud, responsabile della sezione  diritti politici del cantone. E non è questo il caso di Julien-Clément.

All’ufficio del consiglio comunale non restava dunque che adeguare le strutture e le procedure. Per le votazioni a scrutinio segreto, come per leggere gli interventi che Waeber preparerà in anticipo, l’usciere del consiglio avrà il compito di essere la mano e la voce del giovane. «Ha prestato giuramento ed è neutrale», spiega Isabelle Steiner. «È il perfetto garante dell’indipendenza di Julien-Clément Waeber in seno all’assemblea»

(Da un articolo di Raphael Ebinger pubblicato dal quotidiano svizzero 24Heures l’8 gennaio 2010)

Postilla editoriale. Certe anime belle sembra non aspettino altro che scandalizzarsi per quanto accade in Svizzera, accusata spesso di xenofobia e altre malefatte. Spesso messa in mezzo da conflitti internazionali. In questo momento, per esempio, è ricattata dalla Cina che minaccia ritorsioni nel caso accetti di ospitare due detenuti uiguri (minoranza islamica cinese) provenienti da Guantanamo.

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3 Commenti

  • avatar fb scrive:

    Gente della Nave, a volte, come questa in particolare, mi vergogno quasi di lamentarmi per i guai che mi sono capitati negli utlimi anni; se non altro cammino,anche se non riesco più a correre o ad andare in bici, ci vedo, anche se a metà, controllo i miei movimenti -quasi sempre, diciamo- e per scrivere quanto sto mettendo giù anche ora, ci impiego pochi secondi. Quel ragazzo è veramente un eroe, anmmmirevole, incondizionatamente. Non sarebbe meglio impiegare le enormi quantità di denaro, di mezzi, di teconologia, di ricerche, di scoperte ed invenzioni, volte alla distruzione dell’umanità, per guarire, invece, milioni di persone, uccise dal cancro, dalle malattie cardiovascolari, dalla SLA, da malattie defedanti come quesya? Una volta lessi un racconto famosissimo di SF, in cui noi terrestri eravamo tenuti sotto osservazione, come tutte le altre razze intelligenti sparse per il Cosmo, da una specie di intelligenza superiore, ed eravamo stati da essa inscritti nell’elenco delle razze più evolute e più celeri nella via del progresso. Ma quando giunse la notizia che avevamo iniziato esperimenti nucleari a scopo bellico, il Responsabile Supremo si avvicinò all’albo, cancellò sdegnato la scritta “Razza intelligente”, apposta accanto alla razza terrestre e vi sostituì. a caratteri cubitali: “Razza di deficienti!”.

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  • avatar Giuseppe A. scrive:

    le solite persone vanesie che si parlano addosso e si sbrodolano blaterando su Rosarno dove si sentono tutti da una parte o dall’altra della barricata e producono 50 post ma non uno che dica qualcosa su questo problema e di come la Svizzera lo ha affrontato e risolto… ma non si vergognano?

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  • avatar fb scrive:

    Non credo che la Svizzera riesca a risolvere problemi riguardanti i più deboli meglio di altri Paesi; con gli italiani, almeno un tempo, aveva pensato di rinchiuderli in Lager cintati da filo spinato, con coprifuoco dopo le ore 21, e con scritte “Non si affitta ad italiani” e “Vietato l’ingresso ai cani ed agli italiani”. Se poi ti riferisci al problema degli handicappati, non mi sembra che qui da noi dobbiamo prendere esempio dagli elvetici. Non amo in particolar modo un Paese, come la Svizzera, che da decenni, campa sul denaro sporco che le giunge da ogni parte del mondo, chiusa in un egoismo feroce, basato sull’adorazione incondizionata della cartamoneta e dei lingotti di metallo prezioso.

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