A Rosarno, linciaggio e pogrom contro i braccianti africani

Pubblicato da Redazione il 9 gennaio 2010 in Agricoltura, Diritti civili, Lavoro |

Un lavoratore immigrato osserva un muro su cui è scritto «Evitate di sparare ai neri».  È il 9 gennaio 2010.

Per le teste dure, per quelli che fingono di non capire, per quelli che la sanno lunga anche a 1500 chilometri di distanza, per quelli che la fanno breve e si girano da un’altra parte non essendo riusciti a girare pagina a casa propria, per evitare equivoci di sorta, pubblichiamo un articolo di Gad Lerner uscito su Repubblica di oggi 9 gennaio 2009 in cui Nave Corsara si riconosce al cento per cento.

Chi usa gli ultimi della terra

di Gad Lerner

Viviamo a Rosarno una pagina oscura della storia italiana. Le ronde criminali scatenate nell’assalto agli africani, le sprangate in testa e le fucilate alle gambe degli immigrati, rappresentano una vergogna di fronte a cui possiamo solo sperare in un moto collettivo di ripulsa morale.
Di quale tolleranza, «troppa tolleranza», parla il ministro Maroni? Ignora forse che da trent’anni l´agricoltura del Mezzogiorno d’Italia si regge economicamente sull’impiego di manodopera maschile immigrata, sospinta al nomadismo stagionale fra Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, con paghe di sussistenza alla giornata, ricoveri di fortuna in edifici fatiscenti, criteri d´assunzione malavitosi, senza la minima tutela sanitaria e sindacale? Ora non li vogliono più, s’illudono di espellerli come un corpo estraneo dopo che li avevano convocati alla raccolta degli agrumi. Ma è dal 1980 che le colture specializzate meridionali non possono fare a meno delle migliaia di ragazzi africani trattati né più né meno come bestiame. E al tramonto, se la mandria non fa ritorno disciplinato nei recinti abusivi delle aree industriali dismesse, non trova certo istituzioni disponibili a riconoscerne l’umanità. Gli italiani con cui entrano in contatto questi lavoratori senza diritti sono solo di due tipi: i caporali spesso affiliati alla criminalità organizzata; e i volontari di Libera, della Caritas e di Medici senza frontiere. Le forze dell’ordine si sono limitate finora a un blando presidio territoriale per evitare frizioni pericolose con la popolazione locale. Ma l’importante era che il ciclo produttivo non si interrompesse: la mattina dopo il reclutamento ai bordi della strada non subiva intralci.
Chi ha tollerato che cosa, ministro Maroni?
Rosarno era teatro da anni di una conflittualità quotidiana, pestaggi isolati, sfide tra giovanissimi divisi dal colore della pelle ma accomunati da una miseria culturale che li induce a viversi come nemici.

Un immigrato attende il pullman con il quale sarà evacuato da Rosarno dopo gli scontri con la popolazione locale.

Dopo i colpi di fucile che hanno ferito due immigrati, giovedì la furia degli immigrati ha colpito indiscriminatamente la popolazione calabrese. Ieri, per rappresaglia, è scattata la «caccia al nero»: disordini razziali che evocano scenari di un’America d´altri tempi. Di nuovo sparatorie a casaccio per terrorizzare i miserabili che hanno osato ribellarsi, insanguinando la Piana di Gioia Tauro dove governano ben altre autorità che non lo Stato democratico.
La riconversione legale dell’agricoltura del Sud implicherebbe, accanto agli investimenti economici, un’opera di civilizzazione che mal si concilia con l´offensiva propagandistica imperniata sulla criminalizzazione del clandestino. Non solo i mass media ma anche i portavoce della destra governativa hanno eccitato, legittimato sentimenti d’ostilità da cui oggi scaturiscono comportamenti barbari, indegni di un paese civile.
Se a Castelvolturno, nel settembre 2008, fu la camorra a sterminare sei braccianti africani, a Rosarno assistiamo a un degrado ulteriore: settori di cittadinanza coinvolti in un’azione di repulisti inconsulta. La chiamata alle armi contro i dannati della terra che certo non potevano garantire – con la sola forza disciplinata delle loro braccia – il benessere di un’area rimasta povera.
Vi sono probabilmente motivazioni sotterranee, indicibili, alla base di questo conflitto. Non tutti i 25 euro di paga giornaliera finiscono nelle tasche dei braccianti illegali. Pare che debbano versare due euro e mezzo agli autisti dei pulmini che li trasportano nelle piantagioni. Si vocifera addirittura di una odiosa «tassa di soggiorno» di 5 euro pretesa dalla ´ndrangheta. Di certo non sono associazioni legali quelle che pattuiscono le prestazioni di lavoro. Ma soprattutto è chiaro che una relazione trasparente con la manodopera immigrata viene ostacolata, resa pressoché impossibile dalla legislazione vigente.

Immigrati di Rosarno su un pullman che li porterà in un centro di accoglienza, sottraendoli alla folla inferocita del paese aizzata dalla criminalità locale.

Altro che pericolo islamico: qui la religione non c’entra un bel nulla. L’Italia dell’economia illegale, non solo al Sud, lucra sulla farraginosità normativa che sottomette il lavoratore immigrato a procedure arbitrarie sia in materia contrattuale, sia nel rilascio del permesso di soggiorno. Quando Angelo Panebianco, sul «Corriere della Sera», asserisce che affrontare il tema della cittadinanza significherebbe «partire dalla coda anziché dalla testa», ignora che restiamo l’unico paese europeo in cui le procedure di regolarizzazione e di naturalizzazione non contemplano alcuna certezza di tempi e requisiti. Assecondando, di fatto, un’informalità di relazioni per cui ai doveri non corrispondono mai i diritti.
Sulla scia di un’analoga iniziativa francese, circola fra gli stranieri residenti in Italia l’idea di dare vita a marzo a una iniziativa forse velleitaria ma dal forte significato simbolico: «24h senza di noi».

Che cosa succederebbe se per un giorno tutti gli immigrati si astenessero dal lavoro? Quanto reggerebbe il nostro sistema di vita senza il loro apporto? Farebbero bene, i sindacati, a prendere in seria considerazione questa iniziativa, contribuendo con la loro forza organizzativa al moto spontaneo. Ma prima ancora è l’intero arco delle forze politiche, culturali e religiose che rifiutano la contrapposizione incivile fra italiani e stranieri a doversi mobilitare: l’inciviltà dei pogrom è contagiosa.

Mega World News Facebook Twitter Myspace Friendfeed Technorati del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz StumbleUpon Weekend Joy

Tag:, ,

11 Commenti

  • avatar Luca P. scrive:

    Ridotti in condizioni di schiavitù da un sistema di caporalato a cui sono costretti e ammassati in baracche, dove mangiare e dormire in condizione igieniche imbarazzanti, i protagonisti della rivolta hanno trovato la forma più diretta di mettere in pratica il motto marxista, “nulla da perdere, all’infuori delle catene”.
    Perché proprio “i neri” sono stati i protagonisti della rivolta?
    Se ci pensate bene sarebbe stato un sacrosanto diritto dei calabresi scendere in strada ed alzare barricate contro il malaffare di stato, contro la truffa 488, contro l’uso della regione come discarica di scorie nucleari, contro un ponte che non serve a nulla, che mai sara’ costruito e che sara’ lasciato a meta’ dopo che i finanziamenti saranno andati nelle tasche giuste. Di fronte a tutto questo, di fronte a decenni di sfruttamento, malaffare, vessazioni, ‘ndrangeta, connivenze e complicita’ politiche i calabresi non hanno mosso un dito.
    Ci sono voluti dei poveracci sfruttati come schiavi per sollevare il problema.
    Come succede storicamente la rivolta è alimentata da un episodio controverso (in questi casi una sparatoria ai danni di due “neri”) e si manifesta nelle forma del “riot” (della sommossa), che prevede l’irruzione sulla scena tramite azioni violente, la cui spontaneità e disorganizzazione non esclude atti di vandalismo. Occorre ribadire però che la rivolta passa da una presa di posizione legittima e rabbiosa contro la schiavitù!
    Costretti alla schiavitù e privati del welfare malavitoso, esclusi probabilmente dalla dimensione pubblica e inconsapevoli fino in fondo della sfida rivolta ai poteri locali, hanno ottenuto attraverso la loro rivolta l’irruzione nel circuito nazionale. Un’azione di portata straordinaria e impraticabile per gli autoctoni a cui lo stato e chi costruisce l’opinione pubblica rispondono barricandosi dietro lo scontro di civiltà. Come se ribellarsi dalla schiavitù non sia un dovere.
    Ma la rivolta dei “neri” di Rosarno non è che la rivolta che i “bianchi” di Rosarno non hanno mai potuto fare. Anche quelli che avrebbero voluto.

    Ti piace questo commento? Thumb up 12 Thumb down 0

  • avatar Capitano Achab scrive:

    A Rosarno si è avuta la dimostrazione che lo Stato Italiano non esiste più;
    A Rosarno si è tornati brutalmente dal Terzo Millennio al XV secolo quando iniziarono gli insediamenti coloniali in America;
    A Rosarno il tanfo e l’odore dolciastro del Leviatano, ormai in avanzato stato di decomposizione, ha raggiunto livelli non più tollerabili.
    La testa Destra del Leviatano, usa il feticcio del “Negro” per scopi elettorali, la testa Sinitrsa nicchia, per consentire che il “negro” si scontri con “l’Italiano” disoccupato, cassaintegrato, a contratto determinato, pensionato e chi più ne ha più ne metta, per usufruire di quel poco che è rimasto.
    L’art. 3 e l’art. 4 della Costituzione Italiana a Rosarno sono stati volutamente ignorati e volutamente stracciati;
    A Rosarno si è eretto a modus vivendi l’art. 660 del Codice Penale che vieta la riduzione in schiavitù;
    Rosarno vive e prospera sul reato di riduzione in schiavitù,sull’ approfìttamento del bisogno esistenziale di immigrati da paesi poveri che, spesso incapaci di affrontare le spese di viaggio e di trovare lavoro, impegnano se stessi per pagare il prezzo dell’emigrazione ed accettando di vivere e di lavorare in condizioni disumane, senza nessuna garanzia e per pochi euro al giorno.
    A Rosarno si è visto il disoccupato calabrese incolpare i “negri” i “marocchini”.
    A Rosarno è morto lo Stato Italiano.
    Le scene di Rosarno, oltre a procurarmi conati di vomito,mi hanno fatto provare una grande vergogna di essere italiano.
    COSTITUZIONE ITALIANA:
    Art. 3
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Art. 4
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
    A ROSARNO IL LEVIATANO HA SVELATO IL SUO VERO VOLTO ED IL SUO TANFO.

    Ti piace questo commento? Thumb up 8 Thumb down 0

  • avatar Capitano Achab scrive:

    ..A ROSARNO OLTRE LO STATO ITALIANO E’ MORTO ANCHE DIO E QUESTA VOLTA NON RISORGERA’ SICURAMENTE DOPO 3 GIORNI.

    Ti piace questo commento? Thumb up 4 Thumb down 0

  • avatar fb scrive:

    Pace e bene, ragazzi! Oggi è intervenuto il Vaticano a dire la sua, di origine divina, rivelata, infallibile ed indiscutibile, per bocca del mascellone mons. Tarcisio Bertone. In Vaticano sono tanto, ma tanto preoccupati, di quanto accade a Rosarno ed in tutto il Sud, non ci dormono la notte e non ci mangiano di giorno. Sono fatti ed eventi di cui i monsignori di uno Stato sovranazionale,il cui Regno non è di questo momdo, assolutamente ignoravano tutto! Ecco perchè non erano intervenuti prima, a proteggere dai selvaggi calabri ben 2500 negracci, brutti, cattivi e violenti! Bertone ha dato un colpo al cerchio ed uno alla botte, facendo la ramanzina soprattutto agli schiavi neri, però: ma insomma, brutti maschioni negri, non ci si deve abbandonare alla violenza, mai e poi mai, sia lodato Gesù Cristo! Il quale, se fosse stato a Rosarno, facendo le debite proporzioni di quando aveva cacciato i mercanti dal Tempio a legnate e quanto hanno perpetrato i calabresei, si sarebbe mosso alla testa di truppe corazzate, sparando cannonate addosso ai rosarnesi. Chissà quanti di essi, precedentemente e nel futiuo, in occasioni di quelle loro processioni da Medioevo, porteranno a spalle la statue della Madonnina o del Santo patrono, elargendo a manate in chiesa Euro a iosa, sul tipo di Naomo, nella spot della Wind. Questi, perdinci,sono i veri cristiani che fanno del bene alle parrocchie, alle diocesi ed alla Chiesa, altro che quattro scalzacani dalla pelle color della cioccolata, tra l’altro animisti o, peggio, musulmani! Deus caritas est!

    Ti piace questo commento? Thumb up 5 Thumb down 0

  • avatar Capitano Achab scrive:

    “sia lodato Gesù Cristo! Il quale, se fosse stato a Rosarno, facendo le debite proporzioni di quando aveva cacciato i mercanti dal Tempio a legnate e quanto hanno perpetrato i calabresei, si sarebbe mosso alla testa di truppe corazzate, sparando cannonate addosso ai rosarnesi. Chissà quanti di essi, precedentemente e nel futiuo, in occasioni di quelle loro processioni da Medioevo, porteranno a spalle la statue della Madonnina o del Santo patrono, elargendo a manate in chiesa Euro a iosa, sul tipo di Naomo, nella spot della Wind. Questi, perdinci,sono i veri cristiani che fanno del bene alle parrocchie, alle diocesi ed alla Chiesa, altro che quattro scalzacani dalla pelle color della cioccolata, tra l’altro animisti o, peggio, musulmani! Deus caritas est! “…
    ..Pensi che a Papa Ratzinger/Bonifacio VIII° ed a tutta la gerarchia dell’Opus Dei, freghi qualchecosa di questa povera gente?

    Ti piace questo commento? Thumb up 3 Thumb down 1

  • avatar giovanna galli scrive:

    Quello che è successo e anche se in forma meno grave sta succedendo in tante parti di Italia e del mondo è drammatico ma stiamo attenti alle parole, non possiamo fare di tutte le erbe un fascio. Nella Chiesa oltre ai soliti noti ci sono anche tanti preti coraggiosi che in Calabria e in tante situazioni sono dalla parte degli ultimi. Pensate al ruolo giocato da tanti volontari cristiani. Generalizzazioni non fanno bene nè a loro nè a noi. Gesù Cristo sarebbe di sicuro stato al fianco degli immigrati ma non avrebbe guidato “truppe corazzate, sparando cannonate addosso ai rosarnesi”. Folle è stato chi ha suggerito una rivolta armata degli immigrati. Azione scellerata che ha provocato una reazione pilotata dei rosarnesi, pure loro vittime di un sistema.

    Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 6

  • avatar fb scrive:

    Achab, ma Ella pronuncia parole blasfeme, insinuando, nei lettori di NC, il malevolo pensiero che Innocenzo III-Gregorio VII\Ratzinger e la Sua corte di semidei infallibili trascurino di pensare, perlomeno tre volte al giorno, prima dei pasti, ai poveri immigrati neri, bianchi, grigi, a pois, a strisce, che si aggirano nelle lamieropoli e cartonopoli italiche e che stentano a mettere insieme non il pranzo con la cena, ma un solo pasto al dì!
    Giovanna, era chiaro che, non essendo mai stato un guerrafondaio, anzi, non avendo mai nemmeno prestato il servizio militare, con mia grande gioia e soddisfazione, le espressioni che ho redatto erano un’iperbole voluta e consapevole, l’enfasi che mi dettava il cuore, se non la mente, esulcerato ed indignato dalle porcherie e dalle porcate cui abbiamo dovuto assistere in quella mala terra di Calabria, i cui unici dolci frutti sono gli agrumi, comunque ivi importati dagli arabi. Non so quanti dei rosarnesi, poi, siano vittime e non invece complici zelanti e fervorosi del sistema ‘ndrangheta, se non addirittura componenti essenziali e principali del medesimo. Io ammiro e cerco di seguire, nella mia povera e misera giornata, gli insegnamenti del Cristo, riportati su ben quattro Evangeli; ma, se si eccettuano alcuni pochi santi, noti e meno noti, che cercano di prestarvi attenzione, cara Giovanna, specie nelle gerarchie ecclesiastiche, pare quasi che leggano e seguano invece edizioni particolari dei Libri Sacri, molto, ma molto difformi dagli insegnamenti del Figlio di Dio, morto in croce anche per loro. Conosco atei o indifferenti alle varie fedi, che potrebbbero funzionare da faro illuminante e da guida esemplare per certi cristianucci ipocriti e farisei da sagrestia. So che Lei non è d’accordo con queste mie “bestemmie”, ma tot capita, tot sententiae; e non è detto che le sententiae altrui siano sempre da buttare in discarica.

    Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 0

    • avatar Capitano Achab scrive:

      Caro fb,dopo quello che ho visto (Youtube e televisioni), ripeto che mi vergogno di essere italiano.

      Sono uno che “pronuncia parole blasfeme, insinuando, nei lettori di NC, il malevolo pensiero che Innocenzo III-Gregorio VII\Ratzinger e la Sua corte di semidei infallibili trascurino di pensare, perlomeno tre volte al giorno, prima dei pasti, ai poveri immigrati neri, bianchi, grigi, a pois, a strisce, che si aggirano nelle lamieropoli e cartonopoli italiche e che stentano a mettere insieme non il pranzo con la cena, ma un solo pasto al dì”!.

      “Io ammiro e cerco di seguire, nella mia povera e misera giornata, gli insegnamenti del Cristo, riportati su ben quattro Evangeli; ma, se si eccettuano alcuni pochi santi, noti e meno noti, che cercano di prestarvi attenzione, cara Giovanna, specie nelle gerarchie ecclesiastiche, pare quasi che leggano e seguano invece edizioni particolari dei Libri Sacri, molto, ma molto difformi dagli insegnamenti del Figlio di Dio, morto in croce anche per loro”

      Caro fb, dopo averlo venduto per 30 miseri denari ( all’incirca 350 € del giorno d’oggi), ne hanno venduti più di 10.000 per meno ancora dopo averli sfruttati fino all’osso.

      LO RIBADISCO CON FORZA:
      Le istituzioni pubbliche statali, regionali, provinciali e comunali A ROSARNO SONO MORTE;

      L’INPS; L’INAIL,L’ISPETTORATO DEL LAVORO ED I SINDACATI A ROSARNO SONO MORTI;

      LO STATO ITALIANO A ROSARNO E’ MORTO.

      Le istituzioni religiose A ROSARNO SONO MORTE;

      A ROSARNO HANNO VENDUTO ANCORA UNA VOLTA 10.000 “CRISTI NERI” per poche spiccioli;

      IL PAPA E’ MORTO A ROSARNO;

      DIO E’ MORTO A ROSARNO.

      NON SO COME SIA L’INFERNO, SICURAMENTE NON DEVE ESSERE DISSIMILE DA QUELLO CHE TUTTI ABBIAMO VISTO A ROSARNO.

      Ti piace questo commento? Thumb up 4 Thumb down 0

  • avatar Paolo Sirocchi scrive:

    Sì, va bene, va bene. Abbiamo sbagliato, errato, peccato e fallito. E sarà dura risalire la china della virtù.
    Ma non accetto articoli, commenti, interventi, considerazioni e riflessioni di Gad.
    Gad è un ex lottatore continuista e come tale, alla stregua, io, del più scellerato dei fondamentalisti, dev’essere privato della parola, parlata e scritta.
    Sì, ordine. Nuovo? No, solo ordine.
    Tutti loro furono complici di ammazzamenti, gambizzazioni e calunnie. Pertanto, sono e saranno sempre nell’errore, a prescindere.
    Tant’è che siamo ancora qui che ci chiediamo se il povero Pinelli cadde per disgrazia od aiutato con una spintarella. Nonostante tutto il loro fervore e livore.
    PS. Un bell’esempio di democrazia il mio, complimenti. Ma ne vado fiero.

    Ti piace questo commento? Thumb up 1 Thumb down 2

  • avatar fb scrive:

    Achab, ti approvo in toto; imprimatur! Lei, Paolo, è un anarchico, si penta, prima che qualcuno la faccia volare dall’alto dei Terragli!

    Ti piace questo commento? Thumb up 2 Thumb down 2

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Copyright © 2009-2012 Nave Corsara All rights reserved.
Desk Mess Mirrored v1.8.1 theme from BuyNowShop.com.