Tra Parma e Fidenza, una viabilità improvvisata e dettata da interessi privati

Pubblicato da Redazione il 7 gennaio 2010 in Ambiente, Fidenza territorio comunale, Opere e lavori pubblici |

Argini dello Stirone a sud di Fidenza: compresi nel piano di rafforzamento.

«Strade dissestate, frane, sponde erose: viaggio nella fragilità del territorio Parmense». Così titolava il più diffuso giornale locale dopo la constatazione dei danni provocati dal maltempo in questi giorni.

Argini dello Stirone a ovest di Fidenza: non compresi nel piano di rafforzamento.

Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli parla di mancata prevenzione, di indisponibilità di fondi e di altre verità che, a forza di essere ripetute, diventano panzane. D’altra parte sappiamo tutti che passato qualche giorno tutto tornerà a regime: rammendi alle strade dissestate e qualche rifacimento per ripristinare la situazione compromessa, un ponte o una carreggiata che il torrente si è mangiato. E noi torneremo a parlare dell’utilità delle rotonde ad ogni pisciata di cane, e della pedemontana e delle tangenziali su cui riversare fiumi di traffico tra le cinque e le sette di sera di un normale giorno lavorativo. Pensiamo al raddoppio della via Emilia che alla fine diventerà la somma di quattro tratti di percorso: tangenziale di Parma, prolungamento tangenziale verso l’aeroporto, strada del nuovo ponte sul Taro verso il Cepim, nuovo tratto, da costruire, sino alla tangenziale di Fidenza.

Il tutto all’insegna di una programmazione inesistente e di realizzazioni a stralci. E torneremo a giurare sull’assoluta necessità di una tangenziale sud che risolverà i problemi di viabilità anche là dove i problemi non esistono o sono risolvibili con interventi non invasivi. E torneremo a sopportare un viabiltà cittadina indecorosa, i cantieri aperti in fretta e senza prospettiva di chiusura, il tunnel che abbiamo definito inutile e d’interesse privato. Scopriremo poi che il tunnel è stato realizzato senza alcun progetto che ne illustri il reale utilizzo. Il vecchio percorso da est a ovest presentava code di auto a partire dal semaforo di via Mazzini, il nuovo percorso presenterà code di auto a partire dal semaforo di via Mazzini, la differenza sarà che le code saranno sotto terra, meno visibili più insidiose.

E torneremo a percorrere la strada verso Soragna che mille promesse non mantenute hanno solo arricchito di rotatorie e di costruzioni architettonicamente, e non solo, abusive. Continueremo a ignorare che c’è un ponte, intitolato a Sigerico (nelle due foto precedenti), non collaudato, inutile, e che dalla tangenziale verso la città c’è la possibilità di utilizzare uno stradello facendo attenzione agli automezzi che, in mancanza di alternative ragionevoli, procedono in direzione vietata.

Ambrogio Ponzi

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9 Commenti

  • avatar Capitano Achab scrive:

    …,Mi sorge una domanda d’obbligo: Ma non si è girata la pagina?

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    • avatar Ciuffo ribelle scrive:

      È il vento che gira le pagine, a caso, portandoci all’inizio del libro. Un brutto libro, chiunque lo abbia scritto, negli ultimi 10-15 anni. Rossi, ex rossi è tutta una broda. Anzi, lo stesso brodo primordiale. Immangiabile. Che non riesci a sorbire neppure se ci metti del vino ancora più rosso, rosso antico.

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  • avatar Antonio C. scrive:

    Innanzitutto buon anno a tutti. Un anno che, visti i commenti, si presenta e si presenterà uguale agli altri. Devo ricordare a tutti che tutte le opere compiute inutili od incompiute sono il frutto della contorta volontà di chi ha governato fino allo scorso giugno? Basta, finitela con la storia di voltare pagina. Per quanto riguarda le strade, la Provincia di Parma, una delle più ricche e sviluppate d’Italia, ne è completamente l’esempio di arretratezza. Strade di campagna o vecchie nazionali che vengono ancora spacciate per statali o provinciali, insicure e pericolose, iper intasate in molti orari della giornata. Direi che è l’ora di creare un pò di superstrade (Tangenziale Sud e via Emilia Bis soprattutto – non continuate con la storia del paesaggio….guardate tutti i mostri edilizi sparsi tra campagna e collina)….35-40 minuti tra Fidenza e Parma sono ormai insostenibili così come le code a Coduro…e non vedo perchè si debba regalare i soldi di pedaggio ad Autostrade per l’Italia….non siamo mica due province distinte! Se poi vogliamo dire che l’inquinamento è il vero problema, allora si dovrebbe investire anche più sul trasporto pubblico provinciale(che dopo una certa ora della giornata è inesistente). Quindi basta…beccatevi quello che c’è e quello che verrà e alla fine del mandato di Cantini e soci avremo tutti la possibilità di dare il benestare o mandarli a casa. Io sono uno di quelli che aveva votato Cerri e che ne è rimasto troppo deluso….hanno lasciato la città in uno stato di abbandono (proseguendo l’opera di distruzione di Tedeschi): Torri e Tunnel incompiuti, apertura dell’ignobile strada che dalla tangenziale porta al voltone, cimitero, palazzo Bellotti (situazione privata dove però il comune non è voluto intervenire), palazzo Panini, rotatorie, parcheggi, Gigliati, Villa Ferro, etc. etc. Mi sembra abbastanza, che ne dite? Saluti a tutti.

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  • avatar Antonio scrive:

    Egr. Sig. Ambrogio, voglio attirare la sua attenzione sulla foto, “Argini dello Stirone a sud di Fidenza” facendo notare che si tratta dell’argine a nord. Il ponte Sigerico non è chiuso come dalle sue foto, decisamente datate, ma perfettamente funzionante e funzionale ad un territorio che chiedeva da molti anni il superamento infrastrutturale del guado Granella. Certo la viabilità del territorio a nord è sicuramente la più penalizzata e difficile, nonostante questo abbia dato più di ogni altro importanti proventi alle amministrazioni. Peccato, che i denari percepiti con l’occupazione delle campagne a nord, siano in gran parte finiti a servire i cittadini, mentre a noi villici tutto è stato tolto e nulla reso. Saluti Antonio

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  • avatar fb scrive:

    Ambrogio, a proposito delle rotonde ad ogni pisciata di cane, ti voglio segnalare quella rotonda, vasta come un campo di atterraggio di un’astronave di Indipendence Day, costruita per uno svincolo unico verso Fontanellato, che sorge tra Sanguinaro e le vicinanze del Proda. Da quello svincolo entrano ed escono due autoveicoli al giorno e nell’area della rotonda si potrebbe innalzare un osservatorio astronomico del traffico Fidenza-Parma.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Il collegamento Fidenza-Parma è un annoso problema e non si può dire che sia migliorato in modo significativo a seguito dei lavori che in venti anni sono stati via via realizzati. Realizzati ma non sulla base di un progetto complessivo ma su una serie di progetti intrapresi, abbandonati e ripresi. La logica alla base era limitata al decongestionamento sul ponte di Maria Luigia e al connesso svincolo da e per Collecchio non dimentichiamolo, poi si è sovrapposto il problema del centro internodale di Fontevivo. Di collegamento globale Parma-Fidenza si comincia a parlare ora nell’ambito di una progettualità infrastrutturale frenetica.
    Ancora negli anni novanta sino al duemila Parma e Fidenza avevano due mezze tangenziali malamente costruite e non finite oggi abbiamo cinque spezzoni di percorso. In compenso le code si sono spostate ed altre soluzioni vengono tentate, quelle inutili sono le più appetite, creano infatti occasioni insperate alla speculazione e vantaggi ai suoi referenti.
    La foto è datata il traffico del tutto insignificante, alla consegna dei lavori di sistemazione degli argini si è parlato senza esito di una soluzione per il guado della Granella, forse si erano dimenticati di aver già costruito un ponte. Così si programma?!?!

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Caspita, fb conosco quella rotonda, tutte le mie imposte da pensionato sono finite lì. A questo penso mentre la percorro.

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  • avatar Cicciobello 66 scrive:

    Ma la madre di tutte le rotonde ,che non e’ mai stata fatta,cioe’ l’incrus dal cabariol quando c….o pensano di farla? piuttosto che niente hanno fatto la rotonda dal bar diana….

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  • avatar fb scrive:

    Cicciobello, la rotondina del bar Diana è il mio incubo giornaliero; specie quando, dopo aver percorso il budello del tratto di via Gramsci, specie il mercoledì o il sabato, giorni di mercato, schivando a slalom le vecchiette in bici con capelli azzurri od arancioni, cariche di buste di frutta e verdura, devo svoltare o verso il Magnani o verso via 1° Maggio, tra frotte di pedoni e ciclisti della malora, che attraversano senza manco guardarsi attorno, come se fossero nel salotto di casa loro.

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