Partito democratico: Davide Malvisi, un segretario in vetrina

Pubblicato da Redazione il 6 gennaio 2010 in Politica |
FOTO DI MARCO GAMBAZZA

Qualcuno ricorderà la portentosa spugna della pubblicità televisiva che, imbevuta al punto da trasformarsi da piuma di pochi grammi in un mattone madido d’acqua, non rilasciava neppure una goccia. Non ricordavamo come si chiamasse. L’abbiamo rivista al numero 14 di via XX Settembre a Fidenza, sede del Partito democratico e ora sappiamo che si chiama Davide Malvisi. Il segretario in pectore del Pd assorbe e non rilascia.

Di più. La sua capacità di assorbimento e tenuta resiste alle strizzate più energiche. Ha la capacità di incassare di un Andreotti, ma senza la sua ironia. Ha l’impassibilità di un Kossighin, ma senza il suo colbacco di pelo sovietico.

Protetto da un elegante maglione marca Marina Militare, con la zip tanto svelta ad aprirsi quanto fulminea a richiudersi, ci riceve in una giornata di neve incipiente che non riesce a tramutare il grigio in bianco.

La sede del Pd esala provvisorietà: l’insegna è di carta tenuta da nastro adesivo, sul campanello c’è ancora la sigla Pds. Dagli anni Sessanta fino alla Bolognina, questo guscio oggi desolatamente vuoto è stato il quartier generale della formidabile macchina da guerra del Pci e non basterà certo un colpo di spugna a cancellare il passato che aleggia nelle stanze, spoglie, disadorne e tristi, rallegrate a malapena dalle bandiere rosse di una riproduzione dei funerali di Togliatti di Guttuso, da un enorme tricolore di stoffa plissettata che, se non è stata smontata dalla festa del partito, proviene da Cinecittà. Una casa grande per un partito sempre più piccolo che insegue sogni di grandezza. Che per correre dietro al nuovo ha scelto le gambe svelte, la faccia sorridente e fresca di Davide Malvisi, 30 anni, geometra, negoziante (ma oggi con la riqualifica delle professioni si usa dire imprenditore), iscritto al Pd dal 2007.

In questa stesse stanze, il 15 e 16 gennaio, andrà in scena il congresso del Pd fidentino, durante il quale Malvisi presenterà la propria candidatura a segretario di circolo, un tempo sezione. Una votazione semplice: il suo solo nome con affianco un «sì» e un «no». «Non sarà una votazione bulgara», si affretta a precisare Davide, «sono stato l’unico a farmi avanti e tutti si sono detti d’accordo, sapete il partito si è ricompattato in questi ultimi mesi».

Nessun rivale, zero suspense. A meno che uno non voglia farsi elettrizzare dal numero dei votanti, pochi o tanti, e dalla natura della vittoria: risicata, dignitosa o plebiscitaria. Dopo l’exploit del giugno scorso, quando ha raggranellato un pacchetto di 299 preferenze, preceduto per un’incollatura solo dal trottatore fuoriclasse Luigi Toscani (325 voti), i bookmaker danno Malvisi trionfante.

Una performance, quella dell’esordiente al secondo posto nella top ten dei preferiti, che ha fatto correre voci maligne. Un lascito di Andrea Massari escluso dalla gara, ha suggerito qualcuno. Gli giriamo, l’insinuazione, insieme alle altre domande, sia di fabbricazione corsara sia dei lettori del sito, vedremo che cosa risponderà.


Sono le due del pomeriggio del 4 gennaio e a quest’ora di un giorno di feste agli sgoccioli, le persone  normali fanno cose più normali di un’intervista all’astro nascente del Pd: valutano la presa della neve che forse non cade, preparano il piano neve, si preparano a criticare il piano neve. In altre parole, spalano la neve o si prendono a pallate (di neve). E noi? Stiamo per caso fabbricando pupazzi di neve che si squaglieranno al riaccendersi dei primi soli di polemica nel partito? Vallo a sapere. Sappiamo solo che, una volta a casa, oltre a spalare, dovremo pure scrivere il pezzo. E allora tacabanda. Chitarra, basso, batteria e pedalare.

Quanto dura, in genere, la carica di segretario di circolo?

«Due anni circa, a meno che non si interrompa prima per dimissioni, come è accaduto a Veltroni».

Che afflusso vi aspettate al congresso?

«Un’ottantina di persone per il dibattito, sedute si dice, ma a votare saranno di più. Chiunque sia tesserato può farlo».

Quanti eravate a quello precedente delle Orsoline, nel 2007?

«Di più e i votanti furono trecento».

E stavolta?

«Difficile dirlo».

Tu, quanto pensi di durare?

«Fino alla scadenza del mandato».

Qual è la tua posizione sul nucleare? Favorevole? Contrario? Possibilista?

«Assolutamente contrario».

Bersani però è possibilista.

«Il partito è fatto di teste diverse, con differenti visioni».

Qual è stata la scintilla che ti ha avvicinato alla politica?

«È successo casualmente. Io e altri ragazzi che, come me, fanno volontariato nella Pubblica Assistenza abbiamo scoperto questa passione che ci accomuna e ci aggrega».

Quando l’avete scoperta?

«Tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007, più o meno in concomitanza con la liquidazione dei Ds e la nascita del Pd».

Che cosa ti ha fatto optare per il Pd?

«La visione di un progetto e la proposta di risoluzioni che condivido nel metodo, l’attenzione verso i bisogni effettivi della gente e non dei singoli».

Quanto tempo dedichi alla politica, ogni giorno?

«Difficile dirlo, dipende…».

In media.

«Più o meno un’ora».

Quanto tempo al tuo lavoro?

«Otto-nove ore, quanto serve».

E a te stesso?

«Sì e no un’ora, due se mettiamo insieme rapporti sociali e palestra».

Avanzano dodici ore, come le suddividi?

«Otto ore di sonno non me le faccio mai mancare, il resto distribuito un po’ qui e là. Mi manca sempre il tempo per fare tutto, devo sempre rimandare qualcosa».

Hai parlato di palestra. Fai qualche sport?

«No, vado in palestra a fare esercizi di mantenimento. Ho fatto pugilato dai 16 ai vent’anni e ora sono vicepresidente della Boxe Fidenza. Tutto qui».

Se dovessi intervistare il sindaco Cantini, qual è la prima domanda che gli faresti?

«È soddisfatto della squadra che ha attorno? Dato che proviene da altri partiti (Pci e Psi, ndr), ne dubito. Penso abbia qualche problema».

Quante volte ti sei lanciato nel vuoto con i piedi infilati in un elastico?

«Due: la prima da un ponte alto 150 metri, a Biella, e la seconda dalla diga svizzera nella foto pubblicata da Nave Corsara».

Perché?

«Perché mi piace, dà adrenalina, ti ricarica, è bello».

Lo rifarai?

«Certo».

Con il congresso, il Pd di Fidenza riparte da zero?

«No. Nella fase postelettorale è stato fatto un lavoro egregio da parte di Adriano Fava che ha ricompattato il partito e ha rimesso in moto l’organizzazione, è stata fatta anche la festa quest’estate».

Ci sono tensioni interne?

«Prima delle elezioni, sì. Ora, non più».

Come intendete rilanciare la politica?

«La politica si in mezzo alla gente, non sui blog. Il blog serve a conoscere i problemi della città, è un mezzo come tanti, ma non intendiamo fare politica basandoci sui blog. Auspico che le persone in carne e ossa vengano a porci i problemi, ci mettano la faccia. Certo ci vogliono le palle. Mi auguro che al congresso ci siano mille persone a darci anche dei coglioni, se pensano che ce lo meritiamo».

Chi sono, nel Pd, i responsabili della sconfitta elettorale?

«Tutti, me compreso. Tutti abbiamo fatto errori e li abbiamo pagati cari. Siamo stati ripagati della stessa moneta (cioè con l’errore di non votare il centro sinistra quanto basta, ndr). Però tutto questo appartiene al passato».

I nomi dei responsabili della débâcle?

«Inutile farli, ognuno ci ha messo del suo».

Un nostro affezionato lettore-collaboratore, Paolo Sirocchi, vorrebbe iscriversi al Pd, ma dice di trovare la sede sempre chiusa. Quali sono gli orari d’apertura?

«Al mattino dalle 10,30 alle 11,30, il pomeriggio dalle 16,30 alle 17,30. Dopo il congresso organizzeremo una presenza più assidua. Faremo della sede un punto di riferimento, con orari più elastici.

Come si fa a iscriversi al Pd?

«Basta venire qui e compilare un modulo con i propri dati».

Quanto bisogna attendere per sapere se la domanda è stata accettata?

«L’accettazione è istantanea, uno entra non iscritto ed esce con la tessera».

Ma nel modulo bisogna dichiarare se si è stati iscritti ad altri partiti?

«Assolutamente no».

Quanti sono gli iscritti al Pd?

«Nel 2009 sono stati 275. Quelli del 2010 sono già una settantina».

Ti senti più vicino a Berlinguer o Craxi?

«A Enrico Berlinguer».

Non ravvisi conflitto d’interessi tra la tua carica pubblica di consigliere comunale e quella di fornitore del Comune quale titolare della Casa del geometra?

«Certo. Infatti, in base al Testo unico degli enti locali ho ammesso la mia incompatibilità e ho interrotto il mio rapporto di fornitore del Comune un mese e mezzo dopo essere stato eletto».

È vero che la Casa del geometra ha arredato la sede della San Donnino Multiservizi, società partecipata al 100% del Comune?

«E vero, ma ho fornito solo parte degli arredi».

A chi, della coalizione di centro-sinistra, vanno imputate le responsabilità della sconfitta elettorale?

«In particolar modo al Pd».

Quali errori avete compiuto?

«Non ci siamo rapportati in maniera serena tra di noi. Le nostre discussioni interne ci hanno alienato la fiducia degli elettori. Non siamo riusciti a lavare i panni sporchi in casa, ci siamo esposti agli occhi e alle orecchie del pubblico e la gente ci ha interpretato in modo sbagliato».

In modo sbagliato?

«La gente ha interpretato a suo modo, e poi il taglio giornalistico non ha aiutato, i problemi ci sono in tutti i partiti, come in tutte le famiglie».

Ma non davate la colpa al transfuga Giuseppe Cerri? Tu stesso lo hai dichiarato in un bar del centro.

«Ho detto che metterci insieme a lui nel ballottaggio ha fatto scappare  gli elettori: l’improvviso riavvicinamento è stato letto come una mancanza di coerenza. Sembrava che ci tirassimo le sedie addosso e poi siamo andati al round finale a braccetto con lui. La gente non ha capito questa ricomposizione del conflitto in due sole settimane. Non ci ha creduto».

Hai firmato per la candidatura di Paolo Antonini?

«Sì».

Hai concordato con la candidatura di Enrico Montanari?

«Assolutamente sì».

Se tu avessi potuto scegliere in piena libertà, chi avresti preferito? Chi era il tuo candidato ideale?

«Paolo Antonini».

I responsabili della sconfitta saranno messi da parte?

«C’è bisogno di tutti, nessuno sarà messo da parte».

Neppure i responsabili di prima linea?

«Tutti hanno la possibilità di ricominciare, nessuno escluso. Non vedo il motivo per cui, imparata la lezione, non si debba riprendere insieme e in buono accordo. Non rivangheremo il passato».

Parliamo di qualità. Quali sono le più importanti per un pubblico amministratore? Faccio un elenco e tu attribuisci a ognuna di esse un valore con un voto da uno a dieci.

Onestà?

«Dieci».

Serietà?

«Dieci».

Competenze specifiche?

«Dieci».

Spirito di servizio?

«Dieci».

Buon rapporto con i cittadini?

«Dieci».

Lealtà verso il partito che lo ha espresso?

«Zero».

Intelligenza?

«Dieci».

Astuzia?

«Sette».

Autorevolezza?

«Zero». (Probabilmente Davide si è confuso con autoritarismo, attendiamo eventuale rettifica, ndr)

Disinteresse?

«Dieci».

Spregiudicatezza?

«Zero».

Assenza di pregiudizio?

«Dieci».

Come giudichi il piano neve della nuova giunta? Superlativo? Buono? Appena sufficiente? Ampiamente insufficiente? Disastroso?

«Ampiamente insufficiente».

Che dirai ai costruttori edili simpatizzanti del Pd? Che è finita la cuccagna? Che non si cementifica più?

«Non so chi siano. Ma ci sono? Secondo me, no. A Villa Ferro hanno lavorato tutti, anche quelli di fuori provincia».

E l’Unieco?

«Ha partecipato a gare d’appalto e le ha vinte».

E la Tecton, che ha costruito quell’enorme palazzo nell’area ex Aeronautica? Alla festa del partito i militanti addetti al servizio sfoggiavano grembiuli con il marchio Necton.

«Ah, beh, sì. Sulla festa siamo spietati, chiediamo soldi a tutti».

Conosci l’impresa Scaramazza?

«No».

Lo sai che è proprietaria dei terreni lungo la strada di Salsomaggiore, davanti al ristorante Vecchio Parco, dove da anni si svolge la festa del partito?

«Lo ignoravo».

Lo sai che c’entra con Villa Panini?

«Ma non è stata l’impresa di Enrico Montanari (omonimo dell’ex candidato sindaco che non ha nessun rapporto di parentela con il medesimo, ndr) ad abbattere l’edificio?».

Sì, ma il proprietario della nuova abitazione che avrebbe dovuto sorgere al posto di quella demolita sarebbe Scaramuzza.

«Non ne sono al corrente. Non mi sono mai interessato di queste cose».

E per il futuro?

«Mi interesserò di tutto».

Non ritieni che un segretario di partito, per oltre sessanta anni al governo della città dovrebbe essere più guardingo sulla commistione tra politica e affari. Siete stati attenti agli agguati e ai pericoli che ne possono derivare?

«Non c’ero. Mi parlate di cose che non conosco e non ho seguito. Sono partito nel 2007».

Perché la Copas di Dante Bariggi è in cattive acque ed è costretta a mettere i suoi dipendenti in cassa integrazione per un anno?

«Ho saputo, purtroppo, ma non so quale sia il male di cui soffre l’azienda. Mi spiace tanto perché questa crisi crea problemi alla stessa collettività fidentina. Quella di Dante è una famiglia che stimo tantissimo. Conosco i suoi figli, bravissimi ragazzi. Di più non so».

Carlo Fetonti vuol sapere se la democrazia si basa sulla persona o sul partito?

«Il partito è fatto da persone. I partiti sono mezzi. Per le persone che non si riconoscono nei partiti esistono i movimenti civici».

Sempre Fetonti vuol sapere se ritieni giusto che, per candidarsi a una carica pubblica, occorra essere iscritti a un partito?

«Vale quanto detto prima».

In politica, il partito è un’opportunità o un obbligo?

«Un’opportunità».

Il tuo volto, per quanto giovane e nuovo, non è garanzia di cambiamento. Sei d’accordo?

«Giustissimo».

Assodato che un segretario non fa primavera e neanche pulizie di Pasqua, quali misure intendi adottare per svecchiare il partito e rimuovere chi è stato causa della sua disfatta?

«Cambierà il metodo di lavoro. Dalla segreteria ai membri del direttivo, ognuno dovrà svolgere un proprio compito».

Cioè?

««Chi si occuperà del tesseramento, chi delle feste e poi ci sono il sito, l’organizzazione delle assemblee pubbliche, le diverse commissioni… Basta con il vecchio vizio di lavorare solo in vista delle elezioni e poi mollare fino alle successive. Bisogna tornare tra la gente, solo così si raccolgono umori e consensi».

Qualcuno sostiene che tu abbia beneficiato delle preferenze di Andrea Massari che, non potendo candidarsi, le avrebbe dirottate su di te.

«Ma che cosa dite? Io me le sono guadagnate una a una. Ero sempre in giro. Parlavo con tutti. Ho battuto le campagna, entravo nelle stalle e la sera rientravo che puzzavo di letame».

Quanti sono gli attivisti del Pd?

«Tra le sessanta e le settanta persone».

Sei convinto, come sostiene il tuo compagno di partito Alessandro Stefanini, che la giunta di centro-sinistra abbia governato bene?

«Certo, abbiamo governato bene, ma non siamo stati in grado di comunicare e di spiegare alla gente tutto quello che abbiamo fatto, ed effettivamente è stato fatto tanto».

L’architetto Alberto Gilioli, che si è prontamente allineato con il nuovo sindaco, lo consideri: a) un traditore; b) un serio professionista al di sopra delle parti; c) uno che cerca di sopravvivere; d) un sopravvissuto.

«Un serio professionista al di sopra delle parti».

Che consigli ti ha dato Gabriella Bussandri, che ti ha preceduto nell’incarico?

«Mi ha consigliato di essere il più aperto possibile; di fare attenzione a tutte le cose e di non sottovalutare niente».

Hai chiesto consiglio all’ex commissario Roberto Garbi e al coordinatore ad interim Adriano Fava?

«No, per adesso con loro non ho ancora parlato».

Con Vincenzo Bernazzoli, deus ex machina dello stop a Paolo Antonini e artefice della candidatura di Enrico Montanari, ti sei consultato?

«Non di recente».

Qualcuno che ti abbia consigliato di lasciar perdere?

«Nessuno».

Chi ti ha incoraggiato?

«I giovani».

Perché non hai rivali nella corsa per la segreteria?

«Per evitare confronti inutili».

E se fossi eletto con pochissimi voti o durante il mandato incontrassi difficoltà impreviste?

«Non ho bisogno della politica per vivere. Se mi scotto, vado a casa. Se riesco a lavorare bene, bene. Se no, pazienza».

Che cosa fa la differenza tra il Pd e il Pdl?

«Tante cose».

Per esempio?

«Prendi i giardinetti di San Michele. Con quell’ordinanza si sono creati problemi tanto ai commercianti della zona quanto a chi vuol fermarsi per fumare una sigaretta. Un provvedimento del genere non fa che spostare il problema anziché risolverlo.

Non trovi che a Fidenza si sia costruito un po’ troppo?

«Si è costruito il necessario. Il quartiere Europa è quasi tutto venduto».

Ma sono più di mille gli appartamenti vuoti in città, una torre del piazzale della stazione è vuota e l’altra è fallita.

«Non so quante siano le case vuote e la decisione di costruire i Nuovi Terragli risale a un’epoca in cui io non ero iscritto al partito».

Alla sconfitta del centro-sinistra hanno contribuito maggiormente gli articoli della Gazzetta di Parma o i Nuovi Terragli?

«I Nuovi Terragli».

Come fai a dire che il Pd e il Pdl hanno visioni opposte se poi fanno le stesse cose, come costruire a oltranza, anche se non c’è domanda?

«Lo so, però bisogna guardare avanti».

State lavorando al Psc (il Piano strutturale comunale da cui dipenderà il futuro assetto urbanistico di Fidenza, ndr)?

«Dobbiamo ancora approfondirlo».

Sul futuro del Pd influiranno di più i militanti della vecchia guardia, accantonati durante le elezioni ma sempre in servizio, stando a quanto ci hai detto, o i nuovi che entreranno dalla porta aperta?

«I secondi».

Usciamo. La neve ha abortito il suo tentativo di coprire il grigio del cemento democratico. Non è rimasta che la consolazione effimera della neve a nascondere le magagne di una generazione politica.

Tito Cantarelli e Ivano Sartori


(questa foto, fatta con un cellulare, non è di Marco Gambazza)

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14 Commenti

  • avatar federico scrive:

    dai lì …..

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  • avatar marco del freo scrive:

    Be’, che dire?
    Così si fa. Domande, risposte.
    Che poi si sia soddisfatti delle une o delle altre riguarda direttori e lettori.
    Per quel che riguarda me e la domanda da me proposta (quella sul che cosa chiedere al nuovo sindaco, grazie): la risposta è una di quelle che mi aspettavo ed è, purtroppo, indicativa di una mentalità diffusa tra i politici, quella che li ha portati spesso e trasversalmente, in posti ben lontani da quelli in cui vive la “gggente”. Molta è la strada da fare per ricongiungersi in un tempo del fare.
    Per il resto, grazie ancora alla Nave: sarebbe bello vedere cose del genere più spesso ovunque.

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  • avatar Ambrogio scrive:

    Il vino sarà anche nuovo ma la botte rimane quella vecchia.
    Comunque bravo a tentarci, ho apprezzato alcune risposte molto franche, altre mi sono apparse servili, ma io di “politica” non capisco molto.

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  • avatar max scrive:

    Intervista un po’ triste…nelle domande e nelle risposte.
    MA forse invece ben fatta, perchè quello che rimane alla fine è un grande senso di vuoto, e probabilmente è giusto così.

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  • avatar giovanna galli scrive:

    Innanzitutto in bocca al lupo a Davide per l’impresa che si sta apprestando a fare. In certi momenti mi viene da pensare “ma chi te lo fa fare?”. Per la politica ha dovuto rinunciare alla fornitura al comune dando lezione di stile. Per quanto riguarda l’intervista mi sembra che Davide davanti al fuoco aperto contro di lui dall’esperto Sartori abbia dimostrato di avere tanta buona volontà ma di non essere di certo il nuovo che avanza. Un po’ è vero ma un po’ penso che Davide abbia finto. Di certo nelle sue risposte è stato più attento a non creare problemi all’interno del partito che a cercare di piacere al pubblico. Ha eluso la domanda sulle responsabilità della sconfitta elettorale del Pd, non è voluto entrare nel discorso dei Nuovi Terragli (a quel tempo ha detto che non era iscritto) ma da un giudizio positivo sull’operato della precedente amministrazione). Insomma se c’è da criticare “non vedo, non sento e non parlo” mentre se c’è da parlar bene sui predecessori allora “ci sono”. Conosco Davide e credo che per quanto riguarda la partecipazione riuscirà a far tornare la gente in sezione: è educato, crede veramente nel dialogo, è capace di fare squadra, ha un gruppo forte che lo sostiene. Al momento attuale non si è mostrato come un rivoluzionario ma ha dato l’idea di voler, in un certo senso, seguire le tracce di chi il partito l’ha fatto prima di lui. Spero che sia una mossa più tattica che sentita e che una volta eletto sappia modificare il Pd a Fidenza anche se non mi meraviglierebbe molto il contrario viste le difficoltà che sta dimostrando il Segretario Bersani a far venir fuori la sua leadership. Ho apprezzato la sua spontaneità nel dire che sarebbe stato Paolo Antonini il suo Sindaco ideale. Molti pur pensandolo non lo avrebbero detot.

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  • avatar coduro scrive:

    Mi associo ad Ambrogio sulla valutazione del “vino”. Inoltre, a mio avviso, un pò troppi “non so”, “non c’ero” su questioni scottanti e importanti che, se si è in politica dal 2007, non si possono ignorare. Comunque auguri.

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  • avatar George Clifford scrive:

    Come non fare il tifo per Davide? Impossibile. Da lui, però, vorrei in cambio una promessa. Vorrei carpirgli la promessa che cercherà di recuperare e coinvolgere il più possibile Città Aperta e Sinistra per Fidenza che non hanno, dallo scorso giugno, più nessun rappresentante in consiglio comunale. Sia Città Aperta che Sinistra per Fidenza dovranno essere a pieno titolo compartecipi di un rinnovato Partito Democratico. Anno nuovo, segretario nuovo, aria nuova. Sarò un ingenuo, ma che ci volete fare?
    George Clifford
    P.S. Penso davvero che si facia così a comunicare: tante domande e tante risposte. Possibilmente chiare. Un bravo a Tito, Ivano e Davide.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Come ero stato facile profeta, nel farti la seconda domanda nel post, avevo anticipato che facilmente mi avresti frainteso non rispondendo quindi ne alla mia domanda e ne a quella dell’Editore nell’intervista. La ripropongo : visto che la democrazia si basa sulla persona,allora come te lo spieghi che per candidarsi ci vuole il partito, cioè la lista che è il suo equivalente,stabilendo quindi l’obbligo di partito? In altre parole, per fara politica cioè per candidarsi perchè non bastano le firme, i voti ed il cervello? Ti ricordo,vai a controllare, che in base all’art.48 della Cost. il voto è personale,cioè individuale e in base all’art. 49 la andidatura è personale perchè esiste il diritto di farsi il partito e quindi non ci può essere l’obbligo di farsi il partito.Un diritto non può mai diventare un obbligo perchè diritto è contrario di obbligo. Quindi le leggi elettorali,sono anticostituzionali da sessant’anni e non puoi affermare ( terza risposta) che il partito è un opzione( e su questo sarei d’accordo con te) quando in realtà è una cosa obbligata.Sto parlando, per essere più chiaro ancora di candidadatura personale,individuale o indipendente come viene chiamata nei paesi anglosassone.La patria,guarda caso, della democrazia rappresentativa.Se è vero quello che io sostengo, dato che a scuola mi hanno spiegato che se la legge non rispetta la Costituzione la legge è illegittima, i nostri politici sono illegalmente costituiti. Se è falso dimostramelo.Va da se quindi che i partiti sono stati, speciamente in questo ultimo ventennio, come i ladri di Pisa che di giorno litigavano sulla spartizione del bottino ,ma di notte andavano a rubare assieme.Dimostrabile.Cosa hanno rubato e vanno a rubare Berlusconi,Di Pietro,Bersani e Casini ecct.? I diritti del popolo ,cioè dei cittadini, cioè della persona, .Ti ricordo che l’affermazione “io non c’ero” vale fino ad un certo punto nel senso che chi vuole operare con i partiti deve assumersi la responsabilità storica,politica e morale di quello che sono stati e sono tutt’ora nella vita della società umana.Chiarito questa “quisquiglia”,poi il nostro confronto potrà continuare, sempre se t’interessa.
    Sia ben chiaro che visto quello che ti aspetta auguri sinceri.

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  • avatar Paolo Sirocchi scrive:

    Non vi convince del tutto perché non sapete o non volete leggere bene. Ah, questi craxiani infingardi, latitanti da una vita. Ma da dove sbucano? Me lo chiedo anch’io.

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  • avatar sciacallo scrive:

    MAX. Si, l’intervista è triste, appare così, ma a ben pensare è il contesto, diciamo i tempi attuali a renderci tristi. Dice un vecchio aforisma, purtroppo non ricordo di chi; “la politica è la sezione pubblicità dell’industria”. E sempre di più la viviamo così…

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  • avatar polipoassonnato scrive:

    Che dire….mi sembra strano che non sappia tutte quelle cose vivendo la nostra quotidianità. Se vuoi fare qualcosa per fidenza e per il tuo partito dovresti essere informato, oppure torna comodo essere evasivi come del resto lo sono i politici. Per il conflitto di interessi…fregatene piuttosto che arrivare a trucchi sporchi pur di non figurare. La Gazzetta di Parma sicuramente non vi ha aiutato visto lo spazio dato a Tanzi in questi anni….diciamo presente + di Berlusconi? Poi si perde anche perchè in questi anni avete/hanno fatto sempre quello che hanno voluto sicuri di ricevere consenso senza ascoltare il “popolo” con o senza rotonde, dalle cose sciocche a quelle importanti. Comunque auguri, ne hai bisogno.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Per Davide Malvisi
    Visto che il post sta esaurendo la” sua spinta propulsiva” (sto citando Berlinguer)mi permetto una precisazione ed un racconto a dimostrazione che so di cui sto parlando.Alla prima domanda “la democrazia si basa sulla persona o sul partito” la tua risposta è stata che per la persona ci sono i maovimenti civici.Ti faccio notare che la tua risposta vale per “le persone” e non “per la persona”.Io come tutti sono una persona e non un movimento civico,o una lista civica,o un partito,o un gruppo, o un rassemblement io sono una persona e basta.Non ho diritto a far politica?Non ho il diritto ad esempio di raccogliere le firme e di fare il consigliere comunale, o il deputato?VIsto che il voto è personale, la candidatura è personale( in Costituzione e non di fatto) e ciascuno può rispondere solo per se stesso.La responsabilità nella vita è sempre individuale o tu rispondi anche per gli altri?Io ti sto provocando per farvi ammettere quella “leggenda metropolitana” che sta alla base della cultura politica italiana e di cui tratterò qui sotto.
    Ti voglio raccontare un episodio che riguarda l’On.Bersani quando nel 2001 ho cominciato a contestare l’anticostituzionalità delle leggi elettorali in questione.Avevo scritto tre lettere a Bersani prima durante
    e dopo la campagna elettorale nel collegio uninominale.Bersani non ha risposto nonostante il suo segretario mi avesse assicurato la risposta certa di Bersani alle lettere.E li ho cominciato a capire che parlare con i partiti è come parlare con un muro di gomma. Alla festa dell’Unità 2001 durante le celebrazioni della sua elezioni ed a un dibattito con trenta dirigenti dei D.S e dieci persone di pubblico, chiedo spiegazioni a Bersani,con decisione, per la non risposta e sulla non osservanza degli Art.48 e 49 Non ha risposto alla prima domanda, mentre ha risposto alla seconda con l’affermazione : “lo facciamo per evitare dispersione di voto”. La risposta implica tre considerazioni.
    1) Chi si giustifica,ammette che le leggi sono anticostituzionali.Quindi Bersani lo ha ammesso. 2) IL fine giustifica il mezzo. Cioè il mio fine è buono e quindi faccio i comodi miei.Ovviamente il fine non giustifica mai il mezzo.3) L’affermazioe è falsa perchè un quarto dell’umanità vota con voto personale e candidatura personale e non hanno dispersione di voto,anzi………Quindi Bersani non sapeva questa verità elementare in vigore da oltre sette secoli in Inghilterra ,guarda caso la patria della democrazia rappresentativa….Queste e alte cose ho proposto in documento scritto e protocollato in Consiglio Comunale nell’aprile del 2002. Sai chi mi ha risposto? nessuno, in nome ovviamente della partecipazione. Comunque sono d’accordo con te che confronto per la partecipazione è lo strumento per capire qualsiasi cosa nella vita anche le verità spiacevoli di cui ho parlato, sempre che ci si voglia mettere in discussione. E’ sulla tua volontà e capacità di rispondere che sarai giudicato perchè di buone intenzioni ,ti ricordo,sono lastricate le vie dell’inferno.Ancora auguri e rimaniamo in attesa, noi siamo sempre qua , si fa per dire…..

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Davide Malvisi
    Mi spiace ma meglio togliersi un altro dente.
    Nel primo post ho scritto che i partiti Italiani sono come i Ladri di Pisa. Dimostrabile e adesso te lo dimostro così siamo ancora più chiari
    Art.1 della legge elettorale per la Camera “i candidati sono eletti con voto libero,eguale e segreto”.Libero eguale e segreto sono tre aggettivi, dove li hanno presi? Ovviamente dalla Costituzione che nell’Art. 48 però contiene un quarto aggettivo e cioè che il voto è anche “personale”.Questo non solo nella legge “porcata”di Calderoli ma anche nella legge precedente del centro sinistra.Come mai nessuno ha protestato,nessuno ha letto la Costituzione ,tutti distratti ? O forse l’aggettivo personale che vuol dire individuale,
    dava fastidio ai partiti,tutti,poichè il voto personale è il contrario del voto di gruppo, di lista, o di partito? Ovviamente i quattro aggettivi non sono cose facoltative ma obbligate cioè vincolanti senza il rispetto dei quali la legge è anticostuzionale, come in effeti è..Secondo te qual’è la piu ragionevole delle ipotesi che ho formulato?Dov’è il voto personale nell’elezione dei parlamentari o dei consiglieri comunali tanto per fare due esempi? Quindi fanno le porcate sapendo di farlo. A te la parola.Ti saluto

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