Il bilancio sulla bilancia di Giuseppe Cerri. Intervista all’ex sindaco
FOTO DI MARCO GAMBAZZA
Giuseppe Cerri, senza voler togliere nulla agli altri rappresenta sicuramente il personaggio più interessante nel panorama politico fidentino. Ex democristiano, ex Margherita, ex Pd sembrava destinato a scomparire dalla scena dopo la vittoria di Mario Cantini. Definitivamente conclusa la sua esperienza nel Partito democratico l’abbiamo visto rinascere. Se come sindaco era spesso taciturno e accomodante adesso che è all’opposizione in consiglio comunale non si lascia sfuggire niente, è attento e critico su tutti i temi e il suo voto non è mai scontato: alle volte vota con la minoranza ma altre con la maggioranza o si astiene. I suoi cavalli di battaglia sono il sociale e il bilancio ed è soprattutto su questo che siamo andati ad intervistarlo.
Il sociale rappresenta per molti il fiore all’occhiello della nostra amministrazione ma lei è spesso critico nei giudizi. Cosa c’è che noi non riusciamo a capire?
«Il comune continua a fare un lavoro pregevole nel sociale ma tante volte alcune cifre vengono citate in modo erroneo. Si è dato tanto risalto al “pacchetto anticrisi” ma nessuno ha detto che i 150 mila euro messi a disposizione per aiutare le famiglie a risolvere la crisi sono stati ottenuti tagliando da altri conti. Li metti lì ma poi ne hai meno negli altri capitoli. Nel 2009, per esempio, avevamo messo a disposizione a bilancio 40 mila euro per aiutare le famiglie a pagare gli affitti, per il 2010 se ne prevedono 30 mila soltanto. Sono già 10 mila in meno. Per sostenere le spese in conto capitale sono stati messi in bilancio 140 mila euro, cioè l’intero ammontare del contributo che la Regione ha assegnato al distretto per superare la crisi. Questa somma non era solo nostra ma dovrà essere trasferita anche agli altri dodici comuni. Di fatto, ci sono meno risorse quest’anno rispetto all’anno scorso, nonostante i 140mila euro del piano anticrisi della Regione.
«Non condivido la scelta di aumentare le tariffe degli asili nido e delle scuole materne ma, anzi, avrei adottato provvedimenti per aiutare le famiglie con problemi economici. L’aumento è stato probabilmente dettato dall’esigenza di avvicinare l’ammontare della retta al costo effettivo del servizio.
«Non farei, invece, un dramma per l’aumento della tassa sui rifiuti solidi urbani. Credo si tratti di un buon servizio. Si tratta di una tassa che non premia i comportamenti virtuosi ma viene calcolata in base alla superficie abitativa. Sarebbe certamente preferibile passare dalla tassa alla tariffa in cui si pagherebbe in base alla quantità di rifiuti prodotti ma, al di là delle difficoltà organizzative per questo cambiamento c’è stato un problema: alcune finanziarie del governo non lo consentivano».

Nonostante tante critiche lei però si è astenuto al momento del voto. Perché l’ha fatto?
«Ritengo che il bilancio sia “ragionieristico” e basta, ci si è limitati a fare una semplice quadratura dei numeri Ci sono pochi soldi, è vero ma è mancata un’impostazione precisa anche se alla fine Cantini ha cercato di aggiustare un po’ alcuni paletti. Sul piano degli investimenti il mio giudizio è molto negativo. Molti interventi sono già stati programmati e molti altri saranno costretti a farli, anche se non sono stati inseriti in bilancio. Rifiutarsi di stipulare nuovi mutui è certamente un fatto positivo ma quando dovranno finanziare opere non previste ma urgenti saranno costretti a farlo. La mia astensione sul bilancio è stato un atto di attenzione nei confronti del sindaco che, in questa situazione ha cercato di aggiustare il tiro ed è l’unico che può e potrà trainare tutta l’Amministrazione comunale».
In consiglio comunale, adesso lei non si lascia sfuggire niente, c’è su tutti i temi e dà anche l’impressione di divertirsi molto. È così?
«Criticare si sa è più facile che proporre. Adesso mi diverto di più, nel senso che, nel ruolo che mi compete, faccio le considerazioni mie personali. In passato c’era l’esigenza di arrivare ad una sintesi su quello che si doveva fare da parte di tutte le componenti della maggioranza. La passata esperienza è stata comunque molto importante perché mi ha permesso di conoscere meglio la situazione dall’interno, un punto d’osservazione privilegiato. In passato ho pagato un grosso scotto: sono entrato come sindaco nell’amministrazione comunale senza conoscerne bene i meccanismi, non avendo mai fatto né il sindaco né l’assessore. Sono stato consigliere comunale fino al 1995, quando comunque farlo contava qualcosa. Adesso i consiglieri comunali non decidono niente, si limitano a votare cose già decise da altre parti. Si è fatto un passo indietro nella democrazia. Il sindaco i poteri che vuole li ha ma deve essere supportato da un partito forte. “Fidenza è di tutti” è uno slogan, bisogna dirlo con i fatti e non solo a parole. Adesso di partiti veri non ce ne sono più, se si esclude il Partito democratico. I partiti sono il sistema di collegamento e di mediazione tra chi amministra ed i cittadini; senza i partiti non c’è collegamento, non si ha possibilità di un dialogo, c’è una carenza di mediazione. Agli inizi del mio mandato, sono stato condizionato da una situazione, da una realtà pregressa che per certi aspetti non condividevo fino in fondo. Per esempio i Nuovi Terragli con tutto quello che ancora comportano per la sistemazione dell’intera area, compreso il Foro Boario e l’istituto agrario Solari».

Quale giudizio dà della nuova amministrazione?
Nei primi sei mesi (perché non ho mai fatto i conti con i primi cento giorni, tempo assolutamente insufficiente per un’amministrazione nuova a mettere in campo dei cambiamenti) non sono stati presi atti importanti e anche i metodi mi sembrano sempre gli stessi: è mancata la collaborazione. Il cambiamento per ora è rimasto solo uno slogan. Manca la partecipazione, quella vera. Il bilancio, lo ripeto, risulta essere un documento ragionieristico, fatto dai tecnici non dagli amministratori. Abbiamo discusso tanto sul bilancio ma sarà nel Peg (Piano economico gestionale) che verranno prese davvero le decisioni. Sarà lì che i dirigenti attraverso determine (che non vengono pubblicate e nemmeno discusse in Consiglio comunale) sceglieranno come investire le risorse dei loro servizi e a quali attività dare la precedenza».
La nuova finanziaria sembra apportare grosse novità nei comuni: pare destinata a finire una figura come quella del direttore generale, lei cosa pensa di questo? Ritiene che Fidenza possa fare a meno di questo dirigente?
«Penso che a Fidenza se ne possa fare tranquillamente a meno anche perché in comune c’è già una struttura dirigenziale che può fare da sola, il segretario comunale».

Quanto resta del gruppo della sua lista civica?
«Della lista Cerri resta un grande gruppo. Siamo rimasti ancora in tanti e continuiamo a incontrarci come prima».
E il futuro politico con chi sarà? Con Ubaldi? Con Rutelli?
«Personalmente ma anche gli altri stiamo ragionando per andare con Ubaldi (Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma ed attuale presidente del consiglio comunale di Parma, fondatore di Civiltà parmigiana) e il suo nuovo movimento Italia migliore anche se le cose non sono così semplici.
«Stiamo andando su una strada con i tanti che hanno interesse al ritorno alla funzione vera dei partiti, quella di mediazione tra i cittadini e le istituzioni. Adesso c’è solo qualcuno che si arroga il diritto di rappresentare i cittadini senza nemmeno ascoltarli».
Qualcuno della lista Cerri è rientrato nel Partito democratico?
«Il Pd, tutti noi che eravamo in lista, ci ha cacciati; l’ha fatto dopo le elezioni, naturalmente. No, nessuno è rientrato nel Pd. Siamo tutti impegnati per entrare in Italia Migliore, con Ubaldi».
Qualche maligno ha interpretato la sua astensione al bilancio come segno di intesa con Mario Cantini in vista di una prossima intesa. È così?
«Mi sono astenuto senza pensare a queste cose. Circa una possibile intesa con Mario Cantini non ne abbiamo mai parlato e non so nemmeno cosa lui pensi al proposito».
Giovanna Galli e Bruno Pichelli














Ci vuole un fisico bestiale, cantava Carboni. Negli ultimi mesi l’ex sindaco Cerri ha conseguito un traguardo difficilmente raggiungibile. Trombato alla terza potenza, ovvero al cubo. La prima trombatura gli nasce in casa lo scorso gennaio quando la sua giunta lo fa fuori. La seconda trombatura gli arriva dall’esito elettorale di giugno a dir poco deludente. Ma Cerri si supera al ballottaggio scegliendo il candidato sindaco sbagliato (Montanari), prendendo la terza trombatura cosmica. Record mondiale!!! Eppure, dopo qualche mese, Cerri si propone con rinnovata verginita’, flirtando con il neo sindaco (Cantini) scartato sei mesi fa ai tempi del ballottaggio.
La politica e’ bella per questo; non ci sono regole, vale tutto come a Rollerball. Chi ha piu’ fisico e rimane in pista e vince l’ultima partita si aggiudica la gara anche se ha perso tutte le precedenti.
Auguri!!!
p.s. A proposito di Melville: non tutti i pesci sono uguali
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Giuseppe è prima di tutto un amico, da sempre. Certo che in politica le cattive compagnie sono la regola e da un po’ di tempo le ha azzeccate tutte, peccato. ma l’importante è sganciarsi, possibilmente, al momento giusto.
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