Berlusconi: basta con l’odio e l’estremismo

Pubblicato da Redazione il 26 dicembre 2009 in Cronaca nera |

coltello

Piantonato in ospedale don Giorgio Panini, il prete di Vignola (Modena), accusato di aver ucciso a coltellate (nella foto, l’arma del delitto) Sergio Manfredini. «Dobbiamo contrastare» queste «fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio», ha dichiarato il presidente del consiglio. Preoccupazione in Vaticano.

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4 Commenti

  • avatar sciacallo scrive:

    Beh, un po’ come quando Silvio ha detto; comprate azioni Enel, sono sicure. E le quotazioni giù in picchiata…

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Sono completamente d’accordo a metà col Silvio. Parole Sante le sue, ma come tanti predica bene e razzola male. Se avesse detto: basta con l’odio (tutti dovete darmi ragione a prescindere) e con l’estremismo (tutti dovete votare per il PDL e indicare la corrente Schifani) allora sarebbero suonate meglio, le sue parole. Ebbene: seppur tremolante la democrazia apparente c’è ancora, in Italia.

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  • avatar modena scrive:

    Certezza: la premeditazione.
    IPOTESI SUL MOVENTE:
    Se il prete Don Giorgio Panini (omicida)
    avesse avuto una “amica” particolare (di letto)
    e il povero Sergio Manfredini si fosse in qualche
    modo rivelato un supposto ostacolo,
    ecco spiegato il movente.
    Poteva essergli di ostacolo indirettamente
    alla relazione clandestina dei due sia
    a parole (consigli contrari, vista la grande
    familiarita’ fino a quel momento), sia per
    quanto riguarda aspetti piu’ monetari (soldi
    ma anche roba, beni immobili) legati a
    pretese rivoltegli con urgenza della amica-amante
    del prestante Don giorgio Panini.

    Io se avessi la possibilita’ (polizia, forze dell’ordine)
    indagherei la pista dell’amica che “estorce” o
    comunque chiede al prete regalie – ricattato dalla
    minacciata terminazione del lussurioso rapporto -
    e proprio sotto le feste (di natale) si concretizza
    nel delitto.

    La risposta puo’ essere nelle telefonate, incontri,
    contatti con questa giovane, disturbata e diabolica donna.

    Da valutare inoltre se ella abbia anche pianificato,
    suggerito, istruito e intimato al parroco Don Giorgio
    la esecuzione del delitto mascherata da aggressione
    estranea agli abitanti della casa.

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  • avatar storiedicronaca scrive:

    La storia di don Giorgio:

    Lorenza racconta che tutto è iniziato per caso, anche un po’ contro la sua volontà. Lei si rivolge a lui perchè aveva bisogno di conforto dopo che perse il lavoro. Aveva bisogno di parlare con un prete ed ascoltare la parola di Dio.

    Lui sin da subito, iniziò a corteggiarla. Era un corteggiamento imbarazzante, dice Lorenza: l’abbracciava spesso, voleva un contatto fisico da subito. Dopo due mesi, affascinata dalle sue lusinghe e dal suo carisma , si lasciò ammaliare da lui e c’è stato il primo bacio. Dopo mesi di frequentazione, Tutti sapevano del loro fidanzamento. Erano una coppia, c’era un rapporto sessuale normale come avviene tra persone che decidono di stare insieme. Erano a tutti gli effetti fidanzati ed avevano anche deciso di andare a vivere insieme.

    Lei voleva costruire con lui una famiglia e don Giorgio sosteneva di volersi spogliare delle vesti religiose. Addirittura conobbe il figlio della donna per dirgli che voleva fargli da padre. Questa storia è durata 3 mesi. Lui le faceva regali costosi (le regalò una macchina).Come mai aveva tutti questi soldi nonostante non fosse di famiglia benestante? Nasce dunque il sospetto . Un giorno non la chiamò (cosa strana visto che si sentivano sempre!) ma Lorenza riceve una telefonata da una sua amica che la informa sul fatto che don Giorgio era stato aggredito.

    Lorenza si reca in ospedale, ma li scopre che il prete aveva commesso un omicidio. Ha ucciso un suo amico tentando acnhe di uccidere la moglie. Lorenza resta sconvolta, successivamente lo andò a trovare in carcere e lui le disse di amarla tantissimo.

    Lorenza però confessa in studio che non è tutto: Dopo poco infatti lui ha deciso di negare l’esistenza di questa storia, sostenendo che era necessario farlo per una linea difensiva nel processo.

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