Berlusconi: basta con l’odio e l’estremismo
Pubblicato da Redazione il 26 dicembre 2009 in Cronaca nera |


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Beh, un po’ come quando Silvio ha detto; comprate azioni Enel, sono sicure. E le quotazioni giù in picchiata…
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Sono completamente d’accordo a metà col Silvio. Parole Sante le sue, ma come tanti predica bene e razzola male. Se avesse detto: basta con l’odio (tutti dovete darmi ragione a prescindere) e con l’estremismo (tutti dovete votare per il PDL e indicare la corrente Schifani) allora sarebbero suonate meglio, le sue parole. Ebbene: seppur tremolante la democrazia apparente c’è ancora, in Italia.
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Certezza: la premeditazione.
IPOTESI SUL MOVENTE:
Se il prete Don Giorgio Panini (omicida)
avesse avuto una “amica” particolare (di letto)
e il povero Sergio Manfredini si fosse in qualche
modo rivelato un supposto ostacolo,
ecco spiegato il movente.
Poteva essergli di ostacolo indirettamente
alla relazione clandestina dei due sia
a parole (consigli contrari, vista la grande
familiarita’ fino a quel momento), sia per
quanto riguarda aspetti piu’ monetari (soldi
ma anche roba, beni immobili) legati a
pretese rivoltegli con urgenza della amica-amante
del prestante Don giorgio Panini.
Io se avessi la possibilita’ (polizia, forze dell’ordine)
indagherei la pista dell’amica che “estorce” o
comunque chiede al prete regalie – ricattato dalla
minacciata terminazione del lussurioso rapporto -
e proprio sotto le feste (di natale) si concretizza
nel delitto.
La risposta puo’ essere nelle telefonate, incontri,
contatti con questa giovane, disturbata e diabolica donna.
Da valutare inoltre se ella abbia anche pianificato,
suggerito, istruito e intimato al parroco Don Giorgio
la esecuzione del delitto mascherata da aggressione
estranea agli abitanti della casa.
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La storia di don Giorgio:
Lorenza racconta che tutto è iniziato per caso, anche un po’ contro la sua volontà. Lei si rivolge a lui perchè aveva bisogno di conforto dopo che perse il lavoro. Aveva bisogno di parlare con un prete ed ascoltare la parola di Dio.
Lui sin da subito, iniziò a corteggiarla. Era un corteggiamento imbarazzante, dice Lorenza: l’abbracciava spesso, voleva un contatto fisico da subito. Dopo due mesi, affascinata dalle sue lusinghe e dal suo carisma , si lasciò ammaliare da lui e c’è stato il primo bacio. Dopo mesi di frequentazione, Tutti sapevano del loro fidanzamento. Erano una coppia, c’era un rapporto sessuale normale come avviene tra persone che decidono di stare insieme. Erano a tutti gli effetti fidanzati ed avevano anche deciso di andare a vivere insieme.
Lei voleva costruire con lui una famiglia e don Giorgio sosteneva di volersi spogliare delle vesti religiose. Addirittura conobbe il figlio della donna per dirgli che voleva fargli da padre. Questa storia è durata 3 mesi. Lui le faceva regali costosi (le regalò una macchina).Come mai aveva tutti questi soldi nonostante non fosse di famiglia benestante? Nasce dunque il sospetto . Un giorno non la chiamò (cosa strana visto che si sentivano sempre!) ma Lorenza riceve una telefonata da una sua amica che la informa sul fatto che don Giorgio era stato aggredito.
Lorenza si reca in ospedale, ma li scopre che il prete aveva commesso un omicidio. Ha ucciso un suo amico tentando acnhe di uccidere la moglie. Lorenza resta sconvolta, successivamente lo andò a trovare in carcere e lui le disse di amarla tantissimo.
Lorenza però confessa in studio che non è tutto: Dopo poco infatti lui ha deciso di negare l’esistenza di questa storia, sostenendo che era necessario farlo per una linea difensiva nel processo.
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